Petali, steli e corolle, si dispiegano e si accorpano,generando un dinamismo che crea vortici introspettivi, dall’interno all’esternoo viceversa.
Si tratta di fiori nel pieno rigoglio della fioritura,allorquando la loro colma bellezza ha già espresso tutta la sua potenzialità edè sospesa nel momento appena prima di sfiorire, colta nella maturità della suaofferta. Queste presenze floreali sono svincolate da ogni possibile appiglio,le vediamo disporsi singolarmente o in gruppi, ma sempre prive di qualsivogliaancoraggio, gli steli recisi, come a voler testimoniare la caducitàdell’esistenza terrena, l’impermanenza di ogni istante, l’importanza di coglierel’attimo, per eternarlo.
Singolarmente o in gruppi di più individui, sembranoguardarci, testimoni silenziosi e attoniti, invadono il nostro spazio e silasciano invadere generando interrogativi: sulla loro magniloquente grazia,sulla silenziosa atmosfera meditativa che producono, sulle ragioni del loroessere in rapporto all’autrice, e a noi stessi.
L’elemento iconico, mistico e magico, è connesso alla loronatura femminile e sacrificale, allorché l’impeto dissolutivo cessa, e ciò chene permane è il simulacro.
Maria Palladino