Roberto Fabio Brucci >>> Il Tuffatore Riemerso

artista

Nasce a Napoli il 14 dicembre 1984 e da allora vive a Casoria, nell’hinterland partenopeo. Dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze del Turismo alla Federico II (2007) e, successivamente, in Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli (2022). Dal 2009 è assistente amministrativo in Banca d’Italia. La favorevole condizione economica gli ha consentito di essere “mecenate e collezionista di se stesso”, non dovendo rincorrere a tutti i costi logiche di mercato, ma avvalendosi della ricerca artistica come strumento conoscitivo e di crescita personale.

 Già nel 2006 vi è la prima pubblicazione di un componimento poetico (Nero) sull’antologia del premio letterario Tra le Parole l'infinito. Vira, poi, verso le arti visive, come racconta nel 2016, quando alcune sue opere (scritti e foto) sono inserite nel volume Ti racconto il mio mondo, pubblicato da Retina Italia Onlus. Non abbandona mai l’amore per la poesia, come testimonia la recente partecipazione al IX Premio San Valentino – Città di Atripalda, nel quale si è aggiudicato il Premio Cupido Antologia per la poesia Più che impossibile, inserita e pubblicata nell’antologia del Premio. Altre liriche sono state pubblicate, sempre nel 2023, nell’antologia dell’XI Premio Alda Merini (Incubi Diurni in Poeti per Alda) e del XV Premio “Il Federiciano” (La Monaca).

 Ha esordito come artista visuale nel 2016 con una mostra personale presso la sede di Napoli della Banca d’Italia dal titolo DIVERSITY – Oltre i pregiudizi; tra le opere in mostra vi è anche Il Tuffatore Riemerso, in cui per la prima volta "prende in mano il pennello" e crea il simbolo dello "sguardo infinito". Ha esposto le sue opere al Contemporary Art Museum di Casoria (CAM), in occasione delle varie edizioni del Festival di arte contemporanea Survival, e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, durante laboratori didattici.

 Tra le diverse mostre collettive a cui ha partecipato negli anni 2021-2022 si ricordano:

-       Dentro l'Opera della Divina Commedia al Chiostro di S. Francesco a Benevento (2021)

-       100 Artisti a Palazzo Fani a Tuscania, VT (2022)

-       Biennale Terra d’Otranto alla Galleria E. Maccagnani di Lecce (2022)

-       Luci in Avalon al Palazzo Genovese di Salerno (2022)

-      Téchne, presso il NEXT (Nuova Esposizione eX Tabacchificio di Cafasso) a Capaccio Paestum, SA (2022-23)

-       Alla Corte dei Carafa al Museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, CE (2022-23).

 Nel 2023 l’attività espositiva si è intensificata, con la partecipazione a numerose collettive tra cui:

Modigliani e gli artisti, al Palazzo delle Arti di Bassano del Grappa (VI)

- Dante egli artisti, alla Casa di Dante a Firenze

- Luigi Vanvitelli, l’artista, al Belvedere di S. Leucio (CE) e al Museo Archeologico Campano di Capua (CE)

- Arte per l’Arte, al Palazzo Chigi di Ariccia (RM) e al Palazzo Ruspoli di Nemi(RM)

- Charm of Art, al Palazzo dei Duchi di S. Stefano a Taormina (ME) e alla galleriaSpazio57 di Napoli

- XXI Premio Nazionale d’Arte Città di Novara, al Castello Visconteo Sforzesco di Novara (Premio speciale di segnalazione)

- Psiche, alla Fondazione Modigliani di Roma

- Biennale di Arti Visive, all’ex Conservatorio di S. Anna e al MUST di Lecce

- X Expo di Arte Contemporanea Avalon in Arte, al Palazzo Fruscione di Salerno

- Concorso “Ai tuoi Piedi”, VI edizione, al Palazzo Abbaziale del Loreto, Mercogliano (AV)

- XIX Premio Città di Terni “G.L.G. Byron”, al Museo Diocesano di Terni

- XIII Festival dell’Immagine, a Martina Franca (TA) 

- Mostra per la V edizione dell’evento per Telethon al Palazzo Paternò di Caserta.

 

Il 2024 si aperto con la partecipazione ai seguenti eventi espositivi:

 - IV Festival delle Espressioni Artistiche ODEA, alle Scuderie Aldobrandini – Museo Tuscolano di Frascati (RM)

- Bien.NapoliArt (IV edizione), al Castello dei Conti di Acerra (NA)

- Liquid Sky (II ed.), al Galata – Museo del Mare di Genova

- MAN, alla galleria ipogeo della Casa Cava nei Sassi di Matera.

