L’Estetica dell’Assurdo: Dai Mutanda Buildings al Ready-made Digitale
Di Enrico Thanhoffer
In un’epoca in cui l’architettura globale sembra rincorrere l’iconicità a ogni costo, il confine tra struttura e accessorio si è fatto pericolosamente sottile. È in questo interstizio che si colloca la mia ultima ricerca visiva, per mettere a nudo — letteralmente — le dinamiche del consumo culturale contemporaneo.
L’edificio come indumento, l’oggetto come monumentoIl richiamo ai cosiddetti “Mutanda Buildings” non è casuale. Se le metropoli d’oriente e d’occidente hanno visto sorgere grattacieli ribattezzati dal gergo popolare con nomi di capi d'abbigliamento, io ho voluto ribaltare il processo. Non è più l’edificio a imitare l’abito, ma è l’indumento intimo a farsi architettura, occupando lo spazio con la solennità di un landmark urbano.
Dal White Cube al SupermercatoNella serie proposta, il prodotto "Fanty" trasmigra da una cornice dorata — simbolo della sacralizzazione dell'arte — alla navata centrale di un supermercato. Qui, l’indumento diventa una struttura sospesa, una cattedrale di pizzo giallo sotto una pioggia di coriandoli dorati.
Il paradosso è evidente: nel momento in cui l’oggetto diventa monumentale, perde la sua funzione originaria per diventare puro simulacro. I visitatori (o clienti?) non interagiscono con lo spazio, ma lo mediano attraverso lo schermo dello smartphone. L'architettura e l'arte diventano così lo sfondo per un rito collettivo di acquisizione digitale, dove il "visto" conta meno del "postato".
Una critica alla "Super-Mercificazione"Come architetto, la mia sfida è comprendere come lo spazio possa ancora generare significato in un mondo saturato da brand e immagini iperreali. Questi scenari sono un monito: quando l'architettura diventa puro marketing e l'arte un gadget, il nostro sguardo si appiattisce.
La mutanda gialla, incorniciata o sospesa tra gli scaffali, è lo specchio di una società che ha trasformato l'intimità in spettacolo e il monumento in merce. È l'invito a riscoprire una scala umana e critica in un panorama dominato dall'estetica del paradosso.
Non chiamatelo Fantasy, chiamatelo Futuro.
Riferimenti Istituzionali e Tutela:
Identità Digitale Internazionale: Wikidata Q20631012
Deposito Protezione Opere: SIAE n. I-006249233-3
Informazioni generali
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Categoria: Architettura
Informazioni sulla vendita
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Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA238652
- Archiviata il: 24/01/2026
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