novembre 2018

Una delle più grandi mostre collettive dedicate alla grande pittrice messicana arriva nel profondo Sud dopo aver girato l’Italia e si prepara ad approdare in America Latina

Approda a Cosenza la mostra itinerante Omaggio a Frida Kahlo.
Ben 65 gli artisti in mostra alla Galleria d’Arte le Muse che, dal 10 al 25 al 25 novembre, ripercorrono tutti i mondi di Frida con tecniche, stili e percorsi diversi, dei quali offre una visione d’insieme l’opera di Isabella Maria B ImbArt, posta quasi a conclusione di un percorso concettuale che racconta le sofferenze della grande artista latinoamericana: dalla terribile malattia che la segnò dall’età di 6 anni, all’incidente col tram subito a 18 anni e che la costrinse per lunghi periodi a letto per tutta la vita, dall’amore passionale per Diego Rivera a quello viscerale per la natura e il suo Mexico, fino agli aborti che le impedirono di diventare madre, conseguenza dei danni permanenti riportati dopo l’incidente.

Ma nella mostra c’è tanto spazio anche per quella gioia di vivere che tanto segnò a fondo la sua breve esistenza fatta di battaglie. «Per una comunista convinta, usare il profumo francese Shalimar e lo smalto rosso era un modo visionario di riconciliare qualcosa che, al resto del mondo, sembrava impossibile: femminilità e femminismo», sembra ricordare l’opera di Maria Grazia Impagnatiello posta all’inizio della mostra. Natura e animali giocarono spesso un ruolo fondamentale nella pittura di Frida Kahlo, protagonisti, insieme alla pittrice, di numerosi autoritratti o parte integrante dei paesaggi rappresentati.

Ed ecco, allora, i gatti, nell’opera di Dania Minotti, le scimmie ragno che l’artista accudiva come membri della sua famiglia nell’opera di Sara Ghedin, mentre la leggerezza delle sue farfalle si può rintracciare nelle opere di Domenico Caruso. Ritornano le terribili sofferenze delle innumerevoli operazioni che dovette subire nell’opera citazionista della Colonna rotta di Luca Ceccanti. Manola Caribolti, invece, ritrae Frida in un atto selfico. In Twin se, doppio sé, di Maria Romeo c’è un gioco di sovrapposizioni soprattutto del messaggio pubblicitario per cambiare il significante della parola, in un overlap che molto deve a Rotella.

A partire dall’Omaggio a Frida di Salvatore Denaro composta da borbottina, un mix di argilla rossa su argilla bianca, a regnare nella mostra sono soprattutto i ritratti. Non è un caso poiché, come ha spiegato Amedeo Fusco (curatore e ideatore della mostra insieme a Miryam Peluso) dopo l’incidente che la costrinse a letto, Frida ricevette in regalo dai genitori dei colori e un nuovo letto a baldacchino sul quale venne posto uno specchio. In questo modo poteva guardarsi. Nacquero la sua poesia e i suoi autoritratti: «Dipingo quello che conosco meglio». Frida è stata un grande esempio di resilienza, poiché ha saputo trasformare la sua sofferenza e la sua malattia in arte. La mostra che si avvale della partecipazione di artisti internazionali è itinerante e si concluderà in Messico nella casa di Frida Kahlo. Organizzata dal Centro di Aggregazione Culturale e dalla Galleria d’Arte Le Muse di Miryam Peluso, l’iniziativa gode del patrocinio dell’Ambasciata del Messico. La mostra è stata già allestita a Roma, presso la Cancelleria Vaticana; a Bergamo nella Sala Manzù; a Milano presso l’Istituto Cervantes; a Lucca nell’Orto Botanico; a Ragusa, nel Centro di Aggregazione Culturale; a Melilli, presso il Palazzo Municipale e a Diamante per la ventiseiesima edizione del Peperoncino Festival.

Opera di riferimento

Lascia un commento / scrivimi
Inserisci il tuo nome
Inserisci un indirizzo email corretto
Inserisci un messaggio
Pubblico (mostra in questa pagina) Privato (invia solo a Isabella Maria B) Commento pubblico o privato
Cliccando su "invia il messaggio" accetto che il mio nome e la mail vengano salvate per la corretta erogazione del servizio