- II Biennale Internazionale d’Arte Città di Varallo, al Palazzo d’Adda diVarallo (VC)

- Mostra personale a Villa Bertelli, Forte dei Marmi (LU)

- Sermoneta Summer Art, nella Chiesa di S. Michele Arcangelo a Sermoneta (LT)

- Lenzuola d’Arte (III ediz.), a Eboli (SA)

- I Colori dell’Amore – (Ri)nascita, al Museo Civico di Maddaloni (CE)

- Voci di Notte – Vite/Vino, mostra internazionale virtuale di arte contemporanea promossa da Echorama ETS APS

- V Festival delle Espressioni Artistiche ODEA, a Villa Mondragone, Monte Porzio Catone, RM

- Art & Design International, all’ex chiesa di San Leonardo a Venezia 

- VI Bene Biennale, alla Rocca dei Rettori di Benevento (terzo classificato per la Composizione)                                                  

- Charm of Art, alla Casina Vanvitelliana di Bacoli, NA                                                                                  

- II Biennale di Velletri, Palazzo Comunale di Velletri, RM (terzo classificato per la Scultura)

Il Senso della Vita, Auditorium Provinciale di Caserta

- Biennale di Catanzaro al Marca - Premio Roberto d'Angiò (2° classificato per la Digital Art)

Visioni - Premio Internazionale d'Arte al Tempio di Pomona a Salerno.

Miti Partenopei al Maschio Angioino(Castel Nuovo) di Napoli

 
Nell'ambito dell'edizione 2024/2025 del Contemporary Art Tour, mostra collettiva itinerante promossa dall'associazione culturale Phoebus, ha esposto diverse opere in 12 location: il Castello Aldobrandesco di Arcidosso (GR), il Castello Svevo di Termoli (CB), il Centro Polifunzionale Civitas di Cancello ed Arnone (CE), il Teatro Comunale di Cercola (NA), l'ex chiesa di Sant'Apollinare a S. Giovanni in Persiceto (BO) e il Palazzo Doria Tursi di Genova, , il Castello della Musica di Noceto (PR), la Villa Cuturi a Marina di Massa (MS), la Galleria Europa a Lido di Camaiore (LU), la Villa Contarini Giovanelli Venier di Vo' Euganeo (PD), il Castello di Valbona di Lozzo Atestino (PD).

Nel 2025 si annoverano anche le partecipazioni alle mostre collettive:

- Luci e Ombre al Castello Medievale di Francolise (CE)

- Ubi Tu Ibi Ego all'Antica Fornace Grazia di Deruta (PG) 

- The New Era of Mindful Exhibitions al Palazzo Civico di Cagliari

- No War Yes Art al Quartiere Militare Borbonico di Casagiove (CE)

- Rinascita di Primavera nell'ex chiesa di S. Maria ( oggi Auditorium) di Sperlonga (LT)

 - Promessi Sposi a Villa Scheibler di Milano

- Tracce di speranza nell'arte nella Sala Consiliare del Municipio di Vietri sul Mare (SA)

- VII ediz. MAC FEST - "A' Ciort" al Complesso Monumentale di S. Giovanni a Cava de' Tirreni (SA)

Art Week Volterra al Palazzo dei Priori di Volterra (PI)

- Charm of Art al Circolo Nazionale di Caserta

- VI edizione StregArti al Palazzo Paolo V di Benevento

- Arte e Bellezza al Centro Multimediale "M. Cacace" di Anacapri (NA)

- I Promessi Sposi al Monastero del Lavello a Calolziocorte (LC) e a Pescarenico (LC)

- VII Biennale del libro d'artista alla Biblioteca "M. Ambrosino" di Procida (NA)

- Sacrum -Arte e Spirito nel Giubileo al Seraphicum di Roma

Il 2026 si è aperto con la partecipazione come artista in esposizione alle mostre collettive 

- Esplor’Arte al Museo Civico Duilio Cambellotti di Latina

- Donna in tutte le sue sfaccettature al Palazzo dei Leoni di Messina

- CAI 25 - Opere in mostra, al Palazzo Ducale Sanchez De Luna di S. Arpino(CE) 

Bien.NapoliArt (V edizione), al Castello dei Conti di Acerra (NA).

