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Cronistoria

La mia vita artistica

2021

2021

F R E E C O L O R S Ancora oggi siamo vincolati ad uno stereotipo dovuto al fatto che tutto ciò che è bianco e nero ( e di conseguenza grigio ) non è colore ( forse c'entrano la TV, i giornali, il cinema ) ma il bianco e nero sono colori a tutti gli effetti: bianco è luce , nero è assenza di luce, sono i due titani con i quali si confrontano gli altri colori. Per capire i colori occorre aprirsi ai colori, non con l'intento di usarli per dare un senso alla forma, ma per farli vivere nella loro natura oggettiva che possiedono già nel loro stato di onde elettromagnetiche, ancor prima di entrare nel nostro cervello dal quale escono con tutti i carichi psichico-soggettivi con i quali ognuno di noi li riveste. Come e quando sono nati i colori? I colori sono sempre esistiti anche quando l'uomo non c'era ancora; la luce è nata con l'universo e le onde elettromagnetiche sono nate con la luce, solo che non si riusciva a vederli. Le onde elettromagnetiche sono determinate dal tipo di superfici o realtà fisico-chimica sulle quali la luce impatta; tali superfici riflettono le onde dello spettro che non vengono assorbite e che a nostra volta riceviamo e trasformiamo in colori. Il cervello dell'uomo dunque è il “decodificatore”, ma il DNA dei colori risiede nell'onda elettromagnetica, se non ci fosse questa niente colori, come se non ci fosse il cervello niente colori. Però i colori per apparire hanno bisogno di un aggregante, di un elemento su cui coagularsi per riuscire a rendersi visibili, una forma che forma non è e allora qual è la forma meno forma che esista e che riesca a dar loro dinamicità e vita? Non il punto né la macchia che sono statici, neanche la linea che sottende la verticalità, l'orizzontalità, l'obliquità e la circolarità, neppure altre forme geometriche, figurative o astratte, ma il “gesto” libero come una piuma al vento, senza più il centro, né una destra e una sinistra, né un alto e un basso, che, attraverso la mano, dia corpo ai colori per fondersi con essi sulla tela. Il gesto è la sintesi della volontà del nostro cervello attraverso il quale i colori riescono a rivelarsi nei loro accordi armonici e disarmonici e nei loro contrasti. Sappiamo che è nello specchio degli occhi che i colori vibrano e trasmettono il senso dell'animo; i colori tracimando sull'impeto del gesto ci donano la loro natura e a noi non resta che dipingerli. E' un gesto liberatore, che riscatta il carattere dei colori e diventa il tramite, il “medium”, il vettore del loro palesamento, permettendo loro di diventare primi attori sul palcoscenico del quadro il quale mantiene la sua forma a losanga libero come un aquilone. Le dimensioni del quadro restano contenute perché l'intento non è dipingere uno spazio ma di registrare l'intimità del respiro dei colori. I colori si impadroniscono del gesto, che già si era affrancato da qualsiasi riferimento sia figurativo che astratto e si manifestano per quello che oggettivamente sono senza alcuna pretesa se non quella di essere se stessi. Prendono la parola e da aggettivi diventano soggetti che esprimono in libertà il proprio temperamento. E' un mondo dove vigono le leggi dei colori non quelle della forma e che bisogna guardare dal punto di vista dei colori. Ogni soggettivismo sia stilistico che di forma è superato in nome di una superiore verità cromatica oggettiva e valida universalmente. Il loro più alto livello espressivo lo troviamo quando sono puri. Quando li mescoliamo col bianco per accendere la loro luminosità, col nero per sondare i lati più oscuri e col grigio diventando meno saturi, perdono sì espressività e carattere, ma riescono a interpretare quelle emozioni e sensazioni che proprio lì abitano. Se un'immagine vale più di mille parole, i colori esprimono più di mille immagini giungendo a scandagliare e visualizzare anche aspetti e stati d'animo psichici dell'inconscio di ognuno di noi, diventandone i simboli con la funzione inesauribile di stimolo e di apertura che va oltre ogni loro interpretazione . Si tratta non più di imprigionare i colori nella forma ma di farli vivere. I colori, nella percezione umana, nascono, vivono e muoiono con l'uomo. Tutto nasce e tutto finisce col nero. I nostri occhi si accendono vedendo il nero e si spengono nel nero. Tra un nero primo alla nascita e un nero ultimo alla morte vivono tutti gli altri colori. Guardando il quadro si può dire: - vedo il nero, vedo il bianco e poi vedo il rosso, vedo il viola, vedo il blu, vedo l'arancio, vedo il giallo, vedo il verde, e tutte le altre tonalità, quali entità proprie svincolate da qualsiasi altro riferimento, vivi, liberi e parlanti, interpreti unici dell'azione scenica. Diventano così i portavoce della purezza e dell'opacità, dell'armonia e della dissonanza, dei propri caratteri caldi e freddi, chiari e scuri, della propria complementarietà e forza quantitativa in un continuo scambio di ruoli. Ritroviamo la loro schiettezza espressiva e la loro luce primordiale mentre riconquistano la loro autorevolezza e la loro genuinità. Sono loro che si servono del gesto per apparire, per eseguire assoli, brani corali e orchestrali. Si tratta di calarsi nella loro intima essenza per riuscire a carpire i loro codici e alfabeti, per dipingere ciò che solo i colori custodiscono e rappresentano. Quando tutto sembra buio i colori indicano la via, il futuro, come fari nella notte, però non sono ancore ma delfini che inseguono i sogni sotto l'acqua e nel vento, i delfini vivono nell'onda come i colori che sono dentro e fuori di noi perché anche noi siamo onde che nascono e vivono in questa dimensione in continuo meraviglioso divenire consolati dalla loro presenza per poi infrangerci sulle rive della vita. 2021 G. Ferlin

2019

2019

IL GESTO -Forma e colori

2016

2016

AI CONFINI DELL'INFINITO ARTE PADOVA 2016 Presenta gli ultimi lavori relativi al progetto " Ai confini dell'infinito" con l'omonimo saggio d'arte.

