Biografia

Appassionato d'arte sin da piccolo è assetato di originalità, unicità e stile in ciò che crea, cerca di Maturare dimestichezza nell’uso dei “materiali”, intraprende un percorso di studio personale, analizzando le movenze di ciò che lo circonda, razionalizza nuove ipotesi artistiche; contraddistinguendo tra le righe quello che libera il suo “IO”. E’ da questa continua sperimentazione e originalità che nasce il suo stile, affermato in modo particolare nelle sculture. Ama scoprire valutare e scandagliare nuove tecniche artistiche, molte delle quali fuori gli schemi canonici e dalla metodica realizzativa. Nulla è programmato, perché dal suo punto di vista “l'originalità con cui è fatta un'opera, dona all'opera stessa la capacità di esprimersi”. E’ particolarmente attratto dal “Sacro”, dove trova la sua maggiore ispirazione è profondamente convinto che la sua arte sia un “dono” e come tale deve essere “donata” con la speranza che possa suscitare emozioni, le stesse emozioni che prova lui stesso nell’atto in cui “l’idea” prende materialmente forma. Le sue opere non sono mai “preventivate”, non crea mai nessun “bozzetto o rifermento”, tutto nasce al momento, “sviluppare in quell’istante oppure perdere tutto”. Nelle sue creazioni spesso sceglie e sposa diversi elementi, valorizzandone il meglio di ciascuno, incastonandoli in un linguaggio armonioso. Capo saldo nel suo “stile” è l’idealismo artistico, l’ispirazione del momento, considerando la materia come qualcosa di secondario nei confronti “dell’idea “cioè della sostanza spirituale che può esprimere. Acquista notorietà grazie alla moglie Paola, la quale si fa promotrice della sua arte, convinta del talento espresso nelle sue opere, caparbia insiste per renderle pubbliche nonostante il parere “contrario” dell’Artista, a qualsivoglia forma mediatica e così che la sua perseveranza viene premiata, organizza la sua prima manifestazione artistica il 09 agosto 2012, in occasione di una mostra collettiva dal titolo “Angoli D’arte” ad Angoli (CZ), in questa occasione, si conferma la convinzione di Paola difatti, conquista il plauso del pubblico e riceve lusinghieri apprezzamenti. Seguono una lunga serie di manifestazioni pubbliche con grandi soddisfazioni e un Escalation di premi e riconoscimenti. Unici ed emozionanti, sono i tre incontri con Sua Santità Papa Francesco, Mazza ha avuto l’onore di donare al Pontefice tre opere: la prima nel 2016 nell’anno del Giubileo della Misericordia, presentato a Sua Santità da Sua Eccellenza il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora e due nel 2018 a distanza di pochi mesi ossia: in occasione del 50° Anniversario dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e della consegna della Reliquia di Papa San Giovanni XXIII° al 2° Rgt Aves. Di particolare rilevanza è sicuramente lo “spirito” con cui Mazza vive la propria vita artistica impreziosita dalle diverse donazioni come: l’opera donata al Museo Diocesano di Lamezia Terme dal titolo “La Passione”, allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, con l’opera “Misericordia” esposta presso Palazzo Esercito Roma i Monumenti ai Caduti, donati al Comune di Lamezia Terme, al 2° Rgt Aves e alla caserma della Polizia di Frontiera Aerea dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, e tante altre donate ad enti pubblici e militari. Hanno scritto di lui: Vittorio Sgarbi, Paolo Levi, Luca Cantore D’Amore, Marco Rebuzzi, Veronica Nicoli, Salvo Nugnes, Vincenzo Abati, Carla d’Aquino Mineo, Armando Principe, Sandro Serradifalco, Maria Emilia Ciannavei, Luigi Cerruti, Fulvia Minetti, Flavio De Gregorio, Licia Oddo, descrivendolo come un’artista dalla creatività sconfinata, che eredita dagli artisti impressionisti l’abilità di imbrigliare le emozioni su una superficie. Da uno stralcio di una nota critica si sottolinea come osservando le sue opere ci si trova davanti a una serie di profili, soprattutto di epoca rinascimentale: dai duchi d’Urbino di Piero, al dittico dei Bentivoglio di Ercole de’Roberti; si pensa alle monete di Pisanello, al Pollaiolo. Mazza condivide con i grandi artisti del passato, innanzitutto la formazione avvenuta quando ancora bambino ammirava lo Zio, scultore pittore di Lamezia Terme e la grande passione per la materia. Infatti si appassiona a tutte le diverse tecniche utilizzabili in campo artistico. Mantiene salda una convinzione però, quella che questa veicoli un contenuto, un messaggio, esprima “un’Idea”, come avrebbe detto Panofsjy. L’opera d’arte pur essendo fatta di materia non può fermarsi soltanto a quest’ultima. Prendiamo ad esempio (olio spatolato su tela, cm 90x70) omaggio alla propria terra natia. Qui l’idea della rappresentazione prevale sulle regole canoniche della prospettiva. Al Mazza non interessa mostrare la torre della propria città, la sua bellezza, secondo le consuete norme, gli interessa comunicare il proprio stato d’animo, farci vedere come sente quei luoghi nel quale è nato, dove ha vissuto, dove tuttora lavora, crea, esiste. Ed in questo mi ricorda Van Gogh per quel modo di dipingere il dato naturale filtrando con la propria visione intellettuale ed emotiva. E sempre per citare i grandi maestri del passato, commovente è la sua rielaborazione della Creazione di Adamo di Michelangelo in (tecnica ad argilla grezza plasmata e infornata, cm 100x50) dove dimostra di conoscere attentamente la storia del Buonarroti. E’ risaputo, infatti che Michelangelo si sentisse più scultore che pittore. Tant’è che quando Giulio II gli commissionò la Sistina in luogo della “sua sepoltura” il grande genio di Caprese si sentì profondamente in disagio. E concepì comunque per tutta la sua vita la pittura come un altro modo di scolpire. Le opere di Mazza sono ispirate da un’autentica vocazione alla trascendenza da un anelito che traduce in esperienza visiva l’amore di un Dio infinitamente grande, che guida l’uomo sulla via della salvezza. Il Prof. Cantore D’amore congiuntamente al Prof. Daverio ammirando proprio un’opera dal titolo “Figlio Mio”, hanno pensato come fosse provocatorio insinuante accostarla al “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca. E’ quindi si può riflettere su quante siano differenti le modalità di espressione in 500 anni di distanza, del dolore. Affermando appunto come il contemporaneo espresso da Mazza sia contrapposizione provocazione di valori e tecniche antiche e contemporanee.