- La Luce del Mediterraneo - Riflessi e Colori, al Bastione di Cefalù (PA)

- MumArt (XI edizione) al Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH)

- Chronos - il tempo nell'arte contemporanea alla chiesa di S. Maria di Portosalvo a Napoli.

- Malagueta - The spicy side of contemporary art alla Casa de Socorro di Malaga, Spagna

- Lenzuola d'Arte (V edizione) nel Palazzo Marchesale del borgo di Cicerale (SA), 

- Charm of Art al Castello Normanno di Aci Castello (CT)

A queste si aggiungono le mostre virtuali "MAI PIU'" organizzate da Quia Aps per la Giornata della Memoria (2023, 2024), le mostre virtuali "Vite/Vino - Voci di Notte"(2024), "Speranza / Hope" (2025) e "Fauna" (2026) promosse da Echorama Aps e le videoesposizioni: a Palazzo Borghese di Firenze (2021), al Festival Cultura e Identità di Casale Monferrato (2021)e, infine, al Museo di Arte Europea di Barcellona (2022), in concomitanza con la IV edizione della Bienal de Arte Barcelona.

Diversi i riconoscimenti ricevuti: Premio d’Arte Dante Alighieri (2021), Premio Città di Barcellona (2022), Premio per le Arti Visive "Menelao" (2022), Premio Modigliani (2023). Premio per le Arti Visive “Zeus” (2023), Premio per le Arti Visive “Medusa” (2023), Premio Roberto d’Angiò (2024),Premio Arte, Cultura e Sociale (2026), Premio Pulcinella (2026).

Dal 2022 è, inoltre, docente del corso Economia per immagini, sugli intrecci tra arte ed economia, da lui stesso ideato nell’ambito dell’offerta di PCTO della Banca d’Italia. Nello stesso anno guida i visitatori alla scoperta del patrimonio della filiale napoletana della Banca d’Italia, in occasione dell’evento Open House Napoli.

Un nucleo significativo di sue opere arredano gli ambienti di lavoro della Segreteria Tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario, presso la sede di Napoli della Banca d’Italia, arricchendone la pregevole collezione e costituendo una sezione di arte ultra-contemporanea.

Ha scritto, inoltre, diversi articoli su arte e cultura per Il Giornale di Casoria ed è digital creator del profilo Instagram @visitcasoria, realizzato in occasione della tesi di laurea incentrata sui beni culturali della sua città.

Nelle sue opere fa delle incursioni in differenti linguaggi artistici (pittura, scultura, fotografia, poesia etc.) e la sua attività si configura come un “viaggio dalla suggestione della parola alla poesia dell’immagine”. Il tema del viaggio, sia nel mondo fisico che in quello interiore, ricorre spesso nelle sue opere: il suo motto è “conosci te stesso conoscendo il mondo e conosci il mondo conoscendo te stesso”. Frequente anche la poetica del frammento e dello sguardo interiore, attraverso la commistione di richiami all’antichità ed elementi della contemporaneità, in chiave psicologica e concettuale, tanto da autodefinirsi “archeologo dell’anima” o “scienziato delle emozioni”.

L’eterogeneità della sua produzione artistica non è solo il riverbero dei suoi multiformi interessi, ma è anche la manifestazione di una ricerca da sempre improntata alla diversità, un tema caro che declina in vario modo e che ha sperimentato sulla propria pelle: per la disabilità visiva, per il diverso orientamento affettivo, per le fasi depressive alternate a fasi di intensa attività.

Nelle sue opere la visione del mondo esterno si fonde e si confonde con quella del mondo interiore.  Vi aleggiano messaggi talvolta inquietanti, che suggeriscono infinite letture e suggestioni, inducendo l'osservatore ad una riscoperta del proprio io e dell'universo circostante. Si percepisce il senso di attesa, di mistero, ma anche di ricerca estenuante e di lotta incessante tra elementi contrastanti.

Per dare potenza al messaggiodi un’opera ricorre, talvolta, a soluzioni di impatto visivo o, per così dire,di “messa in scena” quasi teatrale, con l’intento di non lasciare indifferentel’osservatore, innescando in lui un’emozione o una riflessione. In tale prospettiva si inseriscono anche le varie "interpretazioni performative" che accompagnano l'attività di comunicazione delle proprie creazioni, in un dialogo continuo tra l'artista e le sue opere che fungono così da scenografia emotiva dell'artista stesso. Perfino l'outfit scelto in occasione dei vernissage delle mostre risponde il più delle volte a logiche di attinenza cromatica o simbolica con le opere presentate.

