2011

L’UNITA’ D’ITALIA NELL’ARTE
di Lino Di Stefano

Presso la Galleria di Arte contemporanea ‘IL TRITTICO’ di Roma, si è tenuta, di recente, un’interessante mostra di pittori e di pittrici i quali hanno voluto celebrare il 150^ anniversario dell’unità d’Italia col seguente motto: ‘FRATELLI D’ITALIA UNITI ATTRAVERSO L’ARTE’. Gli artisti, in numero di 21, hanno affrontato, con le loro opere, un po’ tutte le tematiche relative al processo unitario italiano realizzatosi a costo di molto sangue e tanti sacrifici. Sicché se il dipinto di Vania Privitera si è estrinsecato attraverso una sorta di labirinto avente come fulcro centrale il tricolore, il contributo di Paolo Comiz si è concretizzato mercé un lavoro esprimente la sofferenza umana.
Felice Boccadoro, dal suo canto, sotto lo sfondo di un cielo cupo e minaccioso ha disegnato una serie di croci esprimenti il dolore di chi si è immolato per la patria. In Aurelio Nicolazzo, così come in Sandro Boldoni, Mario Bigioni e Giacomo Premoli, invece, trapela un pizzico di ottimismo in più e sempre col tricolore che campeggia, spesso, in forma di angeli. Ma se nella composizione di Marida Iacona e Stefano Sesti domina ancora il motivo della bandiera dai tre colori, nel lavoro di Pino Reggiani, sullo sfondo della bandiera, s’intravede abbastanza chiaramente l’effigie di Giuseppe Mazzini, uno dei cosiddetti ‘profeti’, del nostro Risorgimento.
Nel quadro di Piergiorgio Colautti si stagliano, da una parte, una donna che rappresenta l’Italia e, dall’altra, alcuni monumenti della Città eterna. Più esplicito si dimostra Mario Sista il quale sulla bandiera tricolore disegna l’Italia com’era, e com’è, e con al centro Mazzini, Garibaldi e Cavour, insieme con Vittorio Emanuele II, gli artefici dell’Unità. I motivi del vessillo nazionale tornano con Attilio Colombrita e Ninni Trifirò: il primo, che rappresenta l’orologio della ‘storia’ sovrapposto alla Mole Antonelliana e il secondo, che tratteggia alcune immagini di città italiane mentre le frecce dell’Aeronautica nazionale disegnano il tricolore.
Anche Pietro Vanni, Maria Luisa Taranta e Pina Silvani – quest’ultima col motivo dei cavalli tricolorati – non si discostano dal tema avente come oggetto la nostra bandiera, mentre Emilia Di Stefano e Dino Massella, dal loro canto, diluiscono i tre colori in forme astratte, ma di particolare significato patriottico. Chiude la bella e interessante rassegna romana – incentrata sul motivo di alta valenza storico-nazionale – il lavoro di Paolo Lollai il quale riesce a tradurre in sembianze ludico-sportive il dinamismo di due atlete còlte in indovinate plastiche movenze.
La mostra ha confermato, se ve ne fosse stato bisogno, che anche con le arti figurative – così come con le rimanenti forme espressive – è possibile, anzi è necessario, ripercorrere, i momenti salienti che hanno caratterizzato la storia delle nazioni, nella fattispecie, quella nostra più recente.

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