''l'airone della nebbia'' di Sabrina Gatti
i (inedito)
Nel fondo dell'abisso
dove la luce muore,
e un brivido percorre la luna,
solo la paura,
Più dell’ombra è profonda
ed opprime il mio cuore,
disperato,
che urla silente, come
tra i giunchi piegati
dal vento d'autunno,
che la nebbia fende,
lacerando il velo del mondo,
con il suo grido,
di dolore, forse lo stesso mio,
oscuro e candido,
il colore lieve d'un loto spettrale,
che appassisce prima che l'alba lo tocchi.
come un sorriso, amaro. sconosciuto,
come oggi,
nello specchio opaco,
dove, etraneo, scorgo un riflesso,
il volto di colei,
che affranta, nel terrore,
la sera attende,
mentre sul rotolo di seta,
l'inchiostro di pioggia intriso .
cancella con lacrime di nuvola,
le parole di ieri,
che cenere di malinconia, già sono
come petali di ciliegio nel gelido torrente,
alla luce di una lanterna,
e solo il canto della cicala,
tra le foglie segrete di giada,
seppur ricorda che l'estate e un soffio lieve,
con forza grida il suo nome,
contro l'oscurità che avanza.
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