Tra i vari critici, storici dell’arte e giornalisti che hanno scritto dell’artista si ricordano: Mino Iorio, Rosario Pinto, Mariangela Bognolo, Antonella Nigro, Jean Francois Bachis Pugliese, Maria Di Stasio, Luigi Sinacori, Emiliano Cecchi, Ilde Rampino, Maurizio Lucchese, Luisa Zinna, Maria Cristina Ricciardi e Marianna Scuderi.

La poetessa Ilde Rampino usa queste parole per descrivere le sue opere:

 "Attesa della rivelazione di un mistero, una ricerca estenuante di qualcos’altro da noi, che dia requie al nostro animo, combattuto in una lotta incessante tra contrasti e riflessi interiori abbacinanti, in cui la mente non riesce più a riconoscersi. [...] Affacciarsi alla finestra del cuore e trovare un varco per conquistare un angolo di pace in mezzo alla frenesia del mondo e alle voci instancabili di una vita aldilà delle regole che confonde la propria anima. [...] Una ferita che si irradia violenta e che al contempo nasconde il tumulto pacato dell'esistere e si rivela latore di un messaggio imprescindibile".

 Queste, invece, le parole del critico d'arte Luigi Sinacori, espresse in occasione dell’ottava Expo di Arte Contemporanea "Luci in Avalon" al Palazzo Genovese di Salerno:

 "Quando le arti si fondono tra loro, quando la suggestione, la fede e l'immaginazione viaggiano parallele attraverso la mente e le mani dell’artista, si crea una chimica mistica, un plus che spinge in maniera irrimediabile l'osservatore ad una ricerca, ad una riscoperta, aduna conoscenza del proprio io e dell'universo circostante. Gabbie dorate circondano un patetismo cristocentrico, una catarsi verso il Golgota attraverso la chiave della Fede. Cromatici numeri evangelici e simbolici aprono l'orizzonte alla riflessione, alla meditazione; un incontro "letterario" verso auree armature ci interroga effettivamente sulle possibili reali distanze d'incontro o sugli ostacoli creati da noi stessi? Da Benni al fruitore, l'ardua sentenza".

 Ancora, lo stesso Sinacori nel 2023, in occasione della mostra Avalon in Arte al Palazzo Fruscione di Salerno:

 "Artista a tutto tondo, le sue opere spesso presentano rimandi alla classicità o alla letteratura. Il buio e la luce, nel caso specifico, ci rimandano a quel famoso ramo del lago di Como, dove un celeberrimo personaggio del romanzo qui citato avverte, nel suo animo tormentato, una dicotomia tra bene e male, tra tenebre e barlumi. Infinite letture come infinite suggestioni (non a caso) ci regalano le sue opere, contornate da una lettura poetica sempre originale ma abbastanza centrata. Uno sguardo ai maestri del passato rafforza, senza sminuirlo, il concetto di contemporaneità presente nelle composizioni".

Nel volume "Synchroni" così parla di alcune sue opere il critico d'arte Mariangela Bognolo:

"Le opere "San Gennà, piensace tu" e "Edipo Cieco - Lo sguardo in sè" dell'artista Roberto Fabio Brucci, si interrogano sul significato di immagine, sul suo aspetto provocatorio e sulla messa in discussione dell'opera stessa. [...] Entrambe le opere invitano lo spettatore a interrogarsi sul proprio modo di vedere la vita e sulla ricerca della propria coscienza. In queste immagini le figure sono un atto di denuncia e, allo stesso tempo, sono poesia ovvero un atto silenzioso che attraversa l'opera stessa e si impone nella memoria...per sempre". (da "Sinchroni", PAV Edizioni, 2026)

Ecco, invece, la nota (2025) del critico d'arte Antonella Nigro sull'opera "TE VOGLIO BENE ASSAJE" (Pulcinella):

