Emorè
scultrice
Il mio nome d'arte è Emorè. Ho sperimentato, anche con soddisfazione, le varie forme dicreazione artistica: pittura, fotografia, acquerello, tecniche miste. Ma quellache, fra tutte, per me, ha trovato maggiore compimento è lascultura. La scultura come forma espressiva colma una necessitàsempre più presente nella mia vita e - a mio parere - nella vita di molti dinoi: il bisogno di fisicità, di matericità, in un'epoca dove tutto è aleatorioe immateriale, veloce ed effimero, fragile e temporaneo, passeggero e sfuggente.
La materia è un elemento che lega fisicamente alla realtà ealla vita. Dare una forma tangibile aiuta ad arrivare all'essenziale, alcuore delle cose, a sintetizzare e scegliere quello che è davverocaratterizzante e distintivo. Per questo prediligo la scultura: è unancoraggio, il concretizzarsi di idee e concetti, è la trasposizione di unpensiero, un sentimento, una sensazione, la materializzazione di ciò chesentiamo e, quale riflesso, di ciò che intimamente siamo.
Formazione
Al di là di corsi specialistici per l'apprendimentodelle varie tecniche (in particolare disegno e rappresentazionegrafica, pittura ad olio, pittura ad acrilico, fotografia eacquerello) e della passione che ho sempre avuto per tutte leforme espressive, non ho una formazione artistica strutturata o titoli distudio specifici nel settore dell'arte. Non a giustificare la mia carenza"accademica", ma ho sempre pensato che, in alcuni ambiti, lamigliore forma di apprendimento e di espressione sia la sperimentazione, lapratica quotidiana, l'applicazione fattiva. Questo lo trovo particolarmentevero per l'arte. Inoltre, quasi paradossalmente, l'unica tecnica per laquale, sicuramente a causa della mia non-formazione in sensoclassico, ho avuto pochissime occasioni di seguire corsi o workshop èstata proprio la scultura: forse per una serie di difficoltà che questapresenta si tratta di una tecnica poco "promossa" e"offerta" in studio, almeno nella mia esperienza. A questo ho tentatodi ovviare - appunto - con l'applicazione, i tentativi, le prove, levariazioni, lo studio personale.
Tematiche
La serie che più amo e che presento qui è quella che hochiamato “Cat of my heart”. Mi piace pensare alle sculture che ne fanno partecome a delle istantanee materiche che sublimano la giocosità felina. Le hopensate fin dal primo momento come una trasposizione filiforme, essenziale eironica che riporta all’essenza etere e flessuosa delle splendide creature chesono i gatti. Ma perché proprio i gatti? Io e mia sorella abbiamo avutouna gatta come babysitter. Una magnifica gatta fulva discendente dallafamiglia di gatti di mia nonna materna. Tornata dal viaggio di nozze, miamadre, insieme con il corredo, si è portata via questa micina- elemento di conforto nella sua esordiente vita da sposata - che èsubito stata parte integrante della nuova famiglia. Pari merito con gli altricomponenti, anche con noi - me e mia sorella - quando siamo nate. E dal momentoche i nostri genitori erano impegnati tutto il giorno con il duro lavoro, allabestiola non è restato altro da fare se non badare a noi, prima l'una e poil'altra, mettendosi accoccolata sul cuscino del lettino quando dormivamo eseguendoci per ogni dove quando eravamo sveglie, sopportando tutte le nostreeffusioni, decisamente maldestre e poco delicate. Ma tant'è, non poteva esserealtrimenti, data la sua indole infinitamente dolce e paziente. Da allora tantialtri sono stati gli amori seguiti a quello, primordiale: tutti racchiusi, orae per sempre, nel mio cuore.
Tecniche
Ogni scultura è un esemplare unico, disegnato edeseguito interamente a mano. Le opere sono realizzate modellando una strutturametallica intorno alla quale viene creata la forma in argilla. La proceduraadottata dona l'elasticità tipica di questa tecnica. Dopo alcuni passaggi diconsolidamento e ritocco, c'è il colore, per la serie "Cat of myheart" sempre acrilico e sempre metallizzato, talvolta in unicasoluzione, talvolta con doppia applicazione, in tono prima opaco e poi iridescente.
Quotazione
Io percepisco le mie creazioni – e questo desiderereitrasmettere – come “non complicate”, che danno gioia, che danno il piacere delguardare, toccare, sorridere, prendersi un po’ in giro, rilassarsi,allontanarsi dai problemi e dalle angosce e dalle preoccupazioni e dalleseriosità cha ci costringono ogni giorno all’ansia, alla corsa, allacompetizione. Per me sono sculture “allegre”, che fanno compagnia e ciconsolano, ogni giorno, in qualunque luogo convivano con noi.
