Grande successo per l'evento quasi futurista da Fondazione Marchesi per il trentennale di Arte da mangiare
Attesa per i prossimi eventi in programma.
PRANZO E CENA QUASI FUTURISTA 2026
Grande successo per l'incontro storico tra Gualtiero Marchesi e il Futurismo
Milano, 23 febbraio 2026
Il 20 febbraio 2026, presso la Fondazione Gualtiero Marchesi, si e? concluso con grande successo il doppio evento gastronomico-culturale che ha celebrato il 117° anniversario della pubblicazione del Manifesto Futurista e il 150° anniversario della nascita di Filippo Tommaso Marinetti. Il primo Pranzo quasi futurista e la tredicesima edizione della celebre Cena quasi futurista hanno registrato il tutto esaurito, con liste d'attesa che testimoniano l'interesse del pubblico verso questo progetto artistico performativo ideato dall'artista Carmine Caputo di Roccanova e sviluppato da Arte da mangiare mangiare Arte in collaborazione con la Galleria Scoglio di Quarto e per questa occasione con la Fondazione Gualtiero Marchesi.
Un evento sold out dall'atmosfera unica
Entrambi gli appuntamenti hanno esaurito tutte le disponibilita?, confermando la Cena quasi futurista come uno degli eventi piu? attesi del panorama culturale milanese. L'atmosfera e? stata elegante, colta e raffinata, con un pubblico eterogeneo che ha condiviso riflessioni sul Futurismo, sulla figura di Marinetti e soprattutto sulla rivoluzione gastronomica operata da Gualtiero Marchesi.
Particolarmente emozionanti i ricordi legati al Maestro Marchesi narrati dalla dott.ssa Simona Marchesi, figlia di Gualtiero Marchesi e Presidente della Fondazione, dal dr. Enrico Dandolo, Vice Presidente della Fondazione e da numerosi ospiti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Come ha sottolineato Enrico Dandolo presentando ogni portata, la Fondazione mantiene viva l'innovazione di Marchesi proiettando il suo insegnamento nel futuro.
La cucina come palcoscenico
La location ha giocato un ruolo fondamentale nell'esperienza: la cucina della Fondazione, visibile agli ospiti, si e? trasformata in un vero palcoscenico dove il protagonista era il cibo. I rumori della preparazione, il movimento dei cuochi, la cura nella presentazione – tutto ha contribuito a creare quell'esperienza totale e multisensoriale tanto cara a Marchesi quanto ai principi futuristi. Il servizio stesso e? rimasto fedele alla visione del Maestro: il celebre risotto con foglia oro e? stato presentato nel piatto con il bordo nero e con posata dorata, esattamente come Marchesi aveva concepito.
Interventi e contributi d'eccellenza
Tra i momenti piu? significativi della giornata:
• L'invettiva energica e inaspettata di Carmine Caputo di Roccanova contro la pastasciutta, i suoi intermezzi futuristi, il dono fatto ai presenti di un “medaglione d’arte” futurista che omaggio Marinetti e il
suo celebre movimento, la nuova ricetta per un Caffe? Ultra Futurista, che ha sorpreso e coinvolto tutti i
presenti.
L'intervento dello scrittore ed esperto di Futurismo Guido Andrea Pautasso, L'intervento dello scrittore
ed esperto di Futurismo Guido Andrea Pautasso, autore di importanti volumi sulla cucina futurista, che ha condiviso la sua approfondita conoscenza del movimento marinettiano e delle sperimentazioni gastronomiche d'avanguardia, arricchendo la serata con aneddoti e riflessioni sul rapporto tra Futurismo e arte culinaria.
La video testimonianza di Riccardo Ginanni, nipote di Arnaldo Ginna, che ha condiviso ricordi personali del nonno, la sua attenzione per la sana alimentazione, la salute e l'ambiente – temi di straordinaria attualita? contenuti nel naturismo futurista.
"La soglia d'oro", suggestivo omaggio a Gualtiero Marchesi della curatrice d'arte Monica Scardecchia, che ha reinterpretato il celebre risotto come momento di trasmutazione alchemica e sensoriale.
L'intervento di topylabrys (al secolo Ornella Piluso), che ha presentato i "Tastevin quasi futuristi", sculture da indossare in plastica riutilizzata dipinti nei colori della bandiera italiana, concepiti per "lasciare passare" il vino attraverso tre piccoli fori, trasformando il gesto del possedere in quello del percepire. L'artista ha inoltre realizzato una cartolina futurista intitolata "La Resistenza", con l'immagine potente di una bocca che morde: "La tavola non e? piu? luogo di quiete ma di rivoluzione", recita il testo, dove masticare diventa atto di scelta, assimilazione e trasformazione, e rifiutare significa pensare. Un gesto che riaccende la fiamma della sperimentazione futurista, trasformando il convivio in azione artistica e dichiarazione di liberta?.
Gli interventi di numerosi artisti che si sono messi in relazione fra la figura di Marinetti e quella di Marchesi tra cui:
- Margherita Cavallo, l’artista attraverso la metafora della "lumaca futurista Margherite?" ha riletto criticamente il Manifesto di Marinetti, aderendo ai principi di velocita?, energia e movimento ma prendendo le distanze dagli aspetti violenti e misogini del movimento.
- Marilisa Leone, che ha condiviso la sua testimonianza personale sul legame con Fortunato Depero, rievocando il mondo creativo dell'artista futurista attraverso l'amicizia con Ivana Bini, curatrice della collezione di arazzi su disegni originali di Depero. Un omaggio che si e? fatto materia: sia Leone che l'artista Etta Rossi indossavano gilet con i disegni del maestro futurista.