"L'Infinito Partenopeo di Roberto Fabio BrucciIn quest’opera di Roberto Fabio Brucci, la maschera di Pulcinella subisce una metamorfosi per approdare a una dimensione astratta e metafisica. Attraverso un bianco e nero rigoroso ed elegante, l'artista compie un’operazione di sottrazione che esalta la portata simbolica del celeberrimo soggetto. Il corpo, ridotto a una silhouette sottile e filiforme, evoca una geometria dell’anima, un'essenzialità che trasforma il personaggio in un’ombra, un’idea, un tratto grafico che sembra vibrare sulla superficie bianca. I sei bottoni neri, unici punti di ancoraggio visivo sul busto candido, scandiscono il ritmo verticale della composizione come note su uno spartito silenzioso, conferendo una dignità quasi cerimoniale alla figura.L'elemento di rottura e, al contempo, il fulcro concettuale dell’opera risiede negli occhi: Brucci sostituisce lo sguardo tradizionale con il simbolo dell'infinito.Ecco l’Oltre: Pulcinella non osserva più il mondo fenomenico; lo sguardo si ripiega su se stesso in un ciclo eterno.L’emblema è duale: fonde la cecità della maschera con l'onniscienza del cosmo, suggerendo che dietro la "farsa" della vita si celi una verità immutabile e senza tempo.Il cappello, elemento iconografico imprescindibile - che a differenza della versione seicentesca del costume, presenta la punta che ricade verso il basso -, è qui reinterpretato con una morbidezza contrastante la rigidità dei bottoni. È l'ultimo legame con la terra, con la commedia e con la fragilità umana.L'opera di Brucci non è solo un ritratto, ma un'indagine filosofica. Il suo Pulcinella minimale diventa un archetipo universale: un ponte tra il folclore napoletano e la ricerca dell'assoluto, dove il vuoto del bianco e il pieno del nero dialogano in un perfetto ed eterno equilibrio". (Antonella Nigro, Critico d’Arte)

A seguire la recensione critica (2026) di Luisa Zinna delle opere "FRAGILITAS - la bellezza violata" e "VANITAS - La morte di Venere"

 "Le opere "Fragilitas - La bellezza violata" & "Vanitas - La morte di Venere" di Roberto Fabio Brucci possono essere lette come due capitoli di una medesima riflessione visiva: una meditazione sulla fragilità dell’ideale classico e sulla temporalità della bellezza. Pur sviluppandosi attraverso iconografie differenti, entrambe condividono un linguaggio fondato sulla frammentazione, sulla tensione tra oro e oscurità, tra permanenza e dissoluzione. In Fragilitas, la bellezza emerge come costellazione di frammenti: volti classici spezzati, dorature che resistono contro un fondo nero assoluto. Il contrasto non è solo cromatico ma concettuale. Il nero assorbe e amplifica, mentre l’oro riflette e reclama presenza. La violazione non appare come gesto distruttivo casuale, bensì come atto simbolico che costringe lo sguardo a confrontarsi con la perdita dell’unità. I volti, evocazione di un ideale formale occidentale, non possono più essere ricomposti; la perfezione si manifesta solo attraverso la sua stessa frattura. L’oro, tradizionalmente associato al sacro e all’eterno, smette di celebrare l’integrità e diventa superficie che sublima la ferita, rendendo visibile ciò che normalmente verrebbe nascosto.Questa stessa logica si ritrova in "Vanitas – La morte di Venere", dove l’archetipo della dea viene smembrato, ridotto a reliquia. La citazione classica non assume un tono nostalgico. La Venere non nasce ma sopravvive. Il mito non si compie: si consuma. Le conchiglie, moltiplicate e isolate, perdono la loro funzione originaria e diventano fossili visivi, tracce di un’origine svuotata. Qui la vanitas non è allegoria ma condizione materiale dell’immagine. La morte evocata dal titolo non riguarda soltanto la figura mitologica, ma la crisi stessa dell’idea di bellezza come valore stabile, assoluto, intoccabile. In entrambe le opere, la frammentazione diventa linguaggio e pensiero. Non si tratta di rappresentare la rovina, ma di trasformarla in principio strutturale. Il classico non viene negato né distrutto: viene esposto al tempo, reso vulnerabile, riportato a una dimensione quasi umana. La bellezza non appare più come ideale eterno, ma come qualcosa di instabile, soggetta a trasformazioni, perdite, mutamenti naturali e improvvisi. È significativo che queste opere si configurino come due importanti elaborazioni fotografiche di post-produzione su tela. La fotografia, mezzo tradizionalmente associato alla registrazione del reale, diventa qui strumento di costruzione concettuale. L’immagine non documenta, ma elabora; non riproduce, ma reinterpreta. La post-produzione non è intervento tecnico, bensì spazio poetico dove la materia classica viene smontata e ricomposta in chiave contemporanea. La tela, a sua volta, introduce una dimensione pittorica che accentua la sospensione temporale delle figure, collocandole in un territorio ambiguo tra reperto archeologico e visione digitale. Brucci costruisce così un paradosso coerente: la bellezza persiste proprio attraverso la sua disgregazione. La perdita diventa forma. La crepa diventa significato. E ciò che appare violato o morente si rivela, in modo inatteso, intensamente vivo". (Luisa Zinna)