- Il 09 settembre 2012, con tema “L’alterità”, nella Città di Paola vince il “Premio della Critica”.
- A dicembre 2012 vince il Premio “Ermes VERCILLO” al Museo del Presente a Rende.
- Conclude il 2012 con la donazione di una scultura unica nel suo genere, rappresentante il Cristo Crocifisso esposta in permanenza nella Cappella della Questura di Catanzaro.
- A luglio del 2013 riceve una “Critica D’Arte” da parte dell’Associazione “Proiezione Calabria” con il patrocinio della Città di Cosenza, in occasione di una mostra collettiva dal titolo “Inchiostro a colori”, presso il Chiostro “San Domenico” a Cosenza.
- Nel 2014 si classifica al 2° posto al 1° Concorso Nazionale d’Arte Contemporanea con tema “I popoli che resistono” con l’opera dal titolo “Il coraggio della scelta” organizzato dal Centro di Documentazione Invicta Palestina di Lamezia Terme. In questa occasione Mazza ha donato la sua opera, che è stata venduta all’asta e il ricavato è stato devoluto a “Terre des Hommes” per l’acquisto di medicinali e generi di primissima necessità aderendo alla campagna SOS GAZA patrocinata anche dall’Ambasciata Palestinese in Italia. In occasione della Giornata ONU 2014, l’evento è stato patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Lucca;
- Conclude il 2014 con la sua prima “Personale” organizzata nella Chiesa dell’Immacolata Concezione di Migliuso (CZ).
- A maggio 2015 Partecipa nell’ambito di un convegno sul “Centro Storico di Cosenza” ad una mostra di pittura e scultura presso centro polifunzionale Auser.
- Il 23 maggio 2015, Vince il 1° concorso di estemporanea di pittura a Cosenza, conquistando il 1°posto assoluto per prospettiva innovazione e creatività, con l’opera “In bocca al Lupo”.
- A dicembre 2015 è selezionato per partecipare alla rassegna "People & Art" presso L'atelier della Stilista Elena Vera Stella.
- Il 24 dicembre 2015 la “Vigilia di Natale”, inaspettatamente è onorato presso l'Atelier “Stella” dal Vescovo di Lamezia Terme Sua Eccellenza Luigi CANTAFORA, in visita appositamente per ammirare le Sue opere, proprio in questa occasione l’artista manifesta la volontà, di donare alla Diocesi di Lamezia Terme una delle opere più importanti, ossia un Crocefisso di 2,5 mt di altezza, realizzato in ulivo, vite e grano.
- A marzo 2016 è selezionato all’edizione di “Condivisi 3”, che poi lo porterà a partecipare al “Fuori Salone di Milano” che definiscono la Milano Design Week, l’appuntamento più importante al Mondo per Design Addicted.
- A maggio 2016 riceve il Premio “Marc CHAGALL” per meriti artistici, presso il MUSEO di Villa Breda di Padova.
- Il 18 giugno 2016 il sogno più grande, l’incontro personale con PAPA FRANCESCO sul sagrato della Basilica di San Pietro in Roma, in questa occasione donerà personalmente a Sua Santità l’opera dal titolo “LA PASSIONE” rappresentante il Cristo Crocifisso. Nella realizzazione sono stati utilizzati tre elementi naturali della terra di Calabria: Ulivo la Vite e il Grano. Partendo dal tronco di un albero d’ulivo, ho cercato di rappresentare il Cristo Crocifisso con richiami al racconto evangelico della Passione: l’ulivo, che rimanda all’Orto del Getsemani dove Gesù pregò prima di essere consegnato ai soldati e ai sommi sacerdoti, inoltre raffigura il simbolo della rigenerazione, perché, dopo la distruzione operata dal diluvio, la terra tornava a rifiorire, con il ramoscello di ulivo portato dalla colomba; nonché simbolo di pace perché attestava la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini; la vite, che richiama il vino, il sangue di Cristo, versato per la salvezza di noi tutti;la spiga, che rappresenta il pane spezzato da Cristo nell'ultima cena e il chicco di grano che “cade in terra e muore per portare molto frutto”; emblema della primavera, della natura che si risveglia, che vince il buio e l'immobilità dell'inverno e dunque la morte. L’albero di ulivo, la vite, la spiga di grano, tre come la Santissima Trinità, tre elementi naturali che richiamano la Passione di Gesù e aprono all’evento centrale della fede cristiana: la Resurrezione di Cristo, la rinascita della vita e della speranza oltre il dolore e la sofferenza. Nello specifico, sforzandosi di non tralasciare la più realistica interpretazione, data dalla difficoltà nell’assemblare i materiali usati; a partire dall’inchiodatura, effettuata con una grande sofferenza, proprio a ripercorrere la crudeltà del genere umano; ho rappresentato lo strazio della crocefissione con simbolismi particolari, difatti, la naturale piega dei chiodi o ancor più la mano destra che cerca in un certo qual modo a chiudersi per il troppo dolore; del chiodo che trafigge la carne o come il braccio sinistro disteso con la mano aperta che si apre verso il cielo a cercare il Padre. Dalla lavorazione completamente a mano del legno alla vernice utilizzata per rappresentare il sangue, ho dato vita a una rappresentazione del Cristo Crocifisso in cui gli elementi della natura della terra di Calabria, si intrecciano con i simboli dei racconti evangelici della Passione, da cui trae il titolo l’opera, ponendo lo spettatore di fronte alla raffigurazione del mistero della sofferenza umana e del dolore innocente.
- A settembre 2016 vince il Premio “San MARCO” Città di Venezia a Palazzo Albizzi Capello Cannaregio, sede di cultura Italo-Tedesca, esponendo per l’occasione alla Biennale di Venezia.
- A ottobre alla presenza di tutta l’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme, riceve una targa riconoscimento “Lamezia che VogliAMO” con la seguente motivazione:” A Raffaele Mazza riconoscendogli indiscutibilmente la creatività di uno scultore che ha elevato il ruolo dell’arte nella nostra città”. La serata nata per promuovere il progetto dell’Accademia Bruzia lo storico gruppo musicale di Lamezia, che tramite il ricavato dei proventi ricavati dalla vendita del loro CD, sarà devoluta all’acquisto di un Defibrillatore da donare in beneficenza alla Città di Lamezia Terme, consegnandolo all’Amministrazione Comunale presente alla serata il Sindaco Paolo Mascaro, ha sottolineato come questi artisti sono testimonianza di una città come Lamezia Terme in continuo fermento artistico è di una straordinaria vivacità intellettuale . Il New Cavallino Bianco ha condiviso l’iniziativa benefica del gruppo, devolvendo una parte dell’incasso della serata al sostegno dell’acquisto del Defibrillatore.
- Il 06 ottobre dona al 2° Rgt “Sirio” di Lamezia Terme un MONUMENTO AI CADUTI, in occasione del ventennale del reparto dal titolo “Angeli in Volo”. L’opera, realizzata in occasione del ventennale della costituzione del 2° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Sirio”, avvenuta il 06 ottobre 1996, nel Comune di Lamezia Terme. Nella realizzazione della struttura portante, sono stati utilizzati diversi massi di varia grandezza e peso, a sostegno del masso principale di circa 20 tonnellate, proveniente dalla Cava di Caronte (Cz). Posteriormente, sorgono con imponenza, dal terreno e si ergono verso il cielo tra le rocce due pale di elicottero, sulle quali sono stati dipinti i colori della nostra Patria. In basso sulla sinistra, su un piccolo masso è adagiato un cingolo, con l’aquila che lo sovrasta a simboleggiare, lo scopo primario della nostra specialità ossia, supporto alla manovra dei reparti di fanteria. Il tutto a corredo dell’opera “primaria” dal titolo: “Angeli in Volo”.
Ancorata al masso centrale, rigorosamente fatta a mano, è stata realizzata con i seguenti materiali: Vetro, brillanti, cemento, ferro, vernice e argilla, proveniente dalla Cava di Dipodi (Cz ).
L’argilla grezza, abbozzata pezzo per pezzo, per poi essere plasmata nel dettaglio è stata successivamente infornata e cotta a una temperatura oscillante tra gli 850 -900°C . Trae ispirazione, dal profondo rispetto verso chi, ha sacrificato la vita per l’amata Patria, ma al momento stesso, per chi ogni giorno con sacrificio e abnegazione serve il Nostro Paese. Partendo dalla cornice, realizzata in cemento armato, cristallo e brillanti, fusi una delicata sfumatura azzurra come i colori dell’Aviazione, man mano che si osserva il complesso dell’opera, si è attratti, dalla frase incisa sulla fascia sostenuta centralmente dagli angeli, che contraddistingue il significato più profondo del monumento ossia: “Et Protegam Reggi” dalla traduzione in italiano, Reggi e Proteggi. Scindendo la frase, e di conseguenza associandola alla postura assunta dei due angeli, si caratterizza nello specifico che: L’angelo di sinistra, conduce le anime di chi non è più con noi, verso la luce del Paradiso, rappresentata con i lievi solchi che si aprono dal centro superiore del l’opera verso l’esterno, avvolgendo, nella fatti specie sia il presente che l’eterno; a esprimere che non esiste “separazione” se non quella creata dall’uomo. Si rileva altresì la costellazione del “Sirio”, appositamente disposta sul lato sinistro, proprio a commemorare, nello specifico i caduti del nostro reparto. Ancor più si nota la dolcezza del gesto della mano “dischiusa” quasi ad accogliere, guidare, le anime al Paradiso, ma nello stesso tempo, la” prestanza” rappresentata dal “braccio destro”, sinonimo di forza, che in un certo qual modo, aiuta l’anima a staccarsi, dalla “carne” che cerca di opporsi alla fine, quindi abbandonare la propria energia vitale, legata ancor più agli affetti terreni più cari. Al centro dell’opera si nota l’elicottero con inciso la sigla “96-16” a rappresentare per l’appunto il ventennale ossia “96 “per l’anno1996 e “16” per l’anno 2016.
Nell’angelo di destra, si evidenzia, il “vigore” la “forza” nello stringere, con mano chiusa l’elicottero, appunto per proteggerlo dalle insidie e pericoli di ogni missione, ma anche in questo caso, nasce una lotta: difatti la forza rappresentata con la mano chiusa, è contrastata, dalla “speranza” simboleggiata con il braccio sinistro il braccio del “cuore”, nel desiderio che un giorno, in ogni caso ci si possa riconciliare al Padre.
- Il 14 ottobre a Savona nella Sala Nervi del Palazzo della Provincia in occasione della collettiva d’Arte “Freeling” vince il Premio “Varazze Arte” con la seguente motivazione: “per il contributo culturale che contenuto nel suo progetto artistico ha elevato il ruolo della Città nel campo dell’arte”.
- Il 25 ottobre 2016 dona al Comune di Lamezia Terme un MONUMENTO di circa 3,00mt di altezza, in memoria del Suocero, Caduto nell’adempimento del Dovere dal titolo "Vibrazione Animica", installata con l’orgoglio del Sindaco davanti L’ingresso del Comune di Lamezia Terme come simbolo di Legalità, Giustizia e Sacrificio. L’opera nasce con la volontà di rappresentare, potendo solo immaginare, gli ultimi istanti della vita di Paolo Diano, da ciò prende il titolo l’opera: “Vibrazione Animica”,ossia, la separazione dell’anima dal corpo, raffigurata come spirito astratto disforme, che in quell’istante, non abita più questo mondo, ma neanche l’eternità. Partendo proprio dai brillantini, che con il loro scintillio raffigurano la vibrazione, per poi arrivare al cristallo, scelto per la sua peculiarità, di essere trasparente, pulito, quindi puro, entrambi installati sulla lastra di marmo bianco di Carrara, è raffigurata la sostanza animica, nell’atto in cui cessa di vibrare per prendere forma, e per questo, la scelta nel rappresentarla con un elemento diverso, che tende per certi versi a fuoriuscire dalla lastra di marmo, a liberarsi dalla materia, dal “piatto”. Lasciandosi poi coinvolgere dalla forza espressiva “ dell’opera, si pone lo sguardo, sul personaggio in basso sulla sinistra, dove si nota ,come nella disperazione della sua debolezza terrena l’uomo cerca di tenere, contrastando con forza, fino alla fine, l’energia vitale legata alla sua“ ragione corporea”, da qui, ne scaturisce un grande senso di angoscia, che predomina l’anima al momento di staccarsi definitivamente dalla “materia”, un legame straziante al “terreno” e quindi ai valori affettivi più cari, come per l’appunto Paolo, che a soli 24 anni, sposato da appena 8 mesi, proprio quando la sua famiglia stava “sbocciando”, il 20 luglio 1981 ,veniva, ferito gravemente in servizio; da cui ne seguirono 20 giorni di agonia in piena coscienza, maturando, soprattutto negl’ultimi istanti di vita, la cognizione di lasciare per sempre sua moglie, incinta di soli tre mesi, della sua unica figlia che porta ora il suo nome, Paola. Lasciandosi guidare attraverso l’opera, si evidenzia come il corpo mitizzato, in una postura di “arresa”, non può più opporsi in nessun modo, al suo triste destino, lasciando scorrere tra le dita la sua anima, la quale, nell’immediato, avverte la presenza di una forza, un’energia, un amore avvolgente rappresentati con l’Angelo, che l’accoglie tra le braccia e nell’immediato percepisce una pacata sensazione di benessere; nella rassicurazione, che il suo tempo nell’abitare la materia è terminato; ma intuisce, che è iniziato il tempo per abitare “l’Eterno” , nell’atto in cui viene avvolta dalla Luce, così, matura la più alta rivelazione dell'Amore Divino, Dio.
- Il 04 novembre 2016 in occasione del giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, viene chiamato nel Comune di Spezzano della Sila per curare il degrado del MONUMENTO AI CADUTI che ormai rappresentava una "ferita" profonda per la città, sia per il significato simbolico di un'opera che richiama la vicenda resistenziale, da cui trae origine l'affermazione dei valori che ispirano la nostra democrazia, sia per il posto di primo piano che l'opera ha sempre avuto nell'immaginario collettivo sino a diventare un elemento distintivo del paesaggio urbano e un luogo di ritrovo quasi si trattasse di un toponimo”. “I lavori di restauro, ripristino e ammodernamento sono iniziati a il 04 novembre ma si sono rivelate sin dall'inizio complesse, non solo per il brevissimo tempo a disposizione, ma soprattutto per le particolari condizioni in cui versava il monumento, lasciato alle intemperie senza alcuna manutenzione per oltre 40 anni, difatti, si presentava cosparso di incrostazioni disuniformi, anche di notevole entità, lesioni e interi elementi mancanti; tenendo in debito conto l'analisi storica volta a ricostruire la storia del monumento, le analisi delle tecniche costruttive, il degrado che ha interessato alcune ricostruzioni, anche consistenti, e il progetto di ammodernamento vero e proprio, è riuscito solo grazie ad un lavoro certosino e senza limiti di tempo a portare a compimento l'opera. In tempi record, nella tarda serata del 05 novembre dona il restauro e l’ammodernamento in chiave moderna alla Popolazione, ricevendo lusinghieri apprezzamenti da parte del Sindaco e della sua Giunta e soprattutto da parte di tutta la Popolazione Spezzanese.
- Il 26 novembre 2016, a Seravezza, luogo dove visse e lavorò Michelangelo presso il Teatro Delle Scuderie Granducali Palazzo Mediceo, uno dei luoghi più prestigiosi della Versilia nonché PATRIMONIO MONDIALE dell’UNESCO riceve un importantissimo riconoscimento il Diploma d'onore con Menzione d'Encomio al "Premio internazionale Michelangelo Buonarroti".
- Un altro evento importante, lo vede protagonista a novembre 2016 e riguarderà la Biennale Nazionale -Città di Asolo- Fornace dell’Innovazione.
- Il 18 dicembre 2016 riceve il Premio "PERSONAGGIO LAMETINO DELL'ANNO" nell'ambito della 3^ edizione di “Lamezia premia se stessa”.
- L'anno 2017 inizia con un'importante evento; presso il MUSEO DIOCESANO di Lamezia Terme, viene presentata durante la conferenza stampa una delle sue opere più significative, dal titolo "LA PASSIONE" una rappresentazione di 230cm x140cm che ripercorre i “passi” dell’opera donata a Papa Francesco. Questo primo esperimento rappresenta l’apertura che per la prima volta in assoluto il Museo Diocesano di Lamezia offre all’arte contemporanea, quindi l’AMEI (L’associazione Musei Ecclesiastici Italiani)e il Museo Diocesano Lametino accettano la “ Sfida del contemporaneo” e dal 07 Gennaio 2017, si potrà ammirare in permanenza presso il Museo Diocesano di Lamezia Terme.
- Dal 20 gennaio 2017 al 27 gennaio 2017 a Roma partecipa dopo un’accurata selezione, Alla rassegna Internazionale d'Arte Contemporanea presso Complesso Monumentale del Teatro Dei Dioscuri al Quirinale con il Patrocinio del MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Accademia delle Belle Arti di Roma, Comune di Cittaducale Centro Arte Angioina, Lions, Associazione Culturale Wocus e dal Comune di Amatrice. " per l'evento ARTenergia 2017 "Generazioni a Confronto".
- Il 25 febbraio 2017 vince in ben due sezioni Pittura e Scultura il "Premio Lupiae" con l'Opera "la Creazione" e "Lamezia Terme", in questa occasione il Critico e Storico dell’Arte Prof. Vincenzo Abati già Docente della Cattedra di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce descrive Raffaele Mazza come un artista di un’eclettica creatività ben individuata nelle sue opere di cui l’una d’ispirazione michelangiolesca, che si distingue per una robusta carnalità, mentre la seconda propone un senso astrattivo che convince per la sua immediatezza e per incisività coloristica.
- Ad aprile 2017 partecipa alla Rassegna Nazionale in Villa Contarini - Piazzola sul Brenta - Padova, con il conferimento per meriti artistici del "Premio Palladio". Presentazione critica della Dott.ssa Carla d’Aquino Mineo ed interventi dell’On. Milvia Boselli, Dott. Vincenzo Faggiano, Arch. Daniele Bellu (presidente del gruppo Atlante 2000) e del presidente Michele Maione dell’Archivio Monografico dell’Arte Italiana.
- A marzo 2017 viene selezionato su 2000 candidati provenienti da tutto il mondo, con l’opera "La Creazione" al Premio Internazionale Arte Contemporanea Arte Salerno 2017, con la seguente motivazione: “Per la carica espressiva delle sue opere che la pongono tra gli artisti interpreti della bellezza dell’animo umano essenza del “2° Premio Internazionale d’Arte Contemporanea ”l’opera sarà esposta nel prestigioso "Palazzo Fruscione", con la Direzione Artistica del Prof. Vittorio SGARBI, il quale definisce la partecipazione all’evento “un privilegio difficile”, promosso dall'Associazione culturale Artetra in collaborazione con la Prince Art Gallery e con il patrocinio di Artetra, Prince Art, Opera 74, Autorità Portuale di Salerno, Salerno Stazione Marittima, Comune di Salerno e della Regione Campania.
- A giugno 2017 partecipa all'evento internazionale d'Arte Contemporanea Arte Salerno 2017, riceve una pergamena personalizzata con certificazione critica con la seguente motivazione: "Per essere stato selezionato da un'alta commissione critica presieduta da Daniele Radini Tedeschi con la direzione artistica. Il suo modo di fare arte esprime la magnificenza dell'animo umano che si rivela attraverso la sua opera e che contiene in se il valore della bellezza, dell'eternità e della permanenza" a firma del Direttore Artistico Prof. Vittorio Sgarbi, Presidente di Giuria Daniele Radini Tedeschi, Presidente di Artetra Veronica Nicoli, Presidente di Prince Art Armando Principe; con la seguente motivazione di Vittorio Sgarbi.. La sua più grande soddisfazione quando il Presidente della Prince Art Armando Principe facendosi portavoce dei Critici, gli riferisce, che quando hanno esaminato l'opera dal titolo “La Creazione”, hanno provato l’emozione di "toccare per la prima volta la mano di Dio... un'opera unica".
- A Giugno 2017 personale d’arte presso l'Hotel Savant di Lamezia Terme inoltre viene premiato con il Premio Rotary Club di Lamezia Terme "Valter Greco" con la seguente motivazione: Artista scultore nello stile dell'idealismo artistico " Per aver saputo donare la propria vena artistica all'Umanità".
- A luglio 2017 a Otranto, nella suggestiva cornice del Villaggio Conco Specchiulla, vince la VI^ edizione della Collettiva d'Arte Internazionale con il "Premio Levante Otranto 2017".
- A luglio 2017 è Selezionato dal Professore Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes con l’opera “la Creazione” all’Evento Internazionale di arte contemporanea “Spoleto Arte Verso Caravaggio” presso L’Hilton Hotel di MALTA che si è tenuta il 24 settembre 2017, La location di “Spoleto Arte verso Caravaggio” situata sul lungomare della bellissima isola, patria e luogo di passaggio di numerosi artisti, tra cui il famoso Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. La mostra ha unito quindi emblematicamente due luoghi: da una parte “Spoleto Arte”, simbolo eccellente in campo artistico, e dall’altra Malta, considerata patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. In questa cornice Raffaele Mazza riceve una dichiarazione critica con il contributo di Vittorio Sgarbi, Josè Dalì, Alessandro Meneguzzi, Salvo Nugnes a Firma della Dott.ssa Maria Emilia Ciannavei che ha definito Raffaele Mazza un Artista Poliedrico, per le sue capacità che gli concedono di muoversi tra pittura e scultura. La forte volontà di espressione e di comunicazione gli permettono di far emergere la volontà narrativa sull’opera stessa, facendo delle sue composizioni elemento ultimo di sintesi, oggetto attraverso il quale è stato possibile per l’artista trasmettere e rievocare. Tematica più volte affrontata è quella sacra dove riesce fortemente a significare la sua intenzionalità espressiva: I colori si fanno decisi, i tratti netti e ben definiti, l’espressività dei volti annuncia pienamente la passione, la sofferenza fisica e spirituale con riferimento al sacrificio di Cristo e dei Santi della fede Cristiana.
- A luglio 2017 è selezionato con l’opera “Ecce Homo” all’Evento Internazionale di Arte Contemporanea in occasione della BIENNALE DI VENEZIA all’evento “Viva Arte Venezia” presso Palazzo Albizzi sede d’esposizione della 57^ Biennale di Venezia dal 14 ottobre 2017 al 21 ottobre 2017. “Un onore e un privilegio raro”, presenziare artisticamente a Venezia all’evento Internazionale “Viva Arte Venezia 2017, Premio Leone Alato “Un evento che celebra il fascino ineguagliabile della Serenissima” un luogo “magico” dove chiese, palazzi, antichi ponti, monumenti e piazze raccontano la vivacità artistica e culturale che ha segnato e segna ancora la storia di questa città. Ospite d’Onore il Conte Prof. Daniele Radini Tedeschi che ha presentato la mostra; l’evento patrocinato da Goethe Institut e dall’Associazione Culturale Italo-Tedesca, promosso dall’Associazione ArtetrA in collaborazione con Prince Art Art Selling e Prince Art Gallery—Casa d’Aste, azienda sostenitrice del Padiglione Nazionale Guatemala. Raffaele Mazza si è distinto con un’opera “unica” dal titolo “Ecce Homo”, che ripercorre gli stessi “significati evangelici” dell’opera donata a Papa Francesco sul sagrato della Basilica di San Pietro in Roma e al Museo Diocesano di Lamezia Terme; questa interpretazione, ha voluto arricchirla di una “scenografia” particolare ossia: i Petali della Rosa Rossa, fiore che più d’ogni altro si presta a rappresentare metaforicamente gli eventi cardini della religione cristiana, fiore che più il Sacro Graal e secondo una leggenda d’ispirazione Cristiana, la colore rosso, vuole che sia stato generato delle piaghe del Cristo dalle quali sgorgò il Suo Sangue per la redenzione dell’umanità. Questi sono stati i “caratteri” con cui l’opera ha “conquistato” un palcoscenico internazionale così importante, con la seguente motivazione: “Nella sua opera sono simbolicamente presenti tutti i caratteri con cui Venezia ama pensare e descrivere se stessa: Maestosità, Potenza, Saggezza, Giustizia e pace. Così come “La Serenissima” ha scritto la millenaria storia di una Città che ha dominato i mari, tra Oriente e Occidente, così la Sua presenza a Venezia, scrive la storia dell’arte, lasciando un segno che lo faccia ricordare per sempre”. Nel testo critico a lui dedicato, pubblicato insieme alla foto dell’opera nel Catalogo ufficiale “Viva Arte Venezia”, descrive l’arte di Raffaele Mazza come il dischiudersi di una sostanza spirituale: la sua ricerca plastica si inscrive nella categoria dell’arte sacra. L’opera viene descritta nel catalogo della manifestazione con la seguente didascalia: La fragilità dell’esistenza è il tema predominante nel quadro-scultura di Mazza, attraverso il quale cerca di evidenziare l’azione della fede come forza plasmante. La sua passionalità viene estrinsecata in un rapporto “ fisico” con la materia, con la tela, con l’oggetto, con gli elementi da forgiare, con l’insaziabile istinto di “toccare” e “sentire” la sostanza delle cose tra le mani. La base della sua ispirazione deriva dalla Natura: forme biomorfe segnano decisamente il suo stile particolare. Appare evidente la liaison tra la materia naturale che Mazza manipola (legno) e le forme “naturali” a cui si ispira: l’ispirazione si fonde con la manipolazione, fusione di materia e concetto. Aggiungendo alla bellezza formale una grande espressività e una potenza d’animo significativa, egli cerca di sorpassare i limiti della pittura e di conferire al manufatto le caratteristiche materiali che possiede la scultura. Le sue potenti rappresentazioni dimostrano una perfetta conoscenza dell’anatomia umana. Per l’artista l’opera non è altro che l’adattamento, contingente, di un messaggio religioso a un registro tematico e formale necessariamente intimo. La sua vocazione spirituale affonda le radici nell’amore per le forme di misticismo da lui sperimentate. L’esigenza della perfezione artigianale accompagna tutta la sua intera produzione e costituisce una realtà inseparabile del suo essere.
