Biografia

Accenni biografici
LUCA MARIA MARIN, pittore
ma anche altro

Luca Maria Marin, nato nel 1964, ha compiuto gli studi artistici a Venezia, che è stata e rimane tuttore luogo di ispirazione se non, a volte, materia stessa di molte sue composizioni.
Ancora giovane intraprende l'attività di decoratore e dipintore e ben presto la padronanza delle tecniche, la confidenza con vari materiali e l'innato buon gusto, gli consentono di collaborare con architetti di prestigio, ad operare delicati restauri: palazzi, alberghi, ville d'epoca, dapprima a Venezia, poi spesso anche a Milano, Roma, Torino, Brescia, Modena e Genova, altra città molto amata, sono affidati alle sue...preziose cure.
Si presenta l'opportunità di soggiorni all'estero, a Basilea, Zurigo, Ginevra, Vienna, Parigi, le grandi mitteleuropee che sono preziose "maestre" di vita, per chi come Marin, anima vagabonda e curiosa, ne sappia cogliere il genius.
Lavorerà alcuni mesi anchein Asia, Hong Kong, cairo, come a Canton, e a Bangkok in Thailandia.
Una parentesi come stilista: Avebdo nel frattempo frequentato alcuni corsi specialistici di Art Designer e disegnatore, uno in particolare a Milano, e conseguito ottimi apprezzamenti, per cinque anni lo vediamo operare nel campo" non sempre... "fluttuante nel futile" che è quello dell'abbigliamento; si trasferisce a Roma, a Parigi, A montecarlo, In Costa del Sol, e di nuovo in Cina, a contatto con importanti "creatori" dell'immagine esteriore...
Procede nel frattempo anche nel dipingere e sperimentare, la frequentazione dei più importanti musei e gallerie d'Arte rappresenterà una generosa fonte di formazione che contribuisce tuttora a cementare la sua vera identità artistica.
Nel 1997 si stabilisce vicino a Padova,dove inizia, ed è iniziazione, ad incanalare l'impellente, straripante bisogno di fattività,come peculiare del carattere,ma anche di un maturato interrogarsi, in quei lavori che poi, solo nel 2009, si deciderà ad esporre.
Non sono propriamente "quadri" quanto piuttosto strutture animate di colore, dense di inviti al dialogo, alla riflessione, sulla necessità di un recupero della cura, per il pianeta ma anche per le forme infinitesimali che lo compongono, lo mettono insieme per noi.
La sua Arte" che filtra e prende da tutto questo per cercare di completare il mio percorso di ricerca,prima del mio essere, poi dell'universo..." ,come ricerca di autenticità dell'essere "persone" in un sociale da non tras/curare.
Guarderei all'operosità del Marin, come a una sorta di guida che, sia nel formulare asserzioni, oppure nel porre domande, ci fà assaporare un vigore di un sapere vivo, nella volontà, che è valore, quando affiancata alla doverosità, quella di Seneca.
Dedicata alla terra d'Egitto, dove ha trascorso un breve periodo, nel 1988,la "sua"..."Stele di rosetta", una lastra verticale in tre fasce che traduce la simbologia del documento nei termini di ORIGINE,PERCORSO,FINE, ripercorrendo la storia dell'umanità, o meglio "una storia", dove Homo Sapiens è una delle tappe: dopo una fine, l'inizio di nuove epoche.
Luca Maria Marin è poeta in quanto testimone e tramite di una sensibilità senza tempo, lucidamente partecipe e fautore del ritorno al senso di meraviglia che muove alla conoscenza.
Vive e lavora a Santa Maria di Sala, graziosa località lungo il graticolato Romano...


Nota:il corsivo e tratto da una conversazione con Luca Maria Marin nell'ottobre 2011


C.Rosa Carniato

Formazione artistica

Il percorso artistico di Marin luca maria e diversificato e complesso.
Nel corso della propria vita in fasi diverse , ma sempre di ricerca, sperimenta colore, tecnica, conoscenza del lavoro.
Corsi specializzati, lavori di progettazione, esecuzione di lavori specifici e creativi portano a rendersi consapevole di un bagaglio tecnico e culturale importante.