Sempre Luisa Zinna ha curato nel 2026 la recensione artistica dell'opera "Memorabilia":

"L' opera MEMORABILIA, si riconduce a due importanti opere già note dell' artista Brucci: " Fragilitas – La bellezza violata & Vanitas – La morte di Venere" ( già esposte in importanti location sia in Sicilia che in diverse parti d'Italia), che si configurano come i capitoli di una medesima e rigorosa riflessione visiva, una profonda meditazione sulla frammentarietà dell'esistenza, sulla fragilità dell'ideale classico e sulla temporalità della memoria. Pur sviluppandosi attraverso iconografie differenti che uniscono il vissuto personale al mito, esse condividono un linguaggio fondato sulla scomposizione, sulla tensione tra l'oro e l'oscurità, tra la permanenza e la dissoluzione.?In MEMORABILIA, la genesi dell'opera nasce da un evento fortuito e intimo: i cocci della testa femminile di una coppia di teste di moro acquistate in Sicilia, andata distrutta durante un viaggio, diventano lo spunto per interrogarsi sui frammenti di vita che compongono il mosaico della nostra identità. Il volto scomposto, impreziosito dalla patinatura dorata su fondo nero che richiama la filosofia del Kintsugi e del Wabi-sabi, non viene ricomposto ma lasciato volutamente disunito, estendendo la doratura all'intera superficie per eleggere la crepa a principio strutturale.?Questa stessa logica e la medesima tensione estetica si ritrovano anche nelle prime opere, dove l'archetipo classico e la figura mitologica vengono smembrati e ridotti a reliquie visive. Il nero assoluto assorbe e amplifica, mentre l'oro non celebra più l'integrità ma diventa la superficie che sublima la ferita, rendendo visibile ciò che normalmente verrebbe nascosto. La violazione e la rottura non appaiono come gesti distruttivi casuali, bensì come atti simbolici che costringono lo sguardo a confrontarsi con la perdita dell'unità e con la crisi dell'idea di bellezza come valore stabile e assoluto.?Nelle opere di Brucci la frammentazione diventa così linguaggio e pensiero. Non si tratta di rappresentare la rovina, ma di trasformarla in una chiave di lettura in cui il classico viene esposto al tempo, reso vulnerabile e riportato a una dimensione profondamente umana. La post-produzione su tela agisce come uno spazio poetico dove la materia viene smontata e ricomposta in chiave contemporanea, sospesa tra il reperto archeologico, il vissuto autobiografico e la visione digitale. L'artista costruisce in questo modo un paradosso coerente in cui la bellezza, sia essa memoria di un viaggio o traccia di un mito, persiste proprio attraverso la sua disgregazione, rivelandosi in modo inatteso intensamente viva". (Luisa Zinna)

Qui, di seguito ancora un estratto dell'articolo pubblicato dalla rivista d'arte "Ars Magistris" nel 2024:

"Nel vasto e affascinante panorama della fotografia contemporanea, pochi artisti riescono a catturare la magia della luce e i frammenti di storia con la stessa maestria di Roberto Fabio Brucci. Le sue opere sono vere e proprie finestre su mondi passati e futuri, trasportandoci in un viaggio che trascende il tempo e lo spazio, creando un’esperienza visiva senza pari.Brucci è rinomato per la sua straordinaria capacità di giocare con la luce in maniera unica. Ogni sua fotografia è un omaggio alla luminosità, alle ombre e ai riflessi che riesce a catturare con grande abilità. La luce, nelle sue mani, non è solo un semplice elemento tecnico, ma diventa un vero e proprio protagonista che racconta storie, evoca emozioni e coinvolge lo spettatore. Le sue immagini ci invitano così a esplorare i chiaroscuri della realtà, offrendo una prospettiva nuova e affascinante del mondo che ci circonda.Le fotografie di Brucci sono profondamente intrise di storia e significato. Ogni scatto rappresenta un frammento di un racconto più ampio, un pezzo di un puzzle che ci esorta a immaginare e a ricostruire. Che si tratti di antiche rovine, di paesaggi urbani decadenti o di ritratti di persone che sembrano uscire da un’altra epoca, le sue immagini fungono da porte verso il passato e il futuro. Osservando le sue opere, ci troviamo a riflettere su ciò che è stato e su ciò che potrebbe essere, in un dialogo continuo e affascinante tra memoria e immaginazione.La dimensione onirica e spirituale è un ulteriore tratto distintivo del lavoro di Brucci. Le sue fotografie ci portano in un mondo sospeso tra il sogno e la realtà, dove i confini tra i due si dissolvono con eleganza. Ogni immagine è un invito a lasciarsi andare, a perdersi in un viaggio interiore che ci permette di esplorare le profondità della nostra anima e della nostra fantasia. È un’esperienza quasi meditativa, che apre le porte a nuove possibilità e a visioni inedite.Roberto Fabio Brucci non è solo un fotografo; è un vero e proprio narratore visivo che ci stimola a immaginare e a viaggiare con la fantasia. Le sue opere sono ricche di dettagli che catturano l’occhio e la mente, invitandoci a creare le nostre storie e a esplorare nuovi mondi. Ogni fotografia rappresenta un invito a lasciarsi trasportare, a sognare e a vedere la realtà con occhi nuovi e curiosi.In un’epoca in cui la fotografia digitale ha reso tutto immediato e spesso superficiale, Fabio Roberto Brucci ci ricorda l’importanza della lentezza, della riflessione e della profondità. Le sue opere sono un inno alla bellezza, alla storia e alla luce, invitandoci a guardare oltre l’ovvio e a cercare la magia nascosta in ogni angolo del mondo che ci circonda".

