Biografia

Biografia Sintetica ----

Raffaella Marchio nasce a Torino.
I suoi studi orbitano nell’ambito creativo partendo dalla maturità artistica sino alla Laurea presso l’Accademia di Belle Arti. Nel percorso di apprendimento si sono poi stratificate frequentazioni presso studi di artigiani e professionisti nonché successivi corsi di formazione e specializzazione, al fine di acquisire dimestichezza, familiarità e capacità manuale nel forgiare la metodologia e la materia artistica secondo che fosse pittura, scenografia, scultura, legno o altri materiali sperimentali.

I suoi esordi artistico-professionali, che iniziano nei primi anni ‘90, la collocano in settori vicini ai laboratori creativi, alla docenza, al recupero e alla valorizzazione del patrimonio artistico. Successivamente attengono anche ad ambiti informatici e gestionali ma rimangono comunque sempre inseriti nel perimetro di una ricerca creativa che sfocia, dopo qualche decennio, nella fondazione del marchio Double Joy, al fine di proseguire, seppur in modalità diversa, quel percorso d’ideazione ed evoluzione artistica.

[© Luciano Caggianello]
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Synthetic Biography ----

Raffaella Marchio was born in Turin.
His studies continued in the creative perimeter from the artistic maturity until the degree at the Academy of Fine Arts. In the course of learning were then elaborate knowledge at studies of artisans and professionals as well as subsequent training and specialization, in order to acquire competence, capacity and manual skills in shaping the methodology and artistic material according to whether it was painting, scenography, sculpture, wood or other experimental materials.

His artistic-professional debut, starting in the early 90s, and occurs the place in areas close to the creative workshops, to teaching, to the restoration and enhancement of the heritage. Then also relate to areas of management planning but remain always included in the scope of a creative research that leads, after a few decades, in the foundation of the brand Double Joy, in order to continue, albeit in a different way, that path of creation and artistic development.

[© Luciano Caggianello]

Formazione artistica

Formazione artistica
Resoconto Biografico e Formativo --

Raffaella Marchio nasce a Torino.
I suoi studi orbitano nell’ambito creativo partendo dalla maturità artistica sino alla Laurea presso l’Accademia di Belle Arti. Nel percorso di apprendimento si sono poi stratificate frequentazioni presso studi di artigiani e professionisti nonché successivi corsi di formazione e specializzazione, al fine di acquisire dimestichezza, familiarità e capacità manuale nel forgiare la metodologia e la materia artistica secondo che fosse pittura, scenografia, scultura, legno o altri materiali sperimentali.

I suoi esordi artistico-professionali, che iniziano intorno ai primi anni ‘90, la collocano in settori vicini ai laboratori creativi, alla docenza, al recupero e alla valorizzazione del patrimonio artistico. Successivamente, attengono anche ad ambiti informatici e gestionali ma rimangono comunque sempre inseriti nel perimetro di una ricerca creativa che sfocia, dopo qualche decennio, nella fondazione dell’etichetta Double Joy, al fine di proseguire, seppur in modalità diversa, quel percorso d’ideazione ed evoluzione artistica.

La ricerca e l’evoluzione artistica di Raffaella Marchio, si è dipanata attraverso risvolti differenti tanto da abbracciare adeguati ambiti collocativi. Infatti, dopo i primi approcci di visual e di grafica, effettuati subito dopo la laurea in scenografia, si è instaurato un periodo abbastanza lungo e strutturato entro cui avendo scoperto il piacere della lavorazione lignea, ella ha svolto differenti modalità di sviluppo del materiale e della relativa creatività associata, passando così da una lavorazione tridimensionale scultorea sino al recupero artistico inteso proprio in termini di restauro ligneo.

Il percorso di Marchio, che ha evidenziato sfaccettature con profili educativi e gestionali, è successivamente e gradualmente approdato, attraverso ricerche sperimentali inerenti materiali e forme, nel solco della gioielleria. Probabilmente il tragitto determinatosi temporalmente ha influito sul risultato finale che concettualmente si è contaminato di fattori e parametri apparentemente estranei all’ambiente della gioielleria, ma che, di fatto, ne hanno supportato il fascino e l’attrazione. La sfida che l’artista ha voluto raccogliere è stata quella di strutturare e intensificare una ricerca e una metodologia verso materiali alternativi.

