Opera Casa Zoja Ermanno Benito Natalia
acrilico su tela, Ermanno Di Sandro, 2023
IL (NEO) CUBISMO NELL’ARTE DI ZOJA SPERSTAD
\r\n\r\ndi
\r\n\r\nErmanno\r\nDi Sandro
\r\n\r\n(NEO) KUBISME I KUNSTEN Å ZOJA SPERSTAD
\r\n\r\nAv
\r\n\r\nErmanno\r\nDi Sandro
\r\n\r\n\r\n\r\n
L’Artista\r\nrusso-norvegese (russa di nascita, norvegese di adozione e per scelta di vita)\r\nZoja Sperstad, pittrice rigorosamente figurativa a caratura internazionale, più\r\nvolte recensita su pubblicazioni e riviste specializzate, giornali anche\r\non-line e quotidiani di tutto il mondo, cui il critico d’arte e d’architettura\r\nProf. Arch. Ermanno Di Sandro ha pensato bene di dedicare ben 6 pubblicazioni\r\nsapientemente illustrate di cui 2 cartacee tra cataloghi e monografie, si sta\r\ndedicando da alcuni mesi alla realizzazione di una serie di 20 opere in\r\nacrilico su tela dedicate alla New\r\nNational Opera House di Oslo, città dove si è trasferita dalla fine di\r\nsettembre 2023, precisamente dal giorno 26, ironia della sorte lo stesso in cui\r\nsi spegneva la madre del suo critico di riferimento su nominato.
\r\n\r\nL’uso emozionale del colore è alla base del\r\nsuo processo creativo. Tra i temi della sua opera pluridecennale figurano i\r\nlegami tra arte e fede ortodossa, la ricerca di antiche identità culturali, il\r\nconfronto diretto e indiretto con la scultura classica e, ultimamente, barocca\r\ne del Barocco Romano, la sua personale visione quasi ossessiva della bellezza\r\nsublime, una ricerca della bellezza mai fugace o temporanea, bensì una bellezza\r\nsuprema sempre presente da quando\r\niniziò sin da bambina a dipingere e a disegnare. Altri temi di Zoja Sperstad sono\r\nla bellezza interiore che si riversa e rispecchia su quella esteriore ed\r\nestetica della donna, la ritrattistica quasi esclusivamente femminile e di teste coronate, le icone religiose, i\r\npaesaggi incontaminati norvegesi soprattutto di Eggedal e della Valle degli\r\nArtisti, le nature morte, gli studi tipologici e psicologici del colore, e via\r\ndiscorrendo. Si è anche cimentata magnificamente nella foto d’arte e in piccoli\r\noggetti di design, e la sua creatività sembra inesauribile nella continua\r\nricerca ed espansione culturale del suo essere artista e Donna di cultura.
\r\n\r\nAdesso la\r\nNostra sta sperimentando un nuovo, audace linguaggio, in particolare su una\r\ntela di grandi dimensioni, frutto dell’assemblaggio di altre 3. Trattasi del\r\nsuo processo iniziale di transizione al Cubismo… Quella di Zoja è una nuova\r\nforma di Cubismo, una sorta di Nuovo Cubismo\r\no Neo Cubismo senza cubi tra arte ed Impressionismo e con contaminazioni espressioniste. E’ sicuramente un Neo Cubismo di tipo “formativo”, e potrebbe costituire e dare vita\r\na una nuova corrente contemporanea i cui colori sono anche un po’ fauves… Ermanno Di Sandro ed il suo entourage sono raffigurati nel quadro\r\ndella Sperstad davanti alla New National\r\nOpera House di Oslo e di fronte alla baia del fiordo omonimo.
\r\n\r\nPer Zoja Sperstad, per suo temperamento, vige sempre\r\npiù il detto secondo il quale colui che\r\nguarda sempre oltre è capace di percepire le cose prima che accadano. Zoja\r\nguarda oltre creando la sua personale avanguardia\r\ndi tipo figurativo, il suo personale Neo\r\nCubismo senza cubi. Occorre vivere - dice Zoja - in maniera creativa e\r\ndevota amando chi ci salva, ovvero i nostri mecenati che ci aiutano\r\neconomicamente diffondendo e acquistando la nostra arte, soprattutto promuovendola!