Infine, un estratto dell’articolo curato da Emiliano Cecchi apparso sul portale LiquidArte.it

"Tra introspezione e materia, l’artista campano racconta il proprio viaggio creativo attraverso il simbolo del Tuffatore, emblema di rinascita e visione interiore. [...] Non è difficile scorgere in questa figura simbolica l’eco di un gesto classico — il tuffo — reinterpretato come metafora dell’introspezione, della ricerca, del ritorno.[...] Le sue immagini interrogano la percezione, scavano nella fragilità, mettono in discussione le categorie di identità, memoria, diversità. [...] L’arte per Brucci è un esercizio di visione oltre il visibile: una forma di archeologia dell’anima, come lui stesso ama definirla. Scavare nel sé, risalire alla luce. [...] Forse è questo che rende Roberto Fabio Brucci un artista così contemporaneo e insieme così legato a una certa visione umanista dell’arte: la capacità di far dialogare il dato biografico con l’universale, la materia con il simbolo. [...] E in effetti le sue opere si lasciano scoprire come reperti: vanno toccate con gli occhi, osservate nel tempo. Come fossili di emozioni sopravvissute al presente. [...]

Qui il link all'articolo integrale:https://www.liquidarte.it/il-tuffatore-riemerso-alla...

Un accurato articolo intervista realizzato da ArtWord Blog Arte e Cultura è disponibile, invece, al seguente link

https://www.artword.store/.../2544329_roberto-fabio...

Qui di seguito una breve presentazione e riflessione sulla mia attività artistica, realizzata nell'ambito del Contemporary ART TOUR (disponibile su youtube anche in inglese e in tedesco):https://youtu.be/tWWlRA43WXI?si=nqrkVzLQ5iEMJ5sh (ITALIANO)https://youtu.be/jrPTKIx-VmY?si=OmnZ3rZ9dVMJvbhE (ENGLISH)https://youtu.be/jq-2hj_jClE?si=1avXhhvgCdW6ihGL (DEUTSCH)

Il più recente articolo con intervista (2026), è quello curato da Marianna Scuderi, art curator della OmniArt Open Gallery, pubblicato nell'ambito della rubrica "Voci d'Artista*, consultabile al link seguente:https://omniartcreative.blogspot.com/.../roberto-fabio...

Profili Social: www.instagram.com/il_tuffatore_riemerso (Instagram)https://www.facebook.com/iltuffatoreriemerso (Facebook)

Formazione

Dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze del Turismo alla Federico II (2007) e, successivamente, in Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli (2022).

Tematiche

Il tema del viaggio, sia nel mondo fisico che in quello interiore, ricorre spesso nelle sue opere: il suo motto è “conosci te stesso conoscendo il mondo e conosci il mondo conoscendo te stesso”. Frequente anche la poetica del frammento e dello sguardo interiore, attraverso la commistione di richiami all’antichità ed elementi della contemporaneità, in chiave psicologica e concettuale, tanto da autodefinirsi “archeologo dell’anima” o “scienziato delle emozioni”.

