maggio 2014

PASSI...compenetrazioni ritmiche: l'equilibrio del Tempo.

“PASSI…” è un viaggio, un percorso verso la scoperta del sé in rapporto col tempo attraverso il colore e il movimento nello spazio. Tutta l’azione scenica si fonda sul “ritmo”. Il ritmo, sia esso visivo, sonoro, tattile, ecc., agisce sulla nostra sfera emotiva e diviene prolungamento dell’anima. L’oggetto è portatore di “materia dell’anima” e affermazione della nostra identità. In rapporto con gli oggetti e lo spazio, il corpo entra in scena nella sua materialità. Lo spostamento e i movimenti che determiniamo col nostro corpo nello spazio “modificano” lo spazio stesso e agiscono sull’ “esistenza” degli oggetti che incontriamo al nostro passaggio. Lo spostamento così operato sull’oggetto ne altera l’ “equilibrio”.
L’oggetto è solo apparentemente inanimato, poiché possiede un proprio flusso organico. Pertanto, anche se lo spostamento e la disposizione dell’oggetto nello spazio sono attuati dall’azione del nostro corpo, l’oggetto “decontestualizzato” crea una nuova dimensione spazio-temporale imponendo la sua presenza scenica. Il colore è anch’esso materia “viva” ed espressione della nostra identità. In rapporto col corpo il colore assume un valore “rituale”. La “traccia” che il colore lascia sulla pelle e - tramite la pelle - sull’oggetto, crea una compenetrazione più profonda. L’equilibrio creato tra corpo, oggetti, spazio e colore, così com’è stato costruito può essere “deviato” verso la costruzione di altri equilibri, quindi “distrutto” e ri-creato, ridefinito in nuove strutture. Sperimentare nuovi ritmi da attribuire agli oggetti attraverso il loro spostamento e la loro decontestualizzazione (sense/non sense), si traduce in una concatenazione di azioni, azioni che “raccontano” una storia in uno spazio fortemente emotivo. Lo spazio emotivo si trasforma, infine torna al punto di partenza ma come qualcos'altro, diventa un altro “quadro”...dal quale si può sviluppare un'altra storia e poi un'altra e un'altra ancora e così via in maniera ciclica e all’infinito. Il tentativo del possesso e del dominio delle cose fallisce inesorabilmente così come la ricerca di un equilibrio imposto e definitivo, poiché è nel divenire che risiedono il senso e l'identità di ogni cosa. A vincere su tutto è dunque l'equilibrio del TEMPO.

Opera di riferimento

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