- A luglio 2017 è selezionato all’evento internazionale di Arte Contemporanea “Art Festival presso il Palazzo Pontificio a Roma che si terrà dal 16 dicembre 2017.
- A settembre 2017, è semifinalista al Concorso dell'Arte "NATIONAL GALLERY 2017".
- A settembre 2017, è Finalista in Arte al Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea Apollo dionisiaco Roma 2017 riceve una significazione critica con l'opera "Gesù nell'orto degli ulivi" a firma della Prof.ssa Fulvia MINETTI con la seguente motivazione: “La fusione plumbea del Mazza vuole esprimere la vittoria della trascendenza del significato sulla materia segnica del dolore immanente . Al rituale sacro della preghiera, all’ufficio del verbum, viene alla luce della parola, che invoca il divino, il senso della vita eterna. Dal concentrico al catartico il dire e il grembo di raccoglimento che gesta all’uomo tutti gli assetti dalla volontà che lega le cose e tutte le parole all’artista sono nomi delle divinità, relazione memoriale, attraverso il desiderio, la sofferenza e l’estasi sono metafora, mimesi, ripetizione analogica del proprio fine.”
- A settembre approda nel Regno Unito, con Il PREMIO INTERNAZIONALE di arti visive "DIANA'S WALK. la sua biografia viene pubblicata unitamente a tre immagini dei propri lavori ossia “La Creazione”, La Pietà” e “Faraone”, nell’omonimo catalogo, alcune delle cui copie saranno donate dal Cav. Flavio De Gregorio, nel mese di dicembre a: Buckingham Palace, le Case del Parlamento, Madame Tussauds, National Gallery, The British Museum, Tate Modern, The Shard, St Paul’s Cathedral, Kensington Palace, Westminster Cathedral . Questo importante riconoscimento all’Arte e alla Cultura internazionale, contemporanea, è stato ideato a Londra, il 25 luglio 2017 dal Critico d'arte Cav. Flavio De Gregorio e da alcuni fra i più attivi collaboratori dell'ente Accademia Santa Sara, in visita nel Regno Unito per attività sociali e culturali; studiato e promosso per ricordare ed onorare la spontanea propensione all'impegno sociale, di carattere umanitario, assunto dalla Principessa Diana Spencer fino alla sua morte, prematuramente avvenuta in seguito ad un incidente automobilistico a Parigi, il 31 agosto del 1997. Nell’occasione il Cavaliere Flavio De Gregorio oltre al premio INTERNAZIONALE di arti visive "DIANA'S WALK ha insignito del titolo onorifico "THE ACADEMIC TITLE PROFESSOR" e ha rilasciato un testo critico con la seguente motivazione: L’intensità dei colori e la definita compostezza della plasticità, fanno dell’opera di Mazza Raffaele il soggetto unico della meraviglia introspettiva revisione essenziale dei propri stati emotivi, cui, l’artista ottimamente reagisce a quella che è l’estenuante realtà artistica. Mazza Raffaele, sia nella scultura come nella pittura, instaura la fermezza esecutiva propria dei grandi artisti contemporanei, idealizzando a volte, nella sua sconfinata immaginazione, il fulcro dal quale assorbire la coerente pianificazione formale. Da non dimenticare che stiamo parlando di un artista autodidatta, per la cui arte diviene esemplare non solo la fattezza stilistica ma, ancora più, il primitivo e coerente elogio intuitivo su cui l’artista trae forza e arrangiamenti virtuosi, consoni a ritrarre storiche realtà figurative, in quel che è essenzialmente il cardine peculiare della sua essenza creativa e per il cui disposto scenico è conservativo, la cromaticità, risulta il tratto congeniale delle risorse più intime”.
- A ottobre riceve una certificazione di attribuzione del coefficiente di quotazione a cura di Flavio De Gregorio che esaminata la struttura artistica realizzata dell’artista Mazza Raffaele, nella sua qualità estetica e tenendo conto di essa nella conseguente valutazione della partecipazione emotiva; il soggetto promosso presenta le peculiari affinità tecniche e cognitive che portano a visitare un’opera d’arte fortemente sentita, per tecnicità esecutiva e storicizzata dalla continuità della conoscenza sviluppata mediante notevole impegno e dedizione all’Arte da Uomo dell’Arte. In relazione a tale bellezza e coerenza, si attribuisce a stima il Coefficiente Numerico 4 al fine di una maggiore chiarificazione attinente il prezzo di mercato di questo artista contemporaneo divenuto Membro ad Honorem dell’associazione Accademia Santa Sara.
- A un anno esatto dal riconoscimento ottenuto nella sezione “Pittura nella seconda edizione, in questa occasione prova a partecipare nella sezione scultura provando a fare l’en-plein, così lo scorso luglio, presenta al vaglio della Commissione un’opera scultorea, dal titolo “FARAONE” , il successo anche questa volta non si fa attendere, infatti riceve la comunicazione da parte degli organizzatori che complimentandosi, informano Mazza che è stato premiato ricevendo il titolo di "FINALISTA nella Sezione Scultura alla 3^ Edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti. La Dott.ssa Barbara Benedetti come Presidente del Premio e portavoce dei giurati, che vanta nomi di grande spessore ha invitato Raffaele Mazza a proseguire il Suo percorso artistico perchè possa regalare ancora interesse ed emozioni. Durante la cerimonia di premiazione è stata inaugurata la mostra delle opere artistiche e sono stati presentati ufficialmente l’Antologia e il Catalogo Ufficiale dove sarà presente anche l’opera di Mazza. L’esposizione delle opere aperta al pubblico dal 26 al 27 novembre 2016 nelle prestigiose sale delle Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo di Seravezza (LU) – Patrimonio UNESCO.
- A Novembre una grande emozione, l'invito alla conferenza stampa, tenuta il 21 novembre 2017 a Palazzo Montecitorio presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, dove è stato presentato l'evento MIAMI MEETS MILANO, ideato da Salvo Nugnes; che porterà la grande arte Italiana negli Stati Uniti; la sua arte approda oltreoceano nella fiera più importante e grande al Mondo dal 06 dicembre al 10 dicembre 2017, all'Hotel Victor 1144 Ocean Drive nel cuore di Miami Beach, L'evento alla sua terza edizione è diventato la pietra miliare degli appuntamenti d'arte Mondiale Art Basel, oltre a meritare il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Mia mi inoltre l'opera un’incisione su cristallo con inserti in foglia oro dal titolo “Anime in Amore”, sarà inserita nel prestigioso catalogo Editoriale Giorgio MONDADORI” . L'avvenimento avrà il contributo del Direttore Generale del Ministero degli Affari Esteri, Il Console Generale d'Italia a Miami, il Sindaco di Miami, il Presidente della Regione Lombardia il Sindaco di Milano , il Prof. Vittorio Sgarbi, Josè Dalì, Renato Manera della “Fondazione Antonio Canova”, il Direttore del Museo Modigliani, il Funzionario del Museo Buonarroti, oltre al trio lirico "Il Volo" e di altre prestigiose personalità. Un evento dove tutte le Nazioni del mondo partecipano con i propri Artisti, un luogo dove si incontrano: Collezionisti, Curatori, Critici e Appassionati d'arte di fama Internazionale. Nella conferenza stampa sono intervenuti Giuseppe Malara Giornalista del TG1, l’organizzatore Salvo Nugnes, il Prof. Vittorio Sgarbi, Josè Dalì, Veronica Ferretti del Museo Buonarroti, Alberto D'Atanasio del Museo Modigliani e Ex-Ministro della Difesa Ignazio La Russa Deputato della Repubblica Italiana che ha ringraziato Nugnes e gli artisti per il servizio che renderanno prima di tutto all'arte poi all'Italia e quindi a Milano.
- 16 dicembre viene premiato all’evento Internazionale di Arte Contemporanea “Art Festival” presso il Palazzo Pontificio a Roma con una medaglia e un Attestato d’Onore per le opere “Calvario” e Anime in Amore”.
- Inizia il 2018 con grande soddisfazione, incrementa ancora una volta il suo curriculum Artistico, con un riconoscimento di grande valore, vince le selezioni per l’inclusione nella “Collezione Sgarbi”. Le opere selezionate, che hanno avuto il certificato di archiviazione con la seguente motivazione : "La storia di una collezione è storia di occasioni, d'incontri, di scoperte, s'incrocia con curiosità, ricerche , studi. La presenza del suo operato nella raccolta delle stampe e dei disegni della mia collezione attesta la validità del suo impegno stilistico", erano già state premiate in altre manifestazioni di livello Internazionale, come l’opera “Ecce Homo” vincitrice del “Leone Alato” a Venezia in occasione della 57^ Biennale e “Faraone” finalista al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” ed ora si arricchiranno di valore aggiunto, entrando a far parte di questo importante progetto che è definito dal Prof. Sgarbi come: una ricchissima collezione di opere d’arte, prevalentemente quadri e sculture, che ha raccolto in oltre 40 anni di attività. Mentre Sandro Serradifalco Editore, Critico e Saggista promuove “La Collezione” come un’apertura al contemporaneo, un’occasione unica per entrare a far parte di una delle più prestigiose collezioni d’arte al mondo ed essere protagonista di uno stimolante dialogo tra le magnificenze del passato e le più attuali espressioni linguistiche . Una stampa litografica è stata inclusa nella raccolta di stampe e disegni, archiviata con un numero di protocollo e firmata da Sgarbi con la seguente motivazione: "Io più di altri critici in Italia, mi sono spinto ad applicare un metodo che in Francia ha una lunga tradizione nei Salons des Refusès, nei quali fu possibile riconoscere, in tempi meno difficili e meno, artisti come Manet e Gauguin. Ora ho preso visione di migliaia di proposte, ben sapendo che altrettante e più non si rivelano o hanno altri, diversi canali. Il mio Progetto "Collezione Sgarbi" ne seleziona alcuni, come una costellazione in un firmamento in continua espansione, il diritto di esistere per un artista, significa la possibilità di uscire dall'anonimato solitario del suo studio. Per riuscirci non basta una semplice mostra, serve anche qualcuno di autorevole che abbia la voglia di scoprirne le potenzialità e prenderlo sotto la sua ala protettrice, capace di saperne descrivere al pubblico l'essenza del messaggio di ogni singolo artista. La scelta del suo lavoro per la mia raccolta delle stampe e disegni attesta la valenza del suo operato e il costante impegno artistico. In un epoca segnata dal tentativo di assegnare un prezzo a tutto e tutti e un grado di spendibilità sul mercato, la collezione d'arte ritorna ad essere il mezzo attraverso cui le opere riacquistano il loro reale valore, senza "prezzo" e senza tempo". Le due opere saranno inserite in un catalogo personalizzato e un’opera sarà inserita nel libro d’Arte “Gli Artisti nella Collezione Sgarbi” curato da “Effetto Arte” e sarà custodito nella biblioteca personale del Professore, di Villa Cavalli Sgarbi e distribuito nelle più importanti Gallerie Italiane.
- A gennaio è protagonista a Bologna a cura del Prof. Vittorio Sgarbi per l’evento “Bologna International Exhibition” all’Arte Fiera 2018, il punto di riferimento per l’arte contemporanea più importante d’Italia. Il primo febbraio, nella città “dotta” si terrà la “Bologna International Exhibition”, una mostra di opere di pittura, scultura, grafica e fotografia organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. Queste ultime saranno video proiettate alla Conference Room dell’Hotel Centrale Espresso, in centro a Bologna. A due passi dalla basilica di San Domenico.
- A febbraio viene conferito il “Premio Canaletto” per meriti artistici, a firma di Veronica Ferretti del Museo Buonarroti, Alberto D'Atanasio del Museo Modigliani, Luigino Rossi Accademia di Venezia, la Stilista Roberta di Camerino e il Maneger della Cultura Salvo Nugnes.
- A Marzo e tra i Venti gli artisti selezionati attraverso un autorevole Comitato, composto da una Competente Giuria di qualità, per i loro preziosi lavori, che prenderà parte all’evento, con un olio su tela, che simboleggia “l’unione indissolubile nell’intimità di un uomo e di una donna, nel linguaggio universale, da cui trae il titolo l’opera, ossia “Abbraccio”, il messaggio più “forte”, il modo più intenso di dimostrare i propri sentimenti, la voglia di contatto ma anche il desiderio di lasciarsi andare". Si afferma sempre di più, nel panorama artistico internazionale, infatti è protagonista nella splendida città di Porto, del nord del Portogallo: definita anche “la capitale del Nord“ una città molto vivace sia per la fiorente vita culturale che per l'arte. Le selezioni hanno avuto come criterio di sbarramento, la candidatura con una sola opera con misure massime consentite di 70x70 per la sezione pittura, in seguito sono state scelte le opere che si sono distinte per originalità e qualità espressiva. Per un evento di tale importanza, scegliere una sola opera per la candidatura è stata un’impresa ardua, ma la scelta viene ripagata qualche giorno dopo, quando ”emozionato”, riceve l’esito della Commissione, che gli comunica che la sua opera dal titolo “Abbraccio” è stata “scelta”, quindi ha superato le selezioni per essere ammessa alla Rassegna artistica internazionale a Porto in Portogallo, sviluppato in due settimane di esposizione dal 10 marzo al 23 Marzo 2018 vernissage sabato 10 Marzo alle ore 17 presso il prestigioso spazio della Galleria Porto Art Gallery in Rua dos Vanzeleres, nel centro storico di Porto, vicino al teatro "Casa de la musica" e alla piazza "Praça Mouzinho de Albuquerque".
- A marzo, è nuovamente protagonista oltreoceano in concomitanza con la prestigiosa Fiera d’arte Armory Show, presso il rinomato Hotel Michelangelo in 152 w 51st, situato proprio nel fulcro nevralgico della grande metropoli, il Times Square. New York International Art ExpoNew York . L’evento è organizzato da Salvo Nugnes, col il contributo del Prof. Vittorio Sgarbi, del direttore del Museo Modigliani Alberto D’Atanasio, di Veronica Ferretti del Museo Buonarroti e di José, figlio del grande Artista Salvador Dalì. In mostra un selezionato numero di opere, realizzate da oltre un centinaio di esponenti di talento del panorama artistico contemporaneo internazionale. Viene selezionata in questa occasione l’opera “5 Livelli” un’opera scomposta in cinque pannelli, con “prospettiva curva”, spatolato acrilico, mistura e brillantini su tavola; La stessa ha ricevuto una dichiarazione critica con la seguente motivazione: “la Creatività di Raffaele Mazza sembra essere sconfinata, proprio come il paesaggio crepuscolare che raffigura con una ricchezza di colori e di ricordi. Dispiegandosi su più superfici, “5 livelli” appunto, l’orizzonte assume una profondità visiva maggiore e, in tal modo, è possibile ammirare con una migliore predisposizione la sapiente stesura di acrilico, mistura e brillanti sulle tavole di legno. L’artista eredita dagli impressionisti l’abilità di imbrigliare un’emozione su di una superfice, domandola con morbide pennellate. Il Presidente dell’associazione ha dichiarato: “Con questa esposizione vogliamo creare un ponte simbolico di collegamento e condivisione tra Italia e Stati Uniti d’America, dando libera diffusione alle forme espressive ed alla creatività cosmopolita.
- Il 14 Marzo in onore dei caduti della Polizia di Stato dona un MONUMENTO dal titolo 'Poliziotto', posta nella parte antistante gli uffici della Polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme nei pressi dell'aeroporto. Erica La Vecchia, Dirigente Commissariato polizia di frontiera, ha espresso chiaramente l'importanza del un monumento come simbolo visibile per gli Uffici della Polizia di Frontiera per quelli che sono stati i sacrifici dei nostri colleghi caduti nell'espletamento dei loro doveri istituzionali" e aggiunge "ogni giorno quando veniamo a lavorare ricordiamo il sacrificio di quanti hanno lasciato la propria vita e di quanti anche nel silenzio compiono ogni giorno tanti sacrifici per salvaguardare la nostra Repubblica, la nostra democrazia e quelli che sono i diritti fondanti della nostra carta costituzionale. Avere però un emblema, un simbolo così bello, che ce lo ricordi penso che sia un valore aggiunto". “Il poliziotto” è il nome della scultura che ha donato alla Polizia, "è una parola molto semplice” che racchiude in sé tanti significati, nella realizzazione della struttura portante, è stato utilizzato un masso di circa cinque tonnellate, il tutto a corredo dell’opera “primaria” dal titolo: “Poliziotto” Ancorata al masso centrale, rigorosamente fatta a mano, è stata realizzata con i seguenti materiali: Cemento, rame, ferro, vernice e argilla, proveniente dalla Cava di Dipodi (Cz ). L’argilla grezza, abbozzata pezzo per pezzo, per poi essere plasmata nel dettaglio è stata successivamente infornata e cotta a una temperatura oscillante tra gli 850 -900°C . Trae ispirazione, dal profondo rispetto verso chi, ha sacrificato la vita per l’amata Patria. Man mano che si osserva il complesso dell’opera, si è attratti, dalla figura del poliziotto che abbraccia i personaggi stilizzati a rappresentare la Collettività e qui la “materializzazione” della frase incisa sulla lastra di rame: “Ai Caduti della Polizia di Stato al Servizio della Collettività” nonché , richiama i fondamenti raffigurati nello Stemma Araldico riferito alle due fiammeggianti fiaccole incrociate ,riferite alla fondamentale attività di soccorso e assistenza della popolazione in caso di calamità; ma nello stesso tempo si fa riferimento al registro superiore dove è raffigurato un libro chiuso, il cui titolo LEX sottende il compito della Polizia di esser fedele e di far rispettare le Leggi e i Regolamenti della Repubblica, cosi come nel lato destro il leone rampante dorato, che impugna con la zampa anteriore destra un gladio romano che sottolinea l'imprescindibilità di forza, coraggio, onestà nella difesa della legge. Lasciandosi guidare dallo sguardo, si è attratti dalle mani che simboleggiano i Caduti della Polizia di Stato che sorreggono lo Stemma Araldico, che riassume ed esprime tradizioni e valori, virtù e onori e allo stesso tempo le mani protese verso l’alto simboleggiano “protezione” al Popolo e a chi ogni giorno con sacrificio e abnegazione serve il Nostro Paese. In questa occasione oltre ai lusinghieri apprezzamenti di tutte le autorità convenute militari, civili e religiose; riceve due targhe di ringraziamento una da parte della Polizia di Stato Ufficio Polizia di Frontiera di Lamezia Terme e l'altra da parte dell'ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) di Catanzaro.
- Ad Aprile è protagonista nella città di Monreale che è famosa in tutto il mondo per le maestose bellezze architettoniche, per la storia e cultura dei luoghi, i Musei, Il Duomo proclamato dall'Unesco Patrimonio dell'umanità. E' tappa fondamentale per tutti i turisti e appassionati d'arte che vengono a visitare Palermo. Le sale espositive dell’ex Monastero dei Benedettini di Monreale è il luogo dove si svilupperà l’importante rassegna. Mazza è stato contattato e scelto personalmente dal Dott. Rino Lucia Responsabile di redazione e selezioni EA Editore infatti nell’invito descrive le motivazioni che hanno deciso l’attribuzione di questo importante riconoscimento, precisando appunto che Mazza è stato scelto tra pochi validi artisti per rendere omaggio alla loro arte, un tributo che possa evidenziare il talento e la creatività di coloro che sono in grado di distinguersi nel panorama artistico internazionale, e con grande piacere infatti che gli comunica di aver segnalato il suo operato all'amministrazione comunale della città di Monreale, quest'ultima insieme all'editore Sandro Serradifalco e al critico Josè Van Roy Dalì ha promosso la sua candidatura per il conferimento di un prestigioso riconoscimento il “Premio Van Gogh; dedicato agli artisti contemporanei e al Maestro considerato il pioniere dell'arte contemporanea e tra i più grandi esponenti dell'Espressionismo. Proseguendo nella nota precisa come il lavoro di Mazza è un'ulteriore conferma della validità e della sua capacità di comunicare, emozionare e raccontare il mondo attraverso la sua personale espressione artistica. Ecco perché l'ho scelta su moltissimi artisti che ho valutato e che si sono proposti. Sarà un viaggio attraverso la variegata dimensione dell'arte, l'occasione di esporre una propria opera in un luogo espositivo prestigioso che vuole valorizzare il suo operato e raccontarne l'evoluzione. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 14 Aprile presso la Sala consiliare del Comune di Monreale, alla presenza delle autorità competenti. L’opera scelta dal titolo “Ecce Homo” già pluripremiata in diversi eventi internazionali in particolare con il “Premio Leone Alato” a Venezia in occasione della 57^ Biennale di Venezia, verrà esposta in concomitanza della mostra "Van Gogh Multimedia Experience" presso il Complesso Museale Giuseppe Sciortino di Monreale dal 14 al 22 Aprile. Raffaele MAZZA è stato scelto tra i più validi artisti contemporanei per dare vita ad una mostra che possa raccontare l'evoluzione dell'arte nel panorama internazionale pur mantenendo un legame e una continuità espressiva coi i grandi maestri del passato. Ed è proprio in questo contesto così suggestivo, in occasione della mostra dedicata a Van Gogh che racconta i suoi ultimi dieci anni di vita, che si inserisce il Premio e la mostra curata appunto da Ea Editore con il Comune di Monreale. Un evento unico realizzato grazie alla collaborazione della società Bicubo srl - Navigare srl, il Comune di Monreale, l'Assessorato ai Beni Culturali e Identità Siciliana e L'Unesco. Storia, arte, cultura si fondono in un sodalizio che farà risaltare l'operato dei più validi artisti contemporanei. Un'occasione d’incontro e confronto. Un evento che sarà ampiamente pubblicizzato e accoglierà moltissimi visitatori e collezionisti.