Il mondo del lavoro e quello artistico culturale la sua palestra.

Tematiche

Le tematiche a mè care sono quelle legate alla vita dell'uomo e alla consapevolezza dell'essere.

Dunque: Io, identità, sapere

SUGGESTIONI intorno all'arte di Luca Maria Marin

Si chiedeva il filosofo spagnolo ORTEGA Y GASSET: "A che serve scrivere,se questa fin troppo facile azione di spingere una penna su un foglio non è resa rischiosa come una corrida e se non si affrontano argomenti che siano insieme pericolosi,agili e bicorni".
E dirompente è personale "narrazione" di Lmm, intrisa di osservazioni su mondo e umanità:quesiti atavici,fertile lirismo, a dirci che è narrazione senza finale.I suoi temi, che a volte danno il titolo alle opere, sorprendentemente ovvi, praticamente inquieti, sono:Il DUALISMO di MATERIA e SPIRITO,la dicotomia insita nel PENSARE, il CONNUBIO auspicabile..., i PERSUASORI OCCULTI e il conseguente autoinganno;e poi la spiritualità, che è della e nella materia, il DENOMINATORE COMUNE, inteso come dono che ci viene dal ricercare chiarezza, quando è ricerca della sorgente; e l'energia, quella che governa l'accadere:delle illusioni e della verità, intesa come polmone del mondo; e se l'anima segue i suoi percorsi, è in una visione di "ampio" respiro, non più relegata nell'ambito della teologia, ma concreta immagine che sta in tutto ciò che ha relazione con la vita.

Occuparsi dei materiali di scarto, riabilitarli a nuovo senso, che andrà ad arricchire il nostro sapere per mezzo dell'arte, è anche un occuparsi delle idee, quelle che gravitano nella mente e nutrono l'immaginazione, legando il passato al presente,"avanzi delle nostre vite" , da ri-utilizzare e ri-comporre, meglio se con parole nuove, anch'esse in cerca del loro proprio senso:una ricerca autentica quindi, di un uomo di quest'epoca, che lo inquadra in un contesto storico ampio ma preciso.
La tendenza dell'uomo alla trascendenza, può insinuare un confronto tra natura e cultura, tra materia e spirito, che facilmente porterebbe ad una forzata tendenza al moralismo, a favore quindi dello spirituale, e di acuire cosi il dualismo del pensare, mentre invece l'artista Lmm riafferma la neccessità di originare la ricerca nella direzione che vuole ricondurre il pensiero ad unità, perlomeno quanto a origine:
L'arte pittorica, e ancor meglio la concettuale, come più sopra si diceva della scrittura, può dire se stessa, seppure a piccoli tratteggi, briciole di discorsi, che tuttavia aprono pagine nuove , su panorami innattesi, Dove " ...per fissare un punto, una piccola cosa nel mare della verità, scopriamo infinite variabili"...
Il rischio allora, da un punto di vista strettamente filosofico,(dove filosofia=qualunque attività tesa a carpire le categorie e gli schemi del pensare), è l'eccesso, nell'aprire ipotesi,congetture del possibile,quando non sia invece nel distribuire dubbi al banchetto della conoscenza, che non si nutre di risposte certe...
Credo stia qui il senso artistico, poetico, di LMM, nel decifrare la lettura con al stessa meraviglia, timore forse, che sosteneva i primi filosofi, quelli degli arbori.Sana ingenuità dello spirito, che si tramuta in composte immagini, che non sono "quadri" ma piuttosto "strutture animiche" e non meno a/nemiche, "corpi amici", se vogliamo giocare con il linguaggio.... che coi "tentano", e ri- tentano l'accattivante sfida di dare un nome alle cose, a quello che esiste già, nel mito perduto, e anche a quel che non esisterebbe, se non ce ne occupassimo.

Voce baritonale la sua, nel coro degli odierni "comunicatori"

Tecniche

Tutte le tecniche che si possono sperimentare, qualunque supporto rigido come, legno e ferro, oppure tela, lino.