Biografia

Formazione artistica

Salvatore D'Imperio è un pittore Italiano autodidatta nato a Napoli nel 1963. Laureato in lingue e letterature straniere moderne finiti gli studi non pensa all'insegnamento ma comincia a dipingere negli anni ottanta in piena transavanguardia. Pittore pittore, appartiene a quella generazione di mezzo che è al confine tra la produzione dell'arte nel sociale dei celebrati anni settanta e la successiva new generation tecnologica. Salvatore ama definire l'Arte come Spirito che diventa materia. Vive e lavora a Napoli Nord.


Ricordiamo qui di seguito i suoi cicli pittorici più importanti:


Esordi
Concetto Fragile
la Mia Terra si Eclissa
Composizioni Astratte
Macchina del Tempo
Marine
Alberi
l'Essere si Tramanda
Connessioni Remote
Armonie Fragili
superfici fragili
Linea di Confine
macchie di colore
Sedimenta
Macchie d’Inchiostro
Frammenti
Venti x Venti
Etnie Senza Frontiere
One Cent
Carte su Carta
Opere Digitali

Valutazione artistica

Per Salvatore D’imperio vige la legge degli opposti. Lo Yin e lo Yang si scontrano, più che fondersi, per portare l’uomo in un perenne stato di equilibrio fragile. Colori gradienti, costruzioni umane sottili come l’angoscia, sfruttano la leggerezza delle campiture per dimostrare un pensiero etereo e sfuggente. C’è molto del difficile vivere quotidiano di affannosa ricerca di una negata stabilità. Le tensioni e le pulsioni sono vissute in tutta la loro drammaticità senza falsi pudori o menzogne. D’imperio ha un modo tutto suo di interrogarsi sul dramma di una generazione priva di veri punti di riferimento, sempre alle prese con la definizione di un’etica e di una morale, ogni giorno più difficili da trovare. Il Diogene stanco dell’arte, continua a cercare il suo “Uomo”. Solo un uccello sotto forma di Origami sembra indicargli una strada possibile. Per il resto, intorno è caos. Per D’imperio valgono le parole di Bob Dylan: “Io accetto il caos: non sono sicuro che il caos accetti me”.

Massimo Sgroi


Il lavoro di Salvatore D’imperio, visitando l’attualissima riflessione sui destini della modernità, trascende i confini della tecnica, del documento, dell’analisi, per collocarsi nella sfera della cultura, della sintesi, della creazione. L’avventura della pittura getta lo scandaglio nel mondo, l’artista cerca il filo che lega il presente al cuore della metafisica, nella modernità non più sorretta da un fondamento rassicurante, dove il tempo come misura del movimento è variante sempre meno afferrabile grazie alle teorie scientifiche e le odierne pratiche tecnologiche della simultaneità. Il dogma moderno del progresso cade perdendo la corona, in sparse scheggie di vacua attendibilità, le sacre icone di una civiltà artificiale invadono l’orizzonte, isole di insicurezza dove la frammentazione affiora alla superficie come le ossa dalla terra. Alla plateale radicalità di una nozione “debole” di verità l’artista oppone il paradosso di una generosa catarsi, la possibilità di ricreare se stesso nell’universo omologante ed instabile della società di massa dei simulacri, di ricomporre frammenti di natura, storia, pensiero nella completa donazione ( che è continuità dell’anima e dei sensi ) della memoria, immagine permanente di dissoluzione e ri-creazione, fulminante aforisma con invito all’ironia. La richiesta di verità che si propone non è preconcetta ma urgente ed esistente nel momento in cui l’opera prende forma e l’imprevedibile incontro attende di essere percepito, là dove si mostri, in calibrature di pigmenti e campiture di diverse cromie o idee, che stanno come segni d’acqua o di fuoco su tavole di salvezza, ad esplorare tangibilmente l’orizzonte nuovo. Non eccepire, adeguarsi, o ....sottrarci. Contraddizione insanabile, se l’energia e la tensione materica di D’imperio non fossero in lui l’uomo doppio che bussa al cuore di ogni metafisica intrecciando il senso fragile con la vita che abita cielo e terra, finito ed infinito ( in fondo non è l’inquietudine dello smarrimento il vero atto di conoscenza che fa la storia dell’uomo? ) cosicchè da essenza immateriale, effimera, nascosta, l’opera diviene indagine sull’uomo, struttura profonda del divenire, presenza, segnale di viaggio.