- A aprile riceve la sua prima battuta d’asta in Galleria e sul web in diretta Live che ha fissato per sempre, una Quotazione Ufficiale e che gli garantisce di entrare definitivamente nel mercato dell’arte in condizioni di stabilità.
- Ad aprile con grande soddisfazione, supera le selezioni per essere ammesso all’evento internazionale “Gli Artisti incontrano Dalì e Van Gogh”. Le due esposizioni, che si svolgeranno a Figueres in Spagna e Arles in Francia, rappresentano dei contesti molto importanti e suggestivi, che tengono vivo il ricordo commemorativo e celebrano la memoria di maestri illustri, quali sono Salvador Dalì e Vincent Van Gogh, pietre miliari e pilastri della storia dell’arte, le cui opere rappresentano un patrimonio di inestimabile valore, che viene lasciato in simbolica eredità a tutti noi. Ancor più, riuniranno un interessante circuito di opere selezionate, da un autorevole comitato di giuria, appartenenti ad artisti contemporanei di talento, italiani e stranieri a cui verranno simbolicamente abbinate alle forme espressive dei due famosi maestri il cui genio creativo appassiona estimatori in ogni parte del mondo. A rendere ancora più significativa l’esperienza emozionale dei visitatori sarà la location, infatti per la prima volta una mostra contemporanea verrà effettuata nel “Museo Salvador Dalì”. Raffaele Mazza, è stato scelto con due opere, particolari per tecnica e originalità, un olio spatolato su tela dal titolo “Faro”, che è parte integrante di una “collezione privata” di un’importante personalità del nostro territorio, e sarà video proiettata nel Dalí Museum, Conference Room, Figueres in Spagna; mentre l’altra già pluripremiata in diverse manifestazioni internazionali, dal titolo “La Creazione” si potrà ammirare all’Hotel Saint Trophime 16 Rue del la Calade Arles in Francia. Nella Dichiarazione Critica redatta dal Presidente di Spoleto Arte e Manager di Personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, è sottolineato come: Mazza, si sperimenta in varie tecniche, dando mostra della sua grande destrezza. Se si osserva il dipinto “Faro” si può notare che la stesura del colore riproduce lo strano effetto di offuscamento visivo, come se questo difetto fosse dovuto alla notte incombente o alla nebbia. Mentre nella “Creazione” riprende un particolare della famosa opera di Michelangelo, caricando di ulteriore significato simbolico. Le crepe indicano la tensione causata dalle incertezze, i dettagli anatomici amplificati, la forza dell’amore”.
- Ad Aprile, Orgoglioso dei recenti successi ottenuti arricchisce ancor più il suo curriculum con all’attribuzione di un altro importante riconoscimento, viene insignito dal comitato di Spoleto Arte dell’illustre Premio Canaletto, curato da Prof. Vittorio Sgarbi è assegnato alle personalità che più si sono distinte con il loro operato tra gli artisti, gli imprenditori e i professionisti selezionati da un nutrito ed esclusivo gruppo di esperti. Il Direttore del Museo Modigliani Alberto D’Atanasio, Veronica Ferretti del Museo Buonarroti, la nota stilista Roberta Camerino e l’ex Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Luigino Rossi, assieme al manager della cultura, nonché Presidente di Spoleto Arte, Salvo Nugnes, sono infatti i celebri nomi che lo compongono e che hanno insignito Raffaele Mazza con questo importante riconoscimento.
- Ad Maggio riceve il Premio Internazionale London Art Prize “ GREAT MASTER”, presso la Brick Lane Gallery di Londra; nell’area da sempre considerata il ritrovo e il pensatoio dei creativi. Brick Lane, è un vivido centro culturale ed artistico, un angolo Glamour divenuto famoso in tutto il mondo per essere il luogo dove nascono e crescono le nuove tendenze che spaziano tra musica, moda e ambienti artistici della nuova British Gra ti Art e dei rappresentativi Bansky e Ben Eine. Lo spazio espositivo Brick Lane Gallery, ospiterà l’esposizione delle opere di un selezionato numero di Artisti Internazionali, tra i migliori interpreti contemporanei, che spaziano dalla pittura alla scultura e alla fotografia, nel variegato ventaglio di stili e tecniche differenti, che dialogheranno tra di loro sulle orme dei Grandi Maestri del Passato che popolano i Musei più importanti di Londra dove è possibile ammirare i capolavori dei più Grandi di tutti i tempi; da Leonardo Da Vinci a Picasso, da Caravaggio a Monet, da Raffaello a Van Gogh, da Botticelli a Cezanne. Il Premio Internazionale “Great Master” s’ispira proprio ai Grandi Maestri del passato che da sempre rappresentano la fonte a cui ogni Artista si rapporta e si confronta. Ancora una volta Mazza colpisce la commissione, con quattro opere, con cui ha meritato l’ammissione all’evento internazionale, con la seguente motivazione:” La selezione del suo operato artistico in occasione del Premio Internazionale d’arte contemporanea a Londra rappresenta la sua abilità nel fare sintesi della storia dell’arte ma con lo sguardo rivolto al futuro, nell’intramontabile rapporto tra tradizione e progresso, conservazione e innovazione”. L’opera fisica scelta è “La Pietà”, che è stata inserita nel catalogo ufficiale della manifestazione ed esposta presso Brick Lane Gallery. Un’opera particolare per “espressione” e tecnica, uno spatolato olio su tela con inserti a sbalzo, creata con la volontà di rappresentare la dolcezza dell’Addolorata nell’accogliere tra le braccia il figlio, emblema di salvezza per l’Umanità intera, cosi come una Madre abbraccia un neonato, cosi Maria abbraccia la morte nella risurrezione; i tratti salienti sono appunto i colori che vestono L’Addolorata, il rosso a rappresentare la natura divina, l’azzurro la volta celeste e il velo nero volutamente a sbalzo come elemento principale insieme alla corona di spine. Il velo simbolo del lutto del buio terreno, la corona di spine con i brillantini a rappresentare la luce simbolo di salvezza che traspare dalle piaghe inflitte a Gesù. Mentre le altre tre sono state sono state video proiettate, di cui sono state realizzate un numero limitato di serigrafie, le opere in questione sono “La Creazione” ,”Vibrazione Animica” e “Faraone”. In questa occasione riceve un Attestato d i partecipazione con nota critica e la Targa Premio “Great Master” con la seguente motivazione:” Per aver fatto dell’arte la ragione della propria esistenza diffondendo alla collettività i più alti sentimenti umani”.
- A maggio viene ammesso e vince il Progetto “Full Art Immersion” di Artetra con il patrocinio Dell’Arsenale Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi. Il progetto comprenderà la video recensione a cura del Critico Federico CALOI che è andata in onda sui canali sky:878- 883-888- 912. e canale digitale terrestre: canale italia channel -123 – 166 – 251- e diffusa sul canale Artetra di You Tube, la partecipazione al Premio Arte Costiera “Antica Repubblica Marinara”e la realizzazione di 50 copie di un ArtBook personalizzato contenente il suo profilo artistico, cheè sarà distribuito nelle gallerie di riferimento di Salerno, Roma e Milano. Nel Testo critico redatto dalla Presidente di Artetra e Art Curator Veronica Nicoli lo descrive nel seguente modo: ”Appena ho avuto modo di ammirare l’opera di Raffaele Mazza (scultura polimaterica cm 59,5x51x13), davanti i miei occhi si è subito azionata una sequenza d’immagini. Una serie di profili, soprattutto di epoca rinascimentale: dai duchi d’Urbino di Piero, al ditticodei Bentivoglio di Ercole de’Roberti. Ho pensato alle monete di Pisanello, al pollaiolo. Cosa condivide Raffaele con i grandi artisti del passato? Innanzitutto la formazione avvenuta in “bottega”, presso lo Zio, scultore pittore di Lamezia Terme e la grande passione per la materia. Infatti Raffaele si appassiona a tutte le diverse tecniche utilizzabili in campo artistico. Mantiene salda una convinzione però. Quella che questa veicoli un contenuto, un messaggio, esprima “un’Idea”, come avrebbe detto Panofsjy. L’opera d’arte pur essendo fatta di materia non può fermarsi soltanto a quest’ultima. Prendiamo ad esempio (olio spatolato su tela , cm 90x70) omaggio alla propria terra natia. Qui l’idea della rappresentazione prevale sulle regole canoniche della prospettiva. Al Mazza non interessa mostrare la torre della propria città, la sua bellezza, secondo le consuete norme, gli interessa comunicare il proprio stato d’animo, farci vedere come sente quei luoghi nel quale è nato, dove ha vissuto, dove tuttora lavora, crea, esiste. Ed in questo mi ricorda Van Gogh per quel modo di dipingere il dato naturale filtrando con la propria visione intellettuale ed emotiva. E sempre per citare i grandi maestri del passato, commovente è la sua rielaborazione della Creazione di Adamo di Michelangelo in (tecnica ad argilla grezza plasmata e infornata, cm 100x50) dove Raffaele dimostra di conoscere attentamente la storia del Buonarroti. E’ risaputo, infatti che Michelangelo si sentisse più scultore che pittore. Tant’è che quando Giulio II gli commissionò la Sistina in luogo della “sua sepoltura” il grande genio di Caprese si sentì profondamente in disagio. E concepì comunque per tutta la sua vita la pittura come un altro modo di scolpire. Ringraziamo, quindi, il giovane artista calabrese per aver raccolto l’eco secolare del più grande artefice della Storia”.
- A maggio gli vengono dedicate due pagine sul “numero speciale” di Effetto Arte Collection – Artisti da Collezione, diretto dal Prof. Paolo LEVI. Il Dott. Marco Rebuzzi Conservatore del Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova, che ha curato il testo critico, si è congratulato per l’elevato spessore artistico riscontrato nell’esamina dell’operato di Mazza. Certificando altresì l’impegno creativo, a dimostrazione di una concreta manifestazione dell’anima. Effetto Arte è un periodico che non nasconde le sue scelte di campo. Per questo motivo privilegia degli artisti contemporanei i mezzi espressivi di tradizione, dove i contenuti non possono essere disgiunti dalla qualità. Da uno “stralcio” della nota critica, è sottolineato come le opere di Mazza sono ispirate da un’autentica vocazione alla trascendenza da un anelito che traduce in esperienza visiva l’amore di un Dio infinitamente grande, che guida l’uomo sulla via della salvezza. Degno di nota inoltre, è sicuramente il privilegio di essere stato “presentato” nel “lancio” del Primo numero di IconArt Magazine. Una rivista d’informazione artistico culturale, sia on line che cartaceo, della Prince Editor, segmento editoriale partner della Prince Group srl, società di servizi operante nell’ambito dell’arte a 360 gradi; che si distingue nel vasto panorama dei imagazine di settore per la duplice valenza: d’intrattenimento e divulgazione – raggiungendo decine di migliaia di utenti tra artisti, collezionisti, mercanti d’arte e galleristi nella sua versione on line – e di promozione per gli artisti e consultazione dell’indice delle quotazioni ufficiali – raggiungendo oltre 25.000 collezionisti che operano nel mondo dell’arte nella sua versione cartacea.
- A maggio è protagonista in Russia, in contemporanea con i Mondiali di calcio. Un po' di Italia volerà perciò nello Stato dei grandi Zar e, in particolare, il 10 giugno si inaugureranno i Mondiali dell'Arte a San Pietroburgo, al The Official Hermitage Hotel (Pravda 10, San Pietroburgo). Il 13 invece sarà la volta della capitale, Mosca, al Hotel Novotel (Novoslobodskaya St. 23, Mosca). L’evento ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, con il contributo del Prof. Vittorio SGARBI, si propone come un trampolino di lancio per l'arte, italiana e non, in Russia. Terra che apprezza particolarmente la bellezza, è stata la culla di molti interessanti movimenti artistico-culturali del Novecento, come le avanguardie, e di alcuni degli artisti più influenti, come Kandinskij o Suskov. A contribuire all'esposizione, oltre al Professore Vittorio Sgarbi, compaiono anche i nomi di José DALI’, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo e il Direttore del Museo Modigliani Alberto d'Atanasio. Salvo Nugnes dichiara, paragonando in termini scherzosi: «I Mondiali dell'Arte sono un progetto ambizioso. Portare una squadra di artisti in trasferta durante una simile manifestazione calcistica mi riempie d'orgoglio e mi fa sperare. L'arte deve sempre rimanere nel cuore di tutti, diventare uno “sport” sentito e vissuto a livello nazionale e internazionale, perché niente più di un'opera riesce a emozionare e a comunicare, nonostante le culture siano già in partenza così diverse. E ciò è possibile poiché l'arte è un linguaggio universale, vincente in partenza.» Mazza, è stato scelto con l’opera “Faraone”, c Nella dichiarazione critica a lui dedicata vengono sottolineati i “caratteri” della sua arte e la motivazione che lo porteranno prima a San Pietroburgo e poi a Mosca ossia: “ Non poteva che dominare lo sfarzo in un’opera che s’intitola Faraone. Maestro abile nell’utilizzare a proprio piacere e secondo la propria inventiva pietre cristalli, Raffaele Mazza lascia in una splendida cornice l’effige, appunto di un faraone. Il profilo e le venature della pietra connotato il carattere del sovrano, richiamando epoche cui la modernità ci ha sottratto. Come ci ha sottratto alla grandiosità con cui i regnanti venivano idolatrati. Ma qui non c’è ombra di venerazione, l’unico modello a cui chinare il capo è la bellezza stessa.”
- A giugno, a 70 Anni dalla Prima Annuale Nazionale d'Arte del '48 Ideata dal Pittore Clemente Tafuri che ha visto riunire nella Valle Metelliana i maggiori Artisti Italiani: da Manzù a Morandi, da De Chirico a De Pisis, da Rosai a Severini e decine di altri nomi che hanno reso Grande e Internazionale l’Arte Italiana nel Mondo. La Biennale del Tirreno si prefigge, a distanza di 70 anni, di scrivere un nuovo capitolo della Storia dell’Arte Contemporanea, coinvolgendo Artisti di Talento che rappresenteranno l’Arte del XXI secolo e saranno universalmente riconosciuti. Centocinquanta Artisti provenienti da tutto il mondo, selezionati su millecinquecento candidature, hanno dato il giusto tributo, con la loro arte, all’amore ed alla solidarietà. Raffaele Mazza viene scelto da una Giuria di prestigio composta da esperti e operatori del settore, il Comitato di selezione formato da: Veronica Nicoli, curatrice di eventi e Presidentessa di Artetra; Armando Principe, Presidente Prince Group Foundation; Jean Blanchaert, Gallerista, Critico d’arte e Illustratore; Rosario Sprovieri, Curatore e Direttore del MIBACT di Roma; Federico Caloi Critico d'arte e Presentatore Tv; Maurizio Morra Greco, Medico, Collezionista e Mecenate, Franco Bruno Vitolo, Giornalista e Scrittore; Giuseppe Ianni, Professore d’arte e Pubblicista eventi d’arte e cultura; Alessandro Nicoli Curatore Arte Digitale e Rosario Memoli, Direttore Artistico e Responsabile eventi Marte. L’opera scelta per la 1^ Biennale del Tirreno e “La Pieta”. L’evento è stato inaugurato il primo giugno dalla nota artista partenopea Marisa Laurito, alla presenza del Sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli ed il suo vice Enrico Polichetti ed è stata aperta fino al 24 giugno nel complesso monumentale di San Giovanni Battista, a corso Umberto I 167, nel cuore del centro storico di Cava de’ Tirreni. L’iniziativa – realizzata in collaborazione con il Comune di Cava de’ Tirreni, con il patrocinio della Regione Campania e dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Cava De’ Tirreni – è stata organizzata dall’associazione ArtetrA Art Associates presieduta da Veronica Nicoli, in collaborazione con la Prince Group Srl di Armando Principe. La Biennale del Tirreno è stata l’occasione per promuovere un’iniziativa l’antropica che ha come protagonista “Trenta Ore per la Vita”, la ONLUS che ha come testimonial la conduttrice Tv Lorella CUCCARINI. Mazza accoglie con grande interesse l’invito dalla Presidentessa Veronica Nicoli di donare un’opera da battere all’asta il cui ricavato andrà alla ONLUS in favore del Progetto "Home" di "Trenta Ore per la Vita" per sostenere la causa solidale, l’opera che è stata battuta è “Furia" (realizzata in acrilico, olio, mistura, glitter su tela e capelli sintetici innestati a sbalzo, ha una dimensione di 65 cm x65cm x3cm. Si sviluppa centralmente con un cavallo l’animale più rappresentato nelle storia dell’arte, è la sua figura fosse emblematica nelle civiltà di ogni parte del globo, la pone come ideale elemento di connessione tra mondi lontani. Rappresenta la forza, l’eleganza, la libertà, la bellezza e la vitalità, quest’ultima raffigurata dalla criniera al vento realizzata con “peli” sintetici a sbalzo. Lo sfondo multicolore riproduce la natura e le “emozioni”, che, impreziosito dai glitter con loro scintillio raffigurano le varie sfaccettature del nostro mondo). Un momento di grande attenzione solidale che prevede la costruzione di residenze che accolgano le famiglie dei piccoli malati di neoplasie, spesso costretti a spostarsi lontano dalle loro città per sottoporsi alle cure. Per questo nobile gesto gli è stato riconosciuto un Attestato Di Stima a Firma di Lorella Cuccarini in segno di gratitudine che gli è stato consegnato in occasione della serata di Premiazioni e Spettacolo condotta con la straordinaria partecipazione dello speaker di radio Kiss Kiss “Pippo Pelo” e da Veronica Nicoli che si è tenuta lo scorso 24 giugno, alle ore 20:30 nel Giardino delle Clarisse al Complesso di San Giovanni.
- A luglio nell’anno in cui Palermo viene eletta capitale italiana della cultura, è stata indetta la Prima Edizione del Premio Internazionale Arte Palermo. Palermo Capitale della Cultura 2018 significa riposizionare il mediterraneo al centro del mondo, un messaggio forte e chiaro di dialogo, di incontro tra le varie nature- culture umane con la necessità di coltivare valori in maniera concreta e per il bene comune. Con tali premesse è stato istituito il Premio Internazionale Arte Palermo, che nasce con lo scopo di promuovere e sostenere l’arte contemporanea. Un riconoscimento unico nel suo genere, un autentico rave culturale che ha visto protagonisti una limitata selezione di artisti internazionali, per ciascun sezione pittura, scultura e fotografia sono stati selezionati alcuni dei più validi interpreti contemporanei nazionali ed esteri, tra i cui Raffaele Mazza. L’evento si è svolto al Teatro Biondo situato nella centralissima via Roma il più recente dei teatri storici di Palermo costruito nel 1903 e ancora oggi rappresenta il teatro di prosa per eccellenza di Palermo che ospita artisti e compagnie nazionali e internazionali organizzando eventi di notevole impegno culturale. Un evento di prestigio che attraverso la presenza di ospiti illustri, di spettacoli ha voluto testimoniare la presenza di incontro tra le culture, ancor più è stato arricchito dalla Lectio magistralis del Prof. Philippe Daverio critico d’arte, docente, scrittore, politico, e personaggio televisivo italiano, dal Presidente del Comitato Scientico il Prof. Paolo Levi, critico d’arte, giornalista, saggista, autore di volumi tematici e monografici, che unisce ad una approfondita conoscenza della storia dell’arte antica, moderna e contemporanea una solida esperienza sui rapporti tra arte e finanza e da Sandro Serradifalco Direttore artistico e Direttore della rivista Effetto Arte e il direttore del “GiornaleOFF” Edoardo Sylos Labini. In questo magnifico scenario Mazza ha ricevuto il catalogo personalizzato in edizione limitata dedicato al proprio profilo artistico, dove sono state pubblicate le due opere selezionate La Creazione e Faraone con la motivazione di ammissione al premio a firma del Prof. Paolo Levi. Ha inoltre ricevuto una Pergamena di merito artistico con la seguente motivazione: ”La potenza espressiva di Raffaele Mazza e generata da una perfetta conoscenza delle tecniche scultore accompagnata da un talento innato. Quest’opera vede l’artista coinvolgere il suo pubblico portandolo alla riflessione inferiore attraverso la ricerca di dettagli e significati nascosti. Una tecnica di grande pregio che aiuta la opera nel suo intento di arrivare dritto al cuore e alla mente dell’astante”. Infine ha ricevuto un Attestato di premiazione a firma di Sandro Serradifalco con la seguente motivazione: ”Per aver contribuito ad esaltare la bellezza nell’incontro e nel dialogo nel segno della ricerca e dell’evoluzione il suo operato diviene Ambasciatore di una visione che vede la cultura e l’arte come strumento indispensabile attraverso cui far crescere la collettività”.
- A distanza di circa due anni il 29 settembre 2018, in aula Paolo VI in Vaticano nell’Udienza Speciale con il Santo Padre, in occasione del cinquantenario dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato cui hanno partecipato oltre settemila poliziotti e familiari provenienti da tutte le regioni d’Italia, Mazza ha avuto il privilegio e l’onore, di donare personalmente a Sua Santità una nuova opera, appositamente creata per i 50 anni dell’ANPS, realizzata interamente a mano, dalla “fusione” di quattro elementi: argilla, cristallo, acrilico, glitter e zirconi; con la volontà di ripercorre tramite “simbolismi precisi” la nascita e l’evoluzione dell’Associazione nel corso della sua storia, da cui trae il titolo l’opera: “Idealità e Tradizione”. Partendo dall’argilla, modellata pezzo con pezzo, per poi essere cotta a circa 1100°C, sono state plasmate “Sei” mani, che simboleggiano: Gli anni ’60, gli anni in cui nel pieno boom economico e sociale si attuano i presupposti per dare vita all’A.N.G.P.S. ora A.N.P.S.. I Sei Presidenti, cinque dal 1968 al 2010 rappresentati con mani “grandi” ad indicare il passato. Mentre con la mano anatomicamente più “piccola”, si è voluto indicare il Presidente in carica, a esprimere il presente e il futuro. Inoltre, il concetto di: passato, presente e futuro” ritratto con la diversa anatomia delle mani, ha un valore ancora più “profondo”, che ci riporta a uno degli obiettivi principali dell’Associazione ovvero custodire il patrimonio storico-culturale creato dai Soci più “anziani” e trasmetterlo alle nuove generazioni, così da poter conservare intatte le tradizioni ed i valori della Polizia di Stato e mantenere sempre vivo il legame di reciproca solidarietà. I Sei Raduni Nazionali svolti a Udine 1989, Montecatini Terme 1994, Cesena 2005, Pescara 2008, Verona 2011 e Salerno 2014. Le Sei significative mutazioni avvenute nel corso della storia ossia: tre al Medagliere con il primo, secondo e l’attuale terzo Drappo e tre al logo, lo stemma identificativo del Sodalizio simbolo d’identità e senso di appartenenza di tutti gli associati. Il punto “nevralgico” dell’opera è evidenziato “dall’Unione” tra le mani e il crest con inciso il logo dell’ANPS. Nel particolare al “vertice basso” è stato scalfito l’anno di nascita e l’anno del cinquantenario e in relazione ad esso è stato “innestato” il (50°), arricchito appositamente da glitter d’orati. Il tutto per evidenziare una “spirale” che, congiuntamente alle mani propese in senso orario verso l’alto, sviluppano una “torsione” che si stringe attorno al punto di “Unione” dell’opera, che concretizza il filo conduttore che s’instaura, dalla base in cristallo arrivando al logo, dando vita nonostante i vincoli tecnici data dalla loro diversa composizione, ad un dialogo, tra pensiero e materia donando innovazione e originalità. Nello stesso tempo la loro “fusione”, offre un messaggio “armonioso” con lo scopo preciso di simboleggiare idealità, storia e tradizioni. Il Punto di “Unione” inoltre è stato “impreziosito” da zirconi, elementi che più degli altri spiccano per “Valore, proprietà e purezza”. La lucentezza emanata dalla luce riflessa sulla loro superficie, personifica i tanti Eroi che nell’Adempimento del Dovere, hanno sacrificato la Propria Vita per la Patria, inoltre lo sfavillio luminoso, rappresenta la guida che illumina i passi di quanti giorno per giorno, sono chiamati ad assicurare concordia, onestà e pace affinché nel rispetto di ogni legge sia alimentato lo spirito di umana fraternità. ”Nel breve e intenso dialogo con l’artista il Santo Padre ha apprezzato l’opera e l’ha ringraziato, un momento indimenticabile, che ha donato a Mazza un’emozione immensa, una gratificazione incommensurabile. Un anno “ricco” di soddisfazioni, che rimarca un percorso artistico “intenso” ancor più avvalorato appunto dall’incontro con Papa Francesco, che “segnerà”, così come la prima volta la sua vita, dal punto di vista Spirituale, umano e artistico.
