Carla Castaldo." Terracotte e bassorilievi d’autore". L’artista concentra la sua creatività nella lavorazione della terracotta e della pittura su porc


La carriera artistica di Carla Castaldo inizia nel 2011, nel momento in cui, ispirata dal messaggio di amore enunciato dall'antica pratica spirituale del Reiki, emerge la sua vena creativa.

Pian piano mette da parte la professione di architetto per dedicarsi completamente all'attività artistica. Si concentra nella lavorazione della terracotta e della pittura su porcellana, realizzando superbi lavori che in brevissimo tempo riscuotono grande consenso in prestigiose sedi nazionali ed internazionali, come il “Gala de L'art” del 2014 e del 2015 di Montecarlo, e Palazzo Bollani a Venezia, in occasione della mostra “Il grande Canale della Pace - Artisti a Venezia contro la guerra”.

Altrettanto positivamente ha risposto il pubblico di Napoli alla personale presentata a Castel dell'Ovo, lo scorso febbraio. “Mediterraneo di Pace” il titolo scelto per estendere al mondo un messaggio di amore e fratellanza. La scelta della sala delle carceri come luogo espositivo si è rivelato vincente, poiché nella “valorizzazione” e “purificazione” dei luoghi che hanno conosciuto le sofferenze dei carcerati, l'inserimento di ben ventisette opere ha sprigionato energie che nel plauso generale si sono trasformate in emozioni e testimonianze umane. Un grosso passo avanti nel percorso artistico dell'artista, chiamata a ripetere l'evento in data da definire.

Benché l'accostamento alla ceramica, volutamente scelta come tecnica espressiva, sia recente, il risultato della sua produzione artistica è ottimale. La composizione, stimolata dall'impulso creativo e dall'esigenza di esprimersi attraverso l'arte, emerge da un magma impetuoso di forme e colori, ed è capace di suscitare, non solo nell'osservatore ma prima di tutto nell'artista, emozioni di meraviglia di fronte alla realizzazione dell'opera.

Una relazione intensa con la materia, principalmente dovuta alla partecipazione tattile e condizionata da variabili ed incognite che incidono sulla lavorazione finale. In primo luogo il fuoco, il cui effetto non è mai scontato, soprattutto riguardo alle variazioni cromatiche in fase di cottura, e che nella peggiore delle ipotesi può compromettere l'integrità dell'oggetto.

La Castaldo plasma la creta a suo piacimento, creando suggestivi manufatti, oggetti decorativi e piccole architetture che giocano con i volumi. Prendendo ispirazione dalla natura, compie un lavoro di sintesi attraverso l'uso dell'allegoria. La lucentezza degli smalti policromi esalta le superfici smaltate su cui rappresenta le stagioni con foglie e petali di fiore, o nel caso della primavera, con le fattezze di una fanciulla dai lunghi capelli azzurri.

Alla terracotta affianca la tecnica del terzo fuoco, propria delle pregiate porcellane di Capodimonte, oggi per lo più abbandonata. Una tecnica ripresa e rielaborata dalla Castaldo, che attraverso la sperimentazione è riuscita ad ottenere delle cromie molto più forti rispetto a quelle in origine più delicate.

Negli oggetti in porcellana emerge il suo talento narrativo. Sono piatti di ceramica e bassorilievi su cui compone la rappresentazione pittorica, creando un equilibrio di forme e colori. La bidimensionalità crea una congiunzione di piani, una suddivisione di spazi in cui agiscono eteree fanciulle, piante ed animali selvaggi, uccelli dai piumaggi meravigliosi. La Castaldo inserisce tutti gli elementi della natura, la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco, per ascendere poi al divino. Prevale una forte componente spirituale che abbraccia varie dottrine teologiche e filosofiche, da quella cristiana a quella orientale, fino ad estendere il discorso al bramanesimo e alla metempsicosi. Attraverso un lungo cammino di ricerca espressiva ma soprattutto umana, affronta il tema del percorso dell'individuo verso la maturità interiore e la realizzazione del sé.

Fattore comune delle sue opere, siano essi manufatti o bassorilievi, è la presenza dell'elemento acquatico, in cui si crede aver avuto origine la vita, e il relativo mondo marino: nelle sue opere ammiriamo pesci fantasiosi e colorati nuotare unisoni, oppure partecipare ad un cerchio danzante, divenendo espressione di felicità ed armonia.

La Castaldo attribuisce al colore un significato simbolico pari a quello delle figure rappresentate. Toccata nella sua emotività, usa dei contrasti cromatici molto forti, che si attenuano laddove prevale l'intento di trasmettere un'idea o un concetto. In tal caso la scelta dei colori, nel conferire equilibrio alla rappresentazione, trasmette un senso di serenità.

Nel proseguo di un discorso narrativo l'artista inserisce la presenza di più soggetti figurativi, che evidenziando il rapporto tra uomo e natura, un'interazione continua tra tutti gli elementi, come per ricordarci che noi non siamo né superiori, né distaccati dalla natura stessa, ma partecipiamo all'equilibrio dell'universo per il tramite di un dialogo continuo.

Ecco che le sue composizioni ci raccontano favole moderne, come “Ambra e Corinna”, dove narra la storia, peraltro tratta da una notizia vera, di una ricercatrice austriaca che aiuta a migrare uno stormo di ibis, oppure come il contenuto di una parabola o di un passo biblico, nella ricerca di un qualcosa a cui aspiriamo e ricerchiamo, anche inconsciamente. Forse l'Eden perduto, quello stato di felicità incondizionata che cancella ogni traccia di dolore, e che riconosciamo in due sue opere: “Il respiro dell'universo” e “L’isola della vita”.

Nel disegno ogni punto, ogni linea ha un significato ben preciso, così come i colori con i quali trasmette emozioni. Tutto concorre all'idea e all'unità compositiva, che attinge dal suo vissuto, da una notizia del giornale, da una meditazione, da un'emozione capace di scatenare particolari sensazioni, che stimolano nell'artista il bisogno di disegnare e dipingere e che si completa nel momento in cui sente di aver raggiunto un equilibrio energetico.



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di Rosa Orsini
critico d'arte
2016

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