La complessità espressiva di Stefano De Carli

L’arte è ciò che di magico esce dalle mani dell’uomo per essere ammirata ed amata ed ogni artista lo ha ben presente e lo fa secondo un proprio piacere personale.
Penso sia questo il pensiero che ci deve accompagnare avvicinandoci alle opere di Stefano De Carli.
Al primo impatto visivo non è di facile comprensione il mondo pittorico di De Carli e non serve chiederci il perché, il come, forse non ha bisogno di essere compreso, perché probabilmente il mondo artistico di ognuno è cosa intima e personale.
Provo lo stesso a rendere mia la sua arte dicendo subito che mi ha colpita molto la suggestiva esternazione riposta nelle opere colme di interrogativi;. esternazione del percepire le diverse sfaccettature della vita in contrasto tra il bene ed il male, l’inferno ed il paradiso, la gioia e la tristezza; non a caso il rosso levigato è in netto contrasto con il nero materico accostati nell’opera alla quale l’artista non ha assegnato alcun titolo, oppure lo sfregio rosso sangue sullo sfondo chiaro eseguito con combustione nell’opera “Inferno”, per poi passare ad una quasi sacralità nell’opera “sospiri”…. contrasti dunque esaltanti che diventano richiami essenziali, fascino sicuro accostabile ad un moderno Burri.
Ad avvalorare la complessa espressione di De Carli l’utilizzo di materiali diversi che fungono da supporti necessari per rendere la tematica dell’opera ancora più incisiva.
Gli sfregi, gli squarci , i fori rendono interessanti gli insiemi compositivi tanto che la domanda che ci viene spontanea, resta sempre la stessa: “si vuol entrare nell’opera o si vuole uscire dall’opera stessa…”?
Estroflessioni, prominenze e deformazioni dunque colmi di interesse!
Personalmente mi piace entrare nell’opera, nell’essere dell’artista poiché solo così si riesce a comprendere e prendere il meglio … anche se, come dicevo prima per quanto riguarda De Carli non è cosa facile.
Attenzione dunque e sensibilità verso l’ignoto o forse semplicemente verso qualcosa che già si conosce e che si vuole trasmettere urlando, gridando oppure in punta di piedi, ma sempre dimostrando e sfidando se stesso ed il proprio essere “artista” .
Un particolare pathos viene elargito come un fiume in piena che richiama la complicità essenziale tra l’artista e la si piega al suo volere e lo spazio bianco diventa superficie duttile ed accogliente,
supporto neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo, sinergicamente partecipe del processo creativo.
Una continua ricerca accompagna l’operato di De Carli basta appunto vedere la diversità delle opere sia nella stesura che nella tematica, un continuo percorso portato all’idea di volerci sorprendere per i tanti aspetti espressivi che sa imporre alla Sua arte d’avanguardia e moderna rispecchiando mirabilmente i vari aspetti di un equilibrio di composizioni e di materia cromatica.

di Carla Colombo
pittrice-poetessa

Opera di riferimento

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