Lucio Riva, (al 76° gradino)
Modena ospiterà la prossima mostra dedicata a Lucio Riva, curata da Marco Pierini. L’esposizione è promossa dall’associazione culturale Ricognizioni sull’Arte con il patrocinio del Comune di Modena.
Il Complessodi San Paolo a Modena ospita, dal 19 aprile al 2 giugno 2026,la mostra dedicata a Lucio Riva, (al 76° gradino), acura di Marco Pierini, già direttore della Galleria Civica di Modena,con la collaborazione di Costanza Neve.
Organizzatadall’associazione culturale Ricognizioni sull’Arte, con il patrocinio eil sostegno del Comune di Modena, l’esposizione sarà inaugurata sabato18 aprile alle ore 18.00. Saranno presenti l’assessore alla Cultura AndreaBortolamasi, il curatore Marco Pierini, il presidentedell’associazione culturale Ricognizioni sull’Arte Alessandro Mescoli e ilcoordinatore del progetto Achille Coriani.
Profondamentelegato alla città e a una concezione dell’arte fondata su libertà, gioco econoscenza, Lucio Riva è stato per oltre mezzo secolo considerato come “ilpittore di Modena”, non perché fosse il solo artista di valore della città,ma perché nessuno più di lui è rimasto così visceralmente legato alle proprieradici, tanto da non concepire neppure la possibilità di vivere e lavorarealtrove.
«LucioRiva ha segnato la storia della città, influenzandone positivamente il climaculturale: dalla sua wunderkammer di Via del Teatro, dal piccolo alpiccolissimo, dai taccuini ai libri di artista: un corpus unico, nel suogenere. Un uomo e un artista di grande riservatezza che aveva in una fantasticameraviglia la sua cifra stilistica: la mostra vuole esser un omaggio della suacittà al suo lavoro, un abbraccio collettivo che lo celebra e ci auguriamopossa farlo conoscere alle generazioni più giovani. La mostra, resa possibilegrazie a un vero e proprio lavoro di squadra, nato in Assessorato alla Culturadel Comune di Modena, racconta Lucio Riva e le sue opere, realizzate con le combinazionidi piccoli oggetti diversi di antiquariato o modernariato, o con le loro parti,reperiti nel tempo sulle bancarelle di mercatini o in ambienti di rottamazione.Opere ridefinite in un sistema di relazioni, caricando gli oggetti diesperienze umane, di sensi arcani e di significati persino simbolici: un trattoumano, dell’agire artistico e culturale. È come riconoscere diversi livelli disenso a vecchie fotografie, o ad altri oggetti, in un legame sentimentale maiinterrotto con la sua, la nostra città», dichiara Andrea Bortolamasi.
Ilpercorso espositivo comprende oltre 130 opere tra tele eassemblaggi, unitamente a numerosi taccuini, provenienti dacollezioni private e dalla famiglia. Pur non potendosi considerare unaretrospettiva vera e propria, la mostra mira a render conto dell’interopercorso di Riva, senza trascurare alcun periodo o alcuna tecnica.
Ampiospazio viene, infatti, dedicato al disegno, troppo spesso ritenuto secondario opropedeutico all’opera compiuta. In mostra, piccole carte e taccuini, alcunisfogliabili virtualmente con l’ausilio di tablet messi a disposizione delpubblico.
«Dopo gliesordi figurativi del primo dopoguerra, Riva ha elaborato una pittura moltopersonale, essenzialmente astratta e prevalentemente geometrica, nella quale –col passare degli anni – si sono introdotte forme organiche, riferimentiletterari, scrittura, collage. [...] Le opere nate dalla combinazione di piùoggetti aumentarono di frequenza nell’ultimo periodo, quando l’azione deldipingere si fece più faticosa, ma non persero smalto, carattere e originalità.Anzi, l’amore di Riva per gli oggetti conobbe proprio allora la massima libertàcreativa che spinse l’artista a manipolare, assemblare, separare, ribattezzare,abbandonare, recuperare ciò che aveva trovato sulle bancarelle o fattoriemergere dagli anfratti dello studio», scrive Marco Pierini.
Il titolodella mostra richiama quello delle piccole esposizioni domestiche che LucioRiva, dal 1982 al 2002, era solito organizzare prima di Natale nella sua casastudio, appunto al 75° gradino del numero 1 di via del Teatro.
La mostra,allestita nell’Ex Chiesa e Sala delle Monache, è visitabile dal venerdì alladomenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, aperto il 25 aprile e il 2giugno, chiuso il 1° maggio. Ingresso gratuito. L’esposizione è accompagnata daun catalogo edito da Aguaplano con la prefazione istituzionale, unracconto di Ugo Cornia, il testo critico di Marco Pierini, la biografia estesae la bibliografia di Costanza Neve e la documentazione fotografica completa delleopere esposte. Sponsor tecnico: Pulsar Industry. Per informazioni: ricognizionisullarte@gmail.com, www.comune.modena.it.
LucioRiva nascea Campogalliano (Modena) il 18 gennaio 1928, figlio di Dario e di ElenaBoccolari. Frequenta la scuola fino alla quinta elementare, avviandosi fin dagiovane al lavoro. Dopo alcune esperienze iniziali in diversi ambiti, trovaun’apparente stabilità nel settore assicurativo, dove in pochi anni costruisceuna carriera solida. Nel 1958, però, decide di abbandonare il lavoro,rifiutando una vita che sente estranea alla propria vocazione. L’attivitàespositiva di Riva prende avvio dagli anni Sessanta, con la sua prima personaleal Circolo di Cultura Formiggini (1961), presentata da Franco Minelli. Apartire dal 1962, con la mostra presentata da Nella Clara Roncaglia, fino alleesposizioni degli anni Settanta, la Galleria La Sfera, diretta dall’amicofraterno Mario Cadalora, rappresenta uno spazio fondamentale per la sua attività.Qui Riva espone sia in mostre personali, tra cui quella del 1964 e quella del1969, sia in collettive, come Figure e personaggi di Modena d’oggi del1965 e le rassegne dedicate agli artisti contemporanei del 1968 e 1970.Attraverso queste esposizioni, Riva si inserisce stabilmente nel panoramadell’arte modenese e nazionale, come dimostra anche la partecipazione ainiziative fuori dal contesto locale, tra cui la mostra Dieci pittori diModena a Novi Sad (1962) e la presenza sulla rivista “NAC – Notiziario ArteContemporanea” (1969), che segnano una prima attestazione critica più ampia. Lamostra antologica La traccia, la freccia, la scatola, il tempo,allestita nel 1979 presso la Galleria Civica di Modena e curata da CarloFederico Teodoro, sancisce il riconoscimento istituzionale del lavoro di Riva ene restituisce la complessità attraverso una lettura critica organica. Leesposizioni più recenti, tra cui Nel gioco delle idee (1996), Insoliti(2006) e Oggetti esclamanti (2012), contribuiscono a riconsiderarel’intero percorso dell’artista, mettendo in luce la continuità tra le ricerchedegli anni Sessanta e Settanta e gli sviluppi più maturi. Nonostante lapartecipazione a numerose mostre, Riva preferì sempre un rapporto diretto conil pubblico, aprendo le porte della sua casa-studio in Via del Teatro n. 1 apartire dal 1982. Questa scelta, coerente con la sua visione etica edesistenziale dell’arte, contribuisce a definire la sua figura come quella di unartista appartato ma profondamente consapevole del proprio tempo.
sabato 18 aprile 2026
Via Francesco Selmi, 63 - Modena - Modena - Italy
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