\r\n\r\nMa afferma\r\nanche che lo scopo del suo essere un’Artista universale è salvare l’armonia\r\ndella natura umana… Ciò dimostra che le proporzioni del corpo vanno\r\nassolutamente rispettate. Il suo cubismo è diverso, perché il mondo dev’essere\r\nsalvato dalla distorsione della natura umana: questo è sempre stato l’obiettivo\r\ndi tutti gli scienziati! Dice anzi supplica quasi di non abbandonarsi a\r\npensieri e tentazioni viziose, per esempio nel comunicare con persone vuote,\r\npigre, perverse e piene di vizi, che mirano solo a usare e manipolare persone\r\nintelligenti, insultandole e implicitamente denigrandole. Fa notare che occorre\r\nsoddisfare i bisogni umani in maniera morale, senza facili tentazioni o\r\nperversioni! Inoltre le persone - secondo Zoja - non dovrebbero sprecare il loro prezioso e\r\nridotto tempo in sciocchezze e cose vacue e senza senso.
\r\n\r\nIl grande\r\n(nonché contraddittorio) Pablo Picasso solo verso il tramonto della sua lunga e\r\nfertile vita lavorativa, creativa ed espressiva nel campo artistico ricominciò\r\na disegnare e dipingere nuovamente il ritratto classico rispettando le\r\nproporzioni e l’armonia della natura. L’armonia della natura è il motto della\r\nvita creativa di Zoja Sperstad e del suo essere al mondo, ed ella non ama\r\nsperimentare cose insulse o stupide con il suo elevato bagaglio e livello di\r\nconoscenze e talento. Per Zoja il Cubismo è solo e unicamente uno sfondo\r\ndell’armonia umana ed è consentito solo come decorazione e architettura in\r\nnatura! Il corpo ed il viso umano sono bellezza eterna e standard di moralità,\r\nper salvare il mondo che va alla deriva… La sua armonia di vita è la stessa sua\r\nvisione dell’arte, perché coincidono pienamente: ella non ama ripetere l’arte\r\ndegli altri, ma sviluppa sempre le sue esigenze di espressione in maniera\r\nindipendente e personalissima, senza intermediazioni o osservazioni esterne,\r\neccetto quelle del suo critico d’arte Ermanno Di Sandro, l’unica persona al\r\nmondo che riesca a comprenderla pienamente, senza filtri, mediazioni o “orpelli”\r\nvari.
\r\n\r\nLo scopo\r\ndi questo suo nuovo dipinto è ammirare e far ammirare all’osservatore il cubismo in architettura in un luogo\r\nspecifico: la Baia di Oslo, vivace capitale anche culturale della Norvegia, la\r\nquale purtuttavia necessita di una visione anche classica, ma pur sempre\r\ninnovativa, dell’arte. I ritratti raffigurati nell’opera sono pochi, ma in\r\ncompenso li userà in gran numero per gli altri dipinti dell’innovativo (e mai\r\ntentato prima da nessuno) Progetto dal titolo New National Opera House di Oslo.
\r\n\r\nMa quale\r\nrisulta essere la genesi dell’opera in questione, chi e/o quale circostanza\r\nl’hanno ispirata?
\r\n\r\nSi era\r\nsvolta nei giorni immediatamente precedenti a Teano, non lontano dalla Reggia\r\ndi Caserta, dunque in Italia, una mostra dedicata al linguaggio artistico di\r\nPablo Picasso reinterpretato dagli studenti dell’Accademia delle Belli Arti di\r\nNapoli. La mostra era stata anche visitata dal critico d’arte Prof. Arch.\r\nErmanno Di Sandro, il quale sull’onda dell’entusiasmo aveva inviato più foto\r\ndescrittive della cerimonia inaugurale del 4 dicembre 2023 all’artista russo-norvegese\r\nZoja Sperstad, sua artista di maggior riferimento residente per l’appunto a\r\nOslo, la quale, ispirata dalle predette foto e dall’immagine nonché\r\ngigantografia di Picasso che accoglieva i visitatori della kermesse, aveva incominciato\r\nsubito a mettersi anche lei “all’opera” dedicandosi alla realizzazione di un\r\ngrande quadro di notevoli dimensioni, su suggerimento dello stesso critico.
\r\n\r\nLa tela,\r\nassolutamente audace e innovativa, sarebbe stata costituita da almeno 4 tele\r\nminori che sarebbero state assemblate nelle esposizioni future per poi essere\r\nnuovamente smontate per permettere lo spostamento dell’opera presso le gallerie\r\nd’arte, esposizioni, mostre, vernissage e pinacoteche, almeno questo nelle\r\nintenzioni del Di Sandro e della stessa Sperstad.
\r\n\r\nSi fa\r\npresente che i soggetti rappresentati nella tela saranno in definitiva lo\r\nstesso Picasso, Zoja Sperstad, Ermanno Di Sandro (contemporaneamente accanto a\r\nPicasso e ripreso “di profilo” su sua esplicita richiesta) e altri due amici\r\ndella pittrice, l’editore-fotografo Benito Vertullo e l’attrice-cantante\r\nNatalia Simonova, ovvero il gruppo di lavoro con cui l’Artista ed il suo\r\ncritico collaborano brillantemente già da qualche mese.
