Geografie del bagaglio, la mostra in Stazione Milano Cadorna: Cos'è un bagaglio per un artista ?
Dal 20 gennaio al 6 febbraio all'altro deposito bagagli.
Che cos’è un bagaglio per un artista?
Arte, viaggio e identità nello spazio ritrovato della Stazione Cadorna
C’è un luogo a Milano dove il viaggio non è solo movimento, ma riflessione. È l’ex deposito bagagli della Stazione di Milano Cadorna, oggi ribattezzato “Altro deposito bagagli”, che dal 20 gennaio al 5 febbraio 2026 ospita la mostra “Che cos’è un bagaglio per un artista?”, primo capitolo del ciclo espositivo Bagaglio d’artista.
Quindici artisti – quattordici nomi e una presenza anonima – sono invitati a confrontarsi con una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: che cosa porta davvero con sé un artista nel suo percorso? Non solo oggetti, strumenti o opere, ma memorie, influenze, ferite, visioni, stratificazioni interiori. Il bagaglio diventa così metafora di identità, misura del necessario e del superfluo, spazio in cui si accumula l’esperienza del vivere e del creare.
Il progetto segna l’inizio di una collaborazione tra Arte da mangiare mangiare Arte e FNM, inserendosi nel palinsesto del trentennale dell’associazione milanese fondata nel 1996 come movimento di pensiero. Ancora una volta, l’arte esce dai luoghi canonici per incontrare la città e i suoi flussi, scegliendo uno spazio carico di senso: un luogo di transito, di attesa, di partenze e ritorni.
Con la direzione artistica di Ornella Piluso e la curatela di Monica Scardecchia, la mostra prende forma attraverso una serie di mini-installazioni da appoggio, piccole architetture narrative che dialogano con l’ambiente e con la sua funzione originaria. Ogni opera è un frammento di racconto: non illustra il viaggio, ma lo evoca; non descrive il bagaglio, ma lo trasforma in gesto poetico.
Materiali eterogenei, forme ibride e linguaggi differenti compongono un atlante visivo fatto di tracce personali e immaginari collettivi. Il pubblico, composto da viaggiatori, pendolari, turisti e cittadini, è chiamato a interrogarsi sul proprio bagaglio esistenziale: cosa portiamo con noi ogni giorno, cosa accumuliamo, cosa scegliamo – o siamo costretti – a lasciare indietro.
Il luogo stesso diventa parte integrante dell’opera. L’ex deposito bagagli non è solo contenitore, ma memoria attiva: uno spazio che ha custodito oggetti di passaggio e che ora accoglie storie interiori. In questo dialogo tra arte e funzione, tra permanenza e transitorietà, la mostra si configura come un intervento di arte site-specific capace di rigenerare simbolicamente uno spazio urbano attraverso la cultura.
“Che cos’è un bagaglio per un artista?” non offre risposte univoche, ma apre un campo di possibilità. È una mostra che parla di viaggio, ma soprattutto di trasformazione; di movimento, ma anche di soste necessarie. Un invito a rallentare, anche solo per un momento, nel cuore della mobilità milanese, e a guardare dentro ciò che ciascuno di noi porta con sé.
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