Antonella Panepuccia
artista
\"Spicca la particolare attenzione per la materia e la tecnica Ceramica Raku che si addice alla citazione di grandi artisti, mettendone in risalto l\'essenzialità del tratto, perfettamente godibili sia dal punto di vista estetico, che l\'asservimento della forma e dei colori alla decorazione, che da quello culturale, piacevole esempio di Ceramica Raku contemporanea. Dimostra la contiguità della produzione scultorea e di quella ceramica che s\' identificano nella creatività, nel gusto, nell\'uso dei materiali e dei colori rendendo sempre arte ciò che scaturisce dall\'ingegno e dall\'esperienza dell\'Artista. Un uso sapiente del materiale, dei colori e della tecnica sono l\'identità di Antonella Panepuccia che crea oggetti di uso quotidiano che hanno una spiccata e profonda valenza artistica. L\'elemento plastico si unisce perfettamente all\'esigenza di fruibilità quotidiana, esaltandone l\'aspetto artistico con il contrasto di smalti lucidi rossi e neri, su fondo opaco e bianco. Interessante la coppia di vasi \"Asterix ed Obelix\" nella quale le caratteristiche dei personaggi sono rese in modo sintetico ed inequivocabile, sottolineando i ruoli con il gioco di colori tenui che s\'invertono e si completano con le diverse tonalità“ Dr. ssa Sofia PETTINELLI Storico e Critico d\'Arte \"Se la Ceramica Raku aveva in Giappone i suoi antichi maestri, nel nostro territorio c\'è chi di questa prestigiosa scultorea è una grande Sacerdotessa. Si chiama Antonella Panepuccia e nelle sue mani rivive un\'arte che unisce la praticità alla spiritualità, offrendo come risultato dei pregevoli pezzi unici ed irripetibili. L\'introduzione di varianti personalizzate, la sperimentazione libera e continua fanno di questa tecnica un importante mezzo di espressione artistica e comunicativa\" Dr. Emanuele VENDITTI Il Nuovo Corriere \"Con la sua peculiare tecnica Raku, fa dell\'argilla ceramica un mezzo espressivo e graffiante allo stesso tempo, ruvido e coinvolgente come una memoria ancestrale che emerge dalla materia \" Dr.ssa Maria Antonietta ROSSI Storico e Critico d’Arte \"L\'Arte della Ceramica Raku di Antonella Panepuccia: Un Viaggio tra Tradizione e Innovazione\" “La figura dell’artista Antonella Panepuccia è quella di un’artigiana della ceramica che, attraverso un percorso di apprendimento e sperimentazione, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, dando vita a opere uniche e cariche di significato. La sua formazione, che spazia dal diploma di Ceramista Raku presso l\'Università UPTER di Roma fino all’apprendimento delle tecniche del tornio con maestri del calibro di Giovanni Magliano e Lorenzo Bellini, è un chiaro segno della sua dedizione e passione per l’arte ceramica.L’approccio dell’artista alla ceramica Raku, una tecnica giapponese che valorizza l’imprevedibilità e la bellezza dell’irripetibile, riflette una profonda connessione con gli elementi naturali: terra, aria, acqua e fuoco. Questi elementi non sono solo materiali di lavoro, ma diventano parte integrante della sua espressione artistica. Ogni pezzo che crea è una manifestazione tangibile di emozioni e sensazioni, frutto di un dialogo intimo con la materia e con il momento presente. La sua abilità nel combinare diverse tecniche ceramiche e scultoree, come la PAPER CLAY e le TERRE SIGILLATE, dimostra un\'apertura alla sperimentazione e una volontà di esplorare nuove forme espressive. Un aspetto notevole della sua opera è la varietà stilistica che riesce a raggiungere. Dalla pittura astratta contemporanea alle tecniche figurative digitali, fino all\'uso di resine polimeriche, l’artista non si limita a una sola espressione, ma si lascia ispirare da tutto ciò che la circonda. Questo approccio eclettico le consente di trasmettere una vasta gamma di emozioni e stati d\'animo, rendendo ogni opera non solo un oggetto da osservare, ma un’esperienza da vivere. Le sue creazioni, ogni volta uniche, sono caratterizzate da una \"casualità\" affascinante, dovuta alle diverse temperature di cottura e alle variabili del processo creativo. Questo aspetto rende ogni pezzo un\'autentica opera d\'arte, dotata di una propria autonomia e di una personalità distintiva. Il fatto che le sue opere siano state pubblicate su riviste d\'arte e