2011

L'EMOZIONE DEL CIELO

Fin dall’antichità, i fenomeni celesti non potevano essere studiati con lo spirito distaccato della meditazione astratta e della scienza pura, ma erano considerati solo in funzione della loro influenza sulla vita dell’uomo. Il cielo era dunque pieno di poteri magici, divini, demoniaci. Il primo e essenziale compito dell’astronomia era quello di comprendere la natura e l’attività di questa forza, per prevenire ed evitare gli influssi pericolosi: l’astronomia non poteva sorgere quindi che sotto questa forma di astrologia e conservò questo carattere per migliaia di anni fino a Keplero, il vero fondatore della nostra astronomia scientifica.

La collettiva, ospitata nei locali espositivi della Biblioteca Angelica, vuole rappresentare quegli aspetti che dall’antichità ad oggi hanno segnato l’evoluzione delle umane vicende oscillanti tra il magico e la scienza, invitando gli artisti a rivolgere gli occhi al cielo, alla ricerca di se stessi e del proprio universo poetico.

L’astrologia è lo studio degli astri, dei corpi meteorici, che presuppone un loro influsso o comunque un loro stretto rapporto con le caratteristiche congenite e con le vicende degli uomini; l’astrologia è quindi l’arte di indovinare il futuro per mezzo dell’osservazione degli astri.
Maturata nella cultura della Mesopotamia, della Persia e dell’Egitto, l’astrologia sembra aver presentato fin dalle origini aspetti magico religiosi e scientifici. Il cielo limpido della Mesopotamia favoriva lo studio dei fenomeni celesti cosicché fin dai tempi più antichi i sacerdoti babilonesi (caldei) avevano imparato a distinguere i pianeti dalle stelle fisse e i segni dello zodiaco.
Dall’astrologia ebbe origine, presso i Babilonesi, l’astronomia, la scienza che si occupa di tutti i corpi celesti dell’universo, inclusi i pianeti, i satelliti, le comete, gli asteroidi, le stelle e le galassie, così come dalla magia, volta a scoprire il destino degli uomini e a sconfiggere i mali, nacque la medicina.

Redattore: RENZO DE SIMONE

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