Fabiana Collotto

artista

Fabiana Collotto, veneta se pur nata a Prato il 25 ottobre 1960, è dal 2009 docente di ruolo di Arte e Immagine nella scuola Secondaria di Primo grado. Vive e lavora tutt’oggi nella provincia di Venezia dove ha sviluppato ed accresciuto i suoi interessi artistici.
Frequenta l’Accademia di Belle Arti Veneziana dal 1982 al 1984 alla Scuola Libera del Nudo, con Vittorio Basaglia e Luciano Zarotti. Successivamente fino al 1989, anno del conseguimento del diploma di Maestro d’arte con 110/110, frequenta il corso di Pittura con Carmelo Zotti ed Ennio Finzi.
Negli anni dell’Accademia partecipa ad alcune collettive, tra cui: nel 1987 la 72° Collettiva della Bevilacqua La Masa di Venezia, nel 1988 “Tempi di pace 1948/1988” e “Ri-generazioni…”. Nel 1990, con gli ex-colleghi di Accademia Patrizia Borghi, Elio Caredda, Francesco Chiais e Enrico Vianello, organizza l’esposizione “Variazioni di particolari” alla Galleria Einaudi di Mestre riscuotendo successo. Negli anni a seguire, si appassiona alla computer art e al ritocco digitale realizzando alcune sperimentazioni inedite.
Affianca la produzione artistica alla professione di docente. Le sue attuali opere, su carta e su tela, hanno forti legami con l’espressionismo astratto sia europeo che americano e sono frutto di una ricerca interiore intimistica e silenziosa.
Riferendosi a una celebre frase di Van Eyck, di sè dice: “Non sono un'Artista. Dipingo Als ich can.”

Formazione

Dal 1982 al 1984 a Scuola Libera del Nudo, con Vittorio Basaglia e Luciano Zarotti
Dal 1985 al 1989, anno del conseguimento del diploma di Maestro d’arte con 110/110, il corso di Pittura con Carmelo Zotti ed Ennio Finzi all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Tematiche

I temi del mio lavoro sono ispirati all’arte informale e all’espressionismo astratto. Infatti non c’è spazio per l’oggetto in sé, per la forma, ma piuttosto per la relazione che si origina tra i colori, dati a stesure multiple, sovrapposte, intersecate ora chiaramente visibili, ora nascoste. Il tessuto che si forma genera una tensione immanente, in bilico tra una dimensione sacra e una spontanea, fanciullesca.

Tecniche

L’artista colloca le tele su una parete, e segna la superficie con pennellate veloci di colore acrilico a volte mescolato con vernici, a volte con acqua.
Spesso i colori sono velati. I dipinti sono caratterizzati da spazi, pieni e vuoti, dovuti alla decisione di creare dei contrasti che generano tensioni, dinamismi ed aperture dilatate.