IL TEMPO

ACRILICO, TELA, 2012

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA67056
  • Codice personale:2
  • Tecnica:ACRILICO
  • Stile:POP
  • Supporto:TELA
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Descrizione

Partendo dal presupposto che a volte c’è carenza di critica alle arti contemporanee, alle opere che sanno di “vernice fresca”, di non noti artisti, ho voluto, forse erroneamente poter contribuire anche giocando di presunzione, mettendo in atto un autocritica a me stesso, come singolo individuo, senza troppo generalizzare. Ammirando sin da bambino l’arte ho avuto modo di frequentare il Liceo Artistico e oltre che a studiarla a livello teorico mi sono cimentato con pazienti insegnanti a viverla in modo pratico, respirarne gli odori, i sapori e a vivere l’emozione di crearla, o almeno pensavo così fosse. A 15 anni pensavo che sarei diventato di lì a breve un grande artista conosciuto in tutto il mondo; negli anni ho sempre dipinto di getto senza pensare troppo a quello che faccio, non mi piace correggere gli eventuali errori, vado avanti per la mia strada fino a che guardando il mio dipinto strizzando gli occhi decido che l’opera è completa. Ho un innato senso della personale armonia che non rispecchia mai canoni artistici ideati dai grandi pensatori del passato, ma interiormente arrivo ad un certo punto dell’esecuzione dove il mio personale pensiero mi segnale che l’opera è portata a compimento. Come se ogni volta si generasse in me un canone istintivo. Ovvio che non sono e non mi sento un artista ma creare un qualcosa partendo da una semplice idea mi da molta soddisfazione, cerco di nascondere le mie opere piuttosto che mostrarle, ho avuto comunque modo di esporre i miei dipinti in molte occasioni, il pubblico ha sempre apprezzato addirittura arrivando a portare a compimento proposte di acquisto. Quando penso all’arte contemporanea penso ai famosi artisti che espongono in gallerie dove spesso vado per ammirare e contemplare le loro opere, e sogno un giorno di esporvi anche io. Forse a volte confondo il pensiero di Schopenhauer tra bello e sublime, mi lascio travolgere troppo dalle sensazioni; per il filosofo si prova il sentimento del “Bello” semplicemente guardando un oggetto piacevole, il sentimento del Sublime, invece, è il piacere che si prova osservando la potenza o la vastità di un qualcosa che potrebbe distruggere chi lo osserva; ma a volte le sensazioni e le emozioni che un opera d’arte mi dà provoca in me uno scompiglio così potente che mi spinge a credere di avere io un giorno al suo posto li un opera esposta e il tale spavento che provo all’idea mi fa passare allo stato del Sublime, come la sensazione di osservare l’oceano in tempesta e la sua minaccia che potrebbe incombere. Come si può pretendere che chi esegue un opera può esserne anche il critico? L’estetica contemporanea si occupa di rilevare le sensazioni e discutere cosa ci o cosa non ci trasmette un opera d’arte, ma vi assicuro che crearla, pensarla, il fatto che esiste presuppone che qualcuno ci ha passato del tempo, e l’ha vista nascere, ci si è arrabbiato, l’ha amata e disprezzata, l’artista quando crea è come una madre che conosce meglio di chiunque altro suo figlio che lei stessa ha fatto nascere, allora anche io credo di sapere molto delle mie opere che creo. D'altronde l’artista è colui che ha un idea in mente ed è l’unico che oltre a parlarne e a discuterne sa anche trascriverla in manifestazione tangibile e reale; allora come possiamo pensare che l’arte non è cosa buona e bella? Quando dipingo so che sto facendo un qualcosa di buono e bello sia per me, che tremo dall’emozione, ma anche per condividere con chiunque avrà modo di vedere l’opera realizzata la mia idea che solo io ho saputo trascrivere. Ho appena finito di dipingere la mia nuova opera, e ad essa voglio porre la mia prima riflessione artistica, voglio rivelare il mio intento sperando di farvi cosa gradita anche come puro momento di condivisione e di riflessione, al di là del gusto artistico che ognuno di noi