- A novembre si è distinto su 480 opere partecipanti dal tutto il mondo, con l’opera “La Creazione” che gli è valso il titolo di “Finalista in Arte” con Critica in Semiotica Estetica a firma della Prof.ssa Fulvia Minetti con la seguente motivazione: “Il pathos scultoreo del Mazza, omaggiante la creazione michelangiolesca, è enfasi della tensione indicale dell'uomo alla perfezione divina, compressa e raggelata entro le fattezze lignee, radicate all'elemento terrestre, a negare il completamento dello slancio di elevazione spirituale, il cui sentimento mina la certezza della mente ad abitare un luogo "umano, troppo umano". Emerge la costitutività segnica dell'uomo, che è immagine e somiglianza e indice stesso, letteralmente il luogo che dice, il movimento che mostra la conoscenza, in qualità di un altrove da essere, d'inafferrabile rinvio e che tuttavia egli persegue, per la ricerca della verità”.
- A novembre alla manifestazione internazionale di arte contemporanea organizzata da ArtetrA Art Associates, alla Fabbrica del Vapore, nei locali Ex Cisterne e Messina 2 in via Giulio Cesare Procaccini, ossia Arte Milano – The Factory, con il supporto di Prince Group ed il patrocinio del Comune di Milano, con Ospite d’onore il critico d’arte, intellettuale e giornalista Philippe Daverio, con la selezione delle opere effettuata da un comitato di esperti, composto da: Armando Principe (Presidente Prince Group Foundation); Veronica Nicoli (Curatrice ed organizzatrice di eventi); Luca Cantore D’Amore (Critico d’arte); Federico Caloi (Critico d’arte); Jean Blanchaert (gallerista e critico d’arte) Claudio Pescio (Coodirettore di “Arte e Dossier” di Philippe Daverio); Marco Mastropietro (Gallerista) Alessandro Alessandroni (Gallerista) Tiziano Lentini (Esperto gioielli preziosi); Rosario Sprovieri (Curatore e direttore Mibact). Su oltre 150 gli artisti selezionati e che hanno partecipato all’esposizione, con il tema “dominant reality (Pop Revolution)” nella sua accezione di evoluzione del post modernismo, nel quale l’arte diventa espressione della ricerca di valori ed autenticità lontani e quasi caduti nell’oblio. Raffaele Mazza è stato selezionato con la seguente motivazione: “La presenza delle sue opere d’arte all’interno della Factory di Arte Milano testimonia la sua notevole valenza artistica. Lei rende all’umanità tutta, un gran servigio, ergendosi a testimone è narratore dell’epoca in cui viviamo. Guerriero dei tempi moderni, la rivoluzione Pop è solo un altro modo di chiamare la trasformazione sociale culturale a cui lei “Artista” è vocato. Il suo talento, la sua visione, il suo genio creativo la rendono protagonista di una formidabile trasformazione globale”. L’opera scelta ha come titolo “Figlio Mio”, sin dalla sua prima apparizione in pubblico all’evento Internazionale di Amalfi ha suscitato emozioni uniche, tanto da cogliere in quella occasione l’attenzione del critico Luca Cantone D’Amore il quale gli ha dedicato una recensione critica. Lo stesso Critico congiuntamente al Prof. Daverio ammirando proprio l’opera “Figlio Mio” hanno pensato come fosse provocatorio insinuante accostarla al “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca. E’ quindi si può riflettere su quante siano differenti le modalità di espressione in 500 anni di distanza, del dolore. Affermando appunto come il contemporaneo espresso da Mazza sia contrapposizione provocazione di valori e tecniche antiche e contemporanee. Anche in questo magnifico contesto quale quello di Milano Mazza riesce a cogliere l'attenzione della commissione riuscendo a guadagnare il premio della critica, una targa con la seguente motivazione. “Per il sentimento religioso e spirituale tangibile nelle sue originali creazioni ed espresso con capacità tecnica espressiva” e di un Attestato di Merito con seguente motivazione: “Originario nella sanguigna Calabria il nostro autore con le sue sculture “più vere del vero” si fa interprete del sentimento religioso dei suoi conterranei, fede ancora viva e fremente come nei secoli scorsi. Così si spiega quella donatelliana memoria...” A firma del Prof. Daverio, Nicoli e Principe.
- A novembre è protagonista alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea delle Fiandre è un evento ideato per coinvolgere numerose esperienze artistiche in un grande rave mondiale. Un’esperienza fruitiva unica che vede protagoniste pittura, scultura, grafica, fotografia, videoart e ceramica. Un sodalizio che racconterà uno spaccato significativo dell’attuale panorama artistico internazionale attraverso la sensibilità e i linguaggi di validi artisti contemporanei. Una presenza espositiva di rilievo per Mazza, al OUD SINT JAN MUSEO nel cuore di una delle città più belle del mondo. Durante il Medioevo, Bruges era un centro commerciale internazionale di grande fama e godeva di un periodo d'oro di prosperità economica senza pari. Oggi la città vanta una raffinata serie di edifici storici e piazze ben conservati. Chiunque entri nelle sedi di Old St. John sarà sorpreso dalla presenza quasi tangibile della ricca storia di Bruges. Sale imponenti ospitano mostre affascinanti, spesso con un approccio sorprendente. Degna di citazione è la mostra di Picasso: un’esposizione permanente che riunisce 300 opere di questo famoso artista spagnolo del 20° secolo, che da allora ha influenzato ogni aspetto del mondo dell'arte. L'enfasi è sull'arte grafica, con una delle collezioni più estese in Europa, che viene regolarmente integrata con pezzi unici provenienti da collezioni private. In concomitanza, è possibile visitare la mostra dedicata al genio di Andy Warhol. Inoltre, Xpo Center Bruges ospita regolarmente mostre temporanee che coprono una varietà di temi, come l'arte, la scienza e l’archeologia. Nel 2015, il Centro ha ospitato Body Worlds (Körperwelten), nel 2016 è stato Fotografo naturalista dell'anno. L'anno scorso, nel 2017, era presente la mostra "Da Vinci, le invenzioni di un genio". Da Marzo 2018, l’evento culturale "Mummie, I segreti dell'Antico Egitto". In questo contesto intriso di storia e cultura si svolge la Biennale Internazionale delle Fiandre, un grande meeting internazionale che valorizzerà i migliori interpreti dell’arte contemporanea, tra cui appunto Raffaele Mazza, che ha ricevuto il Premio Renè Magritte. Un prestigioso riconoscimento che testimonia la rilevanza storica e stilistica, dedicato a uno dei più grandi pittori del Belgio è tra i massimi esponenti del surrealismo, inoltre ha ricevuto l’attestato di nomina di “Artista Nella Storia”. L'evento ideato da Sandro Serradifalco, si avvale della collaborazione di professionisti del settore ed eminenti personalità del mondo della cultura. La sezione italiana è curata da Serena Carlino, Rino Lucia, quella estera da Francesco Saverio Russo e Salvatore Russo. Sono circa 200 gli artisti provenienti da tutta Italia e da vari Paesi del mondo. Mazza è stato scelto con l’opera “Pudore” un olio su tela che fu presentata per la prima volta al Complesso del Teatro del Dioscuri del Quirinale, un’opera particolare con elementi a “sbalzo”, raffigurante il corpo di una donna velata con diversi gradi d’intensità, per regalare la facoltà, di toccare con mano ciò che separa dall’immaginazione. Il pudore, interpretato a 360 gradi, con richiami alla storia, al sentimento e agli affetti, un valore inestimabile, che appartiene ad ogni essere umano, consapevole di avere un’intimità e non soltanto una esistenza pubblica; la virtù del pudore, che affonda le radici in questo sentimento e che permette all’essere umano in questo caso alla donna, di donare all’uomo la “rassicurazione “ disinibita del seno, immagine ancestrale dell’amore materno dato dall’allattamento e della vita e al contempo la contrapposizione, “lievemente velata” della trasgressione, del piacere che stimola nell’uomo, l’istinto sessuale legato al simbolo della procreazione, nascondendo con vigore dato dal velo rosso “come la passione” l’indiscutibile “potere” della donna, di controllare, quando e come manifestare tutta se stessa, il proprio io, a chi può accettare, comprendere e meritare, ciò di più caro possa avere, “un’arma letale” per l’uomo, ossia la “bellezza dello sguardo” come messaggero di emozioni lo “specchio della sua anima”, riallacciandosi proprio a un aforisma di Gabriele D’annunzio “ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di Lei”. Ancor più è stato scelto con una seconda opera dal titolo “Faraone” una scultura in pietra e cristallo già pluripremiata in altri eventi internazionali. Ciò che si presenterà ai visitatori è uno spaccato significativo della creatività attuale, sollecitando, uno scambio culturale qualificato volto a valorizzare i migliori interpreti del panorama artistico odierno. La Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea delle Fiandre coinvolgerà numerose esperienze creative nel segno della continuità, dello studio, della ricerca. I CINQUE CONTINENTI in una BIENNALE "storica" che si è svolta dal 3 al 14 Novembre due sezioni espositive dedicate agli artisti italiani e una conclusiva dal 26 Novembre al 1 Dicembre con le presenze estere. Occasione d’incontro e confronto tra la tradizione e l'innovazione.
- A novembre è inserito in un progetto nato con la proposta a diversi artisti di partecipare, con un’opera a tema bersaglieresco alla redazione del Calendario annuale 2019 dei mitici soldati dal cappello piumato, il Corpo fondato nel 1836 dal Generale Alessandro Lamarmora. Protagonisti della storia risorgimentale e di tanti eventi memorabili, dalla Guerra di Crimea alla presa di Porta Pia del 1870, dalla Grande Guerra con l’Eroe nazionale Enrico Toti fino alle sabbie del Nord Africa di El Elamein e in tempi recenti Libano e Afghanistan. Un mondo variegato di stimoli e di suggestioni, un’autentica tavolozza policroma per i nostri artisti: sedici maestri dell’arte pittorica per una scelta difficile, meditata. In campo Tina Maselli, Anna Dell’Agata, Elena Sevi, Valentina Faraone, Alessandra Uscé, Alessia Martuscelli, Ennio Calabria, Carlo Cecchi, Pippo Madè, Ernesto Lamagna, Ireneo Janni, Paolo Da Fermignano, Fernando Rea, Sergio Raffo, Nino Pollini e il lametino Raffaele Mazza. Un insieme di opere: pastelli, olii, acrilici, acquarelli, gouaches, tecniche miste nella varie tendenze della pittura moderna con un solo obiettivo: rendere omaggio ai Bersaglieri ogni giorno per tutta la durata dell’anno con l’augurio che per tutti il 2019 si avvicini quanto più ad un’opera d’arte nello spirito bersaglieresco. L’opera di Mazza è una rappresentazione figurativa, ovvero una scena contemporanea di guerra e rinascita. Nel cercare di esprimere l’idea la rappresentazione deforma in un certo qual modo la realtà pur di comunicare l’intensità del sentimento e del valore dei fanti piumati. Realizzata interamente a spatola, gli elementi che costituiscono l’opera sono l’ambiente desertico realizzato con mistura e sintetici, caratterizzato all’orizzonte da una città ancora “fumante” dalla devastazione. Il segno è dinamico, prevalgono andamenti sovrapposti, la superficie è in rilievo; il tutto è accentuato dal cielo rosso contraddistinto dai glitter, come a voler dare con il loro scintillio una “forma” di speranza. In primo piano è raffigurato un bersagliere in corsa con un bambino in braccio e appena dietro sulla sua destra in secondo piano altri due bersaglieri, a formare un triangolo che in questo specifico caso con il vertice rivolto in basso, esprime la protezione Divina verso chi si prodiga con sprezzo del pericolo, coraggio e professionalità a porre in salvo vite umane. Il tutto racchiuso in una cornice in “mistura” cremisi. I tre bersaglieri, fregiati della “Toppa” del 1° Reggimento Bersaglieri racchiudono nel complesso il decalogo di La Marmora ed in particolare simboleggiano tre valori importanti dell’essere un soldato, ossia: l’Onore, l’Altruismo e il Cameratismo; da cui prende il titolo l’opera: “Onore, Altruismo e Cameratismo”. L’Onore è rappresentato dal Bersagliere che “cade” esanime, e nonostante fosse ferito, incurante della sua condizione cerca di “recuperare” la bandiera della Patria. L’Altruismo viene “ritratto” dal Bersagliere che stringe al petto con assoluta protezione un fanciullo che trae in salvo, dalle rovine della città che si nota all’orizzonte, strappandolo ad una morte certa; il fanciullo a sua volta simboleggia la “rinascita” per le popolazione martoriate dalla guerra. Il Cameratismo è la fusione dei tre Bersaglieri, che non distolgono lo sguardo uno dall’altro come a volersi incoraggiare e darsi forza, un sentimento che trascende l’affettività e, che in questo caso si basa sulla fede incrollabile che solo la pratica dell’onore e della fedeltà può dare, in particolare è rappresentato dal bersagliere che si ferma prodigandosi a sollevare e prestare soccorso al Collega e nel sacrificio, sotto l’attacco nemico, con l’ultima arma carica incurante del pericolo, da protezione al gruppo. La cerimonia d’inaugurazione si è svolta Sala Convegno Ufficiali del complesso logistico “Pio IX”, presieduta dal Presidente Generale Ottavio Renzi e dalla Madrina d’onore, la Presidente Irene Pivetti, che ha consegnato a Mazza un Attestato di Benemerenza conferito dalla Presidenza Nazionale con la seguente motivazione: “Per aver prontamente aderito all’iniziativa dell’A.N.B. partecipando con entusiasmo all’edizione del calendario 2019 dedicato al bersagliere nell’arte contemporanea e contribuendo con la sua originale creazione alla riuscita dell’opera, nella quale ha espresso il suo magistrale talento artistico e una autentica vitale passione bersaglieresca”. Un grande onore per Mazza, che ringrazia il Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, il Presidente Nazionale Generale Ottavio Renzi, il Direttore di Fiamma Cremisi Generale di Divisione Giuseppe Labianca e il Responsabile Comunicazione Dott. Camillo Tondi per avergli dato questa splendida occasione e far parte insieme ad altri importanti Maestri d’Arte di questo storico progetto.L’evento proseguirà venerdì 30 novembre 2018 alle ore 17:30 presso l’importante Galleria “Area Contesa Arte” in via Margutta 90, Roma dove, saranno esposte le opere degli artisti, con la partecipazione della Fanfara dei Bersaglieri. Di corsa verso il 2019. Anzi per dirla meglio a ritmo allegro delle fanfare che dal 13 al 19 maggio 2019 saranno in Basilicata per il 67esimo raduno nazionale dei Bersaglieri con la cerimonia conclusiva che si svolgerà a Matera, Capitale Europea della Cultura. L’iniziativa, dopo l’annuncio in una conferenza stampa tenutasi lo scorso 28 luglio 2017, organizzata dalla sezione di Basilicata dell’Associazione Nazionale Bersaglieri congiuntamente con APT e Comune di Matera, ha avuto ulteriore risalto nel corso della parata del 66esimo raduno nazionale di San Donà di Piave, svoltosi lo scorso 13 maggio che ha visto la partecipazione di oltre 150.000 persone.
- A Dicembre in un sabato salernitano luminoso e ricco di appuntamenti quello del 01 Dicembre in cui la Città si è animata con tre momenti molto significativi, l’accensione dell’albero alto 24 metri in Piazza Portanova, l’apertura del Villaggio di Santa Claus nel Parco dell’Irno e la Mostra Internazionale Arte Salerno 2018 a Palazzo Fruscione e alla Chiesa dell’Addolorata. In questo meraviglioso viaggio Metamorfico, la conduttrice Rai Veronica Maya, Madrina della manifestazione, insieme agli organizzatori Veronica Nicoli e Armando Principe hanno dato il via alla Terza edizione di Arte Salerno, che si è conclusa il 09 dicembre al Teatro Augusteo di Salerno. Quest’anno la Commissione si è avvalsa di autorevoli esperti del panorama artistico internazionale, ossia: Armando Principe (Presidente Prince Group Foundation); Veronica Nicoli (Curatrice ed organizzatrice di eventi); Luca Cantore D’Amore (Critico d’arte); Jean Blanchaert (gallerista e critico d’arte); Rosario Sprovieri (Curatore e direttore Mibact); Vart Mesrobian (artista e docente a Yerevan in Armenia); Roger De Tanios (Global Artist in Libano); Bruno Perpetuo (Art director di ArtYouReady Niteroi in Brasile); Gonzalo Madeira (Direttore artistico dell’Atelier Natàlia Gromicho a Lisbona Spagna); Giovanni Sciola (Direttore dell'Istituto di Cultura Italiano a Praga Repubblica Ceca); Marco Brunella (Coordinatore del progetto “Italian Art Tour Abu Dhabi – Emirati Arabi”); Serena Bucalo (Fondazione Giacometti di Parigi Francia) ed il docente universitario Marco Galdi (Presidente della Società Filellenica Italiana). La manifestazione organizzata da "Artetra Art Associates", presieduta da Veronica Nicoli, con il supporto di Prince Group presieduto da Armando Principe ed in collaborazione con il Comune di Salerno ed il Comune di Atrani. Gode, inoltre, del patrocinio della Regione Campania, dell’Accademia delle Belle Arti dell’Armenia e del Ministero dei Beni Culturali Armeno. Centocinquanta gli artisti selezionati dalla commissione internazionale su oltre duemila candidature. Nove le sezioni in concorso: pittura, disegno, scultura e installazione, arte fotografica, arte ceramica, video arte e cortometraggio, performance art, arte virtuale grafica digitale. Raffaele Mazza è stato scelto con due opere: “Figlio Mio”, (un’opera che lo scorso ottobre a Arte Milano – The Factory ha meritato il premio della Critica ottenendo un particolare plauso da parte di due autorevoli Critici d’arte il Prof. Philippe Daverio e il Prof. Luca Cantore D’Amore). La seconda opera, per la prima volta presentata in pubblico è stata “Adema” (La creazione di EVA”). Mazza è stato ammesso con la seguente motivazione: “La sua presenza alla Terza Edizione del Premio Internazionale "Arte Salerno 2018 è prova dell'indiscusso valore artistico a lei attribuito da parte del Comitato di Selezione Internazionale. Le opere selezionate per l'esposizione di Salerno, denotano la caratteristica per eccellenza che si richiede in quest'occasione: l'Arte della Metamorfosi che si identifica nella trasformazione del pensiero. Il pensiero che crea e trasforma è ARTE! A lei il compito di abbellire il mondo”. Al centro della terza edizione di “Arte Salerno 2018", è stato il tema della metamorfosi, caro all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, che amò tanto l’Italia e la Costiera amalfitana in particolare, tanto da inserire in “Metamorphosis”, uno dei suoi capolavori più conosciuti ed apprezzati, l’immagine del Duomo di Atrani, unica figura reale incastonata in una sequenza geometrica. Con l’opera “ADEMA” Mazza ha creato una rappresentazione nuova, dando vita a simbolismi precisi. L’opera si compone in due parti: L’occhio di Dio e la creazione di Eva. L’occhio Divino, racchiuso nel triangolo simboleggia la perfezione a preciso riferimento al Mistero della Trinità, arricchito con “sopracciglia realistiche” in relazione all’eternità, Lo Zircone al posto della pupilla, simboleggia la “Luce” di Dio che tutto vede, l’onnipotenza e l’onniscienza, il tutto contornato con raggi d’orati e brillantanti a forma elicoidale che richiamano alla struttura del DNA umano e quindi alla sua creazione. La scelta dell’argilla per la realizzazione di Adamo e Eva, richiama a quanto riportato nella Genesi, in particolare nel brano 2,7-22, dove viene narrato come Dio creò l'uomo, ossia con polvere del suolo e soffiando nelle sue narici donò, un alito di vita e l’uomo divenne anima vivente. Ha immaginato la creazione di Eva con riferimenti al racconto biblico ma con una chiave di lettura nuova. Adamo, si trova in una posizione d’invocazione, in una fase mistica nel dialogo con l’Onnipotente, proprio nell’istante in cui Dio Ordina alla materia, data dalla costola di Adamo, di trasformarsi, sviluppando una “metamorfosi”, forgiando un nuovo corpo uguale ma diverso; la costola, che avvolge Eva man mano che si plasma richiama al peccato, insidioso e occulto tipico del suo “essere”, per questo la volontà di raffigurarla come un serpente che nasce da Adamo e che termina nella fase ultima nella creazione del cranio e del cervello di Eva, quindi nel Mistero del disegno Divino, che si sta per compiere, si evidenzia oltre alla “Grazia” anche il “peccato”. La Grazia è data dal dono della vita e colmando la solitudine di Adamo nell’Eden; mentre il peccato è ritratto da due “prospettive” diverse, ossia: nasce in Eva sin dalla sua nascita, ma deriva dalla materia stessa di cui è formato, ossia dalla costola di Adamo, a esprimere quindi la Fragilità della carne e la debolezza del genere umano sin dalle sue origini. Raffaele Mazza ha ottenuto un “Attestato di Merito” a Firma di tutta la Commissione Internazionale con la seguente motivazione: “Ammirando le sue opere crediamo, a giusta ragione, di trovarci di fronte ad un'artista del Rinascimento. Al Ghiberti della Porta del Paradiso. Anche la sua personale interpretazione delle Sacre Scritture riecheggia quel mondo colto e raffinato. Rigoroso quanto poetico”.