Tecniche

Pittura, fotografia, scultura, grafica, installazioni, poesia

Premi

Diversi i riconoscimenti ricevuti: Premio d’Arte Dante Alighieri (2021), Premio Città di Barcellona (2022), Premio per le Arti Visive "Menelao" (2022), Premio Modigliani (2023). Premio per le Arti Visive “Zeus” (2023), Premio speciale di segnalazione al XXI Premio Nazionale d’Arte Città di Novara (2023),  Premio per le Arti Visive “Medusa” (2023), terzo classificato per la Composizione alla VI Bene Biennale, terzo classificato per la Scultura alla II Biennale di Velletri (2024), Premio Roberto d’Angiò, secondo classificato nella sezione Digital Art alla Biennale di Catanzaro (2024), Premio Arte, Cultura e Sociale (2026), Premio Pulcinella (2026).

Bibliografia

ANTOLOGIE

- Tra le Parole l'infinito, 2004. 

- Ti racconto il mio mondo, Retina Italia Onlus, 2016

- IX Premio San Valentino – Città di Atripalda, 2023. 

- Poeti per Alda, XI Premio Alda Merini, 2023 

- XV Premio “Il Federiciano”, 2023

- AA.VV., “Ai tuoi Piedi”, Antologia VI Edizione Concorso a temareligioso, ACIPeA. Palazzo Abbaziale del Loreto, Mercogliano (AV), 2023.

- G. Giglio - J.F. Bachis-Pugliese - M.R.Florio, Storia dell'artecontemporanea italiana (Tomo I), ADTEDITORI,2024.

- Syncrhroni, Collana d'Arte Contemporanea, primo volume,a cura di Maria di Stasio, 2026.


CATALOGHI

- DIVERSITY - Oltre i Pregiudizi, mostra personale alla sede di Napoli della Banca d'Italia, 2016

- Premio Menelao e Biennale Terra d’Otranto alla Galleria E. Maccagnani di Lecce, 2022

- Modigliani e gli artisti, Palazzo delle Arti, Bassano del Grappa, 2023

- Dante egli artisti, Casa di Dante, Firenze, 2023

- Premio Zeus e Biennale di Arti Visive all’ex Conservatorio di S. Anna di Lecce, 2023 

- X Expo di Arte Contemporanea Avalon in Arte al Palazzo Fruscione di Salerno, 2023

- XIX Premio Città di Terni “G.L.G. Byron” al Museo Diocesano di Terni

- Premio Medusa e Biennale di Arti Visive al MUST di Lecce, 2023

- VI Concorso “Ai tuoi Piedi” al Palazzo Abbaziale del Loreto, Mercogliano (AV), 2023

- MAN alla Casa Cava di Matera, 2024.

-  II Biennale Internazionale d’Arte Città di Varallo, Palazzo d'Adda, Varallo, 2024

- Lenzuola d’Arte, Eboli, 2024

- Voci di Notte – Vite/Vino, Multimedia Art Call, 2024

- VI Bene Biennale, alla Rocca dei Rettori di Benevento, 2024 

- OmniArt Open Gallery: Catalogo Artisti Stagione 2023-24, 2024.

- G. Giglio - J.F. Bachis-Pugliese - M.R. Florio, MARCA - Museo dell'Arte Contemporanea di Catanzaro - La Biennale dell'arte contemporanea della Provincia di Catanzaro e i suoi artisti, Catalogo Generale, ADTEDITORI, 2024.

- G. Giglio - J.F. Bachis-Pugliese - M.R. Florio,  "Storia dell'arte contemporanea italiana" (Tomo I), ADTEDITORI,2024.

- "VISIONI" - Premio Internazionale d'arte al Tempio di Pomona, Salerno, 2024.

- "Miti Partenopei" al Maschio Angioino (Castel Nuovo) di Napoli, 2025.

- Rinascita di Primavera, Sperlonga, 2025.

- Promessi sposi, Villa Scheibler, Milano, 2025.

-Tracce di speranza nell'arte, Vietri sul mare, 2025.

- Art Week Volterra, Volterra, 2025.

- Arte e Bellezza, Anacapri, 2p25.- SACRUM – Arte e spirito nel Giubileo,Roma, 2025.

- OmniArt Open Gallery: Catalogo Artisti Stagione 2024-25,2025.

- CAI 25. Catalogo Artisti Italiani. Ricognizione sull'artecontemporanea italiana, VI edizione, 2026.

- MumArt XI edizione, Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH), 2026.

- Chronos - il tempo nell'arte contemporanea, a cura di Maria Di Stasio, Napoli, 2026.