Il Sussurro Felino del Futuro - Spheropolis

L'aria sopra l'antica Roma tremolava, non per il calore estivo, ma per l'increspatura del tempo stesso. Le imponenti rovine del Colosseo si stagliavano sotto un cielo che sembrava più denso del solito, quasi un velo sottile.

All'interno di uno degli UFO, un disco argenteo levigato e silenzioso, un gruppo di discendenti di Spheropolis osservava affascinato. Erano figure eleganti, avvolte in tessuti fluidi che sembravano danzare al minimo movimento, i loro occhi sereni riflettevano la pace di un'esistenza in perfetta armonia con l'universo sferico. Stavano studiando le "rette" del passato, i muri imponenti, gli angoli affilati, cercando di comprendere la nostra ossessione per la rigidità.

A poppa del piccolo vascello, appollaiato con una regale indifferenza su un pannello di controllo luccicante, c'era Giotto. La sua pelliccia marmorizzata sembrava assorbire e riflettere le luci delicate della cabina. Ogni tanto, un leggero guizzo della coda accendeva o spegneva un display o modificava una traiettoria.

"È qui che vivevano," sussurrò una giovane discendente, il cui nome nel nostro tempo sarebbe impronunciabile, ma la cui essenza era fatta di pura curva. "Tra queste linee dure, questi volumi squadrati."

Giotto emise un leggero "mrrrow" e saltò agilmente sul bracciolo della poltrona del pilota, un'altra figura serena con lunghi capelli che fluttuavano leggermente per l'energia sottile dell'abitacolo. Il pilota sorrise, accarezzando la testa di Giotto. "Il nostro navigatore non è d'accordo, Sefira. Lui ricorda. E ci ricorda che persino tra queste 'rette', c'era già il seme della sfera."

Il gatto si stiracchiò, le zampe anteriori protese in avanti, come per indicare qualcosa all'esterno. I dischi volanti, guidati da una forza invisibile, iniziarono una lenta discesa. Sotto di loro, non più il Colosseo, ma una visione onirica.

Era il Colosseo stesso, ma avvolto, protetto, quasi "vestito" da una gigantesca forma curvilinea. Una sorta di enorme "mutanda building" fluttuava intorno alla struttura, morbida, accogliente, una visione che univa l'antico alla filosofia dei veli protettivi di Fanty Building.

Giotto balzò sul davanzale panoramico, i suoi occhi verdi brillanti. Guardò il Colosseo "vestito", poi si voltò verso i suoi compagni di viaggio, emettendo un altro "mrrrow", questa volta più lungo e melodioso.

Il pilota annuì, comprendendo. "Ha ragione. Non stavamo solo guardando il passato, Sefira. Stiamo assistendo al momento esatto in cui il nostro antenato, Munico, ha iniziato a immaginare la transizione. A vestire le rette con la curva, a seminare l'idea che un giorno Spheropolis sarebbe stata inevitabile."

Giotto strofinò la testa contro il vetro, come se volesse fondersi con la visione. Era la sua missione: guidare i discendenti a comprendere che il futuro sferico non era una rottura, ma un'evoluzione gentile, un sussurro felino che da sempre aveva spinto l'umanità a liberarsi dagli angoli e ad abbracciare l'armonia infinita della sfera.

Informazioni generali

  • Categoria: Architettura

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Informazioni sulla vendita

  • Disponibile: no

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA237889
  • Archiviata il: 08/01/2026

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