My Dream
Digital art, 2026
L’opera si configura come un raffinato esercizio di riscrittura iconografica, in cui Ivan Venerucci rilegge uno dei volti più archetipici dell’immaginario del Novecento attraverso una sensibilità digitale contemporanea, colta e stratificata. La composizione, sviluppata in un bianco e nero ad alta gamma tonale, richiama consapevolmente la fotografia glamour classica hollywoodiana, ma la sovverte dall’interno mediante l’introduzione di elementi simbolici e perturbanti che rompono l’ideale di purezza e costruzione mitologica associato a Marilyn Monroe. La figura femminile è ripresa a figura intera, con un’inquadratura verticale che valorizza la postura inclinata in avanti, sospesa tra seduzione e vulnerabilità, mentre la scala alle sue spalle diventa metafora di ascesa e caduta, successo e sacrificio, temi centrali nella parabola esistenziale della musa. Dal punto di vista tecnico, la resa della pelle è estremamente curata: le superfici epidermiche sono trattate con una grana morbida e cinematografica che dialoga con la durezza grafica dei tatuaggi esoterici, creando un contrasto visivo e concettuale tra carne e segno, natura e simbolo. I tatuaggi, disseminati su tutto il corpo, non sono meri ornamenti ma veri e propri dispositivi narrativi: lune crescenti, soli, stelle, serpenti, pugnali e sigilli evocano un lessico occulto che rimanda ai cicli di trasformazione, al dualismo eros–thanatos e alla conoscenza iniziatica. In questo contesto, Marilyn non è più soltanto un’icona pop o un oggetto di desiderio, ma assume il ruolo di sacerdotessa laica, corpo rituale su cui è inscritta una storia di potere, fragilità e autodeterminazione. La scelta di renderla scalza accentua la dimensione terrena e umana della figura, sottraendola al piedistallo mitico e riconnettendola a una fisicità vulnerabile e autentica, mentre le unghie lunghe e laccate di rosso e il rossetto, unici elementi cromatici saturi, funzionano come accenti simbolici di vitalità, sangue e desiderio, richiamando tanto la passione quanto il sacrificio. Gli occhiali da vista con montatura nera introducono un ulteriore livello semantico: lo sguardo non è più solo oggetto da contemplare, ma strumento che osserva e giudica, ribaltando il tradizionale rapporto tra soggetto e spettatore. In termini di linguaggio visivo, Venerucci dimostra un controllo maturo della luce, che modella il corpo con chiaroscuri morbidi e scolpisce la figura nello spazio, conferendole una presenza quasi scultorea, mentre la scenografia domestica rétro dialoga con l’estetica vintage senza cadere nella nostalgia sterile, ma anzi fungendo da teatro simbolico della memoria collettiva. L’opera si impone così come un tributo complesso e consapevole, in cui Marilyn Monroe diventa al tempo stesso musa, archetipo e superficie di proiezione di una riflessione più ampia sull’identità femminile, sul prezzo della celebrità e sulla possibilità di riscrivere il mito attraverso il linguaggio dell’arte digitale contemporanea, trasformando l’icona in un segno vivo, stratificato e profondamente umano.
Informazioni generali
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Categoria: Arte digitale
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Eseguita il: 2026
Informazioni tecniche
- Misure: 100 cm x 150 cm x 2 cm
- Tecnica: Digital art
- Stile: impressionismo
Informazioni sulla vendita
- Collezione: Torino
- Prezzo: € 100.000,00
- Disponibile: si
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA245208
- Archiviata il: 29/07/2026
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