Rosalba Silvestri


La pittura ha un suo spessore, forma grumi e si stratifica, si solidifica con l’incedere dei pensieri e delle passioni. Volteggia la pittura sulla superficie, scrivendo ideogrammi di un nuovo millennio. Il colore, quel colore timido, a volte restio a mostrarsi è pronto a confondersi con il fondo, in altri momenti travalica l’immagine, è esuberante e fiero, incontenibile. Questo il lavoro di Salvatore D’imperio, pittore con convinzione, abile costruttore di inestricabili grovigli, di scie tracciate da ineffabili macchine volanti. Nascono così alchemiche geometrie, misteriosi lembi di territorio cromatico, isole magiche con porti franchi, liberi dalle contaminazioni della rappresentazione. Il gioco pittorico è negli angoli, nelle sinuose curve che scrivono il labirinto. Grida il quadro la sua libertà d’invenzione, il desiderio è quello di travalicare il limite. E sono fragili queste superfici, fragili e precarie, limitate e limitanti. La pittura è oltre, il gesto creativo è nell’opera ed è altrove, è pensiero puro, un pensiero che passo dopo passo ricade sulla tela. E si fa materia, dolce materia.

Enzo Battarra


La memoria, le radici, l’attesa, la forma indefinitivamente mobile: questi i colori della tavolozza di Salvatore D’imperio. Ogni sua opera contiene un appello: darsi il coraggio necessario per accogliere ciò che la terra ci restituisce, in forma confusa, se ci poniamo all’ascolto. Ogni sua opera contiene un invito: lasciarsi sedurre dal gioco dell’immaginazione cosmopoietica, dando forma originale alle figure che affiorano dalla terra come scritte sulla sabbia che le onde del mare hanno confuso, senza però riuscire a cancellare del tutto. Ogni sua opera contiene una rivelazione: solo chi si pone all’ascolto sperimenta l’alchimia della creazione artistica, per la quale l’opera nasce nell’incontro chiasmatico e quasi carnale con lo spettatore-demiurgo, al quale si consegna frammentata, portatrice di una semantica ontologica che attende una voce che la racconti daccapo in una storia assolutamente originale. Ed è proprio in questo incontro che la forma mobile delle linee tracciate sulla tela viene fissata dal colore, definito nel tono e nel contorno, al punto da presentarsi non come schizzi, ma come veri e propri frammenti che evocano il tutto di cui sono parte, senza con ciò manifestare alcun oggetto, rompendo così l’incantesimo della poiesis immaginativa. Cosa racconta la terra? Ed è veramente la terra a raccontare attraverso le parole dell’occasionale demiurgo, o piuttosto quest’ultimo a trovare finalmente sulla tela le parole di un senso intimo a lungo custodito che diversamente non sarebbe stato in grado di esprimere? Certo è che la ragnatela di colla ci richiama alla ‘solida’ e vincolante responsabilità che il senso della nostra scelta poietica ci consegna, nei confronti di ciò che siamo stati e di ciò che potremmo essere, prima ancora che nei confronti degli altri...ed alla fine un punto di colore che ci era sfuggito manda nuovamente in frantumi la nostra composizione di senso, invitandoci a ricominciare ancora una volta daccapo.