\r\n\r\nLa grande\r\ntela apparterrà ad un ciclo di 20 opere tutte ispirate alla New National Opera\r\nHouse di Oslo, ma anche al balletto, agli attori e protagonisti delle\r\nrappresentazioni teatrali, ed al suo encomiabile ed instancabile gruppo di\r\nlavoro. Zoja sa benissimo che oggi la pittura è anche lavoro di squadra, per\r\ncui non basta realizzare una tela, ma occorre ispirarla, fotografarla,\r\nrecensirla, pubblicarla, spiegarla, rappresentarla, esporla, teatralizzarla, immaginarla a volte come\r\nfosse il fondale di un’innovativa scena teatrale…
\r\n\r\nZoja\r\nSperstad ha inoltre esposto ultimamente a Roma 46 sue meravigliose opere anche\r\nispirate alla Roma Barocca con un vernissage di grande impatto dal titolo: “ZojaRomArt”\r\n- Un tuffo nella Roma Barocca di Zoja Sperstad, ovvero un progetto espositivo fuori dagli schemi per la “Stella Polare dell’Arte” lungo i\r\nsentieri del suo immaginario nella Città\r\nEterna.
\r\n\r\nL’Artista ha infatti esposto dal 31\r\nottobre al 9 novembre 2023, con vernissage il 1° novembre, presso la\r\nprestigiosa Medina Art Gallery, Via Angelo Poliziano, 32-34 – ROMA; trattasi di\r\nun’Artista russa, naturalizzata norvegese, nonché di una pittrice\r\norgogliosamente figurativa a caratura internazionale, sicuramente una grande e\r\nrara personalità del mondo dell’arte. L’artista è donna dalle capacità\r\nartistico-compositive strabilianti, piena di inesauribili risorse creative, di\r\nfertili esperienze dovute al suo vissuto e ai suoi studi filosofici nonché\r\nriflessioni etiche e artistiche sulle sorti del mondo. La Sperstad è anche\r\nDonna di pace e armonia, che porta sempre con sé un chiaro messaggio e\r\nun’innata visione di libertà da tutte le guerre e conflitti che a nulla portano\r\ntranne che ad un’insensata devastazione materiale, fisica e psicologica.
\r\n\r\nZoja Sperstad ha\r\nrecentemente considerato Roma, prima di quest’ultima esperienza cubista senza cubi, al pari di una\r\nmeravigliosa e straordinaria quanto dinamica scena artistica, un proscenio per\r\nil mondo intero, soprattutto quando si parla della Roma Barocca… La città eterna\r\nè il centro metafisico ed il prestigioso sipario della nostra civiltà, ne è il\r\nnaturale palcoscenico, e può ancora oggi salvare tutte le culture del mondo,\r\nsoprattutto quelle del mondo occidentale attanagliate da una grave crisi di\r\nidentità.\r\nPresso la Medina Art Gallery ha esposto con un vernissage figurativo di grande impatto quadri ispirati – tra gli\r\naltri - anche alla meravigliosa Roma Barocca, quella di Gian Lorenzo Bernini e\r\ndi Francesco Borromini, quella dei grandi papi e delle importanti famiglie\r\nnobiliari, a volte però con interessanti suggestioni di tipo metafisico, ma anche alla Roma imperiale\r\ned al classicismo raffinato del sommo Antonio Canova e di Giuseppe Valadier. E’\r\nin dialogo costante e quasi giornaliero – per sua libera scelta - con il suo onnipresente critico d’arte Ermanno Di\r\nSandro, delle cui opinioni accetta a\r\ndistanza (ben 2.400 chilometri) suggerimenti e spunti per il rinnovo\r\ncostante del suo già ricco lessico iconografico-figurativo, non accettando\r\naltre risorse che non siano le proprie essendo pienamente consapevole della sua\r\nforte personalità e capacità linguistiche, semantiche ed esecutive.
