Biografia

Non ho la pretesa di saper scrivere tanto meno di saper dipingere, tuttavia alberga in me il desiderio di creare, di frantumare le idee e di ricomporle, di inventarmi la vita, di scommettere e di rischiare.Le insicurezze, i dubbi, le aporie, fanno parte del mio vissuto, delle mie esperienze: senza dubbi e senza incertezze la vita sarebbe piatta, sterile, amorfa.La pittura è uno sprazzo di luce, un frammento di vita, è l’essere e il non-essere che si auto-rivelano come elementi essenziali nella dualità dell’esistenza.Dipingo per vivere, vivo per dipingere. Dipingo perché non trovo le parole per scrivere un testo, un racconto, un episodio. Dipingo per rabbia, per solitudine, per nostalgia, per rimpianti. Dipingo perché sono felice.Dipingo perché sono infelice. Dipingo per non pensare, per non guardare la TV. Dipingo per riflettere, per meditare, per incontrarmi con la parte migliore di me. Dipingo perché ognuno vive come può e come meglio sa fare. Filly Di Chiara

Formazione artistica

Pittrice autodidatta. Prima Personale Gennaio 2007 presso Biblioteca Comunale "Edoardo Salmeri"
Villabate-Palermo

Tematiche

Luoghi dell'anima

Tecniche

Acrilico

Valutazione artistica

" IL VIAGGIO " Recensione Opere di Filly Di Chiara 2009/2010 Autore: Dott.Vinny Scorsone
Spesso dipingere equivale ad intraprendere un lungo viaggio in territori sconosciuti.
Piano, piano il pennello percorre la superficie della tela disgelando strade che non avevamo mai percorso, luoghi che non avevamo mai visitato. Eppure tutto ci appartiene: un blu profondo; un giallo brillante; una linea curva.
Ognuno di noi ha un suo viaggio da percorrere, una strada da seguire costellata da mille affanni, da mille letture, da mille visioni.
Filly Di Chiara ha intrapreso il suo viaggio. Le sue strade, tracciate dal colore, l’hanno portata nei luoghi dell’anima, luoghi in cui non esiste menzogna, in cui tutto è limpido e complesso.
I suoi quadri racchiudono piccole realtà che lavorano incessantemente. Universi in cui terra, acqua, aria e fuoco creano, in modo continuo, ogni cosa.
La sua pittura ha lo stesso impeto dell’arte africana, gli stessi colori di Cuba. Nei suoi quadri convergono i Sud del mondo fatti di passione, gioia, rabbia, denuncia, tradizione e innovazione.
In un mondo caotico, spettacolare, aggressivo e a tratti dissacrante, le opere di Filly Di Chiara appaiono, in un primo momento, come isole felici nelle quali soggiornare. In esse nulla è lasciato al caso o solamente all’emozione. Dietro ogni linea vi è un pensiero, una riflessione sulla vita. Non una pittura di pura fantasia, quindi, ma un viaggio tra luoghi reali trasfigurati dal sapere e dalle empatie; un mondo colorato che prende vita sugli strati di acrilico. Sulle tele, ogni segno è forma, essenza di oggetti o persone. In un caos che si rigenera ininterrottamente, le esplosioni cromatiche delineano nuovi corpi, nuovi spazi.
“Ascolta” sembra dirci Filly. “Ogni segno è una nota, un pensiero. Non rimanere sordo allo spettacolo che si compie sotto i tuoi occhi”.
Nel silenzio di una stanza o tra le strade cittadine, la musica si insinua nei quadri, spezzetta le linee, trasforma i colori.
Il tempo fluisce ora veloce ora lento su piccole frazioni di spazio. Non c’è rumore nei quadri di Filly Di Chiara ma solo ora frenetiche ora calme melodie. Tante note ma mai una stecca, mai un eccesso timbrico.
Semibrevi, minime, semiminime, crome, semicrome, biscrome, semibiscrome si rincorrono sulle superfici pittoriche dando vita a composizioni musicali fatte di sogni e realtà in cui ogni cosa si mescola.
I grattaceli di New York si affiancano alle gondole veneziane, alle pagode cinesi, alle capanne africane, alle stilizzazioni egizie. Il tempo del sogno australiano si piega alla cultura occidentale creando nuovi paesaggi un cui realtà e fantasia generano nuovi luoghi in cui perdere il proprio cuore.
“Guarda”, continua a dirci Filly Di Chiara. “Il tempo scorre modificando ogni cosa e anche la nostra mente muta con esso”. Noi difatti non siamo indenni dal cambiamento. Il nostro corpo viene plasmato dallo spazio e la nostra mente si espande ad ogni parola che legge, ad ogni suono che ascolta.
Viviamo in una bolla. Siamo acqua che cambia continuamente forma pronta a dissetare chiunque si accosti, delicatamente, ad essa o a disperdersi se quella bolla venisse fatta scoppiare.
Con il tempo, Filly Di Chiara si è liberata di inutili orpelli, ha alleggerito la sua tavolozza e iniziato un viaggio verso la conoscenza.
Nelle sue ultime opere, la levità ha preso il posto di inutili gravità dando luogo ad una pittura molto più profonda ed intensa in cui perdersi e riflettere.
I graffi sono divenuti tratti, le esplosioni di colore sono state contenute ed indirizzate in canali segnici, mentre la materia si è fatta acqua, ossigeno, luce.
Palermo, 7 gennaio 2010
Vinny Scorsone

Bibliografia

Interviste varie