Naturamorta: cose perse in cantina

impasti di sabbie e colori a olio con effetto into, tela, 2007

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA59146
  • Misure:70 cm x 50 cm
  • Tecnica:impasti di sabbie e colori a olio con effetto into
  • Stile:figurativo
  • Supporto:tela
Informazioni sulla vendita
  • Disponibile: no
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Descrizione

NatureMorte e d’intorni -
Riccardo Battigelli

Come già nell’opera “ Kronos: il tempo che scorre su cose abbandonate”, del 2005, che è ora a Stoccolma, all’Accademia Maecenas, anche “ Cronos e le cose davanti a una finestra”, del 2009, è un dipinto che presenta alcune particolarità tecniche per ottenere quel risultato “granuloso” e le tonalità come ferme nel tempo.
Quel tempo definibile “ come autentica verità; ossia in senso heideggeriano, ‘’ dove, un ‘ora’ che non é divenuta attuale ma che lo diverrà in base al suo proprio poter esserci.”

Questo commento, che pienamente condivido e che mi onora, è stato dato a quest’opera dal Dr R. Baldelli, direttore della Maecenas Sverige Accadamy .

La composizione di quest’opera è sostanzialmente semplice. Con essa si ripercorre, forse, la pittura delle nature morte dello scorso secolo, ma ho voluto che la “narrazione” di una storia evochi una memoria e si percepisca dalle emozioni provocate da quel controluce di oggetti, umili e forse banali ma quotidiani in una vita modesta già percorsa e che si inseriscono in un presente che continuerà o muterà nel domani.

La risposta verrà da ciò che da quei vetri opachi, che celano il mondo esterno, sarà percepito.

Nelle nature morte, dato che anch’esse, oltre ai paesaggi, al nudo, ai cavalli e alla figura, rappresentano un importante aspetto della mia pur modestissima arte (e mi legano affettivamente al mio antico Maestro Giorgio Morandi), penso che siano contenute tutte le significazioni che Cronos (il Tempo), Kairos (un periodo indeterminato di tempo in cui qualcosa accade) e Ananke (la personificazione del destino ) determinano l’essere e il divenire delle cose che ci circondano e sono protagoniste e memorie del nostro quotidiano vivere.

E’ un passato e un presente che si proiettano poi nel futuro per essere soggetti di ricordi e memorie familiari o di eventi vissuti, oppure che divengono storia; anche se i protagonisti sono solo umili e banali oggetti .
Oppure finire nel nulla, pur rimanendo materia.

Il fascino di queste riflessioni mi inducono spesso a cercare di rappresentare, con semplicità visiva, il carico di questi sentimenti e i significati di tali messaggi, utilizzando a volte inusuali impasti cromatici, come in questi due dipinti, ma anche nei successivi come “Elusione” del 2010.

E’ improbabile che chi guarda superficialmente le nature morte identifichi subito, in esse, queste mie motivazioni e i relativi contenuti, ma mi conforta aver ricevuto pareri positivi da chi le ha percepite tramite attenta e ponderata osservazione.
Credo che il guardare un’opera con senso percettivo e riflessivo si possono scoprire molti valori di sensazioni emotive e di misteriosi messaggi anche in una semplice natura morta. La quale rischia di rimanere solo fine a se stessa se gli viene concesso solo uno sfuggevole sguardo.

Del resto è ciò che ci perviene dalle illuminate considerazioni sull’arte fin dai grandi Maestri del Rinascimento.
Nello scegliere gli oggetti che compongono la natura morta e nell’immaginare la composizione in ogni elemento e significazione di essi, mi è venuto di pensare che il Tempo, inteso come dimensione plasmante delle cose, dei luoghi e delle loro identità è il protagonista e “guru” di tutto ciò che un’opera, rappresentante una Natura Morta in quel modo concepita, possa comunicare in emozioni, sensazioni, percezioni, intuizioni e quant’altro l’io di chi osserva l’opera è in grado di comprendere.
In questo modo è possibile evocare la storia passata degli oggetti tramite la forza creativa e interpretativa dell’arte del presente; è possibile instaurare un linguaggio capace di evocare e raccontare attraverso le immagini, facendo udire suoni, parole, odori. Diventa un racconto nel Tempo espresso da quegli oggetti, umili o lussuosi, ma appartenuti, utilizzati, custoditi , gettati e che sono la risultanza di un percorso di vita, di ricordi di eventi.
Le opere d’arte quali le Nature Morte assumono, insomma, il ruolo di tramite tra ciò che eravamo e ciò che siamo, veicolando il tutto verso il futuro. Ciò ci aiuta a prendere consapevolezza delle nostre identità e storicità; un elemento sfuggente e in continuo cambiamento.
La scelta dei titoli delle opere, come “ Cronos e le cose davanti a una finestra” o “ Kronos: il tempo che scorre su cose abbandonate”, vuole simboleggiare proprio il passare del tempo come forza ancestrale e inarrestabile, ma anche evocarne la spinta verso il futuro auspicandone una evoluzione positiva (riutilizzo) e la tendenza al miglioramento.
Allo stesso tempo, il concetto di “senso del tempo” si può intendere nella sua accezione legata all’universo delle sensazioni, fisiche ed emotive, che ci mettono in condizione di percepire l’entità del mondo che ci circonda.
“La sensazione dello scorrere del tempo è, quindi, anche la percezione dei sensi nel tempo”.

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  • Codice:GA59146
  • Tipo:Pittura
  • Creata nel:2007
  • Archiviata il:mercoled� 30 novembre 2011