Biografia

Nasce a Napoli in una delle zone più popolari, il quartiere Stella poco distante dalla casa del grande Totò. Il padre Raffaele ex incisore di cammei e coralli e poi antiquario gli trasmette, così come la madre l'amore per l'arte. L'incontro con bravissimi scultori napoletani come i Fratelli Giuseppe ed Antonio Canone è decisivo per il suo futuro artistico.
Unirà i suoi due grandi amori il teatro e la scultura e darà vita ad opere che riescono a parlare ..al cuore.

Formazione artistica

Manzò è un autodidatta ma con fattore Arte nelle vene. Ha studiato l'arte e le tecniche dei grandi scultori del '600 e del '700 e dopo anni di prove e tentativi è riuscito a creare delle opere sue che riescono a trasmettere emozioni.

Tematiche

Pur senza tralasciare il fascino della scena presepiale del settecento napoletano e conservandone le tecniche, Manzò ha voluto "raccontare" altre storie e così ha realizzato rappresentazioni e ricostruzioni storiche, ha creato scene e maschere della commedia dell'arte e dei balli si Sfessania della Firenze di Cosimo de' Medici, ha riproposto riti, tradizioni e mestieri dell'Italia dal '600 all'800

Tecniche

Le sculture di Manzò sono realizzate seguendo rigorosamente una antica tradizione napoletana. In un epoca di riproduzioni seriali ed industriali, di falsificazioni di questa arte e di tante altre, provenienti addirittura da terre lontanissime geograficamente e culturalmente, Manzò si è fatto custode e difensore di antichi gesti che si tramandano da secoli e che sono patrimonio di un popolo e sua fonte di ricchezza culturale ed economica.
Le sue opere nascono in maniera semplice e antica: plasmando a mano l'argilla con il solo ausilio di stecche di legno, a volte fatte con semplici stuzzicadenti o ricavate da pezzi di legno che egli stesso intaglia a seconda delle sue necessità.
Le sue sculture che nella tradizione napoletana vengono impropriamente definite “pastori” sono realizzate intrecciando due fili di ferro cotto sui quali viene avvolta della canapa vegetale comunemente chiamata stoppa e che serve a dare corpo al pezzo e a permetterne il fissaggio della testa, delle mani e dei piedi.
Ultimata questa operazione molto delicata perché, oltre al rischio che possa rompersi qualche elemento, non si deve sbagliare il calcolo delle proporzioni, si passa alla “vestitura” che viene eseguita e cucita direttamente sul pezzo.
Ogni vestitura è una ricerca a se. Ricerche eseguite a volte per mesi tra varie biblioteche pubbliche e private per cercare immagini, iconografie, e descrizioni degli abiti ma anche per contestualizzare storicamente ogni scultura e per ricercare le ambientazioni storiche in cui collocarle. Le “teste”, le mani ed i piedi sono modellate a mano in argilla. A volte le mani ed i piedi sono di legno intagliato.
Gli occhi sono di vetro dipinto a mano
Una volta cotte,alle teste vengono inseriti gli occhi di vetro e poi si passa alla dipintura ed alla patinatura.
Gli animali, buoi, cavalli, asini, maiali, galline etc. sono interamente in argilla lavorata a mano.
Gli accessori sono realizzati con materiali vari seguendo sempre la tradizione napoletana del '700 : cera, terracotta, legno, metallo, vetro etc.
Le scene, sempre frutto di ricerca storica sono realizzate in legno rivestito di sughero modellato e dipinto.

Valutazione artistica

Le opere di Manzò sono uniche. Ogni "pezzo" è realizzato rigorosamente a mano e non ne esiste copia. Manzò lavora da solo senza l'ausilio di aiutanti di bottega. Con la sola eccezione delle cuciture dei vestiti che viene fatta da una costumista di teatro.
Il valore commerciale va dai 1.000 euro fino a scene da 30.000 euro ed oltre.

Bibliografia

E' presente sul Catalogo Nazionale ACCARTE e sul CATALOGO DEGLI SCULTORI ITALIANI edito dalla Giorgio Mondadori

Attestati / Premi

Non ha mai partecipato a concorsi d'arte.