Opera di riferimento: INFINITI ERRANTI

Visualizza l’opera
2013

2013

MY TIME Personale presso Galleria MADE4ART di Milano

2013

2013

Partecipa alla Rassegna " Black&White" Astrazione negli opposti presso MADE4ART di Milano.

2012

2012

Presenta " MY TIME " ad ARTEPADOVA 2012

Prigioniero delle proprie libertà l’uomo traccia la linea con un gesto lasciato alla spontaneità del braccio quale prolungamento dell’animo e vettore per il dilagare delle emozioni.
La linea, passando sul quadro, indica una provenienza e una destinazione senza fine tracciata da una mano immensa; in tal modo il quadro diventa la minuscola occasione per l’artista di registrare l’evento.
Il segno si trasforma in solco, orma, indizio, impronta, memoria di un passaggio e di un vissuto, attestazione di un presente e speranza di un futuro contro il dissolversi del tempo, diventando supplica e urlo nell'indifferenza e nella sordità dell’infinito.
L’animo si eleva nell’immensità dello spazio immaginario dove l’artista crea e la mente vive l’unicità della nostra emotività e spiritualità. ( Ferlin 2012 )
2012

2012

Realizza con ESG Edizioni Signorini di Lendinara la cartella d'arte " MY TIME "
per Emergency
2011

2011

Partecipa all’evento Meridiano Acqua-Meridiano Fuoco Magazzini del Sale e Cà Zanardi
Venezia

con tre opere inerenti la Passione, l'Infinito e la Libertà
2008

2008

CHROMATIC CODES Nell’esposizione del 2008-2009 Chromatic Codes le opere di Ferlin si compongono nel dialogo profondo fra la superficie di fondo e le linee rappresentative “del tutto” in movimento ( le serie rappresentate sono denominate Silenzi infiniti, Emozioni infinite e Presenze infinite ). Periodo 2008-2009 Preparazione della mostra Chromatic Codes con le serie di acrilici su tela Silenzi infiniti, Emozioni infinite e Presenze infinite

2008

2008

TRANSACTION

2007

2007

ARCHAIC EMOTION Con la mostra del 2007 titolata Archaic Emotions, Ferlin ridefinisce le grammatiche della visione, riducendole alla linea-colore-spazio, che diventano l’insieme degli elementi formanti il linguaggio che racchiude la sintesi comunicativa dell’emozione e col manifesto “Metasintesi” definisce le linee guida verso un’astrazione sempre più inflessibile e geometrica, fatta di dialoghi spaziali estremi fra colori e linee; dialoghi apparentemente razionali, eppure nelle intenzioni dell’artista sempre simbolici. Periodo 2007 Preparazione della mostra Archaic Emotion con opere in acrilico su tela quali la serie Emotion, Red Archaic Emotion, Archaic Yellow Emotion, Archaic Orange Emotion, Archaic Blue Emotion, L’origine del verde, L’origine dell’arancio e L’Origine del viola.

2004

2004

FREE RATIONAL COLORS L’approdo all’astrazione avviene nella prima metà degli anni 2000, dopo un lungo, decennale, periodo di riflessione e ripensamento in cui Ferlin ha rarefatto, quasi sospeso, l’attività artistica. Il legame fra Arte fantastica e astrazione non è necessariamente oppositivo quanto piuttosto contiguo, evolutivo e, a volte, persino metamorfico. Vanno qui ricordati artisti come Kupka, Mondrian e Kandiskij che approdarono all’Astrazione dal Simbolismo. Il ritorno alla pittura è segnato dalle ricerche titolate “ Oggettivismo naturale“ ove alcune opere ( es. Elementi casuali, 2004 ) appaiono sintonizzate sulle strutture praticate da Mario Nigro negli anni settanta. La ricerca dell’astrazione e il distacco dal figurativo non è mai per alcun artista facile e indolore. La mostra del 2006 titolata Free Rational Colors, afferente alla ricerca sul “Razionalismo Estetico”, in cui sono presenti anche installazioni che inneggiano alla Land Art, ci mostra un Ferlin intento a riflettere sul significato e sul ruolo dei colori nella vita dell’uomo, ma anche afflitto da una momentanea indecisione. La figura ritorna qui ridotta a oggettuale silouette ma capace di dialogare con la forma geometrica: nell’opera Free Rational Birds le sagome degli uccellini rimandano ai richiami di latta ormai desueti che i vecchi cacciatori adoperavano nelle valli del Po, ma su di loro è come si fossero abbattute le allegre temperie del Pop, la gioiosa razionalità del Memphis di Ettore Sottsass Jr, le didattiche laborialità di Bruno Munari. Periodo 2004-2006 Vari studi realizzati con pastelli su cartone afferenti la ricerca Oggettivismo naturale ( es. Elementi casuali - 2004) Preparazione della mostra Free Rational Colors afferente la ricerca Razionalismo Estetico con opere quali Rational Minds, Metamorphosis, Rational Eyes, Rational Senses, Emotion realizzate in acrilico su tela e Free Rational Birds, Rational Stones realizzate con tecnica mista.