Mostra Galleria L'Incontro Palermo

Ho un quadretto di Amico - credo uno dei suoi primi - che a me pare, così per dire, emblematico dei suoi mezzi, delle sue possibilità, dei suoi risultati, dei suoi effetti (ed anche dei suoi limiti, poiché considero i limiti di uno scrittore, di un artista, tra gli elementi di identità più sicuri). E' un piccolo trompe-l'oeil: i libri,la boccia di vetro, i gessetti, le penne; e sei o sette bottigliette d'inchiostro, ciascuna colorata dell'inchiostro che contiene, su un piano vividamente costellato da macchie e sbavature.
Gli inchiostri: ecco l'elemento per aprire (e per chiudere) la mia breve nota sulle cose di Amico. Emblematicamente, dicevo: e vanno da quelli che effettivamente impiega a quelli che non si vedono, a quelli delle opere propriamente dette d'inchiostro - i libri, la letteratura. E, curiosamente, più avverto di letteratura quando si impegna realisticamente, e meno quando si abbandona al suo talento calligrafico, al suo estro visionario. Non che queste madri, i cui volti si raccolgono come grappoli di pena dietro il primo piano di vacua solennità dei prelati, non siano un risultato (e s'appartengono a un tema che Amico va rivolgendo da qualche tempo: la morte nella zolfara, i funerali ufficiali); ma a me pare che di fronte ad una roccia, ad un gruppo di ragazze, la sua sensualità, la sua fantasia, trovino un più libero e felice approdo

di Leonardo Sciascia
Scrittore

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