R I CI C L I T T I C I in mare

relitto piattaforma Paguro

articolo LA STAMPA 2 Giugno 2017

La scultura sottomarina
per salvare l’ecosistema

Il progetto in ferro riciclato di un artista vercellese

Un pesce in ferro riciclato per salvare il mare e il suo ecosistema e una webcam subacquea per regalare lo spettacolo dell’habitat marino che prenderà possesso della gigantesca cernia realizzata da Piero Motta, imprenditore e artista di 49 anni di Lozzolo, in provincia di Vercelli. La scultura è nata dall’assemblaggio di vecchi rottami ferrosi ma vuole trasmettere a tutti coloro che la ammireranno, sopra e sotto il mare, un messaggio: l’acqua è fonte di vita e l’ambiente marino va tutelato. Da vent’anni Motta realizza sculture con vecchi oggetti di ferro. Ora, per la prima volta, una scultura di ferro riciclato è stata esposta su un fondale marino italiano, a Ravenna, per lasciarsi «integrare» dall’habitat degli abissi e diventare meta di sub. Un’opera simile sarà posata sui fondali dell’Isolotto di Bergeggi, nel Mar Ligure.
Il progetto
Si chiama «Riciclittici in mare» il progetto di Piero Motta, iniziato con l’esposizione internazionale «Human rights? H2o» a Rovereto, in Trentino, dove 160 artisti selezionati da 30 Paesi, sono stati invitati dal curatore Roberto Ronca, direttore dell’Associazione internazionale Arti plastiche a raccontare l’acqua e il suo inestimabile valore. La scultura di Motta raffigura delle cernie, realizzate assemblando vecchi attrezzi e rottami. I visitatori interagiscono con la scultura, innaffiando simbolicamente le cernie per farle sopravvivere affinché possano raggiungere il mare. Risultato ottenuto: una delle tre cernie costruite ha raggiunto i fondali del Mare Adriatico, calata a ridosso del relitto della piattaforma di perforazione Paguro, a 12 miglia al largo di Ravenna. La piattaforma si è inabissata nel 1965, dopo un’eruzione di gas, e ora è un Sito di interesse comunitario e meta di migliaia di immersioni subacquee. L’equipaggio era formato da Piero Motta, Franco Rambelli, il fotografo subacqueo Marco Sieni, Vincenzo Cardella, curatore del Museo nazionale delle attività Subacquee di Marina di Ravenna, e Faustolo Rambelli, la storia della subacquea, oggi presidente della «HistoricalDiving Society Italia». Motta si è immerso insieme alla sua opera, calata con cime e carrucole da bordo a 30 metri di profondità. La scultura è stata appesa con una cima a un traliccio del relitto, rimanendo così fluttuante, in balia delle correnti. Un effetto che farà sembrare la grande cernia di ferro viva, pronta per essere fotografata dai subacquei, che con le loro immagini permetteranno di scoprire l’evolversi dei colori, dato dai processi chimici e dall’azione degli organismi biologici.
La scultura
A fine settembre, quando finirà la mostra di Rovereto, un’altra cernia sarà posata a Bergeggi. «La cernia bruna – spiega il biologo Simone Bava, direttore del parco marino di Bergeggi – uno dei simboli del Mediterraneo. La cernia in ferro di Motta sarà circondata da centinaia di cernie vere, che le nuoteranno intorno, a 18 metri di profondità». La scultura sarà posata al confine con la zona di protezione totale A, in modo che le immersioni possano avvenire senza richieste di deroga. Una webcam subacquea dell’Area marina protetta permetterà di monitorare sul Web come la flora e la fauna marina prenderanno possesso della scultura.

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  • Pubblicata mercoled� 07 giugno 2017

  • Da Motta Piero

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  • Pubblicatamercoled� 07 giugno 2017