Biografia

Bibliografia principale -Antonio Gasbarrini “ Il Messaggero”-Marcello Venturoli –Presentazione in catalogo XXIX “Premio F.P. Michetti - Aleardo Rubini “Arte oggi” –Giuseppe Marchiori -“ Bolaffi Arte”-Duilio Morosini – Presentazione in catalogo mostra galleria Margotta– Nicolò Palma “Il Messaggero”- Gino Di Tizio “La Gazzetta del Mezzogiorno” Giuseppe Rosati RAI 3 -Domenico Rea “La Nazione -Russel Coen “New York Times” -Ingrid Soldano “Art USA” -Rolando Alfonso “Segno” – Santa Fizzarotti “Segno” Italo Mussa “ Avanti”- Antonio Campanella “Il Messaggero” –Bruno d’ Arcevia Presentazione in catalogo mostra “Galleria Fraticelli” –Burt Glenmoore “Art in Australia” –Chizuko Hakashi Rivista d’arte “Bungakukai –Giovanni Corrieri Settimanale “L’araldo abruzzese”Giuseppe Fantasia “ Il centro”

Formazione artistica

Costantino Di Renzo



Nasce a Chieti (Italia) nel 1946.

Inizia la sua attività nel 1966 frequentando l’Accademia di Belle arti di Roma. Già dai primi anni della sua professione di pittore, elabora una attenta ricerca sull’arte del passato; in particolare sulla pittura dell’olandese Vermeer , elaborandone le immagini in una analisi concettuale . Nel 1974, aderisce al movimento iperrealista , esponendo i suoi lavori presso la galleria Margutta a Pescara(1976), la galleria Il Modulo a Salerno(1977). Nel 1978 si reca negli Stati Uniti per approfondire la tecnica dell’iperrealismo e frequenta gli studi degli artisti Richard Estes, Don Eddy e Chuk Close. Entra in contatto con la Borghi gallery di New York , dove espone nel 1979 una serie di lavori dal titolo : “New York, sphinx of cement, alluminium and mirrors” I critici militanti si occupano di lui: Duilio Morosini, Marcello Venturoli , Giuseppe Marchiori ed altri scrivono sulla sua pittura, Nel 1975 e nel 1979 partecipa al XXIX e XXXIII “Premio F.P. Michetti”. Dal 1980 si dedica alla scultura, esponendo i lavori nel 1982, presso la galleria Cesare Manzo a Pescara e la galleria Centro sei di Bari. Le sculture che esegue, sono figure velate, realizzate in vetroresina, figure che invadono lo spazio espositivo in una sorta di istallazione. Nel 1982, partecipa, con tre grandi sculture alla Fiera Internazionale di Bari tra gli artisti invitati nello “spazio giovani” Altre opere scultoree vengono esposte alla Fiera Internazionale di Bologna e nel 1983 alla Fiera Internazionale di Basilea. Nel periodo 1980-1984, l’artista è inoltre impegnato nella scenografia teatrale, collaborando con la compagnia teatrale Cooperativa Alta nell’allestimento scenografico di “Sogno di una notte di mezz’estate”di Shakespeare; in “Lazzarina tra i coltelli “ di Rosso di San Secondo,“La Moscheta “ di Ruzante, con lo stabile di Reggio Calabria in “Socrate alla guerra” di Mario Moretti e con la compagnia di Glauco Mauri, collabora alla realizzazione delle scenografie del “Don Giovanni” di Molière Il 1985, è il ritorno alla pittura e invitato dall’artista Australiana Nora Heysen , si reca a Sidney e in un anno di permanenza, esegue una serie di lavori sulle quattro stagioni: Le opere, prendono una nuova fisionomia. Forse influenzato dalla fantastica, quasi irreale natura australiana, l’artista esegue dodici quadri sui mesi dell’anno e un’opera gigantesca di 3 metri per 5 che rappresenta le 4 stagioni, opere che espone alla Maori gallery di Sidney. Tornato in Italia, inizia a dipingere sette grandi tele dedicate alla luna, che espone alla Galleria Fraticelli, a Roma nel 1989, entrando così in contatto con gli artisti della pittura ipermanierista. La pittura citazionale, lo affascina; in un certo senso è un ripercorrere il suo passato, quando, partendo da Vermeer ne concettualizzava le opere. Cambia la tematica, pian piano si accosta alla mitologia Greco-romana, ma non con la volontà di eseguire una sorta di illustrazione delle vicende degli dei ed eroi del passato, ma partendo dagli stessi, inventa storie nuove e fantastiche, non codificate dalla letteratura classica. Sempre nel 1989, partecipa alla Fiera internazionale di Roma. La sua pittura si fa tersa, pulita, maniacale. Italo Mussa scrive di lui: “Da dove nascono quindi i miti che Costantino Di Renzo descrive nei suoi quadri? Sarebbe molto facile rispondere: dall’antico, dai recessi primordiali dell’anima, dalla storia, secondo gli spiriti positivisti;dai sogni,direbbero gli psicanalisti freudiani; dalla memoria inconscia collettiva,direbbero i seguaci di Jung; dai simboli, potrebbe suggerirci qualche anima mistica; dai rapporti allegorici delle forme,direbbero gli strutturalisti; dai segni, secondo l’opinione dei seguaci di Barthes. Certo, i suoi quadri possono anche nascere da una