\r\n\r\nTornando al dipinto in questione, un\r\nacrilico su 4 tele per complessivi centimetri 160x140, esso descrive i\r\npersonaggi testé nominati in quanto figure che non inficiano o disturbano\r\nminimamente i tre edifici principali (sullo sfondo nonché fondo della tela) dell’area interessata da un recente e grandioso\r\nprogetto e processo di riconversione urbana che contraddistingue la zona più\r\nimportante e incastonata della baia, il cosiddetto “Oslofjorden” ovvero il\r\nFiordo di Oslo. Trattasi della New National Opera House al centro, della Deichman\r\nBjørvika che è la biblioteca principale di Deichman, a sinistra, e del Munch\r\nMuseum a destra, ovvero dei tre principali edifici di Oslo di recentissima\r\ncostruzione, tre grandi opere di architettura “cubiste” che sembrano dialogare\r\ntra loro in maniera perfetta quanto colta e innovativa, unico esempio al mondo\r\ndi alta architettura i cui progettisti, forse inconsapevolmente, si sono\r\nispirati all’architettura cubista, una neo\r\narchitettura cubista che di fatto si ispira più al cubismo formativo che a\r\nquello analitico, mentre quello sintetico qui è pressoché inesistente. Zoja\r\nSperstad ed Ermanno Di Sandro si ispirano ed ispirano l’opera a queste\r\ngrandiose architetture. Lo sfondo sovrappone alla rampa dell’Opera House ed al blocco architettonico\r\ndel museo dedicato all’opera pittorica di Edvard Munch la nuova biblioteca e ancora\r\nl’Opera House in un dialogo colto a livello di fughe prospettiche, di colori e\r\ndi sovrapposizioni. Il cielo è a sua volta “cubista” nelle sue linee di\r\nintersezione che ci riportano alle campiture rosse, gialle, blu ma anche\r\ncelesti dell’arte informale e del Neoplasticismo di Piet Mondrian, solo che qui\r\nle linee di contorno non sono perpendicolari come nel linguaggio semantico del\r\nMondrian, ma triangolari e cubiste per l’appunto, anche piramidali.
\r\n\r\nSia il cielo che la pavimentazione sono\r\ncubisti e neoplastici al contempo, ed i personaggi rappresentati nelle due tele\r\nsuperiori, Zoja Sperstad in costume tradizionale norvegese, Benito Vertullo a\r\nsinistra e Natalia Simonova a destra, fanno da contraltare ai “big” della parte\r\ninferiore della composizione, con Ermanno Di Sandro seduto al centro, Pablo\r\nPicasso cui egli si rivolge con gesto amichevole comodamente seduto a sinistra,\r\ne lo stesso profilo del critico d’arte che sporge dal bordo destro della quarta\r\ntela posta in basso a destra, il quale osserva che tutto sia posizionato al\r\nposto giusto e in armonia grazie al fare artistico ed alla dinamica azione\r\ndella pittrice, contemplativa e dinamica a sua volta nella sua azione\r\ncultural-artistica. Zoja Sperstad lo immagina con riconoscenza – Ermanno Di\r\nSandro - come il grande ispiratore del suo capolavoro, ma i meriti della\r\ncomposizione d’insieme sono i suoi, di Zoja… Sportivamente nella tela - e non\r\nsolo - i due personaggi amano dividersi i meriti al 50%, per il fatto che il\r\nprocesso artistico sia costantemente controllato dal critico d’arte secondo un\r\nnuovo modo del fare artistico.
\r\n\r\nOvviamente i colori delle tre architetture\r\nsono trasfigurati come già scritto in precedenza, un po’ espressionisti, un po’\r\nfauves, un po’ impressionisti, in un tripudio di stili e sintesi che lasciano\r\nesterrefatti per l’abilità dell’Artista e le sue capacità immaginative. Ne\r\nderiva un dipinto-capolavoro di elevatissimo livello, un’opera neppure\r\nlontanamente immaginata da qualsiasi artista degno di questa definizione al\r\nmondo! Ma, dulcis in fundo, c’è dell’altro…
\r\n\r\nNella Baia-Fiordo di Oslo è visibile una grande\r\nscultura in ferro su piattaforma-piedistallo di calcestruzzo cementizio armato\r\nposta giusto al centro, poco distante dal Teatro dell’Opera ma anche dal nuovo\r\nmuseo dedicato a Munch, la quale ha ispirato certamente teatro, museo e\r\nbiblioteca: trattasi di una scultura circumnavigabile\r\nvisibile a 360° che trae certamente ispirazione da un celebre quadro romantico,\r\n Il\r\nmare di ghiaccio (in tedesco Das\r\nEismeer), conosciuto anche come Il\r\nnaufragio della speranza, il quale è un dipinto di Caspar David Friedrich\r\nla cui realizzazione è datata tra il 1823 ed il 1824, attualmente custodito\r\npresso la Kunsthalle di Amburgo. Pochi lo sanno e molti nemmeno lo immaginano,\r\nma tal è.
