IL CUORE DELL’OGGETTIVITA’

Il realismo poetico è la forma espressiva delle tele di Nando Conti, dove l’empirico incontra la soggettività e la fantasia.
Nando Conti autodidatta, dopo un lungo e intenso periodo lavorativo, dedica dal 2016 parte del suo tempo alla produzione artistica e decide di dipingere su tela.
La sua scelta da subito, predilige i paesaggi in acrilico che, a detta del pittore, permettono una resa migliore nella figurazione dei particolari.
Boschi rigogliosi, verdi prati, distese innevate, dolci e verdi colline, maestose montagne con abetaie, stradine bianche di campagna, immerse nel verde, limpidi fiumi, laghi cristallini, cascine, forse abbandonate, borghi antichi di piccoli paesi, sono i punti di forza dei suoi paesaggi, proposti da pennellate artistiche che muovono con precisa e attenta padronanza tecnica. La grammatica delle linee, dei colori, delle cromature e delle ombreggiature, dà vita a segni significanti e a luoghi precisi dove la figura umana e sempre assente.
La viva memoria dell’artista, unita a forti sentimenti ed intime immagini guidano la sua mano per fermare le pure forme di scenari variegati.
Diverse ed articolate sono le proposte pittoriche di Nando: l’arte figurativa diviene spontaneamente per lui, come per un flusso magico, la motivazione della sua singolare novità nel tema paesaggistico. In un certo senso la sua arte si può paragonare all’opzione iperrealistica, sebbene se ne distacchi in parte. La corrente citata, chiamata anche superrealismo, propone una produzione molto fedele della realtà, quasi meccanica, attenta soprattutto alla rappresentazione di volti, cosa che non accade al Nostro. Lui omaggia la natura nei suoi diversi momenti e situazioni dell’anno solare e dà corpo a rappresentazioni terse, ben scandite, che offrono armonia, equilibrio, piacere, simboli del benessere in una pausa momentanea che attende un qualcosa che può accadere da un momento all’altro. La speranza, il desiderio, la realizzazione possibile di un progetto sembrano quasi uscire dall’angolo di un bosco, o dal lato del lago o da dietro la vecchia casa.
Sono i luoghi dell’infanzia quelli che ammiriamo nei suoi quadri, realizzati in una singolare interpretazione.
L’uomo –pittore e il fanciullo comunicano frasi di un discorso profondo che, nel mostrare uno scenario del momento, quasi fiabesco, ormai lontano, esaltano la purezza e la genuinità, tanto desiderati durante il viaggio della vita.
Lo stress di oggi, causato da una società spesso inquinata da rapporti convenzionali e da compromessi esistenziali, in cui tendono a morire i valori autentici degli affetti, necessita di una cura, che solo la personale creazione estetica può offrire.
Le tele di Nando possono catturare, l’attenzione dell’altro, soggetto dell’universo umanitario e donare, in una comunicazione attenta, un attimo di breve gioia, in cui singole e microscopiche particelle di un insieme evidenziano nessi di causalità e di consequenzialità logica, nel paesaggio.

di Tosca Guarino

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