NUCLEO CHE RESTA

MATERICA, SU TELA, 2025

Disponibile

Tecnica mista su tela: gesso, legni di recupero, sassi, oro, argento, bianco, acrilico, bomboletta spray, colla.Ho costruito questa opera partendo dalla materia, non dall’immagine.Il mio lavoro nasce sempre da un’esigenza fisica: toccare, incidere, stratificare, lasciare che la superficie reagisca. Per questo ho utilizzato il gesso e la colla come struttura portante, creando rilievi, fratture e irregolarità che trasformano la tela in un campo vivo, attraversato dal tempo.La composizione si sviluppa attorno a un movimento circolare, una spirale che conduce lo sguardo verso un nucleo centrale. Non è un vortice distruttivo, ma una forza che trattiene. Ho lavorato perché ogni segno, ogni inserto, contribuisse a questo senso di tenuta, di equilibrio raggiunto nonostante il peso.La scelta cromatica è volutamente essenziale e coerente.I toni della terra e della sabbia costituiscono la base dell’opera: sono colori primari, archetipici, legati alla stabilità, alla memoria e alla resistenza. Non li uso come sfondo, ma come materia attiva, capace di sostenere l’intera struttura visiva ed emotiva del lavoro.L’oro interviene solo in punti precisi, mai come decorazione. Per me l’oro non è luce facile, ma resistenza silenziosa. È applicato là dove la materia si spezza, dove la superficie rischia di cedere. È una presenza trattenuta, che dialoga con l’idea di sacro senza dichiararlo, e che suggerisce la possibilità di una tenuta anche nella frattura.Ho inserito argento e bianco come elementi di controcanto.L’argento segna, raffredda, incide: è la traccia che resta dopo il passaggio del dolore, una cicatrice visiva che non cerca consolazione. Il bianco, invece, introduce pause e silenzi. Non cancella, ma separa, permette allo sguardo di respirare e alla materia di essere letta.I legni di recupero sono il cuore narrativo dell’opera.Si tratta di frammenti che hanno già vissuto, portatori di un tempo precedente. Li ho scelti proprio per questo: non li ho levigati né addomesticati, ma incisi e lasciati emergere per quello che sono. Attraversano la tela come ferite dichiarate, come voci che non vogliono essere coperte. In questo lavoro il legno non sostiene soltanto la materia: parla.I sassi, reali e non lavorati, introducono un senso di gravità. Sono presenze silenziose, memorie condensate, elementi che stabilizzano il movimento complessivo. La loro disposizione non segue una simmetria rigida, ma un equilibrio intuitivo, costruito attraverso l’imperfezione.Il centro dell’opera non rappresenta un simbolo riconoscibile.È un punto di orientamento, un nucleo di tenuta attorno al quale tutto il resto si muove. La spirale che lo circonda non spinge via, ma protegge, trattiene, conserva.Questa opera nasce dallo stesso luogo del mio libro.Nel libro ho affidato alla parola il racconto di un percorso di caduta e resistenza. Qui ho lasciato che fosse la materia a parlare. È la stessa storia, raccontata con un altro linguaggio. Il libro è disponibile su www.valeriozezur.it L’opera è disponibile.Credo che l’arte debba essere accessibile, vissuta, abitata, e non trasformata in distanza.Per informazioni sull’opera, scrivere in privato.Alcune opere non servono a riempire uno spazio.Servono a tenere qualcosa.NUCLEUS THAT REMAINSUnique artwork – 30 × 40 cmMixed media on canvas: plaster, reclaimed wood, stones, gold, silver, white, acrylic, spray paint, glue.I built this work starting from matter, not from image.My process always begins with a physical need: to touch, to carve, to layer, to let the surface react. For this reason, plaster and glue form the structural core of the piece, generating reliefs, fractures and irregularities that transform the canvas into a living field, marked by time.The composition develops around a circular movement, a spiral that draws the gaze toward a central nucleus. It is not a destructive vortex, but a holding force. Every mark and every material element contributes to this sense of balance achieved despite weight.The color palette is intentionally restrained and coherent.Earth and sand tones form the foundation of the work: primary, archetypal colors linked to stability, memory and endurance. They are not used as background, but as active matter capable of sustaining the entire visual and emotional structure.Gold appears only in specific points, never as ornament.For me, gold is not an easy brightness, but silent resistance. It is placed where the material fractures, where the surface risks collapse. It suggests endurance within rupture and engages with the idea of the sacred without declaring it.Silver and white function as counterpoints.Silver marks, cools, incises — it is the trace left by pain, a visual scar that does not seek consolation. White introduces pauses and silences. It does not erase, but separates, allowing the material to breathe and be read.The reclaimed wood elements are the narrative core of the work.These are fragments that have already lived, carrying a previous time within them. I chose them precisely for this reason. I did not smooth or disguise them, but carved them and allowed them to emerge as they are. They cross the surface like declared wounds, like voices that refuse to be silenced. In this work, wood does not merely support the structure — it speaks.The stones, real and untreated, introduce gravity.They are silent presences, condensed memories, elements that stabilize the overall movement. Their placement follows intuitive balance rather than strict symmetry, reinforcing an order born from imperfection.The center of the work does not represent a recognizable symbol.It is an orientation point, a nucleus of holding around which everything else moves. The surrounding spiral does not expel, but protects, retains, preserves.This artwork originates from the same place as my book.In the book, I entrusted the story of collapse and resistance to words. Here, I allowed matter to speak. It is the same journey, expressed through a different language. The book is available at www.valeriozezur.it The artwork is available.I believe art should be accessible, lived with, and inhabited — not turned into distance.For information about the artwork, please write privately.Some artworks are not meant to fill a space.They are meant to hold something.

Informazioni generali

  • Categoria: Arte Materica

  • Eseguita il: 2025

Informazioni tecniche

  • Misure: 30 cm x 40 cm x 4 cm
  • Tecnica: MATERICA
  • Stile: MATERICO
  • Supporto: SU TELA

Informazioni sulla vendita

  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA240018
  • Archiviata il: 03/03/2026

Hai bisogno di informazioni?

Vuoi chiedere maggiori informazioni sull'opera? Vuoi conoscere il prezzo o fare una proposta di acquisto? Lasciami un messaggio, risponderò al più presto

Cliccando su "Invia il messaggio" accetto che il mio nome e la mail vengano salvate per la corretta erogazione del servizio