Giuseppe Osci


SUPERFICI FRAGILI

Fragile è il vetro che si spezza in mille frammenti, che rompe la sua struttura,
che cambia la sua forma per acquistarne un altra.
Fragile è la natura nel suo equilibrio, che si ricompone dopo la tempesta e
durante la tempesta.
Fragile è la natura; minerale, vegetale e animale nelle sue fasi di crescita.
Fragile è l'uomo di fronte all'infinito, all'eterno, alla natura stessa e alle sue
leggi.
Fragile è l'uomo di fronte ad uno specchio materiale, o immateriale e l'amore
e l'arte spesso svolgono la stessa funzione.
Fragile è l'uomo quando poggia la testa sul cuscino pensando di dormire,
pieno di dubbi e incertezze.
Fragile è l'arte quando resiste al tempo e quando non resiste, quando tenta
invano di resistere e quando cede e si arrende.
Fragile è l'arte che viene distrutta. Fragile è l'artista nella sua lotta contro la
società e a favore della stessa; quando combatte contro il mercato e anche
quando lo desidera.
Fragile è D'Imperio, uomo e artista dalle periferie dell'impero verso il centro,
" ..Grida la sua voglia di vivere contesa tra un atto di forza e la consapevolezza
della fine". (cit. Da un testo dell'artista).
Tenta e riesce nello sfondamento della superfice navigando su di essa come un
Pollock volante, imbracciando un'arma gocciolante, usando un pennello che ha
appena smesso di dipingere o neppure ha iniziato.
Fragile è la parola, anche se resta lo strumento più utile per avvicinarsi alla
creazione e al trascendente.
Fragile è solo ciò che comunemente è inteso fragile; e nel momento in cui lo
dici è proprio il momento in cui si spezza, la superfice cede e lascia trasparire il
fondo che altro non è, se non un'altra superfice.
Fragile è dunque la materia pittorica e psichica conosciuta, e Salvatore
D'Imperio in questo percorso di conoscenza, non salva nessuno e nessuna
cosa, nemmeno e sopratutto se stesso. Egli è consapevole di lasciarsi
crocifiggere e autocrocifiggersi, insieme a noi che lo guardiamo e guardiamo le
sue opere, le quali cercano invano di restare mute e silenziose per non gridare.
Trattengono in ogni goccia caduta un grido di dolore autentico, autoinferto.
Si tratta, quindi, di cicatrici da ferite sanguinanti che non vogliono apparire
anzi vogliono dissimulare l'emoraggia di sentimenti, mascherandosi dietro il
dissolvimento, lo scolorimento, il tono e il mezzotono.
Sono ritratti di pelle vivente, caduta, tesa, trattata, tatuata. Si chiamano
superfici fragili, perchè ci chiedono ancora una volta, ma solo come un
consiglio di trasporto (handle with care) di andarci piano, di non ferire, di non
provocare ulteriore dolore, oltre a quello necessario per vivere.

Antonio Iorio


Superfici Fragili


Il vento delle emozioni trasfonde le superfici in spazi liberi. Le architetture estatiche di vite vissute, forme mobili in perenne metamorfosi si fondono in pensieri travalicando i limiti del tempo. Le dimensioni della materia riportano l’eco arcano di ricordi sopiti in un’espansione infinita dell’umano sentire. “Fragile è il cuore mio”!
Il senso del vivere si plasma ai suoi palpiti incessanti donandomi la certezza forte dell’essere.


Carmelina Ianniciello

MACCHIE D'INCHIOSTRO

Il mondo è perennemente in crisi. Lo spazio ed il tempo a volte si dilatano ora si restringono di pari passo con il moto silenzioso della nostra coscienza. Tutto intorno a noi cambia in continuazione. I media ci forniscono in maniera gratuita I loro modelli. I confini si fanno sempre più vicini aumentando il nostro senso di confusione. Noi siamo chiamati ad operare delle scelte continuamente che cambieranno la nostra vita e quella degli altri. Il futuro è incerto. Viviamo in un eterno presente. Tutto ne risente. Molti vanno alla deriva. Molti non si accorgono di essere stati ingannati e pochi, con il loro Sapere, guidano il carro. ” Non andare come tutti verso il Nulla: " Become awake don't sleep & wake up "!