\r\n\r\n She\r\nLies - questo è il suo nome - è un’opera molto scenografica realizzata\r\ndall’artista italiana Monica Bonvicini che si trova per l’appunto nella baia di\r\nfronte alla Norwegian National Opera & Ballet. Si tratta di\r\nun’installazione permanente realizzata in vetro e acciaio, poggiata su di una\r\npiattaforma in cemento che galleggia\r\nsull’acqua. Questa scultura audace quanto avveniristica, certamente d’avanguardia, che rappresenta una sorta\r\ndi iceberg che nelle giornate di sole regala riflessi sempre cangianti a\r\nseguito del suo fluttuare, è un’opera davvero bella, singolare, originale. Trattasi\r\ndi un’opera\r\nparticolarissima, di impatto immediato sia per le sue caratteristiche costruttive\r\nche per la forma aguzza, spigolosa, tagliente, sia per la posizione che\r\ncertamente tende ad attirare la curiosità, da qualsiasi punto la si guardi nei\r\ndintorni. In una giornata coperta o nuvolosa o con poca luce non ha\r\nprobabilmente l’effetto migliore ma è davvero interessante ed apprezzabile dal\r\nlato artistico ed estetico. Molti turisti in\r\nvisita ad Oslo apprezzano questa ingegnosa scultura della Bonvicini.
\r\n Realizzata in acciaio inossidabile e\r\nvetro, ruota attorno ad un asse in funzione del vento e delle onde ed offrendo\r\nspettacolari riflessi di luce senza soluzione di continuità. Rappresenta una\r\nversione moderna e contestualizzata del dipinto dell\'artista tedesco Caspar\r\nDavid Friedrich chiamato per l’appunto Il\r\nmare di ghiaccio, e questa sua versione\r\nscultorea moderna è davvero lodevole, facendosi
piacevolmente\r\nnotare affacciandosi dalla New National\r\nOpera&Ballet, galleggiando sui flutti dell\'antistante specchio d\'acqua.\r\n
\r\n\r\nL’installazione permanente She Lies fu presentata al\r\npubblico l\'11 maggio 2010. L\'opera, commissionata da Public Art Norvegia, “galleggia”\r\ncome una vera e propria massa di ghiaccio. Reagendo al cambiamento delle maree\r\ne dei flutti, l\'installazione gira attorno al proprio asse e si sposta entro un\r\nraggio di 50 metri. Gli specchi e i pezzi trasparenti forniscono riflessi in\r\ncontinua evoluzione. La Bonvicini descrisse l’opera come “un monumento a uno stato di cambiamento permanente”. Essa è\r\nrealizzata in polistirolo, acciaio inossidabile, pannelli di vetro riflettente\r\ne schegge di vetro, e poggia su un pontile in cemento dotato di un solido sistema\r\ndi ancoraggio. La scultura “monumentale”, le cui dimensioni sono (12x17x16)m, è\r\nuna reinterpretazione tridimensionale del celebre dipinto posta giusto di fronte\r\nal Teatro dell\'Opera di Oslo.
\r\n\r\nErmanno Di Sandro e Zoja Sperstad hanno\r\ntratto ispirazione per dare inizio alla realizzazione della tela poi realizzata\r\ndalla stessa Sperstad, intuendo l\'influenza (diretta o indiretta?) di Caspar\r\nDavid Friedrich con la sua opera romantica di una bellezza sublime, ovvero il dipinto Das\r\nEismeer, sulla costruzione dell\'architettura del Teatro dell\'Opera di Oslo,\r\ned intuendo il riflesso della spigolosità e drammaticità del quadro di questo grande\r\nartista anche sulle altre due opere prospicienti già menzionate, grazie alle\r\nsue linee di contorno spezzate. Inoltre, sulla tela così come direttamente\r\nnelle tre opere di una così elevata architettura si riflette anche il Cubismo\r\nrappresentato da Picasso. In questa sua tela così come nelle altre della\r\nmedesima serie l’Artista Sperstad intende rispecchiare tutti questi artisti, la\r\nvita dei norvegesi e la storia dell\'opera e del balletto di tutto il mondo, non\r\nsolo in Norvegia.
\r\n\r\nQuesti tre audaci edifici sono “collegati”\r\ntra di loro in uno stile “cubico nonché\r\ncubista” comune, che è simile al primo Cubismo di Picasso ed a quello di\r\ntipo “formativo”, e rappresentano l\'architettura più bella della città, la\r\ncomposizione per eccellenza in riva al mare nel fiordo norvegese di Oslo: l’Opera\r\nHouse, il Museo Munch e la Biblioteca Deichman Bjørvika, per l’appunto.
\r\n\r\nFornirò adesso solo alcune informazioni\r\nsui tre edifici summenzionati e reinterpretati dalla Sperstad nel suo straordinario\r\ngrande quadro, che certamente farà la storia dell’arte.
