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Uomini e boschi

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UOMINI E BOSCHI
Da quando l’uomo ha iniziato a rappresentare sé stesso e il mondo che lo circonda, il bosco è il luogo simbolo del mistero della natura e dei suoi sorprendenti fenomeni, metafora sublime dell’animo umano e dei suoi imperscrutabili fondali, regno incontrastato della fantasia che esplora e rende visibili i nostri sogni. Miti, leggende, fiabe, romanzi e racconti per millenni hanno continuato a sgorgare dalle luci e dalle ombre delle foreste abitate da animali selvatici, creature fantastiche, profonde paure e reverenziali silenzi. Qui l’uomo si inoltra per sfide impossibili, qui si sente piccolo e insignificante dentro un tempio solenne e bellissimo com’è il bosco, immenso e pieno della saggezza fuori dal tempo che è proprio della Natura.
Poeti, scrittori ma anche pittori, incisori, illustratori hanno da sempre subito il fascino di questo paesaggio in bilico fra realtà e magia, fra umano e sovrannaturale, fra sacro e profano. Questa mostra collettiva ripropone la formula collaudata dal 2014 dell’associazione CreaTTivamente di raccogliere artisti diversi intorno ad un unico tema. Sono 45 i nomi che danno vita, sostanza e colore a “Uomini e boschi” per rendere omaggio ad un’altra importante associazione sacilese, quella dei Naturalisti, che da cinquant’anni è attiva custode e studiosa del nostro ambiente.
Maria Balliana


Opera di Egle Piaser Mostra collettiva “Uomini e Boschi”
ALCOVA
cm. 90 x 160
acrilico su tela, 2018

In questa opera realizzata nel 2018, la pittrice coneglianese Egle Piaser, tralascia per una piccola, ma intima, parentesi, i suoi soggetti prediletti, gli amati Fiori, e mette a nudo la propria anima più recondita ed il suo più’ intimo essere, con una rappresentazione del bosco, inteso, appunto come Alcòva, cioè un luogo metafisico in cui eros ed anima si intrecciano avviluppandosi con il bosco stesso.
Un bosco, questo qui rappresentato, visto come benevolo e protettivo, una sorta di tana, di rifugio da dove l’anima della pittrice osserva il mondo esterno con tutte le sue contraddizioni, l’occhio dell’artista scruta il “di fuori” stando al “di dentro” di una foresta che è fonte di innumerevoli forme di vita e spunti di riflessione.
In questo dipinto la dimensione tempo resta sospesa, ed in questa sospensione del tempo si coglie il più intimo senso dell’opera: un intenso erotismo sperimentato nell’Alcova silvestre in opposizione alla banalità dello scorrere del tempo del mondo “normale”, esterno.
A nostro modesto avviso, come la trasposizione pittorica de “La Caverna Magica” di Andreas Vollenweider.
Achille Carcione 14/06/20

Informazioni sull'evento

  • Quando? Terminato domenica 04 ottobre 2020
  • Dove?VIALE Pietro Zancanaro 2, Sacile, (Pordenone)

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