Recensione Romanzo - BY SILVIA - UN' ALTRA VITA di Antonia Calabrese

Un romanzo molto particolare questo libro della Calabrese che comincia con l’incidente quasi mortale della protagonista Lia. Una donna sposata con un medico che ama fin dai tempi della scuola e che gli ha dato una figlia stupenda: Stefania. Una donna che lavora e che come tante è divisa tra i doveri familiari, i genitori, i rapporti con i suoceri non proprio idilliaci e i doveri imposti dall’essere di religione evangelica, religione con cui spesso si trova in disaccordo. Lei si ritrova improvvisamente come un’anima vagante a guardare il proprio corpo sul letto di un ospedale. Accanto a sé vede e sente una creatura che non sa chi sia ma che la spinge a ripensare al suo passato perché deve tornare a vivere uscendo dal coma. La narrazione comincia dunque con la protagonista che si ritrova nei luoghi dove è nata, un piccolo paesino collinare dedito all’agricoltura e dai modi semplici e antichi, un paese in cui il tempo passa insieme al passare delle stagioni. Comincia a ricordare alcuni episodi, anche se inizialmente refrattaria a farlo, per poi proseguire mano mano a rivedere la sua vita con occhi diversi grazie a questo percorso a ritroso della sua infanzia e di ciò che le persone incontrate le hanno donato. Ripercorre il suo passato confrontandolo con le conseguenze che esso ha generato. Ricorda i giorni della scuola, i primi amori, l’incontro con quello che è il suo attuale marito e vari episodi che riguardano sua figlia Stefana inframezzati da descrizioni paesaggistiche, sermoni evangelici, excursus storici, racconti di tradizioni secolari e descrizioni architettoniche. Durante questo suo rimembrare, viene descritta la bellissima costiera salernitana, la zona di Mercatello, l’antico borgo di Roscigno oramai “fantasma”, la costiera e tanto altro. I personaggi sono sufficientemente descritti, anche se sarebbe stato molto interessante un maggiore approfondimento dei sentimenti provati da Lia e da suo marito Tommaso. Figura che viene solo di striscio accennata. La scrittura è fluida e piena di descrizioni favolose che utilizzano al pieno le sfumature della bella lingua italiana. Le frasi sono ben costruite e i dialoghi scorrevoli. Personalmente mi è molto piaciuto l’inizio, soprattutto l’idea di questa entità che spinge Lia a ricordare dicendole “io devo nascere”. Ho faticato però a leggerlo nella parte centrale, poiché la narrazione intercala descrizioni del paesaggio, spiegazioni relative alla religione o alle tradizioni, con minuziose spiegazioni di edifici storici senza che vi sia un continuum tra una cosa e l’altra. Inoltre mi sono ritrovata talvolta a dover tornare indietro per cercare di capire se mi ero persa qualche pagina poiché non mi era chiaro il passaggio tra un discorso e l’altro. Ho trovato anche ridondanti alcune descrizioni che parevano messe lì e che non aggiungevano nulla al racconto, anzi ne appesantivano la lettura. Un libro particolare che consiglio a chi vuole passare qualche ora a leggere un libro ben scritto con una storia che puó dare spunti di riflessione. Magari seduti su un masso di fronte al mare!

di Silvia
Blogger
2022

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