POESIA: "COME FOGLIE AL VENTO"
2021
“COME FOGLIE AL VENTO” (un inno alla vita: odio e amore) La poesia di Roberto Zaoner "Come foglie al vento" riflette su temi di amore, bellezza, fugacità e la trasformazione della vita. Nella poesia, l'autore esprime un mix di emozioni contrastanti come odio e amore, bellezza e fuggente luce negli occhi di qualcuno. Descrive un sentimento di commiserazione che cerca di evitare, accettando il destino e chiedendo alla figura misteriosa di mostrare il tempo dell'oscurità o della luce divina. Zaoner dipinge immagini poetiche della vita come momenti che diventano ricordi belli e tristi, rivelando la natura effimera e imprevedibile dell'esistenza umana. La poesia esplora la fragilità dell'essere umano confrontata con la potenza del tempo e della morte, rappresentati metaforicamente dalle foglie spazzate via dal vento. Zaoner sottolinea il desiderio umano di durare come foglie sempreverdi, custoditi dalla vita stessa, ma inevitabilmente destinati a essere portati via dalla morte. L'autore riflette sulla dualità della vita, tra l'amore eterno desiderato e la realtà della transitorietà dell'esistenza umana. Or dunque, la poesia "Come foglie al vento" esplora profondamente i temi dell'amore, della fugacità della vita e della lotta contro il tempo e la morte, offrendo una visione intensa e poetica delle contraddizioni umane e dell'eterna ricerca di significato nella effimerità e fuggevolezza dell'esistenza. TESTO: Odio e amore. Se penso a te è quello che ho nell’animo. Così bella sei e così fuggente, luce fugace degli occhi miei, nostra labile impronta. Tua è la commiserazione che rifuggo. Il mio destino è tracciato, e tu che tutto trasformi, sai. Orsù… mostrami il tempo dell’oscurità delle tenebre o la luce del divino anelante all’infinito mio amore! Io non so. Maestra di momenti che si trasformano in ricordi belli e tristi per non poterli rivivere e tutto tace; brutti e incancellabili che m’investono e li rivivo nell’onirico tempo in una notte d’incubo senza fine. Così bella e viscida ci appari a noi mortali. Così caduca ed effimera. Veloce e subdola come una tempesta inattesa. E giammai candida e sempre spietata fosti che tutto trasformi per consegnare alla morte i tuoi figli. Come foglie al vento ci spazzi via. Noi che bramiamo d’esser come foglie sempreverdi, custoditi come quella pianta legnosa cura il suo fiorire anche nel tempo vernino e giammai si staccano per essere ingollati dalle oscure tenebre. Inimica morte madre di sventure. Ma il tempo ci conduce al reale e le rugosità con efferatezza invecchiano, inchinandosi deferentemente al tempo, e tu ti legasti ad esso in un vincolo perenne di alleanza mai vinta. Vorremmo amarti all’infinito ma delle fuliggini s’alzano in cielo e oscurano i nostri aneliti di te, nostra vita. È il tempo che non assente nemmeno con un sorriso e l’attimo è già trascorso. È già solo un ricordo. Tutto è effimero. Or tu mi appari come un’onda terrifica e sibillino è il tuo fine. Esseri senzienti che paventano la morte. Temono il di lei avvicinarsi e presentarsi a loro come tuo dono ingrato. Ti presenti e ti allontani. Non fermi il tempo che inarrestabile c’invecchia. Tu, mia bella e amata Signora. Siamo stati al mondo da te consegnati e non vogliamo più da te separarci: teneri innamorati che spesso dimenticano che un giorno li lascerai svuotati d'ogni coscienza ed è il convincimento del perenne abbandono. Traccia abietta del tradimento. Ignobile inganno. Infingimento. Ne sei la regina. Giochi con noi come fossimo infanti che ti sorridono e si abbandonano a te. E tu gli porgi gingilli infantili. E dopo averli dati in dono li tradisci. Quei pargoli diventarono uomini che compresero il sopraggiungere dell’infedeltà e della tua rinuncia a noi. Dimmi oramai! Perché tutto ha fine? Potrei elogiarti. Potrei amarti. Ti amerò comunque. Sei meravigliosa anche nel tuo inganno, oh vita. Sei stata la madre che mi ha consegnato a questo lungo percorso di sfavillante luce terrena. Innalzerò un inno a te che cavalcasti l'onda con maestria d'arte, mia bella e amata Signora infedele, madre senza remore, né indugi. Mi abbandonerai all’incognito, ma avrò pur sempre un bel ricordo di te. Stringimi forte! Non te ne andare! Ti abbraccio forte scientemente prima dell'abbandono. Il presente è sicuro e vivo di passione. diritti riservati Roberto Zaoner (Santa Margherita Marina <Me> 18/08/2021)
Informazioni generali
- Categoria: Poesia
- Eseguita il: 18 agosto 2021
Informazioni sulla vendita
- Disponibile: no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA230851
- Archiviata il: 31/08/2025
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