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INTERVISTA

“Ti parlo di me…”
Parole a ruota libera ad un ex-collega per un'intervista mai pubblicata

Non ti nascondo caro Robert che mi sembra strano ritrovarmi prima di tutto ad essere intervistata e poi proprio da un ex collega con il quale ho condiviso il luogo di lavoro per anni. Un ambiente e un mondo che per tematiche trattate – l’informatica – era ed è lontano anni luce da ciò che ora è la mia vera passione, vale a dire la pittura e l’arte decorativa.
In realtà non è stato un fulmine a ciel sereno: questa passione , all’inizio più che altro la decorazione, l’ho sempre coltivata nel tempo libero.
La mia formazione di grafica pubblicitaria non poteva rimanere “silente” e da qui che probabilmente , la mia anima creativa come una sorta di esigenza costante mi imponeva di trovare spazi a qualunque costo e in qualsiasi momento a dispetto di un’attività professionale totalmente diversa e che mi impegnava full time.
Ecco perché mi definisco una pittrice-decoratrice; il fine settimana e spesso alla sera mi dedicavo alla decorazione di materiali vari: dal legno al vetro, alla stoffa, agli specchi e quant’altro…
Ogni volta per me era una rinnovata scoperta di tecniche diverse e la mia fantasia aveva piena libertà di espressione. Esposizioni delle mie creazioni, conduzione di corsi decorativi e varie collaborazioni con negozi mi hanno incoraggiato a continuare fino ad arrivare anche alla decorazione di muri interni. Saloni di parrucchieri , palestre per scuole da ballo sono state delle “sfide” che ho raccolto
Ma il mio percorso artistico ad un certo punto della vita ha preso una svolta diversa.

Mi sono ritirata dal lavoro e devo dire che ho affrontato l’interruzione del lavoro con ottimismo e positività; infondo ero arrivata ad uno dei numerosi traguardi che la vita ti presenta ma sentivo che ce n’erano altri che mi aspettavano.
Quindi con fiducia e anche con una piccola dose di fatalismo ho intrapreso la mia “seconda vita” perché ritengo che di questo si possa parlare.
Una seconda vita che mi è venuta incontro all'inizio in maniera un po’ inconsapevole da parte mia, quando ho sentito il bisogno di dipingere su tela.
Probabilmente per mettermi alla prova - perché avevo usato fino ad allora il colore e i materiali per abbellire, arredare gli spazi , decorare gli oggetti etc. con una finalità puramente estetica; ma in quel momento stava nascendo l’esigenza di rappresentare qualche cosa di più profondo, le mie emozioni, gli stati d’animo ,il mio pensiero, le percezioni etc.
Ogni opera è la rappresentazione di se stessi ed è un’azione “intima” e delicata perchè ci si mette a nudo ; ma la condivisione con gli altri è proprio il mio intento primario. Vorrei che quello che ho trasferito sulla tela arrivasse allo spettatore possibilmente con la stessa forza e intensità che io ho profuso nell’eseguire l’opera.
La realizzazione di mostre personali e collettive e i risultati ottenuti mi hanno incoraggiato a continuare sempre con entusiasmo e desiderio di raccontare qualcosa di nuovo di me stessa.
L’arte per me, come ho già avuto modo di dire, è l’espandersi dell’anima, è la trasfigurazione del pensiero che si trasforma in una sorta di sesto senso. E’ così che riusciamo a leggere, a percepire, a sentire ciò che con altri strumenti non saremmo in grado di fare.

Non so per così dire se io “faccio arte” nel vero senso della parola, ti posso dire però che le mie tele rappresentano le mie parole, le mie mani, i miei occhi e il riuscire a percepire la sensualità, la leggerezza, l’interiorità, la sofferenza di alcuni miei lavori vuol dire accogliere il mio messaggio e stabilire una sintonia con gli occhi e l’anima di chi sta guardando.

Se mi permetti vorrei anticipare una tua domanda : “Perché dipingi?”

Per risponderti rubo le parole di un’amica scrittrice e le adatto a me:
”Dipingo perché respiro meglio”.