può avere. Non ho ancora avuto modo e tempo di pensare al titolo di tutta l’idea che avevo in mente e pensavo di lasciarla senza titolo e magari lasciare ai fruitori la loro libera interpretazione. su questa superficie ho voluto rappresentare come l’uomo si rapporta con il tempo che passa, ma anche raccontare la storia dei nostri tempi che non è stata ancora fatta ma che si compie mentre il tempo passa come un presente che è appena passato ma non è ancora del tutto portato a compimento. L’uomo contemporaneo agisce singolarmente, cerca di fermare il tempo e di provare a dominarlo, con la frenesia che domina il nostro quotidiano, non si ferma a riflettere, agisce d’istinto e velocemente anche con violenza, tant’è che viene raffigurato un uomo generico che non ha età e non ha sesso, ma è violento, come se avesse provato tante strade per raggiungere il suo scopo ma non ci è riuscito allora con la violenza di una pistola cerca di uccidere e fermare il tempo, la cronaca ci attesta quanta violenza c’è nei rapporti umani, i colori brillano anche perché la violenza è fattore di spettacolarità, questi orologi sono orologi che non segnano un ora ben precisa, sono li fermi e inesorabili, il tempo stesso che scorre comunque anche senza che l’ora si segnali. Le forme volutamente non sono precise proprio perché con l’ingegno l’uomo è riuscito in superficie ad ingannarlo a smussarlo, ma la pioggia di tempo e di orologi nello sfondo è inesorabile e va per la sua strada e presto o tardi i segni del tempo vinceranno sulla lotta contro di esso. Quando l’uomo esagera con il suo spirito troppo Dionisiaco la natura prevale e riporta l’equilibrio con lo spirito Apollineo. Il pavimento è grigio perché grigia è la consapevolezza del proprio futuro, non ci sono basi solide, e la parte di fondo della stanza non c’è perché non abbiamo una sicurezza stabile, il mondo in cui viviamo è completo ma solo a metà. Lasciamo la vista all’orizzonte allontanarsi all’infinito per chi continua a sperare che qualcosa di buono prima o poi accadrà, nel frattempo non ci rimane che sperare e osservare la brutalità del presente anche avvicinandoci all’opera e toccarla con mano, l’unica cosa bella che ci rimane è proprio la possibilità di ammirare le cose belle che l’uomo crea, come l’arte ad esempio, quando qualcuno vede le mie opere e le tocca, sono felice che vengano toccate perché lo si fa sempre con delicatezza, e in quell’istante ho la sensazione di essere accarezzato nel cuore, si potrà vedere e tastare che la maggior parte dei colori non sono stesi in maniera piatta ed omogenea ma nascondono sotto materiale vario genere come sassolini, e sabbia, per darne spessore e tangibilità maggiore che viene coperta come se tutto ciò che l’uomo fa fosse insabbiato, nascosto e impuro. Penso che solo l’arte possa farci vedere tutto ciò e molto altro. Sicuramente esistono tante cose belle della vita e ne sono felice e fervente fruitore, però penso che nell’atto della trasformazione di una o più idee in un dipinto possa realizzarsi un procedimento di pura autenticità perché il pensiero non viene filtrato, è anche superiore alla letteratura, alla parola, al pensiero stesso perché sono comunque pilotati da regole grammaticali o sintattiche, o di altro genere. La trasposizione di questa mia idea non ha regole da seguire, non ha un ordine ben preciso di lettura, è tutto li a disposizione di chi voglia leggerne il significato, nell’ordine e nel modo che si desidera, aggiungerne pensieri, toglierne e cambiarne altri. Pienamente convinto di aver espresso un atto di purezza, purezza che posso trasmettere a tutti, lasciando nell’animo di chi la osserva un senso di buono e bello che con l’aiuto dell’intelletto gli porterà a compiere almeno una buona azione. Per me la realizzazione della vera opera d’arte si ha quando non vi si pongono limiti alle idee, e che esse siano libere tali da essere pure.

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  • Codice:GA67056
  • Tipo:Pittura
  • Creata nel:2012
  • Archiviata il:venerd� 17 agosto 2012