- A Dicembre realizza e dona per la terza volta un'opera a Sua Santità Papa Francesco L’opera nasce, in occasione dell’Udienza Generale, del 12 dicembre 2018, maturando la cognizione di rappresentare mediante l'unione di vari elementi simboli precisi, che dopo l’11 dicembre 2018, diventeranno cardini della storia del 2° Rgt Aves. Ha realizzato un’opera, dalle seguenti misure: 58cm x72cm x 4cm, con inserti a “sbalzo” di circa 2cm, creata in cristallo, zirconi, rame, sintetici, seta e raso. Racconta, il momento storico che contraddistinguerà il Reggimento, nel giorno in cui riceverà l’onore e privilegio di accogliere e, in seguito, custodire la Reliquia del Santo Patrono dell’Esercito Italiano Papa San Giovanni XXIII°. Si sviluppa su tre “piani”, a evidenziare il passato, il presente e il futuro, nello specifico: Il passato, è rappresentato da un foglio di rame opportunamente “battuta”, che ritrae Papa San Giovanni XXIII°, nell’atto in cui volge lo sguardo alla Stella, posta in alto a sinistra, ossia il logo dell’Esercito Italiano, a simboleggiare un segno di protezione e di guida per tutta la Forza Armata. Il presente, è raffigurato con l’incisione e smaltatura dello Stemma Araldico del 2° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Sirio”. Nello specifico, lo scudo è impreziosito nel primo d’azzurro con sette Zirconi a rappresentare la costellazione del Cane Maggiore, costituito dalla stella Sirio, la stella più grande e importante della costellazione, nonché la più brillante di tutto il cielo notturno raffigurata con uno Zircone di 8 mm, mentre le altre con sei stelle più piccole con zirconi da 6 mm. Inciso su sfondo d’orato troviamo: nel secondo di porpora, il Forte barbacane che rappresenta il Bastione dei Cavalieri di Malta, emblema della città di Lamezia Terme e, come ornamento, la corona turrita. Sotto lo scudo, su lista bifida è inciso con la concavità rivolta verso l'alto svolazzante, la scritta d’orata, con il motto: "Per Aerem Usque ad Metam". Infine il nastro, argento e azzurro, posto alla sinistra dello scudo con “origine” nella corona turrita, che rappresenta, l’onorificenza ottenuta con Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito, in occasione del soccorso prestato per il terremoto del 23 novembre 1980 che colpì le provincie di Campania e Basilicata. Il futuro, è evidenziato in basso a destra con la Cappella del Reparto, il luogo dove sarà custodita la Reliquia. La Cappella è stilizzata, volutamente non a “sbalzo” bensì totalmente incisa, a volere “esprimere” il percorso spirituale, con cui il Reparto si è preparato, in attesa di accogliere l’11 dicembre 2018, la Reliquia del Santo Patrono dell’Esercito Italiano Papa Giovanni XXIII°. Tutti gli elementi sono installati su sfondo in raso azzurro, come il colore dell’Aves; contornato in un orlo blusante in seta Bianca in omaggio al Santo Padre. Inoltre, a cornice di questo evento storico ha realizzato nella Cappella del reparto il tabernacolo e il reliquiario che mediante “una chiave simbolica numerica complessa”, ossia: il numero (33,12,3,2 e 7); ha voluto raccontare gli elementi cardini della religione cristiana, con particolare riferimento alla storia di Gesù e alla vita di Papa San Giovanni XXIII°. Osservando l’opera da destra verso sinistra, l’immagine ci riporta a una stella cometa come simbolo messianico e quindi alla venuta di Gesù sulla terra, in considerazione anche del particolare momento storico in cui gli eventi si stanno sviluppando. Mentre, osservandola da sinistra verso destra si fa riferimento alla chiave simbolica numerica ossia: dal centro del tabernacolo scaturiscono “33” raggi; mentre dal lato sinistro si sviluppano: “12” raggi "corti", “3” raggi elicoidali e “7” raggi bislunghi che si disuniscono. Nello specifico:“33” raggi fanno riferimento agli anni di Gesù sulla terra, che avvolgono il Tabernacolo, dove è custodito il Santissimo Sacramento, che sgorgando dal centro verso l’esterno a 360°, a esprimere un abbraccio virtuale a tutta l’umanità.“12” raggi rappresentano i “12” discepoli, nascono tutti dorati dalla parte sinistra del tabernacolo e si espandono all'infinito, a rappresentare l'annunciazione della parola di Dio a tutte le Genti per l'eternità. Altresì nei “12” raggi si nota nella parte centrale, un raggio più corto che rappresenta Giuda, con un richiamo simbolico all'ultima cena di "Leonardo", dove lo ritrae vicino a Gesù, per questo la scelta di spezzare un raggio centrale che nasce sempre dorato, ma nel percorso di vita, la sua luce man mano che cresce si affievolisce fino a diventare grigia a simboleggiare appunto la consapevolezza di Giuda di aver tradito Gesù, che lo porterà al suicidio, rappresentato, con il raggio spezzato, quindi non riuscire così come i Santi a comprendere la Misericordia di Dio, come lo sottolinea Papa San Giovanni XXlIl°, quando richiamando l'anno di vita militare ossia il 1902 fa riferimento al difficile periodo vissuto nei campi di battaglia, mettendo in risalto, come avrebbe potuto perdere la vocazione, la santa purità, la grazia di Dio e lddio non lo permise, grazie appunto alla sua Fede.“3” raggi elicoidali, impreziositi con glitter rossi, rappresentano con la loro forma, l'effusione dello Spirito Santo. La scelta del rosso è data dal colore del sangue e del fuoco e rappresenta L'Amore e la Vita, la forza e la potenza, la generosità e la giustizia, ancor più il colore rosso simboleggia la capacità di testimoniare la Propria Fede anche fino al martirio.“7” Raggi più lunghi simboleggiano, in riferimento ai “3” raggi elicoidali i sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio, sono doni di Luce e di Fuoco e perciò, vengono raffigurati sotto questo duplice aspetto, giallo dorato e glitter rossi. I “7” raggi man mano che “investono” il reliquiario si scompongono in “2” raggi nella parte superiore e “2” raggi nella parte inferiore. Il numero "2" come simbolo, della comunicazione di vita a preciso riferimento a Osea 6,2 “Dopo “2” giorni ci ridarà la vita e il “3°” ci farà rialzare, e noi vivremo alla sua presenza” - l’allusione è alla risurrezione di Gesù e, Gv. 4, 40:” quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni”, riportando il Gv. 4,14 dove si dice che Gesù dà l’acqua che zampilla per la vita eterna; ad indicare la potenza della risurrezione, che si traduce per noi nel dono dello Spirito. Mentre “3” raggi, “3” come la Trinità, terminano materialmente sul lato sinistro del reliquiario per poi smaterializzarsi per attraversarlo virtualmente, a sottolineare come i Santi nello specifico Papa San Giovanni XXIII°, siano "Attraversati" da Dio, così come li ha definiti Papa Francesco, che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”. Sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. I “3” raggi poi "rinascono" nuovamente sul lato destro, a dare speranza a tutti, nella Misericordia di Dio, con richiami anche ai “7” Sacramenti in particolare al Sacramento della Cresima, che imprime nella nostra anima il carattere di soldato di Gesù e ci fa perfetti Cristiani, confermandoci la fede a perfezione delle altre virtù e i doni che abbiamo ricevuto nel Santo Battesimo. Quindi l'augurio per tutti, così come ha dichiarato Papa Francesco: di essere Santi… perché non è un privilegio di pochi, ma una vocazione per tutti. In sostanza l’opera nella sua “complessità”, racchiude sì, la vita di Gesù, sottolineando la fragilità del genere umano, ma racconta anche la Santità degli uomini così come quella di Papa San Giovanni XXIII° che ha fatto della sua vita una missione di amore, che si può sintetizzare nel discorso alla luna dell’11 ottobre 1962 per la poeticità e la dolcezza dei suoi contenuti. Un momento, come pochi altri, di empatia diretta con il popolo dei fedeli sparso in ogni angolo del pianeta, e che ancora oggi, a più di cinquant'anni di distanza, fa emergere il carattere profetico di un Uomo che è stato destinato ad assurgere gli onori della santità.
- A Dicembre Nella Magnifica cornice di Piazza di Spagna presso la Sala Michelangelo presso il Centro Congressi Roma Eventi si è svolta la cerimonia di premiazione, che ha visto nuovamente protagonista il Lametino Raffaele Mazza, a cui va il Premio Internazionale Roma Caput Mundi, una preziosa scultura, rappresentante la Lupa Capitolina, realizzata dal calco di un artigiano toscano. Un premio importante che è stato conferito agli artisti, che grazie al loro talento sono stati capaci di donare emozioni. La cerimonia si è svolta alla presenza del Critico D’arte Salvatore Russo, l’Amministratore di Pitturiamo Nino Argentati e gli Editori Pietro e Sandro Serradifalco . Il premio è stato assegnato all’opera “la Creazione”, già pluripremiata in altri eventi, che ha meritato anche una pagina intera sul primo numero di “Art Now”, un periodico d’arte diretto dal Prof. Serradifalco pensato come canale di comunicazione a 360° capace di testimoniare la bellezza dell’arte attraverso le proprie pagine patinate. Un quotidiano promotore di creatività che grazie anche alla presenza sul Web da voce a tutte le forme d’arte senza alcuna distinzione. Raffaele Mazza ha meritato anche un testo critico a Firma del Critico d’arte Prof.ssa Licia Oddo, che evidenzia come la poliedricità di Mazza spicca in tutte le sue manifestazioni dalla pittura alla scultura, all'incisione, nell'accuratezza del dettaglio certosino delle arterie che quasi come corsi d'acqua, percorrono le ampie vigorose mani divine emulate ad immagine e somiglianza a quelle dell'uomo nel gesto più iconico ed emblematico della storia sacra nella "Creazione di Adamo" La volumetria, la plasticità scultoree sono imprescindibili nella ineffabile tridimensionalità magistralmente ricavata nell'esecuzione dell'opera. L’ennesimo successo dunque per Mazza che arricchisce una bacheca già ricca di premi e riconoscimenti; che in meno di due settimane l’hanno visto protagonista in tre eventi molto importanti, in particolare l’incontro con il Pontefice, al quale ha donato per la terza volta un’opera dall’alto significato simbolico.
- Inizia il 2019 con la Collettiva d’arte presso la Villa Comunale di Frosinone.
- A gennaio Vince il Premio città di New York 2019 Un premio che oramai dal 2014 è un divenuto un appuntamento importante, un bellissimo riconoscimento per l’arte e per gli artisti; che viene assegnato esclusivamente per merito, scegliendo gli artisti mediante segnalazioni, critici e siti internet. Mazza è stato “notato” e scelto dalla Dott.ssa Gentile che lo ha proposto al vaglio della commissione composta: dall’editore la stessa dott.ssa Anna Maria Gentile, Raffaele De Salvatore giornalista, direttore responsabile della rivista Euroarte, Stefano Tomà (presidente giuria del Premio Internazionale Uil-Unsa “Artista dell’anno -Cristoforo Colombo”, dott.ssa Alessandra Mazza Critico d’arte. A Mazza è stato conferito un diploma d’onore personalizzato e una medaglia raffigurante la “vittoria” del festival di Lecce. Il premio è stato attribuito dopo un’attenta analisi della commissione che ha valutato l’operato artistico di Mazza, fatto con ricerca, passione ed espressione personale, avvalorato da numerosi successi nel panorama artistico internazionale. Inoltre saranno inserite unitamente alla biografia sul sito di promozione internazionale tre opere dell’artista Lametino. “La Chimera”, che fu fondata ufficialmente dal dott. Bruno Gentile, Raffaele De Salvatore e dalla dott.ssa Anna Maria Gentile è sempre stata un punto di riferimento per tutti i validi artisti per la promozione in campo nazionale e internazionale attraverso mostre ed eventi di rilievo in spazi importanti tra i quali: il Parlamento Europeo di Bruxelles, l’Arte fiera di Bologna, lo spazio Lattuada a Milano, il Just Cavalli e non per ultimo l'organizzazione del Premio Internazionale Città di New York; dedicandolo ad una fra le città più belle del mondo avvalorato e sostenuto dall’augurio personale del Sindaco di New York Bill de Blasio.
- A gennaio in occasione del 50° anniversario dell’ANSP di Catanzaro nell’inaugurazione del centro sportivo delle “Fiamme Oro” nel Polifunzionale della Polizia di Stato, nelle vesti di Socio ANPS dona al Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli un’opera molto particolare ricca di simboli con riferimenti precisi alla città di Catanzaro e all’ANPS. L’opera nasce, in occasione del 50° Anniversario dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, Sezione di Catanzaro; la storica sezione che unitamente alle otto sezioni fondatrici hanno dato vita al sodalizio. L’opera è realizzata in cristallo, zirconi, velluto, legno, acrilico, pietre taglio brillante incastonate in supporti dorati. Rappresenta, la fusione di storia, tradizione, memorie, cultura e religione, in una combinazione che “coalizza” l’Associazione della Polizia di Stato, alla città di Catanzaro, da cui trae il titolo l’opera : “Tradizione, Protezione e Memorie” Dall’incisione ricavata sul cristallo viene raffigurata una grande “V”, che si ramifica all’origine del “braccio” più lungo in altre due “V” più piccole, a preciso riferimento all’appellativo storico che è stato attribuito alla città di Catanzaro, ossia la città delle 3 “V”. I tratti distintivi, che hanno accostato la città alle tre “V” sono: “San Vitaliano simboleggiato nella “V” più Grande, il Velluto e il Vento ritratto nelle “V” più piccole. Nello specifico il “vento” è riprodotto in maniera stilizzata e richiama il detto: “ Trovare un amico è così raro come un giorno senza vento a Catanzaro”. Ancor più, rappresenta le forti ebbrezze che soffiano costantemente dallo Ionio, dal Tirreno e dalla Sila. Il velluto, è accostato al numero romano XIV°, in relazione al secolo in cui si avviò la lavorazione di questo tessuto, attività che diede lustro e ricchezze alla città nello sviluppo commerciale. Lo stesso velluto, di color cremisi lo ritroviamo anche in contrasto all’incisione, come fondo e a cornice dell’opera, in relazione all’utilizzo di questo colore nella bandiera distintiva, nelle divise e nelle mostrine del corpo della Polizia di Stato e dell’Associazione. Infine, particolare importanza viene attribuita alla “V” più grande, impreziosita con cinque gruppi di nove “punti luce” incastonati in supporti dorati a rievocare il 50° Anniversario dell’ANPS sezione di Catanzaro, uniti a loro volta da cinque zirconi da 6 mm, per valorizzare i cinque decenni che hanno contraddistinto l’associazione per le molteplici attività e iniziative a favore dei propri iscritti e della cittadinanza. A queste si aggiunge la difesa dell’ambiente, la tutela del patrimonio artistico e l’organizzazione di eventi benefici, che hanno reso l’associazione, una realtà “ferma” e indispensabile nel territorio in questi cinquant’anni di storia. Al culmine del vertice alto della “V” più grande, è incisa la croce con “particolari” che richiamano all’epoca bizantina, ad evidenziare la presenza di questo antico popolo nel territorio di Catanzaro. La Croce ancor più è un preciso riferimento al Santo Protettore ossia, San Vitaliano, le cui reliquie furono inviate a Catanzaro in segno di apprezzamento per l'accoglienza data dalla città a Papa Calisto II° (Papa dal 1119). Quindi esprime la protezione del Santo alla Città e alla Associazione, evidenziato nella sua rappresentazione “avvolgente” che “custodisce” lo stemma araldico dell’Associazione e, il ponte Bisantis tratto distintivo della città una pietra miliare nella storia di Catanzaro e dell'ingegneria nazionale e mondiale.
- Ad Aprile nella Cappella dell’Istituto Educativo Tommaso Maria Fusco, al termine della Santa Messa officiata da Monsignor Vincenzo Pujia si è inaugurata un’opera ideata, realizzata e donata dall’Artista Raffaele Mazza. L’opera è stata collocata sul presbiterio alla sinistra del tabernacolo ed è stata scoperta alla presenza di una gremita partecipazione di fedeli e Autorità Presenti. Monsignor Pujia ha introdotto Raffaele Mazza ricordandolo sin da piccolo come il suo chierichetto e ora lo ritrova come artista che ha realizzato un’opera bellissima, che evidenzia come dal costato di Gesù esce acqua e sangue. Sottolineando come l’acqua ci ricorda il battesimo mentre Il sangue l’eucaristia, dall’eucaristia e dal battesimo nasce la chiesa. Citando inoltre una frase del Beato Tommaso Maria Fusco che recita testualmente: “Sangue di Cristo animami, sii per me dolcezza, Pace riposo, Mio Tutto”. Rilevando come “Mio Tutto” sia stata citazione anche di San Francesco d’Assisi e da Papa San Giovanni Paolo II°. Dopo il rito della benedizione Monsignor Puija ha “innalzato” l’opera dichiarandola a tutti i presenti come “Esposta Alla Pubblica Venerazione “. A seguire La Madre Superiora Suor Maria Agnese Zagarella, ha rivolto un ringraziato particolare a Raffaele Mazza, per aver donato alla Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, un’opera di così alto valore artistico e mistico, che corrisponde proprio al loro carisma ossia il Sangue e l’Acqua che sgorgano dal Costato di Gesù. Inoltre ha ringraziato quanti hanno voluto onorare con la loro presenza l’evento. L’emozione per Mazza è stata incommensurabile, poiché l’opera si completa dopo quasi sei mesi di studi e “riflessioni”, evidenziando come la stessa, sin dai primi abbozzi sia stata plasmata con il desiderio di poter invocare alla preghiera, alla riflessione sul Mistero di Dio. Ancor più è ispirata alle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, l’istituto Religioso femminile di diritto pontificio fondato a Pagani (SA) dal Beato Tommaso Maria Fusco il 06 gennaio 1873 e qualche anno dopo nel 1882 la Congregazione è divenuta una realtà “viva” anche nella città di Lamezia Terme (CZ). Realizzata interamente a mano dalla “fusione” di gesso, acciaio, argilla cotta, nylon, legno, resine, glitter e mistura cementizia, ha le seguenti misure 220x164x20 cm. Il racconto dell’opera, attinge il suo significato da simboli numerici ed evangelici molto particolari, con riferimenti alle sacre scritture, che si fondono nel sacrificio della Passione di Gesù e nel Mistero della Sua Misericordia. L’opera è effigiata con 5 elementi, il numero cinque come le “Cinque Sante Piaghe”, le ferite sofferte da Gesù durante la crocefissione. Lo zampillo di sangue misto all’acqua, il busto, il calice, le mani, la croce, caratterizzano gli elementi cardini dell’opera, che unitamente al carisma, che definisce l’identità della Congregazione e la Carità del Sangue di Cristo come prova del suo amore più grande donano all’opera il suo titolo: “Preziosissimo Sangue”. La croce è realizzata con quattro profili di legno installati in maniera sfalsata ad evidenziare il significato del numero 4, che ci riporta al venerabile Beda (Santo e dottore della chiesa VII° secolo), il quale sosteneva che la croce di Gesù fosse stata realizzata con quattro diversi tipi di legno. Il numero quattro inoltre indica l’universo, il mondo, poiché quattro sono gli angoli della terra, quattro i venti principali, quattro i punti cardinali. Il quattro lo ritroviamo infine nel “quarto” evangelista, Giovanni 19, 28 che recita: “dopo che Gesù è messo in croce, i soldati si dividono le vesti in quattro parti”. Le mani protese verso il calice e il corpo di Cristo, fanno riferimento alla Madonna del Preziosissimo Sangue, rendendo Maria parte integrante della Nostra devozione a Gesù, ponendola come il “frutto” e nello stesso tempo “Fonte” del Preziosissimo Sangue. Ancor più le mani con la loro postura, evidenziano lo strazio di Maria, la disperazione di una mamma inerme alla crudeltà del genere umano e nel suo gesto estremo di amore e conforto, cerca di sfiorare il corpo del proprio Figlio, per pacare il suo grande dolore. Il calice è abbozzato in argilla cotta, volutamente “imperfetto”, per non discostarsi dalla più realistica rappresentazione, “avvicinandosi” il più possibile alle tecniche adottate duemila anni fa. A preciso riferimento, del calice utilizzato da Gesù per celebrare l’ultima cena, per poi essere utilizzato da San Giuseppe D’Arimatea per raccogliere il sangue versato sulla Croce, con richiami tra miti e leggende al Santo Graal, di cui Giuseppe D’Arimatea ne fu il primo custode. Lo zampillo di sangue e acqua, è composto da 33 flussi, Trentatré come gli anni di Cristo e sono la causa della ferita della lancia del centurione romano Longino, nell’atto in cui trafisse il costato di Gesù, per assicurarsi che fosse morto e, di conseguenza che si adempisse la Sacra Scrittura. Il fluire del sangue dal suo costato è il dono che Gesù ha fatto di sé con la sua passione e morte, mentre l’acqua è lo Spirito Santo che genera alla fede; quindi il sangue diviene simbolo dell’Eucaristia e l’acqua del Battesimo. La raffigurazione del busto martoriato, rileva il supplizio di Gesù, patito dai segni delle ferite inflitte durante la flagellazione, in particolare quelle riportate con il “flagrum” e successivamente quelle sofferte sulla croce. Il tutto è inglobato in uno sfondo a quattro tonalità di colore Oro e glitter Rossi, in riferimento alla Maestà di Dio e al Sangue versato per la redenzione dei peccati del mondo. Da questa raffigurazione è ispirata la preghiera incisa in basso ossia:
“Zampillo Di Vita Eterna,
Sorgente Di Salvezza,
Sangue e Acqua Che Fluiscono Dal Tuo Santissimo Costato,
Al Tuo Calice Beviamo,
Per La Redenzione Dei Nostri Peccati
e di Quelli Del Mondo Intero”.
L’opera “Preziosissimo Sangue” il prossimo 11 maggio 2019 unitamente ad altre due opere inedite di Mazza sarà premiata a Lisbona con il Premio Internazionale “Vasco Da Gama”.
- A Maggio, al Chiado, nel cuore di uno dei quartieri più tradizionali e caratteristici che si svolgerà la prima edizione del Premio Vasco da Gama – “Arte Lisbona 2019”, in concomitanza con la fiera Internazionale d’arte contemporanea Ar.co Lisboa, un evento che in questa settimana dal 11 maggio al 19 maggio, farà di Lisbona l’indiscussa capitale Europea dell’Arte. La creazione di un vero e proprio “moto” culturale che riunirà collezionisti, gallerie, artisti, professionisti e amanti dell’arte di tutto il mondo. Questa nuova edizione sarà, rappresenta da un’esperienza unica che farà conoscere l’offerta galleristica di un totale di 72 gallerie, provenienti da 17 paesi.
Tra i valenti artisti di fama internazionale selezionati dalla giuria di ArtetrA e Prince Group c’è l’italiano Raffaele Mazza che riceverà il Premio Vasco Da Gama. Si salperà con la loro arte verso le coste lusitane per approdare presso l’Atelier Natalia Gromicho, ricordando con un premio le valorose gesta del navigatore ed esploratore Vasco Da Gama, che partendo dalle affascinanti sponde salpò alla scoperta della rotta per l’India. Sono tre le opere scelte per l’evento: “Preziosissimo Sangue”, “Metamorfosi” e “Spiraglio di Luce”. “Preziosissimo Sangue” è stata donata alla Congregazione delle “Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue” , inaugurata ed esposta alla “Pubblica Venerazione” lo scorso aprile, un’opera dai simbolismi numerici “forti” e suggestivi; “Metamorfosi” e “Spiraglio di luce” sono due inediti. La prima, volutamente plasmata con frammenti di Marmo di Carrara, simboleggia gli aspetti del genere umano come l’unicità e similarità, con particolare riferimento alle fasi evolutive proprie dell’uomo, dallo stato embrionale fino al culmine della sua esistenza materiale. La trasmutazione della materia che disgregandosi ritorna nei cieli alle origini del Disegno Divino di cui l’uomo ha sempre fatto parte è evidenziato dalle sfumature azzurre e dalla purezza dei cristalli a rilevare la rinascita in vita “vera”, nel ciclo di mutazione ed “elevazione” della materia in una dimensione astrale e spirituale eterna. “Spiraglio di luce” nasce dalla fusione di metafore e sentimento, un olio spatolato in prominenza su tela, con l’innesto di uno zircone da 4mm applicato al vertice del faro, il tutto impreziosito da glitter rossi e dorati. Dalla sfumatura ombrosa dei contorni della tela, si elevano i toni “caldi” di un tramonto estivo, esaltato dagli elementi scintillanti dei glitter rossi e dorati, fino ad arrivare alla luce del faro che s’innalza lungo la costa stilizzata, simbolo che evoca forti e complesse emozioni nell’uomo, la sua storia si perde nei secoli e nel mistero affascinante legato alle leggende e agli aneddoti, che sono stati narrati intorno a questi preziosi “totem”. Una suggestione palpitante che illumina i ricordi vicini e lontani. Il suo inserimento nel paesaggio lo qualifica in modo unico fino al punto di caratterizzare il luogo come un’icona geografica. La sua “Luce” è rappresentata da uno Zircone da 4 mm, che con il suo fascino magnetico simboleggia un punto di riferimento, quindi espressione immediata di “guida”, che con il suo fascio luminoso segna una direzione, ma anche una protezione perché, indica un posto sicuro in cui rifugiarsi, simbolo di forza, tenacia e amicizia.