Nell’antro di questo concettualismo da riciclo, sono nate collezioni estetiche supportate da materiali “poveri” ma dal rilevante impatto estetico nonché da una precisa connotazione del design.

Gli esordi professionali di Raffaella Marchio datano 1992 e si sono sempre ripartiti tra la voglia di proporre e il piacere di comunicare, o perlomeno di sostenere un dialogo. Da quest’apparente dicotomia sono quindi nate tutte le collaborazioni che hanno interagito con l’aspetto di docenza, anche se la parte ideativa dell’artista ha comunque continuato a sperimentare il proprio concetto di creatività. E dopo anni di assidue frequentazioni presso studi di professionisti del settore, è riuscita a evidenziare i propri percorsi artistici e palesare poi una riuscita sintesi di questo viatico.

Proprio in questo sunto risiedono molteplici e tangibili caratteristiche del lungo percorso di apprendimento formativo, associabili al gusto estetico, alla sperimentazione del design, alla plasticità delle forme, che in tempi meno recenti l’artista accomunava con la sola integrità del legno e ai codici della pittura, ma con il passare del tempo è invece riuscita a canalizzare e riconvertire nei confronti di materiali perfettamente contemporanei seppur d’inusuale compiacimento. E comunque sempre in perfetta sintonia con una rilevante e precisa presenza scenica, tanto da far pensare che gli stessi studi accademici ne hanno probabilmente e inconsciamente determinato caratteristiche, trame e architetture.

Forse, sono rimaste nell’artista alcune istanze di composizioni scenografiche tridimensionali che temporalmente non si sono affievolite, ma hanno viceversa spinto per uno sviluppo coreografico e di rilevante intervento decorativo. Ella recupera, infatti, assemblaggi di corde, fili, plastiche, dettagli di passamaneria che in assoluta libertà creativa avvantaggiano e assecondano nuove prospettive estetiche, tra lo sconosciuto e il dimenticato. Compie questi assemblaggi quasi attraversando un necessario azzeramento cromatico, ma sono gli stessi colori basici a determinare un essenziale parametro di virtuosa espressione.

A ben pensarci l’elemento di riciclo fa parte del suo stesso patrimonio “artistico” remoto, poiché la passione per il restauro, il piacere del recupero, sono diventate modalità alternative nell’accompagnare lo sviluppo di future creazioni. Certificano la chimica dell’alternanza attraverso quella medesima suggestione che ebbe Antoine-Laurent Lavoisier affermando che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. La trasformazione ottenuta, in termini di prodotto finito, rimanda a una suggestiva poetica di leggerezza e di rassicurante artigianalità, tanto da far pensare al rinnovamento del suo modulo come l’evoluzione di materia pesante plasmata nella sua temporalità, capace di trasferire espressività alla sua geometria progettuale.

Quella di Marchio è sicuramente una rilevante potenzialità artistica nell’incedere di un modello glamour che tende ad azzerare tutto senza mai ricordare nulla. Lei invece individua sempre qualche opportunità osmotica da travasare e tramutare in altro e nel suo apparente “classicismo” manifesta la sua qualità culturale evitando di palesare un fittizio fashion. In fondo l’attrattività di questa predisposizione sopravvive proprio nella manifestazione dichiarata dell’oggetto.

La sua “cifra” stilistica asseconda il ruolo fascinoso della donna che intende abbigliarsi e concorre anche alla formazione di una precisa declinazione spaziale della moda, passando dalla moda vissuta a quella immaginata. Vi è una propensione assoluta verso un percorso, talvolta anche ironico e ludico, che rimane ammantato fra sospensione e invenzione.

[© Luciano Caggianello]

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Artistic Training --
Summary Biographical and Training

Raffaella Marchio was born in Turin.
His studies continued in the creative perimeter from the artistic maturity until the degree at the Academy of Fine Arts. In the course of learning were then elaborate knowledge at studies of artisans and professionals as well as subsequent training and specialization, in order to acquire competence, capacity and manual skills in shaping the methodology and artistic material according to whether it was painting, scenography, sculpture, wood or other experimental materials.

