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MOSTRA DI PITTURA - Galleria San Vidal - VENEZIA - 22 Genn. 8 Febbr. 1999 Personale
Critici : GIORGIO PILLA - GABRIELLA AGLIERO - PAOLO RIZZI (da:registrazione su audiocassetta )
Prof. Giorgio Pilla
Salvatore Barone è un artista che ci offre delle vedute molto particolari, degli interni, delle nature morte, paesaggi, e questa é la sua linea di condotta pittorica di questa mostra.
Specialmente in quel suo quadro “lo studio di Pittore” ci ricorda la pittura Fiamminga, questa luce metafisica, questo studio vuoto .Voi direte perché dipingere uno studio vuoto, la ragione probabilmente c’è io soggettivamente la posso interpretare, poi ognuno di voi ed l’artista stesso potrebbero avere idee diverse, io vedo in quello studio vuoto una sorta di attesa una sorta di speranza, ci sono degli schizzi ,ci sono dei quadri in preparazione è questo da adito a pensare che l’artista si sia assentato, forse in un momento di confusione per ritrovare se stesso, ecco rappresenta in ciò un po’ la società moderna, siamo in momenti difficili e gli artisti come sempre ci rappresentano quindi un momento di tentennamento per poi ritornare, riaccendere una luce più viva anziché questa luce metafisica ,un po’ fredda un po’ stantia , bloccata ,e avremo allora la vita che entra nello studio ,avremo allora l’artista che comincerà a lavorare avremo appunto il rinascere delle cose. Lo stesso si può dire per le nature morte, che hanno questa caratteristica, molto belle e molto metafisiche cioè è un discorso che deve andare al di là del veduto . E chiaro che ci soffermiamo e vediamo dei bei fiori, della bella frutta, delle tavole con degli oggetti, e, rimaniamo lì immagati ad osservare. Attenzione la natura morta ha un’altra genere di ragione d’essere deve darci il là per pensare di andare oltre l’immagine quindi facendo capo sempre a quanto detto per il quadro rappresentante lo studio di pittore. Anche le nature morte hanno questa caratteristica metafisicamente rappresentate e farci pensare, e portarci al di là dell’immagine per rappresentarci o per rappresentare qualcosa di cui noi possiamo e se vogliamo, disporre intensamente soggettivamente.
Critici : GIORGIO PILLA - GABRIELLA AGLIERO - PAOLO RIZZI (da:registrazione su audiocassetta )
Prof. Giorgio Pilla
Salvatore Barone è un artista che ci offre delle vedute molto particolari, degli interni, delle nature morte, paesaggi, e questa é la sua linea di condotta pittorica di questa mostra.
Specialmente in quel suo quadro “lo studio di Pittore” ci ricorda la pittura Fiamminga, questa luce metafisica, questo studio vuoto .Voi direte perché dipingere uno studio vuoto, la ragione probabilmente c’è io soggettivamente la posso interpretare, poi ognuno di voi ed l’artista stesso potrebbero avere idee diverse, io vedo in quello studio vuoto una sorta di attesa una sorta di speranza, ci sono degli schizzi ,ci sono dei quadri in preparazione è questo da adito a pensare che l’artista si sia assentato, forse in un momento di confusione per ritrovare se stesso, ecco rappresenta in ciò un po’ la società moderna, siamo in momenti difficili e gli artisti come sempre ci rappresentano quindi un momento di tentennamento per poi ritornare, riaccendere una luce più viva anziché questa luce metafisica ,un po’ fredda un po’ stantia , bloccata ,e avremo allora la vita che entra nello studio ,avremo allora l’artista che comincerà a lavorare avremo appunto il rinascere delle cose. Lo stesso si può dire per le nature morte, che hanno questa caratteristica, molto belle e molto metafisiche cioè è un discorso che deve andare al di là del veduto . E chiaro che ci soffermiamo e vediamo dei bei fiori, della bella frutta, delle tavole con degli oggetti, e, rimaniamo lì immagati ad osservare. Attenzione la natura morta ha un’altra genere di ragione d’essere deve darci il là per pensare di andare oltre l’immagine quindi facendo capo sempre a quanto detto per il quadro rappresentante lo studio di pittore. Anche le nature morte hanno questa caratteristica metafisicamente rappresentate e farci pensare, e portarci al di là dell’immagine per rappresentarci o per rappresentare qualcosa di cui noi possiamo e se vogliamo, disporre intensamente soggettivamente.
Opera di riferimento: Studio di pittore
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