2007

Ha scritto di me

Maria Jesus Risso Martinez: Scrittrice Uruguayana

  Vittoria, l’oceano, la storia "della giovane del tailleur rosso" e io:

Ho conosciuto Vittoria in un modo poco ordinario, direi addirittura strano, anche se non gliel’ho mai chiesto, deve essere sembrato lo stesso anche a Lei.

 Siccome non ci conoscevamo, ci siamo trovate a nostro agio a parlare inserendo nei nostri discorsi," l’arte" come piacevolmente intermediaria.
Per fortuna la barriera della lingua non ha ostacolato la mia pretesa letteraria di comunicare, l’impegno per capirci e la buona volontà ogni volta che ci scrivevamo, ha sempre avuto il sopravvento.
 Vittoria ha avuto l’opportunità di incontrarmi anche se in maniera imprevista nei miei scritti, però adesso è arrivato il mio turno.
I sentimenti di questa donna italiana li ho colti attraverso le sue sculture in legno intagliato e nei dipinti che danno vita a quei rilievi.
 Anche se non ho potuto stringere la sua mano, ne ascoltare la sua voce. Non le ho mai dato un abbraccio e non l’ho mai guardata negli occhi. 
 Nonostante questo e l’oceano che ci divide, la conosco sinceramente perché attraverso l’arte non si possono nascondere i sentimenti, le sofferenze o travestire l’allegria.

L’arte è la verità dell’anima. La sua vitalità e la sua forza traspaiono chiaramente nei suoi paesaggi fioriti.
Vittoria è nascosta in ogni petalo e si scopre nella femminilità di una figura ritratta nella sua nudità. Ella è presente in ogni quadro perché la sua intimità è malleabile e quando lo desidera si trasforma in luna, in raggi di sole che avvolgono un orizzonte illuminato, in labirinti intricati o in alberi originali unici nel suo genere………
...... Lei è presente in tutte le sue opere ed è in definitiva un piacere ammirarla-
NOVEMBRE 2007
 Maria Jesus Risso Martinez: SCRITTRICE URUGUAIANA ( testo in lingua originale)
 Vittoria, el océano, la historia de “la joven del dos piezas rojo” y yo:

A Vittoria la conocí de una manera para nada ordinaria -yo diría de hecho extraña y aunque nunca se lo pregunte, a ella también debió parecerle así -.
 Siendo una, completamente ajena a la otra, nos vimos forzadas –no sin gusto en hacerlo- a ser intermediarias del arte. 
Por suerte la barrera lingüística no logro vencer mi amateur pretensión literaria, y el empeño por entendernos y la buena voluntad cada vez que nos escribimos, pudo mas. 
Vittoria ya había tenido la oportunidad de verme aunque sea de manera improvisada en mi literatura, pero ahora era mi turno.
 Los sentimientos de esta mujer italiana llegaron a mi en madera detallada y en pinturas que daban vida a esos relieves. 
 Aun así no he tenido la oportunidad de estrechar su mano, ni de escuchar su voz. Nunca le he dado un abrazo, jamás la he mirado a los ojos.
Y a pesar de esto y el culpable océano que nos distancia, la conozco de manera igualmente sincera -porque al arte, no se le pueden ocultar sentimientos, no se le disimulan pesares o se le disfrazan alegrías.
 El arte es la verdad del alma-. Su vitalidad y su fuerza se dejan ver en sus paisajes floreados.

Vittoria esta oculta en cada pétalo y se descubre en la femineidad de una silueta retratada en su desnudez. Ella esta en cada cuadro, porque su esencia es maleable y cuando lo pretende se transforma en luna, en rayos de sol que envuelven un horizonte encandilado, en laberintos intrincados o en singulares árboles...
 ...Ella esta allí y en definitiva, es un placer mirarla-  
NOVEMBRE 2007

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