parte di tutte queste radici, ma questo è naturale, è semplicemente il risultato della cultura, dell’erudizione, della riflessione estetica, di cui Di Renzo è nutrito, ma noi vogliamo cercare qualcosa di più, capire meglio questa improvvisa invasione di miti nel cuore del ventesimo secolo, descritto da molti come un secolo arido, razionalista o almeno materialista.
Questa pittura sembra fatta per complicare straordinariamente il problema; per noi l’artificio è bellezza, è invenzione, è un gesto di coraggio e di trionfo, è la grande trasfigurazione che osserviamo anche nei quadri di Costantino Di Renzo che ci consentono un balzo straordinario attraverso il tempo. Le sue opere ripropongono la riscoperta della leggenda e della favola,
del mito che ci inganna, ma che contemporaneamente ci illumina, ma forse ci troviamo soprattutto su una strada più sicura se parliamo anche della conquista dell’immaginazione.
E’ questa una indicazione preziosa che non dobbiamo trascurare.”
Nel 1992, a seguito dell’interessamento della Sakamoto Gallery di Osaka,viene inaugurata una importante mostra in Giappone, dove espone 36 opere di grande formato. Nello stesso anno, nonostante le lusinghe del mercato, decide di abbandonare la città di Roma, nella quale aveva vissuto e lavorato dal 1986 e dopo aver acquistato una casa in campagna, nei pressi della sua città natale, inizia, in totale isolamento, un approfondito studio sull’Ulisse Omerico, eseguendo una serie di lavori, in una sorta di simbiosi tra pittura e letteratura. Anche in questo caso la sua ricerca non si basa su una semplice illustrazione del viaggio di Ulisse da Troia ad Itaca, ma partendo dalla profezia di Tiresia analizza una attenta analisi sulla ripartenza dell’eroe omerico dalla sua isola, dopo la condanna all’esilio. E’ di questo periodo, l’impegno dell’artista nell’eseguire grandi opere e cicli pittorici per collezioni pubbliche e private. I lavori di questo decennio vengono esposti nel 2002, in una personale nella “Rolnick House” a Miami . Nel 2003 la sua pittura, seppur legata ancora alla tematica dell’antico mito mediterraneo, si frammenta in geometrie irregolari, arricchendosi di elementi plastici che ne continuano il racconto, oltre la superficie della pittura stessa. Nel 2005, animato dallo spirito di cimentarsi in altre discipline, scrive quattro racconti:”Io Cromos”,”Abisso”,” Eden” e ”Le porte” e nel 2008 elabora cinque video: “Il canto di Penelope”,” Odisseo,ultimo atto “, “ Telemaco sogna il ritorno del padre “,” Inferi (Orfeo ed Euridice ) “ e “ Il testamento di Arianna “. Nel 2009 espone quaranta opere di grande formato in una personale dal titolo “Divine metamorfosi”, al castello Carlo V di Lecce, su invito e sotto il patronato della città. Alla fine dello stesso anno, in collaborazione con il Teatro Stabile D’Abruzzo, esegue un video per una rappresentazione teatrale sulla nascita della città dell’Aquila, tratto dalle “ Cronache” di Buccio di Ranallo, con riferimenti, non solo alla storia della fondazione, ma anche tratteggiando le vicende dolorose del terremoto, che ha colpito la città del 2009. La mostra di Lecce comunque, decreta la fine del periodo mitologico. L’artista, cambia, stravolge la sua tematica, entrando in una nuova fase. La sua pittura si riveste di attualità; scava nei meandri nascosti della mente, si veste degli abiti del mondo contemporaneo, scava nelle bassezze umane, nella follia, la perversione e le debolezze della società attuale. Piccole storie in chiave metafisica e surreale, riproposte con una vena di profonda ironia. Esegue contemporaneamente un video dal titolo Pratica-Mente-Nessuno. Queste opere vengono esposte presso la Ungallery a Milano nel 2013 Nel 2017 allestisce una personale presso l'ex Aurum di Pescara

