Adele Canetti Lazzeri

disegnatrice

Ritrarre singole dita, ricerca incessante di pose particolari delle mani, da immortalare sulla carta giallina, spesso come visioni prospettiche volutamente distorte, quasi a "giocare" con esse, attraverso l'interpretazione visionaria di quella fondamentale parte del corpo umano. Attualmente la tecnica che predilige è il bianco e nero, realizzato su robusta carta color ocra, grazie al carboncino, alla grafite ed all'inchiostro di china. In cantiere vi sono progetti per alcune mostre di grande rilevanza, poiché la scelta adottata dalla giovane artista è quella lungimirante della selezione di luoghi di prestigio, per realizzare alcune mostre e proporre i propri lavori al vasto pubblico, che segue l'arte. Adele Canetti Lazzeri è un'artista nata a Firenze, nel 1996. Nonostante la giovane età, ha già carpito su di sé e sul proprio operato artistico l'attenzione di importanti critici d'arte, illustri artisti ed esperti d'arte in generale, grazie allo stile inconfondibile e accattivante, dote parecchio rara per una pittrice e disegnatrice così giovane. Adele Canetti Lazzeri attualmente frequenta, a Firenze, il liceo classico "Galileo Galilei", perché ha voluto fortemente una formazione che le permetta di avere una conoscenza umanistica e letteraria, sempre utile per costruire solide idee su cui fondare le proprie creazioni. Il tema attuale sono le mani, dove il soggetto si ripete in infiniti modi all'interno delle sue opere.

Formazione

Circa quarantamila anni fa l’uomo ha sentito la necessità di dipingere; se è vero quanto ci racconta l’antropologo ha fabbricato un colore per poi spruzzarlo sulla mano appoggiata sulla parete di roccia. Si deve dunque pensare che una delle sue prime espressioni artistiche sia stata proprio la rappresentazione della mano.
Non credo sia accettabile il delirio del paleontologo che immagina un ottuso uomo primitivo che trascorre i millenni sbattendo due pietre insieme in attesa di una scintilla; penso invece che vi sia stata una reale necessità di esprimere la testimonianza di un’alta espressione dello spirito.
Per una di quelle coincidenze che Jung chiamava “significative” mi sono trovato di fronte ai disegni di Adele Canetti Lazzeri, dove il disegno della mano è il corpus principale della sua opera; ho scritto coincidenza significativa perché il tramite è stato Andrea Benetti, cioè colui che ha ideato e scritto il “Manifesto dell’Arte Neorupestre”. Allora a chiunque osservi questi disegni appare evidente che non si tratta di un esercizio di tecnica per la bella riproduzione della mano, che un tempo si diceva essere argomento stilistico che definiva la bravura dell’artista.
Per Adele questa parte anatomica è solo un pretesto che credo abbia radici lontane: nella mano si legge il futuro ed il destino che qualcuno ha voluto anche cambiare così come Corto Maltese quando con il coltello allunga la linea della vita. Questa giovane artista trasfigura ed allora non si percepisce più, e non si deve, dov’è l’inizio e dov’è la fine, l’alto e il basso, il sopra e il sotto; è un incontro di contrasti che ci pone davanti ad interrogativi, ad una sorpresa, un’illusione, direi soprattutto un sogno.
Comunque, se proprio si vuol decifrare vediamo una ricerca puntigliosa di Adele Canetti Lazzeri proprio per andare oltre a quello che vediamo; alcune volte queste mani si disegnano l’una con l’altra.
In quelle dita ed in quei palmi ognuno può vedere od intuire un volto, un corpo, una figura aliena, uno strano animale che ci sembra di riconoscere per poi subito dopo perderne la percezione.
Sarebbe facile affermare che una ragazza di neppure diciotto anni ha espresso un qualcosa che promette bene e dunque ci aspettiamo un’evoluzione tesa a perfezionare il suo segno; mi sento tranquillo nell’affermare che qui invece c’è la completezza, la precisa definizione stilistica di un pensiero; considerando che il disegno è l’idea prima, l’archetipo di quella che può essere un’opera dipinta, posso dichiarare che in questo ciclo convivono sia l’archetipo che l’opera finita.

Gregorio Rossi

Bibliografia

IL SIGNIFICATO DELLE MANI

Il soggetto che ha ispirato questa giovane artista è decisamente particolare, sia per la scelta che per il tipo di scelta. Le mani sono le antenne dell’uomo, hanno la doppia funzione di difesa e di offesa.
Le mani accarezzano, percuotono, riparano, racchiudono, pregano ed invocano. I loro gesti sono universali ed esprimono i nostri sentimenti. Le mani si “leggono” attraverso i segni, il calore, la consistenza e la forma, sono in grado di aiutare a delineare la personalità di un individuo.
Nelle opere prese in esame risalta la sensibilità e la spinta artistica con cui sono state realizzate. C’è forza e curiosità nella “mano chiusa”, quasi speranza nella “mano che indica” ed un’aggressiva tristezza nella “mano rattrappita”.
La possibilità di uno sviluppo artistico importante è palese nel processo espressivo di questo giovane talento, da apprezzare oggi dove la superficialità interiore è spesso presente.

Maria Giovanna Turri