2007

2007 Squarci & Cerniere .....Già! momentaneamente...infatti dopo qualche giorno incominciai a chiedermi perchè stavo stavo perdendo tempo dipingendo in tal modo, erano belle...sì...ma cosa comunicavano? come avrei potuto presentarle pubblicamente e cosa avrei narrato se non le mie perplessità? Poi gli eventi incalzarono, il dott. Enzo, carissimo amico di pensiero, sicuro di se e dalla grande praticità, con insistenza mi convinse ad inviare una di queste tele a una esposizione a Milano...praticamente aveva avuto ragione, fu un successo. Ciò nonostante i miei dubbi permanevano, anzi si accentuavano. Intanto si avvicinava la data della personale alla fiera dell'arte di Viterbo, mi dividevo tra l'insistenza di Enzo che mi spingeva a tenere in gran conto le ultime creazioni e la mia titubanza dovuta al fatto che con tali dipinti la mia presenza in fiera sarebbe risultata inutile, non avrei saputo narrare, non avrei potuto dare niente di quanto ero solito dare come durante le passate esposizioni. Eppure doveva esserci un motivo per cui mi ero dedicato alla stesura di quei lavori....perchè l'Angelo?...quale il vero fine? Fu un vero colpo di fulmine! Qualcosa che ci procurò una emozione vivissima ed intensa, ancora il dottore sente i brividi accapponargli la pelle....ricordo che mi alzai di scatto dalla poltrona in cui ero assorto ed accasciato ed esclamai a viva voce:" ecco il motivo!... ecco le indicazioni dell'Angelo!! " Avrei portato sì le tele in fiera ma anche un taglierino, le avrei aperte e avrei mostrato a tutti che dietro quella facciata vi era un mondo intero di spiritualità tutto ancora da scoprire! Tagliando proprio lì, a caso o non a caso, sulla parte raffigurante il muro della chiesa sarei entrato assieme a chi era con me nella Casa del Signore, dal bianco e nero saremmo entrati nella gioia e pienezza dei colori con le mille storie che il retrostante pop-informale mi consentiva di poter narrare. E così è stato. Grazie Angelo, chiunque tu sia e ovunque tu sia ora. La "Cerniera" Dopo gli "Squarci" venne il momento delle "Cerniere". Perché la "Cerniera" ? Un'opera artistica, sia essa figurativa o informale, deve perseguire l'intento di essere piacevole nella forma estetica e insieme essere ricca di contenuto, capace di trasmettere fiducia ad una umanità che oggi pare essere sempre più demotivata e distratta ma in realtà gli animi sono fortemente assetati di spiritualità. Senza soffermarsi compiaciuti di ciò che al primo impatto riesce ad appagare il senso della vista, aprendo una cerniera è possibile entrare nel mondo dell'anima, dei contenuti, dell'essenza delle cose. La Cerniera intende essere il tratto di unione tra una limitata realtà figurata e le infinite emozioni della spiritualità. 2007 Slots & Hinges .....Already! momentarily ... in fact after a few days I began to wonder why I was wasting time painting in this way, they were beautiful ... yes ... but what did they communicate? how could I have publicly presented them and what would I have narrated if not my perplexities? Then the events pressed, Dr. Enzo, a very dear friend of thought, self-confident and very practical, persistently convinced me to send one of these paintings to an exhibition in Milan ... he was practically right, it was a success. Despite this, my doubts persisted, indeed they were accentuated. Meanwhile, the date of the personal exhibition at the Viterbo art fair was approaching, I was divided between Enzo's insistence that he pushed me to hold in high regard the latest creations and my hesitation due to the fact that with these paintings my presence at the fair it would have been useless, I would not have been able to narrate, I would not have been able to give anything of what I used to give as during past exhibitions. Yet there had to be a reason why I had dedicated myself to the drafting of those works .... why the Angel? ... what is the real purpose? It was a real love at first sight! Something that gave us a very lively and intense emotion, the doctor still feels the chills crawling his skin .... I remember that I jumped up from the chair in which I was absorbed and slumped and exclaimed loudly: "that's the reason! .. . here are the indications of the Angel !! "Yes, I would have brought the canvases to the fair but also a cutter, I would have opened them and I would have shown everyone that behind that facade there was a whole world of spirituality still to be discovered! By cutting right there, randomly or not by chance, on the part depicting the wall of the church, I would have entered the House of the Lord together with those with me, from black and white we would have entered the joy and fullness of colors with the thousand stories that the rear informal-pop allowed me to be able to narrate. And so it was. Thanks Angelo, whoever you are and wherever you are now. The "Hinge" After the "Gaps" came the time of the "Hinges". Why the "Hinge"? An artistic work, be it figurative or informal, must pursue the intent of being pleasant in its aesthetic form and at the same time be rich in content, capable of transmitting trust to a humanity that today seems to be increasingly unmotivated and distracted but in reality the spirits they are strongly thirsty for spirituality. Without pausing pleased with what at first glance manages to satisfy the sense of sight, by opening a hinge it is possible to enter the world of the soul, of contents, of the essence of things. The zipper is meant to be the link between a limited figurative reality and the infinite emotions of spirituality.

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