POESIA: "QUESTO È IL MIO SOGNO"
2018
“QUESTO È IL MIO SOGNO” Il senso profondo della poesia di Roberto Zaoner, dal titolo "Questo è il mio sogno", è l'esaltazione del duro lavoro, della perseveranza e del sacrificio necessari per realizzare i propri sogni nella vita. La poesia è dedicata al defunto suocero dell'autore, che con "tanto amore, perseveranza, sacrificio, rinunce, sudore e tenacia" era riuscito a costruire una palazzina per la sua famiglia, dando ai figli un futuro più agiato e confortevole. Attraverso la voce del protagonista, la poesia celebra il valore del lavoro manuale e fisico, descritto con immagini di mani bruciate dal sole, piedi feriti e scarpe consunte. Nonostante le difficoltà e la durezza della vita, emerge una determinazione incrollabile nel portare a termine l'opera, vista come una "creazione" e un "capolavoro" di cui andare fieri. Oltre all'aspetto lavorativo, la poesia esprime anche un profondo senso di legame familiare e di amore per i propri cari, ai quali il protagonista dedica il suo impegno e il suo sacrificio. L'idea di poter lasciare loro un'eredità tangibile, una casa, è fonte di grande soddisfazione e pace interiore. Infine, la poesia sembra trasmettere un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro, con il protagonista che guarda al compimento del suo sogno come un traguardo da cui ripartire per nuove sfide e realizzazioni. Il senso generale è quindi quello di un'esistenza dedicata con tenacia e coraggio alla costruzione di un futuro migliore per sé e per la propria famiglia. PREFAZIONE: (Poesia dedicata al mio defunto suocero, che con tanto amore, perseveranza, sacrifici, rinunce, sudore e tenacia, ha saputo realizzare il sogno della sua vita: la costruzione di una palazzina, ove vivere insieme alla sua famiglia, e dare a tutti i figli un futuro meno pesante, certo e più confortevole). TESTO: Queste mie polverose mani bruciate dal sole cocente e piegate dalla pioggia battente. Orsù, animo mio, fatti ardito! La resa la lascio ai deboli. Una ferita al piede. Non me ne curo. Saranno il mio ardore e vigore a rimarginarla. Brama che susciti in me pensieri che schiacciano un divenire malfermo. Ed essi s'intrecciano con le mie idee già luminose in quel che verrà. Camminando tra calce e cemento, ormai logore le mie scarpe, sempre più consunte le sento che affondano nell’acqua mista a sabbia e a ghiaia. E vedo innalzarsi sempre più quest’opera mia, e le maestranze che giorno dopo giorno lavorano col sudore in fronte ed erigono mattoni su mattoni. Sole accecante e gelo incalzante. Duro lavoro. Dura la vita, ma avrò raccolto un sogno. Quando l’affannoso anelito diverrà realtà sarò in pace con me stesso. Raggiungerò la meta e ce ne sarà un’altra e un’altra ancora. Tante battaglie per godere del sapore di questa mia vita. Fermarsi, perché? Beati gli audaci che mai depongono le armi, ma vivono. Voi siete, ragazzi miei, la mia meta. E bevo, cara mia Concettina, alla fonte della tua speranza, e nulla e nessuno potranno fermarmi. Mi è confortante il compimento di quella che sarà la mia creazione. Ne scorgo la forma. Amo immaginarla come una scultura del genio di Caprese, talché ne faceva capolavori. Questa sarà il mio capolavoro. E ogni sera faccio ritorno a casa stanco, ma col cuore gioioso. Affondo il mio pensiero a questa creatura che sta nascendo come un fantolino che viene alla vita per l’amore di chi l’ha voluto e concepito. E già la sento mia. La rispetterò come fosse un tempio consacrato al culto degli dèi dell’antichità pagana e bramerò ad esserle degno senza riserve alcuna di dedizione e venerazione. E un giorno, dal mio sepolcro, guarderò estasiato la mia opera e continuerò a mirarla e a ritrovare voi. Volgerò il mio sguardo di là da questa fiorente valle che mi vide crescere e diventare uomo. E da questo mio amato e fecondo poggio, che mi ha seguito fin dalla mia infanzia e mi accoglie col suo manto celato, scorgo il mare con le sue fredde correnti e le onde che sciabordano sull’arenile di questo mio Stretto di Messina. La mia anima troverà pace. Sempre vagheggerò questo limpido cielo che mi concederà di scorgere le coste della vicina Calabria ove scorre per metà il sangue mio. Qui riposerà il mio spirito per sempre. Un soffio leggero del mio eterico essere volgerà a consegnarsi alle alte vette se sarò uomo giusto, e da lassù uno sguardo a proteggervi da inattese sfide. In mezzo a voi donerò conforto nei vostri momenti difficili e tutto vi apparirà più sereno e senza più insidie. Non andrò mai via dalle vostre memorie e a infrangersi contro la verde altura sarà l’anima mia colma d’amore e ad innalzarsi al cielo in un volo d’angelo. Questo è il mio amato dono che vi porgo con dolcezza e ricorderete un padre che ha vissuto per voi. diritti riservati Roberto Zaoner (26/09/2018, riadattato il mattino del 10/08/2023)
Informazioni generali
- Categoria: Poesia
- Eseguita il: 26 settembre 2018
Informazioni sulla vendita
- Disponibile: no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA230850
- Archiviata il: 31/08/2025
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