Dejavu

pittore

Dejavu Mikiart, è un giovane artista bolognese che conosco da circa tre anni.
Mi ha subito colpito per la simpatia e la profondità del suo carattere, per la poesia che sostiene il suo pensiero e la sua grande attenzione verso tutto quello che vede.
Operando io da tanti anni nel campo dell’arte, sono rimasto piacevolmente colpito dal suo originale istinto e talento artistico; è dotato di schiettezza e volontà di fare e di dipingere mantenendo forza interiore e coerenza con il proprio stile di vita senza mai fare l’errore, che purtroppo in tanti commettono nel mondo dell’arte, di prendersi troppo sul serio. Infatti la sua pittura ha una grande forza espressiva e genuina, con quel calore delle cose che stanno nascendo e maturando molto bene.
Dejavu è un tutt’uno con i propri tatuaggi e i quadri che egli dipinge; i suoi tatuaggi raccontano il suo mondo interiore, i suoi viaggi e le sue avventure dagli Stati Uniti a Cuba, alla ricerca di orizzonti e della natura che è la sua più grande fonte di ispirazione. Essi non sono mai banali ma rievocano e segnano in maniera importante tutte le tappe del proprio vissuto.
Fin da piccolo è sempre stato abituato a muoversi autonomamente; ribelle alle imposizioni, già all’età di quindici anni, per esempio, andò da solo ad un concerto degli U2 per seguire quella che è un’altra sua grandissima passione: la musica rock.
Già, perché Dejavu è fondamentalmente uno spirito libero e i suoi dipinti ce lo dimostrano continuamente.
Sono realizzati per la maggior parte in acrilico steso con molta cura e precisione (la precisione è uno dei suoi punti di forza).
Usa colori forti, netti e cromaticamente incisivi passando dal rosso all’azzurro, dal verde al giallo; lo stile è quello del fumetto o anche dell’illustrazione simile alla grafica dell’arte americana degli anni ’70 e ’80 che si vedeva sulle copertine dei vinili di genere rock californiano.
Tra i simboli che ritornano più sovente nei suoi quadri c’è il geco che per lui rappresenta l’unione tra la natura e l’uomo; il pesce scarnificato dalle espressioni cangianti e varie, con il corpo che è come un ricamo di linee continue; il volto di donna dai grandi occhi felini, le ciglia lunghissime e gli zigomi sporgenti che la rendono sensuale e pericolosa.
Ma Dejavu, essendo eclettico nelle sue espressioni artistiche (non dimentichiamoci, tra l’altro, che è cresciuto in un ambiente fecondo al mondo dell’arte, non si limita alla sola tela ma dipinge sui più svariati supporti quali sassi, piastrelle e legni.
In sostanza, il mio incontro con Dejavu è stato coinvolgente e importante perché, attraverso la sua pittura, ho potuto rivivere quella bellezza dei caratteri che contraddistinguevano gli spiriti liberi di una Bologna che oramai sta volgendo verso una deriva più impersonale e che invece, in Michele, resiste con tutta la sua forza poeticamente evocatrice e dinamica nel linguaggio che egli descrive molto bene e con ottimi risultati nella sua pittura.

Roberto Pagnani