Biografia

Formazione artistica

L'espressionismo Astratto è l'Arte figurativa dell'Anima, la necessità di raffigurare i sentimenti più profondi, dei veri e propri autoritratti delle emozioni che emergono dall'inconscio incontrollato prendendo forma in una creazione dove la parte più nascosta diventa protagonista nella semplicità del gesto che chiunque può realizzare, è il segreto dell'uomo che ancora pochi comprendono e della sua anima, rimanendo tra gli impulsi più nascosti e incomprensibili.
L'astrattismo è la forma d'arte che più si avvicina al mistero della creazione, a Dio sublimando la necessità dell'uomo ad avere delle risposte a domande che rimangono senza e di come l'astratto spaventa e disorienta, diventando difficile da capire e si scappa.... ma ci sono momenti in cui non si può ed è questo il momento in cui l'opera prende forma e colore e va vissuta. Spinge a riflettere e libera il pensiero che bisogna semplicemente saper ascoltare in un mondo fatto di stati d'animo spesso in contraddizione tra di loro, un mondo dove vivere esperienze profonde di confronto e scontro nella ricerca continua di se stessi per rimediare alla irrequietezza che non ha mai trovato una spiegazione e neanche una soluzione.
Ho avuto da sempre l'istinto di esprimere e imprimere le mie emozioni più profonde ma le ho sempre represse perché la paura di affrontarle ha sempre vinto su tutto, credendo di non essere in grado di poterle esprimere, sperando che reprimendole si sarebbero perse nel tempo, forse avrei continuato così se non mi fosse stata data una grande tela da una persona che ha voluto sfidare questa mia volontà mai praticata. Ho avuto la tela in casa per mesi bianca candida e la guardavo con timore senza capire o sapere cosa fare, quasi con un sentimento di riverenza mi avvicinavo ma poi mi mancava il "coraggio" di sporcarla e mi allontanavo con paura, la vedevo così grande così irraggiungibile come uno scalatore di fronte alla più alta delle montagne, una vera sfida con me stesso. Dopo vari tentativi falliti nella speranza di osare vincendo tutte queste mie paure, un giorno mi sono avvicinato così tanto che la tela stessa mi ha letteralmente sopraffatto e sono entrato in lei in una dimensione quasi irreale come catapultato in un altro mondo, spaesato e incuriosito nello stesso momento spinto quasi a voler tornare indietro, senza la possibilità di poterlo fare ed essere costretto ad andare avanti nel tentativo di uscire da quella situazione percorrendo quella via per tanti anni evitata, una sensazione che riesco a percepire toccando la tela, quando ho capito quello che avevo fatto prendendo coscienza del mio primo dipinto ho avuto la percezione di essermi appena svegliato non so ancora se da un sogno o da un incubo ma avevo oltrepassato quel muro fino a quel momento mai superato, una condizione che ancora oggi è necessaria per riuscire a realizzare altre opere....un ostacolo che non supero tanto facilmente perché ho sempre timore di entrare in quella dimensione ancora misteriosa andando al di là nel mio inconscio, per paura di restare intrappolato in un labirinto dal quale uscirne è sempre difficile e faticoso. I miei quadri parlano a me di me della lotta continua tra me e la tela, colei che mi rapisce e mi spinge dentro questa dimensione, mi obbliga a stare in uno stato sospeso nel vuoto dove ogni emozione che non riesco ad esprimere diventa per me una sofferenza, alla fine capisco che è sempre una sconfitta ma nello stesso tempo anche una liberazione....perché trovo la porta per uscire. Il gesto artistico fa in modo che io non mi lasci sopraffare da quei momenti, quando l'azione prevale su tutto sulla ragione sul pensiero sulla facoltà di decidere, facendo parte di esso e lasciandoci ogni volta una parte di te stesso....lo capisci....lo senti dalla sofferenza o dalla gioia che ti provoca e ti fermi.......
Realizzare un quadro è donare qualcosa di se stessi agli altri qualcosa di profondo. I miei quadri sono parte della mia lotta continua per riuscire a sopravvivere in fondo senza capire il perché....non riesco neanche io a spiegare quello che provo o che faccio mentre dipingo posso solo descrivere delle sensazioni come quando si racconta un sogno, ho la speranza che guardando i miei quadri qualcuno un giorno riesca a spiegarli a decifrarli ma so anche che questo non succederà prima della mia fine quindi non lo saprò mai, la creazione e il caos che si generano in me, la necessità di rappresentare quello che si ha dentro è un bisogno dell'uomo, nulla può essere lasciato al caso o tutto è lasciato al caso? Così come nella vita spesso le nostre decisioni sembrano stabilite da delle scelte ragionate ma poi ci accorgiamo che tutto è frutto del caso....c'è la scelta del colore ma poi farlo colare su una tela è frutto del caso che lo determina seppur guidato dai gesti tale da poter rappresentare quello che abbiamo dentro proprio come nella vita i nostri gesti le nostre scelte frutto del caso creano la nostra vita generando un caos ordinato dove solo la nostra anima riesce a sopravvivere, una pittura d'azione dove si mescola tecnica a emozione e creatività in gesti immediati veloci impulsivi...dove far emergere le emozioni nella difficoltà di voler rappresentare tutti quei sentimenti quelle esperienze che ognuno di noi vive dalla passione al dolore dall'amore alla rabbia all'odio, sentimenti che tutti hanno dentro nell'IO più profondo, che tutti provano e che spesso evitano. Oggi sono sempre alla ricerca di una mia strada che mi permetta di trovare il modo per poter esprimere tutto quello che vorrei, ma devo fare i conti con la PAURA che è sempre lì che mi sfida e che spesso vince ancora.
MARCO MARIOTTI