aprile 2016

"MEMENTO" - mostra collettiva presso Millepiani Coworking a Roma - di Lino Di Stefano

Nello scenario ‘Millepiani coworting, Via Nicolò Odero, 13, Roma, nel cuore storico del quartiere della Garbatella – spazio pubblico che l’amministrazione capitolina ha messo a disposizione per la promozione delle attività culturali - si svolgerà una interessante Mostra d’Arte Momento che sarà inaugurata venerdì 15 aprile. Nell’occasione gli artisti esporranno la loro idea personale di Memoria, un filo rosso, cioè, che attraverserà l’intero Festival. Diversi sono gli artisti che si esibiranno durante l’interessante esposizione quantunque ci limitiamo a menzionarne solo alcuni per la particolare ‘vis’ espressiva che emana dalle loro visioni del mondo caratterizzate, a prima vista, da realizzazioni che hanno come motivo fondamentale il mistero della vita, l’enigma della presenza dell’essere sulla terra, e, in definitiva, i significati ultraterreni dell’esistenza. La pittrice Emilia Di Stefano, ad esempio, espone due opere dai significativi titoli ‘Memoria Rubata 1’ e ‘Memoria Rubata 2’ - eseguite entrambe con ‘tecnica acrilico e collage su tela’ – dalle quali si sprigiona un’ansia metafisica che trova nelle felici colorazioni l’estrinsecazione più riuscita. Nella, prima, infatti, è presente tutta la gamma del cromatismo con prevalenza di alcune tonalità come il celeste, il giallo, il rosato e il bianco così felicemente intrecciati da rimandare al senso cosmico del mondo nel cui mare, parafrasando il Leopardi, “il naufragar (…) è dolce”; nella seconda, invece, ad onta delle somiglianze, le tonalità sono differenti. Questa volta, invero, le tinte, pur nelle generali affinità, si intessono in maniera diversa in una miscela che vede il predominio del rosso, del nero, del bianco, del giallo e, soprattutto del celeste in un clima allegorico rimandante sempre al senso mistico della presenza dell’uomo nell’universo. Gaetano Giglio, con due dipinti - ‘The Time’ e ‘Ingranaggi della Memoria’, rispettivamente con ‘Tecnica mista’ e ‘Tecnica mista’ – affronta anch’egli i temi relativi agli arcani della vita ricorrendo non solo agli intrichi mondani nei quali è condannato il genere umano, ma corredandoli pure mercé un indovinato groviglio coloristico che nel secondo lavoro ha un esito più felice a causa delle vivaci sfumature ivi presenti, col verde-azzuro preminente sugli altri. Mark Rathmell, dal suo canto, con le opere Seventies Model 1-1 e Seventies Model 1-2 – Tecnica pittura’ e ‘Tecnica Pittura’ – presenta un ‘omino’ stilizzato con una gamba accavallata sull’altra e con un viso enigmatico alterato, sui contorni del quale spiccano cortine di intensi colori: striature di verde sul petto, di nero sulle braccia e di nero-arancione sul viso. La testa è enigmatica e su di essa domina una sorta di anomalo cappello. Anche il secondo ‘omino’ compare un po’ sgraziato in tutti i suoi tratti, in particolare nel volto, con, più o meno, i colori dell’opera precedente, ma con l’azzurro che domina sui pantaloni. Pure in questo caso, il motivo dominante resta il mistero del mondo con tutte le implicazioni da esso derivanti. Il Festival, comunque, non si esaurirà soltanto nella mostra dei dipinti poiché ogni giorno ‘a latere’ della Mostra si svolgerà una serie di manifestazioni sia di carattere musicale e cinematografico, sia di ordine teatrale e letterario. La cerimonia di premiazione del Concorso Letterario Nazionale Dieci Lune (17 aprile), infatti, sarà la degna cornice conclusiva di un Programma così vasto e laborioso.


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