Il bello e il bene

L’opera di Zicchinella, per mezzo di un’analisi profonda, con il tramite della particolare tecnica dei “transcollage”, dispone le movenze dello scenario umano all’interno di un teatro d’anime, scosso da funzioni accadimentali e fenomenologie soprasensibili, eteree, impalpabili. L’autore sogna per noi le parti delle genti del mondo, crea i pezzi distanti e disgiunti dell’istantaneo, in una straordinaria unitarietà di concetto. Magistralmente coglie la bellezza prorompente delle forme e dei colori. Palpitanti d’eros, le visioni spuntano da sipario tagliente eppur cauto e leggero al contempo, ed emerge l’allegoria di una donna sinuosa, rotante. Pezzi di un essere femmineo contraddistinti dalla circolarità, da una ricercata scoperta del sublime, svelano il segreto della mistificazione umana. Ed esse rappresentano il cosmo dei prigionieri e quello dell’umanità intera, e unicamente la dolcezza tipica femminile, l’ascesa sentimentale, sono in grado di oltrepassare. È proprio questa la magia dell’artista. Fissa limiti, ma pone i protagonisti al di qua dei sconfinamenti. Avanti –prospettive. I prigionieri, paradossalmente, sono liberi. E quasi par di cogliere in loro l’essenza del mediterraneo: gli angoli e le censure delle sue coste, le impennate delle scogliere, la musicalità dei differenti tramonti. La melanconia delle notti stellate. Zicchinella compie un prodigio estetico, un salto estatico. In cui bello e bene si corrispondono.

Il plexiglas sostiene evoluzioni di pensiero e realtà – irrealtà tridimensionali, oltredimensionali; Zicchinella inventa condizioni speciali e uniche.

Appoggia aquiloni, accarezza volti, bagna cuori pulsanti, traccia punti di non ritorno. Per seguirlo occorre abbandonarsi, lasciarsi guidare; le sue sperimentazioni, le sue idee, le sue caratterizzazioni costituiscono un viaggio. In cui incontriamo la nostra casa d’origine, i caminetti metafisici, il battito silenzioso della natura.

L’artista ci apre lo sguardo sul passato e siamo però nel futuro più lanciato. Riesce ad essere contemporaneamente verticale ed orizzontale, affilato e circolare.

Zicchinella fa ricomparire voglie cinestetiche: riascoltare il prezioso profumo dei fiori, vagheggiare di tramonti, riscoprirsi amico degli altri, di se stesso. Egli ci fa sentire il bisogno eterno di mamma, di papà, riesce a sciogliere lo zenzero nelle scogliere joniche, a catturare le tinte dai fondali paradisiaci. Le sue opere emanano aria a rilascio alternato, scoppiettano di fiamme, grondano gocce d’emotività, e ci fanno risentire la contiguità con la terra, con gli attrezzi rudimentali, con le nuvole. Zicchinella crede nell’eterogeneo, nel fluire e nei flussi. Ci porta al di fuori di noi e cesella con cura minuziosa le risposte possibili, slegando dogmi con semplicità. E’ talmente complesso e articolato da risultare facile nelle sue indicazioni. Il suo è un modo di vivere e non - vivere l’Arte che poi è la vita.

Ha già superato la teoria del manichino moderno, dell’inetto sincronico, del vacuo; il suo uomo è tutto domanda, è avveniristico, è interrogante e profetico e percorre austero i fili del sublime.

Joseph Zicchinella è una cometa. Che è per sempre.

di Davide Cosco
Giornalista
2011

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  • Pubblicazione:CalabriaNews ( periodico d’ informazione )
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