La generazione della luce.

La generazione della luce parte dall’alto e per gradi discende.

All’interno di questa fase discendente si possono incontrare le forme.
Qualsiasi forma attiva nel colore.

Attivo con estrema cura le mie opere, perché non vivo d’impulso, devo meditare, devo trovarle nella loro posizione naturale, senza forzarle.
So che il mio fare procede con la quiete appena smarrita, ogni tappa è una conquista, un nuovo porto dove far riposare l’immagine per poi ripartire con un nuovo carico di idee.
Per me il prodotto artistico non giunge mai ad un termine di consumo, una sorta di malinconia necessaria sembra rendermi imprendibile.
Presentissimo e lontanissimo, sopra le onde della burrasca e sopra la linea dell’orizzonte.
L’arte che vi rendo è identica al mio carattere, che non si lascia modellare facilmente, so che la strada che pittoricamente deve curvare, salire, discendere o andare diritta,
non cambio rotta,
il mio tenere la via è derivato da una ottima bussola
che mi indica i punti cardinali del colore,
della materia, delle forme e delle mie idee.
Se per qualche campo magnetico la mia bussola impazzisce, ho il coraggio di fermarmi, di non produrre più niente o di lasciare sedimentare i miei lavori, finché un nuovo tempo non mi indichi la volontà di ritrovarle, di ripropormele per attivarle definitivamente alla vista.
Anche la mia vita è un’opera da portare avanti.


G M I I I
Olio pietruzze e sabbia su tela
1990 cm 70x100

  • Pubblicata martedì 23 ottobre 2007

  • Da Maurizio Sacchini

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  • Pubblicatamartedì 23 ottobre 2007