Ale Senso dipinge un’opera monumentale alle porte di Roma
Arte urbana e logistica a Castelnuovo di Porto
Street artist difama internazionale, Ale Sensoregala a Castelnuovo di Porto –nella città metropolitana di Roma –un’opera composita e complessa,un’installazione monumentale site-specificperfettamente integrata nel contesto delle ex cave di tufo, un racconto per immagini che raffigural’umanità e attraversa una tematica definita nel titolostesso dell’opera: Antropìa,neologismo che spiega l’essenza propria dell’essere umani, la qualitàdell’umanità intesa non come specie biologica ma come l’insieme delle suecontraddizioni. Ovvero quella capacità di creare immensa bellezza e, allostesso tempo, distruzione.
Ale Senso nondipinge l'uomo, ma ne dipinge questa qualità. E lo fa su seicentotrenta metri quadrati di infrastruttura industriale, dalla pavimentazione fino alla suasommità.
Ilserbatoio antincendio – dieci metridi cilindro d'acciaio – è il corpo principale dell'opera: un'antologia visiva dell'umanità. Dieci storie della tradizione orale di ognicontinente si susseguono lungo la circonferenza: l'universo-conchigliadelle Isole della Società, l'Ombù argentino, la creazione dei deserti, i duelupi Cherokee, il signore che amava i dragoni, ?ahmeran, l'asino di Esopo, ilvaso rotto, Mukuku, la danza del canguro. Voci lontanissime tra loro cheraccontano, con immagini diverse, le stesse domande. A chiuderle, un'undicesima voce, l'unica moderna: La Statistica di Trilussa, in romanesco. È un gestopreciso: la saggezza popolare non è un reperto, continua a prodursi e continuaa dire, con l'ironia amara del pollo di Trilussa, che spesso chi ha poco non èben disposto a dividere quello che ha.
Mail vero fulcro critico dell'opera èuna ferita. Una crepa dipintapercorre verticalmente l'intera altezza del serbatoio e interrompe il fregio geometrico che percorre la circonferenza, unicoelemento che teneva insieme tutte le storie: è la figura esatta dell'antropìa. Il fregio dice ciò che l'umanità safare: legare, costruire, unire. La crepa dice ciò che l'umanità, parallelamente,fa: incrinare ciò che ha costruito.
Ilterzo movimento dell'opera è il prefabbricato tecnico adiacente, che Ale Senso trasforma nell'Ara degli antenati. Una moltitudine di figure èimpegnata in una danza di gruppo che avvolge le quattro facciate: molte sonotrasposizioni di reperti reali, come i graffiti rupestri della Valcamonica, ilbabbuino egizio di Thot, i Tiki delle Isole Marchesi in Polinesia. Il suo temaè il legame originario tra uomo e natura, risalito fino alla soglia in cui ladistinzione stessa si dissolve. Non a caso la danza si richiude, sulla facciatarivolta al serbatoio, con figure animali e corona in un oculo da cui siintravede un universo. È da lì che tutto ha origine. Da quel cerchio nasconoinfatti le piante che si estendono attorno all'edificio e poi, viaggiando sulletubazioni dell'impianto, raggiungonoil serbatoio. È il dettaglio più denso dell'intera opera. Quelle condotteidrauliche diventano il tracciato di una doppia migrazione: i flussi che hannoportato la specie umana a diffondersi dall'Africa fino agli angoli più remotidel pianeta, e insieme le connessioni che oggi legano quegli angoli attraversole infrastrutture moderne.
Ilprogetto, promosso e finanziato da Prologis,come parte della filosofia del programma PARKlife™, dimostracome la valorizzazione degli stessi attraverso l’arte urbana, possa riqualificare e rivalutare il patrimonio storico,dando nuova vita ai siti del presente.
Prologis,attraverso PARKlife™ mira alla realizzazione dimonumentali opere di street art che intendonoarricchire ancor più gli spazi logistici, nei quali il contributo essenziale diquest’arte ha il fine di valorizzare aree quotidianamente frequentate danumerosi addetti ai lavori. Questo approccio riflette il più ampio impegno diPrologis nella creazione di spazi logistici funzionali, accoglienti e integratinel contesto locale, dando vita a un progetto che occupa un posto di rilievonel panorama italiano dell’arte urbana e della logistica.
Antropìa di Ale Senso è visitabile al Prologis Parkdi Castelnuovo di Porto (SDA3 – terzo polo di smistamento SDA), con accessolibero, durante gli orari di aperturadel centro:
da lunedì a venerdì, ore 7,00/21,00 e sabato dalle ore 7,00alle 13,00.
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