Tematiche

FOGLIO IN STATO DEPRESSIVO Accartocciai il bianco foglio che avevo di fronte, appena solcato da una sinuosa linea nera, e lo gettai nel fuoco. Lo guardai annerirsi lentamente, poi la fiamma lo avvolse, illuminando per un attimo la stanza di una luce primordiale, che proiettava inquiete ombre danzanti sulle pareti bianche, tappezzate di ricordi della mia vita. La mia vita... Cosa aveva di così diverso la mia vita da quelle degli altri uomini? Non molto in effetti. La mia superbia mi spingeva spesso a credere di essere uno dei pochi esseri pensanti, che calcano questa terra. La mia superbia era vana, così come la primordiale luce che andava scemando. Del mio foglio non rimaneva che cenere. Cenere... Anche di me non sarebbe rimasto che quella... Ecco perchè continuavo a far correre la mia matita, per inseguire su ogni foglio disegnato l'immortalità, quell'immortalità che solo pochi, prima di me, avevano raggiunto. Quella magra consolazione ad una vita che è piattezza e noia, come un vasto mare di silenzio a volte, solcato da brevi onde gioiose e intense depressioni tra di esse... Un mare di vuoto... Come quel foglio bianco che osservo disperato... Avrei dato tutto me stesso per riempirlo, per inventare, per esprimere ciò che avevo dentro... Ma la matita rimaneva distesa sul tavolo, e il foglio immacolato, riluceva della vicina luce del fuoco, quasi a sfidarlo. Quel senso d'impotenza lasciò spazio a vuota rassegnazione, al gelo di un passato troppo grande per me. Pura follia. E' terrificante vedere che, tutto ciò che dipingo, tutti quei segni che riempiono i miei fogli una volta candidi, tutti quei colori sulle tele; sono pensieri già espressi, strade già battute e che, il mio desiderio di essere diverso, si schianta ogni volta contro il muro del passato.... E non mi resta che dipingere, della mia incapacità di dipingere.... Sempre che qualcuno non l'abbia già fatto. Costantino Di Renzo

Bibliografia

EXHIBITIONS


1973 Solo exhibition Galleria “Studio G7”Avezzano L’Aquila Italy
1975 XXIX “Premio F.P. Michetti”Francavilla al mare Chieti Italy
1976 Solo exhibition “Galleria Margutta” Pescara Italy
1977 Solo exhibition “Galleria Il Modulo” Salerno Italy
1978 Solo exhibition “Borghi Gallery” New York USA
1979 XXXIII “Premio F. P. Michetti “ Francavilla al mare Chieti Italy
1982 Solo exhibition “Studio Cesare Manzo” Pescara Italy
1982 Fiera internazionale Bari “Spazio giovani”Bari Italy
1982 Fiera internazionale Bologna Italy
1983 Fiera internazionale Basel Svizzera Swiss
1983 Solo exhibition “Galleria Centro6”Bari Italy
1984 Solo exhibition “Villa Durini” S.Silvestro Pescara Italy
1984 Solo exhibition “Maori gallery” Sidney Australia
1986 Collective painting “Presenze” “ Studio Cesare Manzo” Pescara Italy
1990 Collective painting Galleria “Il centauro” Ostia Roma Italy
1988 Solo exhibition “Studio d’arte Fraticelli” Roma Italy
1989 Fiera internazionale di Roma Italy 1992 Solo exhibition “Sakamoto Gallery” Osaka Japan 2002 Solo exhibition “Rolnick House” Miami USA 2006 Collettiva “Arpolis” Rassegna internazionale Arti visive Alanno Pescara Italy 2008 Solo exhibition “PiziArte” Teramo Italy 2009 Solo exhibition “Castello Carlo V” Lecce Italy
2012 Solo exhibition “Spazi arti Ungallery” Milano italy
2017 Solo exibition "Ex Aurum la fabbrica delle idee" Pescara

Photogallery