His artistic-professional debut, starting in the early 90s, and occurs the place in areas close to the creative workshops, to teaching, to the restoration and enhancement of the heritage. Then also relate to areas of management planning but remain always included in the scope of a creative research that leads, after a few decades, in the foundation of the brand Double Joy, in order to continue, albeit in a different way, that path of creation and artistic development.
The research and artistic development of Raffaella Marchio, has continued in various sectors. In fact, after the first approaches of visual and graphic design, carried out immediately after graduating in scenography, has established a long enough period within which structured and having discovered the pleasure of working wood, she has developed different mode of shape of the material and its associated creative, going from a three-dimensional sculptural work until recovery artistic understood in terms of its wood restoration.
The route of Marchio, which highlighted facets with educational profiles and management, gradually arrived, through experimental research concerning materials and forms, in the wake of the jewelry. The evolution has probably affected the final result, which is then conceptually contaminated by factors and parameters that seem unrelated to the jewelry but in fact have supported the charm and attraction. The challenge that the artist wanted to collect was to structure and enhance research and methodology to alternative materials. Through in this conceptualism of recycling, were born esthetic collections supported by "poor" materials but by the significant impact as well as a precise connotation of the design.

The beginnings professional of Raffaella Marchio go back to the 1992 and have always been divided between the desire to propose and the pleased to announce, or at least sustain a dialogue. From this apparent dichotomy are born then all the collaborations that have interacted with the aspect of teaching, although the imagination of the artist has, however, continued to experiment their own concept of creativity. And after years of assiduous frequenting in studies of industry professionals, she has managed to highlight his artistic paths and then reveal a successful synthesis.

Just in this summary, there are numerous and tangible characteristics of the long process of learning history, associated to the aesthetic taste, experiment design, the plasticity of the forms, that in less recent times, the artist associated solely integrity of the wood and codes of painting but with the passage of time is instead managed to bring together towards contemporary materials even if unusual complacency. And always in perfect harmony with a relevant and precise stage presence, so as to suggest that the same academic studies have probably unconsciously determined characteristics, patterns and architectures.
Perhaps, remained in the artist some instances spectacular three-dimensional compositions that have not faded over time, but have instead pushed for a development of significant choreographic and decorative work. She recovers assembly of ropes, wires, plastics, details of braids in which absolute creative freedom benefit and nourish new aesthetic perspectives, including the unknown and forgotten. The artist accomplishes these assemblies through a necessary chromatic reset, but they are the same basic colors to determine an essential parameter of virtuous expression.

Thinking about it, of the element of recycling is part of its own heritage "artistic" remote, the passion for the restoration, the pleasure of recovery, have become alternative ways in assisting the development of future creations. Certify the chemical alternation through that same suggestion was Antoine-Laurent Lavoisier, stating that "Nothing is created, nothing is destroyed, everything is transformed." The transformation obtained in terms of the finished product, makes think of a charming poetic lightness and reassuring craft, capable of transferring expressiveness to its geometry design.

That of Marchio is definitely a significant artistic potential in the path of a glamor model that tends to reset everything without ever remember anything. But she always finds some osmotic opportunity for to decant and turn into another, and in his apparent "classicism" manifests its quality cultural avoiding reveal a dummy fashion. At bottom of the attractiveness of this provision survives its manifestation in the declared object.

Its “stylistic identification” follows the fascinating role of the woman who intends to dress and also contributes to the formation of a precise spatial variation of fashion, passing from the fashion that we live in what we imagine. There is a tendency towards an absolute path, sometimes ironic and playful, which remains shrouded in suspension and invention.

[© Luciano Caggianello]

Tematiche

Non sono presenti nel suo lavoro precise specificità che possano essere configurabili attraverso icone tematiche. La ricerca spazia libera tra intenti suggestivi e di anonima appartenenza artistica. L’unica appartenenza vuole essere quella della partecipazione e della suggestione.

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There are no specifics in his work that can be identified by icons on a theme. The research ranges between intent suggestive and undeciphered
membership artistic. The only affiliation is to be the participation and suggestion.


Tecniche

Le principali tecniche adottate sono quelle a intreccio, con lavorazione artigianale, e i supporti risultano misti e variegati, capaci di inglobare materiali sperimentali e da riciclo.

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The main techniques used are interwoven with traditional craftsmanship, and media are mixed and varied, capable of incorporating experimental materials and artistic reuse.

Bibliografia