\r\n\r\nDeichman\r\nBjørvika è la biblioteca principale di Deichman, la biblioteca\r\npubblica del Comune di Oslo. Si trova a Bjørvika, accanto al Teatro dell\'Opera\r\ndi Oslo. I lavori di costruzione iniziarono nel 2013 per essere completati 6\r\nanni dopo, nel dicembre 2019. L\'apertura della nuova biblioteca prevedeva\r\nl\'apertura con le collezioni della vecchia biblioteca principale di Hammersborg\r\ne un\'offerta pubblica ampliata il 28 marzo 2020, ma l’inaugurazione fu\r\nposticipata a causa della pandemia da coronavirus che iniziava proprio a\r\npartire dai primi mesi del 2020. L\'inaugurazione ufficiale avvenne il 18 giugno\r\n2020. La biblioteca ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Biblioteca dell\'Anno 2020 dell\'Associazione norvegese delle\r\nbiblioteche, ed altri ancora.
\r\n\r\nTale nuova biblioteca principale di Oslo è\r\ndiventata una sorta di casa per tutti\r\ne l\'architettura esprime apertura e uguaglianza, ed ai libri è stato dato il\r\nposto di rilievo che meritavano. L\'edificio ha una bella materialità e\r\nvolumetria, una forma audace e innovativa, uno sbalzo impressionante rivolto\r\nverso il fiordo, un involucro originale e bello anche quando illuminato la\r\nsera, infine una ricchezza di idee tali per cui è diventato il cosiddetto genius loci della zona del porto. Il\r\npiano inferiore dell\'edificio ospita librerie, una sala cinema e un auditorium\r\nper 200 persone. Gli ingressi conducono al primo piano, che ospita anche un\r\nbar/ristorante e una reception.
\r\n\r\nIl Munch\r\nMuseet sembra ispirarsi a ciò che diceva e pensava Edvard Munch, il\r\nquale non accettava le regole stabilite, lottando contro le contraddizioni, senza\r\nmai arrendersi. L\'edificio è lì, ha una presenza forte, è parte della città. E’\r\ncome se dicesse a tutti che con la sua presenza custodisce l’eredità artistica\r\npiù importante della Norvegia, come se la stessa città ed i suoi sogni\r\ncollettivi l’avessero reso concreto, unico e inimitabile, con una presenza forte,\r\ngranitica, distinguibile da qualsiasi punto di vista.
\r\n\r\nLa prima pietra del nuovo museo fu posta\r\nnell\'autunno del 2016, dopo un lungo e acceso dibattito sia sul design che\r\nsulla posizione. Le polemiche non mancarono, e ancora oggi sono più che mai\r\nvive anche tra gli intellettuali e addetti ai lavori, architetti, ingegneri,\r\npaesaggisti, storici dell’arte...
\r\n\r\nLa facciata è pensata per riflettere le condizioni\r\ndi luce di Oslo che cambiano costantemente durante il giorno e nelle diverse\r\nstagioni dell’anno.
\r\n\r\nLa genesi del nuovo edificio si basa\r\nsull\'idea di un innovativo museo verticale, dove le funzioni principali sono\r\norganizzate verticalmente. Alto 60 metri, rivestito in lastre di alluminio\r\nriciclato, traslucido e forato, e con la caratteristica curvatura in alto,\r\nl\'edificio è ben visibile e riconoscibile da tutti i lati e da lontano. Molte\r\nsale espositive distribuite su più piani consentono grandi variazioni\r\nnell\'altezza e nelle dimensioni del soffitto, in modo tale che sia le mostre\r\npermanenti che quelle temporanee possano essere offerte e organizzate in un\r\nambiente ideale.
\r\n\r\nIl desiderio degli architetti è stato che\r\nil pubblico apra gli occhi non solo sull\'arte, ma anche su Oslo e sulla storia\r\ndella città, e che l\'edificio contribuisca in questo modo a stabilire un forte\r\nrapporto tra lo sviluppo urbanistico e urbano della zona e l\'arte di Edvard\r\nMunch.
\r\n\r\nLa struttura consente il risparmio\r\nenergetico e la ventilazione naturale nella sua parte dinamica. Inoltre, la facciata che guarda verso est fa sì che si\r\neviti un rapido riscaldamento nei mesi estivi. Nel complesso molte delle scelte\r\nfatte dagli architetti, ingegneri e tecnici si basano su considerazioni\r\nclimatiche e tecnico-impiantistiche.