- Micaela Tornaghi, che ha raccontato il suo incontro con il futurismo attraverso il ricordo dell’amicizia che il nonno dell’artista aveva con il pittore futurista Alessandro Bruschetti, presentando un umile mestolo forato in alluminio come simbolo della sintesi tra gesto culinario e ricerca estetica, ponte tra l'amore per il bello di Marchesi e lo spirito futurista.
- Lorenzo Marini, artista e art director che ha lanciato lettere futuriste richiamando la sua installazione "Futurpioggia" realizzata a Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna in occasione della mostra il Tempo del Futurismo, creando un momento performativo che ha unito gesto, parola e memoria del movimento futurista in una pioggia di segni e significati.
- Clelia Boesi, artista e collezionista di base a Bruxelles che ha portato l’attenzione sul ruolo delle donne all’interno del movimento futurista.
- Mira Sovia, che si e? aggirata tra i tavoli ripetendo come un mantra "la forma cambia, l'essenza rimane", donando ai presenti suoi lavori su carta in un gesto che ha trasformato l'atto performativo in dono e relazione, incarnando il principio futurista della trasformazione continua.
- Etta Rossi, apparsa con il volto nascosto da un cartello recante la scritta "sono invisibile", un gesto di denuncia e provocazione che ha reso visibile proprio cio? che dichiara invisibile, in perfetta sintonia con lo spirito sovversivo del Futurismo
- Silvia Capiluppi che ha presentato la maquette dell'ex-Scalo idrovolanti di Pavia (1926) appoggiata su un vassoio con foglia d'oro – evocando l'oro di Marchesi – simbolo dell'architettura futurista legata al sogno della velocita? e del volo, proponendo una visione di recupero dell'edificio come spazio di convivialita? contemporanea.
- Filippo Soddu che ha presentato un collage con il volto di Filippo Tommaso Marinetti e le scritte recuperate dal manifesto dell’evento.
Hanno inoltre partecipato con interventi significativi gli artisti Andrea Russo, James Rivier (artista e gallerista), Stefano Soddu, Franco Vertovez e Anna Laura Cantone (artista e illustratrice), che hanno contribuito ad arricchire la riflessione sugli aspetti culturali dell'evento e sulla storicizzazione della Cena quasi futurista nel panorama artistico contemporaneo.
Contributi dal mondo della cultura
Tra gli interventi anche quelli della critica d'arte Chiara Canali, che ha valorizzato l'originalita? della proposta culturale, sottolineando la partecipazione attiva degli artisti e ricordando il ruolo della donna nel movimento futurista. La gallerista Gabriella Brembati di Scoglio di Quarto ha ripercorso il percorso storico del format della Cena quasi futurista, testimoniandone l'evoluzione nel tempo. Giorgio Lodetti, libraio della storica Libreria Bocca (la piu? antica d'Italia), ha condiviso il suo ricordo personale di Gualtiero Marchesi come cliente della libreria. Luigi Caricato, giornalista e ideatore di Olio Officina Festival, ha valorizzato il rapporto consolidato tra il suo festival e Arte da mangiare mangiare Arte (realta? che sviluppa la parte artistica del festival) e l'importanza dell'arte nella comunicazione di eventi culturali.
Presenze istituzionali
Presenti anche figure istituzionali come Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano; Elena Grandi Assessora al Verde del Comune di Milano; Diana De Marchi Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunita? della citta? Metropolitana di Milano; a testimonianza dell'importanza culturale dell'evento e del ruolo storico che Milano ha sempre avuto nella nascita dei movimenti culturali.
Il riso in vibrazione dorata: la portata piu? emozionante
Tra i piatti del palatolista, e? stato il "Riso in vibrazione dorata" – reinterpretazione futurista del celebre risotto allo zafferano con foglia d'oro di Marchesi – a creare le emozioni piu? intense. Come ha spiegato la curatrice Monica Scardecchia nel suo intervento, l'oro non e? decorazione ma un simbolo alchemico di trasmutazione della materia verso lo spirito, soglia tra il visivo e il sensoriale.
30 anni di Arte da mangiare mangiare Arte
L'evento ha confermato ancora una volta la grinta e l'originalita? di Arte da mangiare mangiare Arte, associazione culturale e movimento di pensiero che da 30 anni anima la scena culturale milanese promuovendo progetti innovativi nel dialogo tra Arte e Alimentazione. Come ha sottolineato Vincenzo de Vera d’Aragona, Presidente dell'Associazione, questo traguardo rappresenta un impegno costante nella ricerca culturale, valorizzato dalla fondatrice e direttore artistico Ornella Piluso, che ha saputo mantenere viva una riflessione originale e raffinata sul cibo come forma d'arte.
Prospettive future
Il successo dell'evento fa auspicare nuove prospettive di collaborazione tra Arte da mangiare mangiare Arte e la Fondazione Gualtiero Marchesi, con l'obiettivo di approfondire ulteriormente il dialogo tra arte e cucina, tradizione e innovazione, passato e futuro – temi centrali per entrambe le istituzioni.
Come riporta il palatolista dell'evento:
"NON DECORAZIONE NON TRADIZIONE AZIONE. Dalla forma chiusa alla materia in movimento. Questa e? cucina futurista."
CONTATTI PER LA STAMPA
Arte da mangiare mangiare Arte: Monica Scardecchia; info@artedamangiare.org
Fondazione Gualtiero Marchesi; (+39) 02 3670 6660; fondazione@gualtieromarchesi.it
Un progetto di Arte da mangiare mangiare Arte in collaborazione con Fondazione Gualtiero Marchesi ETS
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