- A giugno, si è tenuta nella città Eterna la seconda edizione di Caput Mundi Arte – Roma 2019. L’evento con Tema: “Eternity” è stato inaugurato il 15 Giugno 2019. Raffaele Mazza unitamente ad altri valenti artisti di fama internazionale, ha reso omaggio all’immortalità della bellezza, all’eternità delle emozioni, alla gloria di una città che merita l’appellativo di Caput Mundi Arte, la capitale mondiale dell’arte; hanno esposto i loro capolavori nella “Città Eterna”, in una magnifica e prestigiosa Location come il Palazzo Ferrajoli. Mazza è stato valutato da un comitato di esperti e operatori del settore tra cui: lo Staff di ArtetrA di cui il Presidente è Veronica Nicoli, curatrice di eventi Internazionali di Arte Contemporanea e fondatrice del primo Social E-commerce di Arte Contemporanea: Opera74.com, lo Staff di Prince Group di cui il Presidente è Armando Principe, Gallerista, Mecenate e Mercante d’Arte. Le opere scelte sono state tre: “Universo”, “Adema”, “Santissimo Costato”. “Adema” è un’opera molto “particolare", che già in precedenti eventi internazionali ha colto l’interesse del pubblico e dei Critici presenti, racconta la creazione di Eva operata da Dio nell’Eden. Una rappresentazione nuova, che da vita a simbolismi precisi. L’opera Si compone in due parti: L’occhio di Dio e la creazione di Eva. L’occhio Divino, racchiuso nel triangolo simboleggia la perfezione a preciso riferimento al Mistero della Trinità, arricchito con “sopracciglia realistiche” in relazione all’eternità, Lo Zircone al posto della pupilla, simboleggia la “Luce” di Dio che tutto vede, l’onnipotenza e l’onniscienza, il tutto contornato con raggi d’orati e brillantanti a forma elicoidale che richiamano alla struttura del DNA umano e quindi alla sua creazione. La scelta dell’argilla per la realizzazione di Adamo e Eva, rievoca i passi della Genesi, in particolare nel brano 2,7-22, dove viene narrato come Dio creò l'uomo, ossia con polvere del suolo e soffiando nelle sue narici donò, un alito di vita e l’uomo divenne anima vivente. Ho immaginato la creazione di Eva con riferimenti al racconto biblico ma con una chiave di lettura nuova. Adamo, si trova in una posizione d’invocazione, in una fase mistica nel dialogo con l’Onnipotente, nell’istante stesso in cui Dio Ordina alla materia, data dalla costola di Adamo, di trasformarsi e sviluppando una “metamorfosi”, forgia un nuovo corpo, “uguale ma diverso”, la costola inizia ad avvolgere Eva, man mano che si plasma riconvocando con la sua conformazione il serpente. Il peccato, insidioso e occulto tipico del suo “essere”, nasce da Adamo e termina il suo percorso, nella creazione del cranio e del cervello di Eva, quindi nel Mistero del disegno Divino, che si sta per compiere, si evidenzia oltre alla “Grazia” anche il “peccato”. La Grazia è data dal dono della vita che colma la solitudine di Adamo nell’Eden; mentre il peccato è ritratto da due “prospettive” diverse, ossia: nasce in Eva sin dalla sua nascita ma deriva dalla materia stessa di cui è formato, ossia dalla costola di Adamo, a esprimere quindi la Fragilità della carne e la debolezza del genere umano sin dalle sue origini. “Universo” è un “astratto” che ci riporta con i suoi colori, lo scintillio dei glitter e i “voltici” al complesso universo con le sue infinite galassie. Mentre “Santissimo Costato” per la prima volta presentata al Museo Diocesano di Lamezia Terme lo scorso 28 maggio, attinge il suo significato da simboli numerici ed evangelici, che ci riportano al Sacrificio della “Passione di Gesù”, come prova del suo grande amore, da questi elementi si “forgia” il titolo dell’opera: “Santissimo Costato”. Sulla croce sono applicate “33” targhette in rame con inciso il Padre Nostro, trentatré come gli anni di Gesù, suddivise in gruppi di (5,12,7,9). “Cinque” come i lati del tabernacolo; “Dodici” come i Discepoli e le tribù di Israele; “Sette” come i sacramenti e infine il numero “Nove” che nel vangelo, indica l’ora della morte di Gesù secondo le regole romane di quel tempo che numeravano le ore del giorno dalle sei del mattino con “hora prima”. Le suddette targhette, applicate ai due profili centrali della croce “protesi” verso l’alto, evidenziano “l’origine”, quando per la prima volta dal “basso” dell’orto del Getsemani, Gesù si rivolse al Padre, “innalzando” la sua preghiera nell’alto dei cieli, donando all’umanità il privilegio di rivolgersi a Dio come un “Padre”. La scelta pertanto di richiamare e incidere la pronuncia in Aramaico Antico del “Padre Nostro”, con l’auspicio nell’atto della declamazione di sentirci più “vicini” a Dio Padre cosi come fece Gesù. La croce è realizzata con “quattro” profili di legno installati in maniera “sfalsata” ad evidenziare il significato del numero “4”, che ci riporta al venerabile Beda (Santo e dottore della chiesa VII secolo), il quale sosteneva che la croce di Gesù fosse stata realizzata con quattro diversi tipi di legno. Il numero quattro inoltre indica l’universo, il mondo, poiché quattro sono gli angoli della terra, quattro i venti principali, quattro i punti cardinali. Il quattro lo ritroviamo infine nel quarto evangelista, Giovanni 19, 28 che recita: “dopo che Gesù è messo in croce, i soldati si dividono le vesti in quattro parti”. La raffigurazione del busto martoriato, sottolinea la “dura sofferenza” sofferta da Gesù, nell’atto della flagellazione, quando legato alla colonna di marmo patì l’accanimento dei sei flagellatori che in maniera atroce e disumana lo fustigarono senza nessuna pietà provocandogli gravissime ferite, in particolare quelle riportate con il “flagrum” romano un arnese munito di palline di metallo o frammenti d'osso e poi con cinghie munite di uncini di ferro, che laceravano la pelle e strappavano in brandelli la carne, ancor più quelle patite sulla croce. Il tutto sembra mitizzato, inverosimilmente statico, evidenziato dalle gocce di Sangue e Acqua che fuoriescono dalla ferita al costato, provocata dalla lancia di Longino. L'esegesi di quest’opera è contraddistinta da “Tratti” realistici, che rievocano l’affermazione di Giovanni (1,14) ossia “il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi” e quindi un Dio fatto uomo in tutto e per tutto. Il Santissimo Costato infine è inglobato in uno sfondo a quattro tonalità di colore “Oro” e glitter dorati, in relazione alla Maestà di Dio. Una Mostra organizzata da Artetra che ha vantato durante la manifestazione la presenza di 20 illustri e facoltosi uomini d’affari americani che si sono riuniti a cena nella sala rossa del Palazzo Ferrajoli per un Business Gala Dinner che ha avuto come testimoni proprio quelle opere d’arte che tra l’ammirazione e lo stupore degli ospiti sono divenute le protagoniste indiscusse della serata. Inoltre ha goduto della presenza del Direttore di Rai2 Carlo Freccero. Un evento artistico di rilievo che ha valorizzato il patrimonio artistico contemporaneo attraverso un dialogo costante tra storia e attualità e che elegge quale simbolo indiscusso di eternità, forza e grandezza, uno dei personaggi più importanti della storia: Gaio Giulio Cesare, militare, console, pontefice massimo, oratore e scrittore, artefice dell’Impero Romano e della sua grandezza.
- A giugno riceve da parte dei Parroci in particolare Don Domenico Cicione Strangis e della comunità parrocchiale, il “Premio Maria SS. Delle Grazie” con la seguente motivazione: “figlio della nostra comunità parrocchiale, che si è distinto nell’ambito artistico con numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale” e un’icona raffigurante la Sacra Famiglia
- Giugno 2019, è stato un mese “ricco” di soddisfazione, per l’artista Raffaele Mazza, dopo essere stato premiato con il “Premio Maria Santissima delle Grazie”, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, che si sono tenuti lo scorso 15 giugno, conclude quest’ottimo periodo con ulteriori due importanti riconoscimenti. Mazza ha l’onore e il privilegio di ricevere un’Onorificenza di assoluto prestigio, gli è stato conferito, infatti, un Diploma di Benemerenza dal DUCA di Calabria, Don Pedro di BORBONE, in qualità di Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e inoltre insignito e autorizzato a fregiarsi della Medaglia Giubilare in Argento per i 300° anniversario della promulgazione della Bolla Papale "Militantis Ecclesiae", concessa alla Sacra Milizia da PAPA Clemente XI. Mentre a Palazzo Borghese, uno dei più importanti palazzi neoclassici della città di Firenze, è stato premiato con il Riconoscimento alla Carriera "Trofeo Maestri d’Italia". Questo riconoscimento alla carriera gli è stato conferito su segnalazione della Dott.ssa Caterina Randazzo Storico e Critico d'Arte della redazione di Art Now, che dopo aver valutando attentamente con alti criteri di selezione l'operato artistico e il curriculum, ha assegnato a Mazza il premio, che rappresenta un significativo spaccato della genialità italiana, ha evidenziato ancor più il brillante percorso artistico e gli incontri importanti di cui è costellato l’artista lametino. Il premio è un’attestazione di valore non solo dell'arte, ma anche della “vita artistica” di Mazza che oltre al trofeo gli sarà dedicata un'intera pagina pubblicitaria sulla rivista ART NOW di maggio/giugno.
- A luglio nella città ligure di La Spezia si è tenuta la 2^edizione del Premio “CulturaIdentità”. Ancora una volta Art Now - EA Editore ha dato vita ad un evento che vuole fare la differenza, rendendo omaggio all’espressione artistica di valenti maestri contemporanei. Raffaele MAZZA è stato selezionato dalla Dott.ssa Serena Carlino responsabile di redazione consulente, critico di EA Editore e membro del comitato critico del "Premio Internazionale Cultura Identità". Nella motivazione si prende spunto dal celebre scrittore Marcel Proust il quale diceva che “la vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”; sottolineando appunto come l’arte di Mazza ci dona occhi nuovi, disorienta, rielabora e ci restituisce la realtà attraverso le infinite sfumature della sua anima, per questi principi ha voluto porre all’attenzione del comitato, l’artista Lametino che dopo un’attenta analisi, ha deciso di conferirgli il prestigioso riconoscimento, con l’opera “Santissimo Costato”, che è stata video esposta presso il prestigioso Teatro Civico di La Spezia. Un'occasione importante per Mazza, grazie all’occasione concessa dalla Dott.ssa Carlino, che fa affermare ulteriormente la sua personalità artistica e professionale, lasciando una testimonianza importante nel mondo dell'arte. Un Premio, un evento, un incontro culturale inserito nell'esclusivo contesto del Festival Cultura Identità, che ha proposto un calendario ricco di eventi e illustri ospiti, tra cui: Angelo Crespi, Edoardo Sylos Labini, Luna Berlusconi, Giusy Versace, Sandro Serradifalco e il Professore Vittorio Sgarbi che ha accompagnato i presenti per mano in un viaggio dal Rinascimento al Futurismo, premiando infine i vincitori con il Premio Internazionale CulturaIdentità; il riconoscimento più importante che Art Now - EA Editore attribuiscono nel 2019, mirando a promuovere gli artisti vincitori tutelando, l'identità artistica italiana e valorizzando la bellezza del nostro patrimonio artistico.