\r\n\r\nPer\r\nquanto riguarda invece la New National\r\nOpera House, l’Opera e il Balletto norvegese sono\r\nstati gli utenti finali del grandioso edificio. Essi sono la più grande\r\nistituzione musicale e teatrale della Norvegia. Il loro scopo principale è stato\r\ned è quello di essere il produttore nazionale\r\ndi opera, balletto, musica, teatro danza e concerti. Essi con il nuovo\r\nsuperbo edificio Intendevano offrire circa 300 spettacoli per 250.000\r\nvisitatori l\'anno. Il Teatro dell\'Opera è un luogo di lavoro e di cultura per circa\r\n600 dipendenti provenienti da più di 50 professioni.
\r\n\r\nIl teatro dell\'opera, uno degli edifici\r\npiù riconoscibili al mondo per la sua architettura e posizione in seno alla\r\npunta finale, ovvero l’incavo estremo della baia del fiordo della capitale\r\nnorvegese, al pari dell’Opera House di Sydney disegnata dall’architetto danese Jorn\r\nUtzon, è la realizzazione del progetto vincitore del concorso. Ecco spiegato in\r\npoche parole il concetto di base del grandioso edificio. \"Il muro delle\r\nonde”: l’opera e il balletto sono forme d\'arte giovani in Norvegia. Queste forme\r\nd\'arte si evolvono in un contesto internazionale. La penisola di Bjørvika fa\r\nparte di una città portuale, che storicamente è il punto d\'incontro con il\r\nresto del mondo. La linea di demarcazione tra la terra \"qui\" e\r\nl\'acqua \"là\" è una soglia reale, concreta e simbolica. Questa soglia\r\nsi realizza come un grande muro sulla linea d’incontro tra terra e mare,\r\nNorvegia e mondo, arte e quotidianità. Questa è la soglia estrema dove il\r\npubblico incontra l\'arte.
\r\n\r\nIl bando di concorso stabiliva che il\r\nteatro dell\'opera dovesse essere di elevata qualità architettonica e dovesse\r\nessere monumentale nella sua espressione. Un’idea basilare è emersa per\r\nlegittimare questa monumentalità: il concetto di insieme, proprietà congiunta,\r\naccesso facile e aperto a tutti. Per ottenere una monumentalità basata su\r\nqueste nozioni il gruppo internazionale Snohetta ha voluto rendere l\'opera\r\nfruibile nel senso più ampio possibile, stendendo brillantemente fin sulla\r\nsommità dell\'edificio un “tappeto” di superfici orizzontali e inclinate. A\r\nquesto tappeto è stata data una forma articolata, legata al paesaggio urbano.\r\nLa monumentalità si ottiene attraverso l\'estensione orizzontale e non la\r\nverticalità (come nel caso del Museo Munch). La base concettuale del concorso -\r\ne dell\'edificio finale - è una combinazione di questi tre elementi: il muro\r\nondulato, la fabbrica e il cosiddetto tappeto.\r\nIl “tappeto”, come si è visto successivamente, è utilizzato anche per\r\nmanifestazioni pubbliche, cori, incontri della collettività, raduni, appuntamenti\r\nvari anche musicali, e via discorrendo.
\r\n\r\nProfessor\r\nArchitect Ermanno Di Sandro, Writer and Art&ArchitectureCritic@,
\r\n\r\nDecember\r\n18, 2023.