Salvatore D'Impero

Bibliografia

1991 Poetica\politica Notor editore Napoli Italia
1991 gli Artisti del Genius Carte Segrete Roma Italia
1993 Presenze artistiche in terra di lavoro Grafiche Jacelli Caserta
1997 Passaggi a nord-ovest Via Cernaia 50 Biella
1998 Millennio Saticula Benevento
2000 Arte in terra di lavoro 1945-2000 AA.VV, Spring Edizioni Caserta
2001 Caserta e dintorni ArteVinciguerra Bellona
2006 da Sponda a sponda Ruccino Arte Bisceglie
2006 8 carte associazione culturale "LABYRINTHO" Caserta
2007 Superfici Fragili Bianco editore Aversa
2010 Micro 2 Editori Vari Milano
2012 Moriae Encomium A.O. San Sebastiano Caserta
2012 International Contemporary Artists ICA publishing New York
2015 in contemporanea porcari Venti D’Arte Lucca

Attestati / Premi

1988 Prima Personale "Largo San Sebastiano" gestito Da Raffaele Soletti Via Mazzini Caserta
1989 "Figurativo o Astratto" (Anìconico) bipersonale con Giuseppe Della Ventura "Spazio Botticelli" diretta Da Italo Perna Parco Gabriella Caserta Italia
1989 XIX Settembre al Borgo Casertavecchia (Ce)
1991 Poetica\Politica Real sito del Belvedere Caserta Italia
1991 gli artisti del "Genius" Spazio Renault Italia via Nazionale Roma Italia
1992 Presenze Dirarte via De Dominicis, 11 Caserta Italia
1993 XI rassegna internazionale dell’acqua – la chiena Museo Civico di Campagna Salerno
1994 unità fragile Consolato generale d’Italia a Nizza Francia
1995 contaminazione fragile circolo Nazionale Caserta
1997 passaggi a nord-ovest comune di Biella Biella Italia
1998 fragili superfici di natura umana galleria Ciak M21 Caserta Italia
1999 1° Biennal de Arte, Cienza e Cultura da Uniào Nacional dos Estudiantes (UNE) Diretor National W. Moreira Centro de Convençes da Bahia Salvador Brasile
2001 Nel Segno di Mozart" Palazzo Reale Salone di rappresentanza della Pro Loco Caserta Italia
2004 la mia terra si eclissa Associazione Culturale "LABYRINTHO" Caserta Italia
2005 Galleria "il Pilastro" Superfici Fragili a cura di Gennaro Stanislao e intervento critico di Giuseppe Osci Santa Maria Capua Vetere (Ce) Italia
2006 da sponda a sponda galleria Ruccino Arte Bisceglie
2006 8 carte associazione culturale "LABYRINTHO" Caserta
2007 superfici fragili Oxum galleria de Arte Pelourinho Salvador de Bahia Brasile
2010 ars sine tempore Museo Archeologico di Cuma Napoli
2010 progetto Micro 2 Mostra in etinere Milano Italia
2011 "superfici fragili" ’atrio del vecchio palazzo municipale di Vico Equense (Na) Italia
2012 Moriae Encomium Real sito del Belvedere a cura di A. Fontanella San Leucio Italia
2013 Sport ed Arte, una Sinergia possibile galleria del Design de Il Tarì Marcianise (Ce) Italia
2015 in contemporanea Porcari fondazione Giuseppe Lazzareschi Porcari - Lucca
2016 "Superfici Fragili" Galleria Incontri d'Arte Aversa (Ce)
2017 " Arte, Moda e Cultura Africana a Philadelphia " U,S.A. presso la sala sita in 5200 North broad Street
2018 “ArteReclusa-LiberaArte” presso le Antisale dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli Italia
2019 "Linea di Confine" M.A.C. 3 ex cenobio di Sant'Agostino Caserta curatela di M. Sgroi Italia
2019 "Le Parole e l'Acqua" Complesso Monumentale di San Tommaso d'Aquino contributo al VII Festival dell'Erranza a cura di Roberto Perrotti Piedimonte Matese (CE)
2022 M.A.A. LineaDarte-Officina Creativa presenta: XIV edizione di " Ventixventi" Quel sottile filo rosso...Vernissage 20 Giugno ore 18,30 Napoli Italy