Formazione artistica

autodidatta

Tecniche

sperimentali

Bibliografia

Appassionato d'arte sin da piccolo è assetato di originalità, unicità e stile in ciò che crea, cerca di Maturare dimestichezza nell’uso dei “materiali”, intraprende un percorso di studio personale, analizzando le movenze di ciò che lo circonda, razionalizza nuove ipotesi artistiche; contraddistinguendo tra le righe quello che libera il suo “IO”. E’ da questa continua sperimentazione e originalità che nasce il suo stile, affermato in modo particolare nelle sculture. Ama scoprire valutare e scandagliare nuove tecniche artistiche, molte delle quali fuori gli schemi canonici e dalla metodica realizzativa. Nulla è programmato, perché dal suo punto di vista “l'originalità con cui è fatta un'opera, dona all'opera stessa la capacità di esprimersi”. E’ particolarmente attratto dal “Sacro”, dove trova la sua maggiore ispirazione è profondamente convinto che la sua arte sia un “dono” e come tale deve essere “donata” con la speranza che possa suscitare emozioni, le stesse emozioni che prova lui stesso nell’atto in cui “l’idea” prende materialmente forma. Le sue opere non sono mai “preventivate”, non crea mai nessun “bozzetto o rifermento”, tutto nasce al momento, “sviluppare in quell’istante oppure perdere tutto”. Nelle sue creazioni spesso sceglie e sposa diversi elementi, valorizzandone il meglio di ciascuno, incastonandoli in un linguaggio armonioso. Capo saldo nel suo “stile” è l’idealismo artistico, l’ispirazione del momento, considerando la materia come qualcosa di secondario nei confronti “dell’idea “cioè della sostanza spirituale che può esprimere. Acquista notorietà grazie alla moglie Paola, la quale si fa promotrice della sua arte, convinta del talento espresso nelle sue opere, caparbia insiste per renderle pubbliche nonostante il parere “contrario” dell’Artista, a qualsivoglia forma mediatica e così che la sua perseveranza viene premiata, organizza la sua prima manifestazione artistica il 09 agosto 2012, in occasione di una mostra collettiva dal titolo “Angoli D’arte” ad Angoli (CZ), in questa occasione, si conferma la convinzione di Paola difatti, conquista il plauso del pubblico e riceve lusinghieri apprezzamenti. Seguono una lunga serie di manifestazioni pubbliche con grandi soddisfazioni e un Escalation di premi e riconoscimenti. Unici ed emozionanti, sono i tre incontri con Sua Santità Papa Francesco, al quale Mazza ha donato tre opere, il primo nel 2016 nell’anno del Giubileo della Misericordia presentato da Sua Eccellenza il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora e due nel 2018 a distanza di pochi mesi ossia: in occasione del 50° Anniversario dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e della consegna della Reliquia di Papa San Giovanni XXIII° al 2° Rgt Aves. Di particolare rilevanza è sicuramente lo “spirito” con cui Mazza vive la propria vita artistica sottolineata con le diverse donazioni come: l’opera donata al Museo Diocesano di Lamezia Terme dal titolo “La Passione”, allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, con l’opera “Misericordia” esposta presso Palazzo Esercito Roma i Monumenti ai Caduti, donati al Comune di Lamezia Terme, al 2° Rgt Aves e alla caserma della Polizia di Frontiera Aerea dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, e tante altre donate ad enti pubblici e militari. Hanno scritto di lui: Vittorio Sgarbi, Paolo Levi, Luca Cantore D’Amore, Marco Rebuzzi, Veronica Nicoli, Salvo Nugnes, Vincenzo Abati, Carla d’Aquino Mineo, Armando Principe, Sandro Serradifalco, Maria Emilia Ciannavei, Luigi Cerruti, Fulvia Minetti, Flavio De Gregorio, Licia Oddo, descrivendolo come un’artista dalla creatività sconfinata, che eredita dagli artisti impressionisti l’abilità di imbrigliare le emozioni su una superficie. Da uno stralcio di una nota critica si sottolinea come osservando le sue opere ci si trova davanti a una serie di profili, soprattutto di epoca rinascimentale: dai duchi d’Urbino di Piero, al dittico dei Bentivoglio di Ercole de’Roberti; si pensa alle monete di Pisanello, al pollaiolo. Mazza condivide con i grandi artisti del passato, innanzitutto la formazione avvenuta quando ancora bambino ammirava lo Zio, scultore pittore di Lamezia Terme e la grande passione per la materia. Infatti si appassiona a tutte le diverse tecniche utilizzabili in campo artistico. Mantiene salda una convinzione però. Quella che questa veicoli un contenuto, un messaggio, esprima “un’Idea”, come avrebbe detto Panofsjy. L’opera d’arte pur essendo fatta di materia non può fermarsi soltanto a quest’ultima. Prendiamo ad esempio (olio spatolato su tela, cm 90x70) omaggio alla propria terra natia. Qui l’idea della rappresentazione prevale sulle regole canoniche della prospettiva. Al Mazza non interessa mostrare la torre della propria città, la sua bellezza, secondo le consuete norme, gli interessa comunicare il proprio stato d’animo, farci vedere come sente quei luoghi nel quale è nato, dove ha vissuto, dove tuttora lavora, crea, esiste. Ed in questo mi ricorda Van Gogh per quel modo di dipingere il dato naturale filtrando con la propria visione intellettuale ed emotiva. E sempre per citare i grandi maestri del passato, commovente è la sua rielaborazione della Creazione di Adamo di Michelangelo in (tecnica ad argilla grezza plasmata e infornata, cm 100x50) dove dimostra di conoscere attentamente la storia del Buonarroti. E’ risaputo, infatti che Michelangelo si sentisse più scultore che pittore. Tant’è che quando Giulio II gli commissionò la Sistina in luogo della “sua sepoltura” il grande genio di Caprese si sentì profondamente in disagio. E concepì comunque per tutta la sua vita la pittura come un altro modo di scolpire. Le opere di Mazza sono ispirate da un’autentica vocazione alla trascendenza da un anelito che traduce in esperienza visiva l’amore di un Dio infinitamente grande, che guida l’uomo sulla via della salvezza. Il Prof. Cantore D’amore congiuntamente al Prof. Daverio ammirando proprio un’opera dal titolo “Figlio Mio”, hanno pensato come fosse provocatorio insinuante accostarla al “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca. E’ quindi si può riflettere su quante siano differenti le modalità di espressione in 500 anni di distanza, del dolore. Affermando appunto come il contemporaneo espresso da Mazza sia contrapposizione provocazione di valori e tecniche antiche e contemporanee.

Attestati / Premi

ANNO 2019
- Premio CulturaIdentità, La Spezia;
- DIPLOMA DI BENEMERENZA dal DUCA di Calabria, Don Pedro di BORBONE, e Medaglia Giubilare in Argento per i 300° anniversario della
promulgazione della Bolla Papale "Militantis Ecclesiae", concessa alla Sacra Milizia da PAPA Clemente XI;
- Premio alla Carriera "Trofeo Maestri d'Italia";
- Premio Maria Santissima delle Grazie, Lamezia Terme;
- Premio Internazionale "Giulio Cesare", Roma;
- Premio Internazionale "Vasco Da Gama"", Lisbona;
- Collettiva d’arte presso la Villa Comunale di Frosinone con l’opera “Onore, Altruismo e Cameratismo”.
- Premio città di New York 2019 ANNO 2019;
- Primo Premio Internazionale "Grand Tour";
- Primo Premio Internazionale "Velàzquez," Madrid Spagna;
- DONAZIONE Dell'opera "Preziosissimo Sangue" alla Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue presso la Cappella dell'Istituto
Educativo "Tommaso Maria Fusco" di Lamezia Terme;

2018

- RASSEGNA INTERNAZIONALE d'Arte contemporanea “Bologna International Exhibition”;
- RASSEGNA INTERNAZIONALE d'Arte contemporanea “Artists in the World” presso Galleria Porto Art Gallery in Rua dos Vanzeleres,in Portogallo. I
inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale, Porto;
- DICHIARAZIONE CRITICA all'evento “NEW YORK INTERNATIONAL” Art Expo New York. Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale, New York; - - ------ MONUMENTO dal Titolo "IL POLIZIOTTO" Donato e installato presso Ufficio Polizia di Frontiera di Lamezia Terme;
- TARGA Riconoscimento Ufficio Polizia di Frontiera di Lamezia Terme;
- TARGA Riconoscimento ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato), Lamezia Terme;
- DICHIARAZIONE CRITICA alla Mostra Internazionale “GLI ARTISTI INCONTRANO DALI’ E VAN GOGH” Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale,
Francia e Spagna;
- PREMIO INTERNAZIONALE “Van Gogh” inserimento nel catalogo ufficiale, Monreale;
- Collettiva d’arte presso il Monastero dei Benedettini di Monreale, Palermo;
- PREMIO INTERNAZIONALE “Canaletto”, Venezia;
- PREMIO INTERNAZIONALE London Art Prize “ “Great Master” e NOTA CRITICA. Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale, Londra;
- Collettiva d’arte presso la Brick Lane Gallery di Londra;
- SELEZIONATO per la 1^Biennale del Tirreno e inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- VINCITORE del concorso FULL ART IMMERSION con accesso al “Premio Arte Costiera” Antica Repubblica Marinara, Amalfi;
- Percorso di “Valorizzazione e Tutela” 2018 Catalogazione, Video Recensione, Quotazione ufficiale Aprile 2018 asta n. 4 della Casa D'Aste Prince Art
Gallery;
- TESTO CRITICO di Marco Rebuzzi sulla rivista EFFETTO ARTE (edizione speciale da collezione) a cura del Prof. Paolo Levi;
- PUBBLICAZIONE di due opere sul 1° numero della rivista IconArt Magazine un bimestrale di Arte Culture e Spettacolo della PRINCE GROUP;
- DICHIARAZIONE CRITICA alla Mostra Internazionale " I Mondiali dell'arte in Russia". Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- ATTESTATO di Stima a firma di Lorella Cuccarini per la donazione di un'opera al Progetto "HOME", 30 Ore per la Vita;
- Collettiva d’arte presso il Complesso monumentale di San Giovanni Battista, Cava dei Tirreni.
- 1° PREMIO INTERNAZIONALE “Arte Palermo Capitale della Cultura 2018” Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- ATTESTATO DI MERITO ARTISTICO a firma del Prof. Paolo Levi al1°Premio Internazionale Arte Palermo;
- ATTESTATO DI MERITO, TESTO CRITICO E TARGA con Pubblicazione di due opere nel Volume i “99 PROTAGONISTI DELL’ARTE- I SEGNALATI”; -
FINALISTA alla V° edizione del Premio Accademico Internazionale “Apollo Dionisiaco”.
- DONAZIONE dell’Opera “Idealità e Tradizione" al Santo Padre PAPA FRANCESCO, Vaticano;
- MONUMENTO dal titolo "Misericordia" Donato e installato presso lo Stato Maggiore dell'Esercito, Palazzo Esercito Roma;
- PREMIO RAFFAELLO 2018;
- FINALISTA alla V° edizione del Premio Accademico Internazionale “Apollo Dionisiaco”;
- PREMIO DELLA CRITICA Arte Milano 2018 "The Factory ";
- PREMIO RENE' MAGRITTE Belgio;
- Collettiva d’arte presso il OUD SINT JAN MUSEO, Belgio;
- ATTESTATO di nomina di “Artista Nella Storia”;
- PUBBLICAZIONE dell’opera nel Calendario dei Bersaglieri 2019;
- ATTESTATO DI BENEMERENZA Presidenza Nazionale Ass. Naz. Bersaglieri;
- Collettiva d’arte presso la Galleria “Area Contesa Arte” in via Margutta 90, Roma , con l’opera “Onore, Altruismo e Cameratismo”;
- ATTESTATO di Merito Artistico Arte Salerno 2018;
- Collettiva d’arte Palazzo Fruscione”, Salerno.
- DONAZIONE dell’Opera “Papa San Giovanni XXIII°" al Santo Padre PAPA FRANCESCO, Vaticano in occasione della donazione da parte del Cardinale
Comastri della Reliquia di San Giovanni XXIII°;
- REALIZZAZIONE del Tabernacolo e del Reliquiario per la reliquia di san Giovanni XXIII° Nella Cappella del 2° Reggimento Sirio Lamezia Terme dal
Titolo “I Doni dello Spirito”;
- ATTESTATO di Merito Artistico Roma Caput Mundi 2018;
- PREMIO ROMA CAPUT MUNDI;

ANNO 2017

- RASSEGNA INTERNAZIONALE d'Arte contemporanea presso Complesso Monumentale del Teatro Dei Dioscuri al QUIRINALE Roma, Inserimento
dell’opera nel catalogo ufficiale;
- PREMIO INTERNAZIONALE “Lupiae 2017” sezione Scultura, Lecce;
- PREMIO INTERNAZIONALE “Lupiae 2017” sezione Pittura Lecce;
- PREMIO INTERNAZIONALE “Palladio” per meriti Artistici Padova;
- Collettiva d’arte Villa Contarini Piazzola sul Brenta Padova;
- CERTIFICAZIONE CRITICA e Pergamena Personalizzata al Premio Internazionale Arte Contemporanea Arte Salerno 2017 a firma di Vittorio SGARBI,
Daniele Radini Tedeschi, Veronica Nicoli e Armando Principe. Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- Collettiva d’arte Palazzo Fruscione”, Salerno
- PREMIO ROTARY CLUB Lamezia Terme " Valter Greco";
- Personale Hotel Savant Lamezia Terme
- PREMIO INTERNAZIONALE “Levante Otranto 2017”;
- DICHIARAZIONE CRITICA all’Evento Internazionale di Arte contemporanea “Spoleto Arte Verso Caravaggio” a MALTA con il contributo di Vittorio
Sgarbi, Jose' Dali' Alessandro Meneguzzi, Salvo Nugnes. Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- PREMIO “LEONE ALATO” in occasione della 57^ BIENNALE DI VENEZIA all’evento “Viva Arte Venezia” presso Palazzo Albizzi-Capello. Inserimento
dell’opera nel catalogo ufficiale;
- Collettiva d’arte Palazzo Albizzi Capello;
- FINALISTA alla IV° edizione del Premio Accademico Internazionale “Apollo Dionisiaco”;
- PREMIO INTERNAZIONALE di arti visive "DIANA'S WALK. Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale;
- CONFERRING THE ACADEMIC TITLE PROFESSOR of Santa Sara Academy con decreto di nomina nr. 256-20 Alessandria.
- FINALISTA alla 3^ Edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Inserimento dell’opera nel catalogo ufficiale, Seravezza;
- Collettiva d’arte presso Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo di Seravezza (LU);
- DICHIARAZIONE CRITICA all'evento “Miami Meets Milano” in concomitanza della fiera piu? importante e grande al Mondo ART BASEL patrocinato
dal Consolato Generale d’Italia a Miami e inserimento dell'opera nel prestigioso catalogo Editoriale Giorgio MONDADORI”, Miami;
- ATTESTATO D'ONORE E MEDAGLIA D'ONORE All’evento “Art Festival”, Roma.
- Collettiva d’arte presso il Palazzo Pontificio Roma.
- Inserimento di due opere nel progetto “Gli Artisti della Collezione Sgarbi” con TESTO CRITICO a firma del Prof. Vittorio SGARBI;
- Inserimento di due opere nel catalogo di EA editore, Arte del nuovo Millennio “Archivio” delle grafiche di Vittorio SGARBI Collezione per un futuro
Museo d’arte contemporanea.

ANNO 2016

- PREMIO "Marc CHAGALL";
- Collettiva d’arte Museo Villa Breda Padova;
- PREMIO "SAN MARCO" Città di Venezia;
- Collettiva d’arte Palazzo Albizzi Capello Cannaregio;
- MONUMENTO dal Titolo “Angeli in Volo” Donato e Installato nella Caserma del 2° RGT AVES “Sirio” di Lamezia Terme;
- DONAZIONE dell’Opera “La Passione” al Santo Padre PAPA FRANCESCO, Vaticano;
- TARGA Riconoscimento "Lamezia che vogliAMO";
- MONUMENTO dal Titolo “Vibrazione Animica” Donato e installato all’Ingresso del Comune di Lamezia Terme;
- PREMIO Varazze Arte";
- DONAZIONE dell’Opera “La Passione” al MUSEO Diocesano di Lamezia Terme.
- DIPLOMA D'ONORE CON MENZIONE D'ENCOMIO al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Seravezza Inserimento dell’opera nel catalogo
ufficiale;
- PREMIO "PERSONAGGIO LAMETINO DELL'ANNO" per meriti Artistici;
- “EventoCondivisi3”Fuori Salone di Milano.

ANNO 2015

- 1° Classificato al 1° Concorso di Estemporanea di Pittura a Cosenza;
- Collettiva al centro polifunzionale “Auser” di Cosenza;
- Mostra collettiva evento "People & Art";

ANNO 2014

- 2° Classificato al 1° Concorso Nazionale d'Arte Contemporanea “I popoli che resistono”;
- PERSONALE Chiesa dell’Immacolata Concezione di Migliuso (CZ).

ANNO 2013

- CRITICA D'ARTE Città di Cosenza- "Proiezione Calabria";
- Collettiva d’arte presso il Chiostro “San Domenico” Cosenza.

ANNO 2012

- PREMIO alla Critica Città di Paola;
- PREMIO Ermes VERCILLO a Cosenza;
-.DONAZIONE alla Questura di Catanzaro di una scultura dal titolo “La Passione”.