\r\n\r\n\r\n\r\n
RESOCONTO/ELENCO\r\nDELLE PUBBLICAZIONI E ARTICOLI RELATIVI A “ROME SOLO EXHIBIT”, VERNISSAGE DI ZOJA\r\nSPERSTAD A ROMA
\r\n\r\n- \r\n
- MEDINA ART GALLERY: https://www.medinaroma.com/events/zoja-sperstad-rome-solo-exhibit/ \r\n
- EXIBART: in attesa \r\n
- IL TACCO DI BACCO: https://iltaccodibacco.it/en/lazio/eventi/265758.html \r\n
- IO ARTE: http://www.ioarte.org/eventi/Mostre/Rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad-3/ \r\n
- OGGI ROMA: https://www.oggiroma.it/eventi/gallerie/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad/72475/ \r\n
- ROME TODAY: https://www.romatoday.it/eventi/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad.html \r\n
- JULIET ART MAGAZINE: in attesa \r\n
- LAZIO EVENTI: https://lazioeventi.com/eventi/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad \r\n
- ULTIMISSIMO MINUTO: https://www.ultimissimominuto.com/eventi/lazio/roma/73543/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad/ \r\n
- FUNWEEK: https://www.funweek.it/roma/evento/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad/amp/ \r\n
- ITALIVE: in attesa \r\n
- TUTTI GLI EVENTI: https://www.tuttiglieventi.it/evento.asp?id=68686 \r\n
- LINEA D’ARTE: https://www.lineadarte-officinacreativa.org/loc/evento/other-rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad/ \r\n
- GIRA ITALIA.COM: https://www.giraitalia.com/link__evento/idevento__5816 \r\n
- ROMACHEAP: https://romacheap.it/arte/42178/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad.html \r\n
- OKARTE: in attesa \r\n
- ROMA DAILY NEWS: https://www.romadailynews.it/evento/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad/ \r\n
- GIRO PER EVENTI: https://giropereventi.it/evento/rome-solo-exhibit-di-zoja-sperstad-a-roma/ \r\n
- BEEVENTS: in attesa \r\n
- MELOBOX: https://www.melobox.it/zoja-sperstad-rome-solo-exhibit-medina-roma-art-gallery/ \r\n
- MOVE MAGAZINE: in attesa \r\n
- ARTE.IT: http://www.arteit.it/Pages/Events/Mostre.aspx?mode=scheda&id=2700 \r\n
- INFORMAZIONE.IT: https://www.informazione.it/c/D7109369-BF3A-4B56-899C-CCC23F4FAC38/Rome-Solo-Exhibit-di-Zoja-Sperstad \r\n
- NELLA NOTIZIA: https://www.nellanotizia.net/scheda_it_132790_Rome-Solo-Exhibit-di-Zoja-Sperstad-_1.html \r\n
- EVENTI MAGAZINE PRAGMA: in attesa \r\n
- TUTTO DIGITALE: in attesa \r\n
- POINT OF NEWS: https://www.pointofnews.it/ultime_notizie_su_zoja \r\n
\r\n\r\n
BIBLIOGRAFIA DEDICATA\r\nA ZOJA SPERSTAD O CON ALCUNE SUE OPERE RIPRODOTTE
\r\n\r\n· \r\nErmanno Di\r\nSandro, Zoja Sperstad, l\'artista dell\'armonia universale e dell\'amore\r\nvenuta dal Nord (saggio-catalogo del doppio vernissage di Sanremo\r\ndell\'8/9 febbraio 2023), Editore Benito Vertullo, 2023 (ISBN 979-12-80541-07-9)\r\n(in versione digitale)
\r\n\r\n· \r\nErmanno Di Sandro, Un monumento per Norma. Storia del monumento\r\ndedicato alla più piccola vittima del naufragio dell\'Andrea Doria, Editore\r\nBenito Vertullo, 2023 (ISBN
\r\n979-12-80541-09-3) (in versione digitale)
· \r\nErmanno Di Sandro, Zoja Sperstad -\r\nL\'Arte e il Pensiero della \"Stella Polare dell\'Arte\" venuta dal Nord:\r\nGrande interprete dell\'armonia cosmica, della bellezza suprema, della\r\nsensibilità e dell’emotività dell\'amore, Editore Benito Vertullo, 2023\r\n(DISANDROARTE Vol. 5); Formato Kindle (in\r\nversione digitale) (ISBN 979-12-80541-01-7)
\r\n\r\n· \r\nErmanno Di Sandro, “ZojaRomArt”: Un\r\ntuffo nella Roma Barocca di Zoja Sperstad. Un Progetto Espositivo fuori dagli\r\nschemi per Zoja Sperstad – la “Stella Polare dell\'Arte”, presso: Medina Art\r\nGallery - Roma, Editore Benito Vertullo, 2023; Copertina flessibile (ISBN 979-12-80541-05-5)
\r\n\r\n· \r\nErmanno Di Sandro, \"ZojaRomArt”:\r\nUn tuffo nella Roma Barocca di Zoja Sperstad. Un Progetto Espositivo fuori\r\ndagli schemi per Zoja Sperstad – la “Stella Polare dell’Arte” – lungo i\r\nsentieri del suo immaginario nella Città Eterna, Editore Benito Vertullo,\r\n2023 (DISANDROARTE Vol. 6); Formato Kindle (in versione digitale)\r\n(ISBN 979-12-80541-10-9)
Informazioni generali
- Categoria:
- Fotografia
- Eseguita il:
- 2023
-1
Dettagli dell'opera
Informazioni tecniche
- Misure:
- 120 cm x 2 cm x 100 cm
- Tecnica:
- acrilico su tela
- Stile:
- neocubisme
- Supporto:
- Ermanno Di Sandro
Informazioni sulla vendita
- Collezione:
- Zoja Sperstad , Oslo, Norway
- Prezzo:
- € 30.000,00
- Disponibile:
- sì
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA:
- GA210235
- Archiviata il:
- 20/12/2023