Fino alla fine. E cori alla Madonna

Sono giorni vuoti
in cui lo stomaco
è un imbuto dispnoico
alimentato
da un vivere costretto.
E niente più.

Ogni respiro
cela
intrisa
la paura
dell'ultimo ballo.
Quelle scarpe hanno i lacci logori.

La paura
è un corvo nero
oppure Dio
la luce
una lusinga di Satana.
Datemi una torcia accesa.

Gli occhi
propaggini nichilistiche
di carne sodomita
sono carichi pendenti
di fedi abrase.
La verga ha l'arroganza di un tulipano.

Come fuori dallo stadio
gli ultras
si assiepano i respiri
mille voci pronte all'urlo
in attesa di liberazione.
Fino alla fine.


Così sia.
E cori alla Madonna.

Informazioni tecniche
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Commenti

L'esito della poesia ? sicuramente lo sbocco pi? stupefacente. Forse ci si poteva arrivare prima. Sono convinto che le immagini dure e pesanti vadano centellinate e quindi trattate con una cerca circospezione.

fabio sebastiani - martedì 07 aprile 2020
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  • Tipo:Poesia
  • Archiviata il:martedì 07 aprile 2020