architettura di prestigio, sia in Italia che all\'estero, è testimonianza del riconoscimento e dell’apprezzamento che ha ricevuto nel mondo artistico. Ma ciò che emerge maggiormente è la sua genuina naturalezza e la semplicità con cui affronta il suo lavoro. Non si tratta solo di creare oggetti, ma di vivere un processo che è esso stesso un\'esperienza sensoriale e emotiva. L’impastarsi le mani con l\'argilla e gli smalti diventa quindi un atto di libertà e di espressione, un modo per comunicare senza parole. In conclusione, l’artista si propone come una figura che, attraverso la ceramica Raku, riesce a catturare l’essenza della vita e della natura. Le sue opere non sono solo prodotti artigianali, ma veri e propri veicoli di emozioni e racconti, in grado di coinvolgere e affascinare chiunque le osservi. La sua continua ricerca di nuove forme espressive e la sua volontà di sperimentare fanno di lei un’artista in continua evoluzione, pronta a sorprendere il pubblico con la sua creatività e il suo talento“. Dr.ssa Maria Grazie TODARO Critico d\'Arte e Gallerista \" La Ceramica Raku, con le sue superfici irregolari e segnate dal fuoco, diventa parte integrante del significato dell\'opera, suggerendo fragilità, trasformazione e resistenza. Testimone autentico di una una creatività che nasce dal silenzio e si compie nell\'emozione, la sua opera ha dato voce all\'invisibile e forma al sentire. L\'arte, attraverso il suo sguardo, si è fatta linguaggio universale, incontro e memoria, luce condivisa oltre ogni confine. La sua partecipazione al Premio Maestri a Parigi ha lasciato un segno di armonia, bellezza e profonda umanità.\" Dr. Sandro SERRADIFALCO Critico d\'Arte, Editore e Saggista In questo centrotavola in ceramica Raku Antonella Panepuccia esplora con sensibilità materica e rigore formale le potenzialità espressive di una tecnica antica, trasformando l’oggetto funzionale in presenza simbolica. La forma irregolare, volutamente asimmetrica, rompe la perfezione geometrica per aderire a una concezione più organica e naturale del volume, evocando una conchiglia, una foglia o un frammento emerso dalla terra. La superficie craquelé, tipica del Raku, diventa protagonista visiva: le sottili fratture della smaltatura non sono semplici effetti decorativi ma trame che raccontano il dialogo tra fuoco, aria e materia, rendendo visibile il processo di trasformazione e la tensione termica che ha generato l’opera. Il contrasto tra l’avorio caldo dello smalto e gli inserti neri, intensi e profondi, crea un equilibrio cromatico sobrio ma incisivo, mentre le linee spiraliformi incise al centro introducono un elemento simbolico di forte suggestione, rimandando a un’idea di ciclicità, energia primordiale e movimento interiore. Le incisioni laterali, leggere ma decise, contribuiscono a scandire la superficie, stabilendo un ritmo grafico che dialoga con la morbidezza dei bordi ondulati. L’opera si colloca così in una dimensione in cui arte e artigianato si fondono, superando la distinzione tra oggetto d’uso e scultura da contemplazione: il centrotavola non è soltanto recipiente, ma spazio rituale, luogo di raccolta e di relazione. Panepuccia dimostra una consapevolezza tecnica che non soffoca l’immediatezza espressiva, lasciando che l’imprevedibilità del Raku partecipi attivamente alla definizione estetica dell’opera. Ne scaturisce un lavoro essenziale e meditativo, dove la materia conserva la memoria del fuoco e si offre allo sguardo come equilibrio fragile tra controllo e casualità, tra gesto umano e forza naturale. Dr. Sandro SERRADIFALCO Critico d\'Arte, Editore e Saggista Nel suo operare si riconosce una visione capace di trasformare l’esperienza interiore in forma sensibile, restituendo all’arte una funzione alta, quasi necessaria. La sua espressione non si limita a rappresentare, ma attraversa, interroga e rivela, aprendo spazi di contemplazione in cui lo sguardo si fa consapevole. In questa tensione tra pensiero e materia, tra intuizione e costruzione, emerge un linguaggio che unisce e supera, rendendo visibile una dimensione condivisa del sentire. La sua presenza testimonia un contributo di rara intensità, segnato da coerenza, profondità e autentico valore umano. Dr. Sandro SERRADIFALCO Critico d\'Arte, Editore e Saggista