Max Callari

artista

Max Callari (classe 1971) nasce nel centro storico di Roma e cresce tra i colori a olio del padre, che gli insegna a coltivare la passione per la pittura e il disegno, portandolo con sé nelle rinomate gallerie d'arte dove espone durante gli anni '70/'80, facendogli affinare nel tempo una sensibilità personale e autentica.
Il risultato è la libera scelta di un percorso formativo, durante gli studi superiori e poi accademici, al fianco di alcuni nomi importanti del panorama artistico: Fabio Vergoz, Giorgio Scalco, Emanuele Floridia, Romano Rizzato Lotto, Edolo Masci, Roberto Almagno, Empedocle Amato e storici dell'arte come Maurizio Marini e Carlo Savini, i cui preziosi insegnamenti lo accompagneranno e lo porteranno a maturare esperienze professionali principalmente nell'architettura d'interni come disegnatore tecnico presso studi prestigiosi e negli anni successivi anche nell'arte contemporanea con l'apertura della sua galleria d'arte Art's Moment a Roma, inaugurata nel Rione Sallustiano con una mostra antologica dell'artista internazionale Julianos Kattinis, successivamente collocata nel Rione Trastevere dove esporrà opere di numerosi artisti emergenti e affermati tra cui l'attore, regista teatrale e scultore Graziano Piazza e l'architetto, scrittore e pittore Andrea Nikolaevic Ruffolo.
Nel corso della sua evoluzione artistica, la fotografia è diventata il suo lavoro ma anche il suo stile di vita e il suo linguaggio. Dalla volontà di investire sul proprio talento con un intenso periodo di formazione propedeutico all'approfondimento della materia già studiata anni prima all'Accademia di Belle Arti sotto la guida del fotografo Roberto Bossaglia, figura storica della fotografia contemporanea, partendo da un periodo analogico Max Callari approda anche al digitale sviluppando una cifra stilistica riconoscibile e molto apprezzata negli ultimi quindici anni in occasione di mostre personali e collettive, pubblicazioni editoriali e collaborazioni in diversi ambiti della fotografia professionale.
Utilizza la propria attrezzatura tecnica, corpi macchina Leica, Nikon, Canon, Fujifilm, Sony Alpha, Pentax, per realizzare diversi servizi professionali, prediligendo costantemente il monocromo nei progetti personali e nei suoi temi fotografici preferiti come architetture, ritratti, street-photography, diverse tipologie di reportage. È stato descritto come "un autore eccellente dallo stile di raffinata semplicità" e il suo bianco/nero "ricco di colori".
Dal 2023 si dedica anche alla scrittura, nel 2024 pubblica "Granelli di Vita" (distribuito da Mondadori, Feltrinelli, IBS, Rizzoli Bookstore, Amazon) una raccolta di racconti e testi poetici che attingono alla quotidianità, ispirati anche da esperienze di vita personali di cui l'autore cerca di catturare l'essenza e l'"invisibile" come nel suo particolare stile fotografico.
Considera la scrittura uno strumento complementare al suo lavoro di fotografo e attraverso questo nuovo percorso parallelo interpreta e racconta la realtà che lo circonda non più solo in bianco e nero, ma anche "a colori".
Nel 2025 sceglie Noir di Max come nuovo nome d'arte per rappresentare le sue attività in ambito artistico e culturale.
A fine gennaio 2026 pubblica la sua seconda opera letteraria intitolata "BRINGING BACK" un viaggio psicoanalitico tra la freddezza del digitale e la verità della materia. Attraverso il simbolo di un giocattolo di legno, la protagonista cerca di ricomporre i frammenti della sua anima in un mondo che ha dimenticato il valore del tatto e del passato. Il libro è distribuito da IBS, Feltrinelli, Amazon.